mercoledì, ottobre 30, 2013

Il ritorno del Principe

In Italia sul tema della corruzione non riusciamo mai ad essere coerenti; anzi dato che corrotti e corruttori spesso si trovano nei gangli del potere, ecco che politici e criminali frequentemente condividono affari e destini.
Uno dei libri più interessanti che affronta questo tema è Il ritorno del Principe
Uscito in libreria il 27 giugno 2008 il libro, Il ritorno del Principe di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato(Chiarelettere Editore, 368 pp., 15,60 Eu) affronta la mafiosità, quel comportamento diffuso specialmente qui in Italia, pare essere una componente costitutiva del potere: il richiamo al Principe di Macchiavelli, per cui ogni mezzo è lecito per l’esercizio del potere, è senza dubbio pregnante; quale democrazia può svilupparsi con questa premessa?
Di questo libro scrissi una recensione, pubblicata sul quotidiano online mentelocale.it il 4 novembre 2008.
Gli autori del libro inchiesta, Il ritorno del Principe, sono Saverio Lodato, giornalista e scrittore, che lavora per L'Unità, e Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, dove dirige il Dipartimento Mafia-economia. Quest’ultimo è stato anche Pubblico Ministero al processo Andreotti.
Nel libro Roberto Scarpinato prende atto che il mondo degli assassini comunica con mille porte girevoli con le persone normali, con i tanti sepolcri imbiancati che occupano la scena…gli assassini, con i loro volti truci, molto spesso sono persone come noi che frequentano gli stessi salotti e le stesse chiese delle vittime… così abbiamo il dio dei dittatori e il dio degli oppressi, il dio dei corruttori e il dio dei poveri cristi, il dio dei mafiosi e il dio degli antimafiosi… così sono tutti bravi cristiani e in pace con loro stessi.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, che riguardano soprattutto la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, ecco che si rimarca quanta ambiguità e voglia di continuare il gioco politico della collusione tra potere e malaffare- in questo caso la frode fiscale.
Avere le istituzioni democratiche al di sopra di ogni sospetto sarebbe cosa normale e invece...
In Italia vediamo come chi incappa nelle maglie della giustizia continua poi a frequentare gli stessi ambienti. La stessa gente non esita poi a licenziare e a bollare come ladri e farabutti gli altri, mentre si autoassolve in nome di una appartenenza ad una classe sociale superiore: sono senza vergogna.

domenica, ottobre 27, 2013

Niente succede per caso...

Niente succede per caso: si dice spesso ed è una verità incontestabile. Se poi parliamo di politica quel caso acquista una valenza particolare: fa succedere cose che riguardano il nostro essere collettivo, la comunità, l'insieme di azioni e controreazioni sociali.
Per questo si può affermare che, per quanto riguarda l'Italia, il grillismo è la diretta conseguenza del berlusconismo. Ancora di più l'astensionismo, il rifiuto della partecipazione politica è responsabilità dei personalismi e della nomenclatura partitica, di partiti che poi lo sono per modo di dire.
Il solo partito italiano, che tale si potrebbe definire, è il Partito Democratico che svolge congressi e alimenta dibattiti sulle scelte da fare in campo economico e sociale. Per il resto il vuoto.
Oggi abbiamo tra astensionismo e votanti del movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, una percentuale che supera il 55% degli elettori. Fatto grave per la democrazia.
Il movimento 5 Stelle è sorto su un'onda di antipolitica; non tutto però di questo movimento è da ritenere sbagliato: alcune istanze di rinnovamento e di pulizia sono necessarie per far cambiare rotta all'Italia. Vent'anni di Berlusconi, al centro della vita politica, ha portato un degrado istituzionale e morale evidente. La fine di una parabola personale, politica e sociale è inevitabile sia per questioni anagrafiche sia per una naturale trasformazione temporale che modifica fisici e idee. Idee che riscontriamo anch'esse vincolate da quel Niente succede per caso a quell'Eterno Ritorno, di nietzschiana memoria.
Da alcuni fatti possiamo quindi intravedere un succedere prossimo venturo: Berlusconi muore; Forza Italia finisce; Beppe Grillo diventa senatore; il Movimento 5Stelle cambia nome; il PD si spacca; i socialisti ritrovano un vecchio sole nascente e si inizierà a parlare della scoperta di algoritmo capace di dare risposte ai vecchi problemi. La formula software sarà inserita in un'umanoide capace di dare fisicità al virtuale...
un nuovo Berlusconi? Niente succede per caso.

martedì, ottobre 22, 2013

Ogni persona è una via


Foto di Maria Zambrano

Molte sono le strade per l’autorealizzazione; si potrebbe dire che ogni persona è una via per raggiungerla. Io ho incontrato molte strade ed ognuna conteneva semi di saggezza e verità; ognuna aveva la risposta giusta ad un problema.
Maria Zambiano (Filosofa spagnola e premio Cervantes) affermava, in Persona e Democrazia (1958): ‘Queste strade, per quanto diverse, hanno in comune il fatto di essere strade aperte dall'uomo nella selva oscura e compatta formata dagli dei, dalla confusione della natura e perfino dall'oscurità della sua mente. E' come se l'uomo si fosse finalmente messo in moto. Farsi strada é l'azione umana per eccellenza...perché l'uomo è egli stesso strada’.
Spesso si incontrano e si provano a percorrere queste strade in momenti difficili dell’esistenza: drammi, problemi, fatti tragici e difficoltà varie, facendo avvicinare le persone a particolari dottrine, filosofie e pratiche religiose; ognuna di queste rappresenta un conforto ed una rassicurazione per superare quelle particolari difficoltà del vivere. Ognuna quindi può essere utile e funzionare. Per certi versi si potrebbe pensare che un effetto placebo esiste anche per l’anima, per cui non importa a chi e a che cosa credere, l’importante è credere.
Io ho potuto constatare che c’è un filo che accomuna tutte le pratiche e le filosofie che aiutano la ricerca del proprio bene, insieme a quello degli altri: è il sapere della responsabilità delle nostre azioni; la consapevolezza di quanto i nostri comportamenti e i nostri desideri influiscano sul nostro destino. In fondo tutte le strade sono dirette nell’interiorità del nostro essere, dove è posta la nostra verità.
Così sono dell’idea che nella nostra vita niente succeda mai veramente per caso, ed ogni cosa metta alla prova il cammino che ognuno intraprende per diventare ciò che è: questo è il senso profondo della nostra vita.
Per questo dobbiamo, nel corso della vita, fare i conti con molte cose; dobbiamo misurarci con meccanismi mentali e comportamentali che non ci appartengono, per realizzare quel miracolo di unicità e irripetibilità che ognuno rappresenta. Dobbiamo percorrere la nostra strada.

sabato, ottobre 19, 2013

Cos'è la scienza?

Cos'è quel percorso per conoscere la materia e le leggi che muovono l'universo? Ecco leggendo il piccolo libro Il senso delle cose, di Richard Feynman, si potrebbe dire in sintesi che la scienza è l'arte del dubbio.
Richard Feynman, che è stato uno dei più grandi fisici del ventesimo secolo a cui è stato conferito il premio Nobel nel 1965, raccoglie nel libro citato tre conferenze fatte a dei giovani universitari: L'incertezza della scienza- l'incertezza dei valori e Un'epoca scientifica la nostra?
Il sapere di non sapere con la ricerca continua, come sfida all'ignoto, è quello che attua il metodo scientifico, portandoci da un'ipotesi quasi certamente falsa ad una quasi certamente vera. Un quasi dunque che muove delle certezze per approssimazione. Più cerchiamo di conoscere e descrivere l'universo più il confine si allontana e appare irraggiungibile. Il mistero aumenta. L'immaginazione della Natura è più grande di quella dell'uomo. La meraviglia che osserviamo non la potevamo immaginare.
Prendiamo i meccanismi della vita: bellissimi; scopriamo con essi che ogni forma di vita è in relazione con ogni altra. Ad esempio: nelle piante, forme di vita molto lontane dagli animali, c'è la clorofilla, una sostanza molto importante nei processi che coinvolgono l'ossigeno e in noi troviamo un sistema di trasporto dell'ossigeno nel sangue-, chiamato emoglobina che ha la stessa composizione chimica, la stessa struttura ad anelli.

Feynman rileva...'Che alla base di ogni essere vivente vi sia la stessa chimica è una cosa fantastica. A pensare che che per molto tempo noi umani eravamo tanto orgogliosi da non voler riconoscere nessuna parentela con gli animali.
Se poi il nostro occhio avesse la possibilità di vedere gli atomi scoprirebbe che tutto l'universo è fatto degli stessi atomi e che la materia delle stelle è la stessa di cui siamo fatti noi
.
Si è soliti dire che l'eccezione conferma la regola. Sbagliato. Per la scienza se c'è una eccezione la regola è sbagliata. Lo scienziato dovrebbe far di tutto per cercare le eccezioni; per far cadere le vecchie regole: questo è il progresso. La scienza è tutto quanto può essere esaminato tramite l'osservazione.
I periodi peggiori della storia dell'uomo sono stati quelli dove a comandare c'erano delle certezze. Dove era forte la presenza di persone che credevano in qualcosa con fede cieca e dogmatismo assoluto, prendendosi tanto sul serio tanto da pretendere che il mondo intero la pensasse come loro.
Un mistero è perché la Natura sia matematica, ovvero quelle leggi rispettino e abbiano quell'aspetto.
Saper convivere con il dubbio e l'incertezza non dovrebbe essere solo utile alla Scienza, ma ad ogni altro campo delle attività umane. La filosofia dell'incertezza rende possibile il progresso quale frutto della libertà di pensiero.
Per quanto riguarda la scienza nel rapporto con la religione si può sostenere subito che nessuno è in grado di sostenere la negazione di un Dio, tanto quanto la sua esistenza, ma resta chiaro che comunque quel Dio non potrà essere un Dio convenzionale descritto da una religione. Nessun Dio di qualunque religione è tanto grande da reggere la contemplazione dell'universo al di là della presenza umana.
Quello descritto dall'uomo è un Dio inadeguato: un semplice spettatore delle sue gesta racchiuse tra bene e male. Spesso poi la religione è entrata in conflitto con la scienza: dalla Terra che girava intorno al sole, alla discendenza animalesca ecc.
Ecco la Scienza: una continuo viaggio nell'interrogazione, nella ricerca di risposte alle cose più semplici...al senso delle cose, che paradossalmente rimanda ad altre. Altre cose che ci circondano e noi guardiamo attoniti e incantati.

lunedì, ottobre 14, 2013

Giuseppe Di Costanzo, filosofo e scrittore

Oggi avevo pronto un altro post, invece mi è arrivata la notizia dell'improvvisa morte di Giuseppe Di Costanzo, un filosofo napoletano a cui avevo presentato un libro a Genova il 26 settembre scorso, insieme all'amica Giusy Randazzo.
Ora sono basito, come tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Una perdita inaspettata che ha lasciato un senso di vuoto nei famigliari e amici. Ecco che qualunque post che non parlasse di Giuseppe Di Costanzo, oggi non avrebbe senso.
Un infarto ha colpito ieri pomeriggio Giuseppe Di Costanzo a Berlino. Lui andava spesso a Berlino. era una città in cui aveva trovato la sua seconda casa. I suoi studi sulla corrente filosofica dello Storicismo Critico Tedesco, in particolare sulla formazione culturale e filosofica di Friedrich Meinecke e successivamente di Otto Hintze, lo portavano spesso in Germania.
Io sono stato onorato dell'occasione datami, con la presentazione del suo libro, 'tutto tranne l'amore', di essergli divenuto amico. Avevamo subito preso l'impegno di rivederci e di organizzare altre cose insieme. Era un napoletano speciale, fisicamente sembrava più tedesco: dai tratti del viso e dalla sua fattura alta e robusta; la sua simpatia poi era napoletana, contagiosa e non disdegnava di improvvisare imitazioni perfette di personaggi conosciuti. Con l'impegno di fargli conoscere un po' Genova lo portai a Boccadasse a prendere la panera -una specialità semifredda genovese-, fu una serata bellissima e insieme scoprimmo anche la comune passione per il cinema. Imitò Alberto Sordi e altri attori.
Ora mi rimane il ricordo della sua immagine che non voglio dimenticare.
Ciao caro Giuseppe, caro amico di pochi giorni, non ti scorderò.

martedì, ottobre 08, 2013

Il bosone di Higgs, chiamato erroneamente particella di Dio. Nobel per la Fisica 2013

Il bosone di Higgs chiamato erroneamente particella di Dio, ha fatto vincere il Nobel per la Fisica 2013.

Era previsto e puntuale è arrivato il premio Nobel a Peter W. Higgs che nel lontano 1964 aveva previsto l'esistenza di un bosone -che sarà in seguito chiamato 'particella di Dio'-, una particella che è necessaria a tenere insieme la materia.
Il bosone di Higgs, come comunemente viene indicata questa particella, costringe a interagire e ad aggregare tutti i componenti della materia, diventando massa: materia concreta così come la conosciamo noi.
Per i fisici è la conferma di una teoria chiamata Modello Standard: una teoria che prevede che le 12 particelle elementari, mattoni presenti in tutta la materia sia infinitamente piccola che grande, comprendano altre 12 particelle tipo i fotoni e i gluoni, che sono la colla che unisce fra loro i mattoni della materia, come i quark nel nucleo dell'atomo.
Ad ogni modo il britannico Peter Higgs è ateo (come la maggioranza degli scienziati) e non è d'accordo a chiamare la particella da lui pensata, poi scoperta e vista (al Cern di Ginevra con il super acceleratore Lhc), particella di Dio.
Questa particella potrebbe essere definita di Dio per il fatto che è l'unica particella che ha la capacità di trasformare l'energia in massa. Di rallentare la velocità della luce dando corpo a particelle come i fotoni, i quark, gli atomi ecc... Se in principio c'era la luce...ecco che tramite questo bosone venne creata tutta la materia: tutte le cose del creato.
All'inizio il nome dato a questa particella era goddamn particle, che significa particella maledetta o dannata, poichè difficile da individuare; fu solo una errata traduzione a trasformarla in particella dio.
Questo Nobel per la Fisica 2013 è stato assegnato anche al belga François Englert (81 anni), della Libera Università di Bruxelles; anche lui aveva fatto la congettura dell'esistenza di questa particella grazie alla quale esiste la massa. Ad ognuno degli scienziati andrà il premio di 8 milioni di corone svedesi, equivalenti a 920.000 euro.

giovedì, ottobre 03, 2013

Una conversazione stimolante

Da un dialogo davvero interessante -del post precedente- ad una conversazione stimolante...

Alcune sere fa ero a tavola con degli amici e una persona appena conosciuta che da subito incuriosì i presenti: il suo eloquio rivelava conoscenze in diversi campi e una vasta cultura. Lui, un uomo di oltre cinquant'anni, ad una precisa richiesta sulla sua vita sentimentale rispose che aveva un compagno con cui viveva da diversi anni.
Ma allora sei omosex? Chiese subito un commensale.
La risposta fu pronta: Non so come la pensi, ma nel mio percorso sentimentale non c'è spazio per una identificazione sessuale...io credo che l'individuazione di genere nella ricerca della felicità, la sessualità limiti la libertà e la verità dei sentimenti d'amore. Se stai bene con una persona, stai bene. Se si ama, si ama. Il resto è sovrastruttura.
Sovrastruttura! Era da tempo che non ascoltavo l'argomentazione puntuale di una scelta che escludesse la sovrastruttura.
Sovrastruttura
: questa parola mi fece ricordare Karl Marx e la sua filosofia.
Marx in breve sosteneva che '...Nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita'.
Ancora: 'Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.'.
In effetti la sovrastruttura è ogni tipo di concetto, non attinente ai rapporti economici, che determina la sostanza dei rapporti umani. Fondamentale a tal proposito è il ruolo creato dalla cultura dominante per meglio controllare la società. Quindi nella dialettica marxiana la sovrastruttura non dovrebbe distinguere le effettive entità nel mondo.
Questa è la sintesi del Karl Marx filosofo. Già, la nostra società dividendoci anche in maschi e femmine in un certo senso dà forma ad una società arcaica. La storia vera dell'umanità allora inizierà quando anche questa divisione sarà superata.
Questo è stato il mio pensiero inespresso in quel momento, ma che ora mi è tornato alla mente leggendo di omofobia e razzismo.
Spero che Karl Marx sia letto e riletto. Un approccio scientifico al perchè non riusciamo tra le tante ragioni ad uscire da certe gabbie.

martedì, ottobre 01, 2013

Un dialogo davvero interessante tra un Papa e un ateo

Questa è la parte finale del dialogo pubblicato da la Repubblica, tra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari.
la Repubblica di oggi 1 ottobre 2013
Il Papa Francesco: «...Ma ora lasci a me di farle una domanda: lei, laico non credente in Dio, in che cosa crede? Lei è uno scrittore e un uomo di pensiero. Crederà dunque a qualcosa, avrà un valore dominante. Non mi risponda con parole come l’onestà, la ricerca, la visione del bene comune; tutti principi e valori importanti, ma non è questo che le chiedo. Le chiedo che cosa pensa dell’essenza del mondo, anzi dell’universo. Si domanderà certo, come tutti, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Se le pone anche un bambino queste domande. E lei?».
Eugenio Scalfari: Le sono grato di questa domanda. La risposta è questa: io credo nell’Essere, cioè nel tessuto dal quale sorgono le forme, gli Enti.
«E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore. Questo è il mio Essere. Le sembra che siamo molto distanti?»
Siamo distanti nei pensieri, ma simili come persone umane, animate inconsapevolmente dai nostri istinti che si trasformano in pulsioni, sentimenti, volontà, pensiero e ragione. In questo siamo simili.
«Ma quello che voi chiamate l’Essere vuole definire come lei lo pensa?».
L’Essere è un tessuto di energia. Energia caotica ma indistruttibile e in eterna caoticità. Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere. Le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, evolvono, infine si spengono ma la loro energia non si distrugge. L’uomo è probabilmente il solo animale dotato di pensiero, almeno in questo nostro pianeta e sistema solare. Ho detto è animato da istinti e desideri ma aggiungo che contiene anche dentro di sé una risonanza, un’eco, una vocazione di caos.
«Va bene. Non volevo che mi facesse un compendio della sua filosofia e mi ha detto quanto mi basta. Osservo dal canto mio che Dio è luce che illumina le tenebre anche se non le dissolve e una scintilla di quella luce divina è dentro ciascuno di noi. Nella lettera che le scrissi ricordo d’averle detto che anche la nostra specie finirà ma non finirà la luce di Dio che a quel punto invaderà tutte le anime e tutto sarà in tutti».
Sì, lo ricordo bene, disse “tutta la luce sarà in tutte le anime” il che — se posso permettermi — dà più una figura di immanenza che di trascendenza.
«La trascendenza resta perché quella luce, tutta in tutti, trascende l’universo e le specie che in quella fase lo popolano. Ma torniamo al presente. Abbiamo fatto un passo avanti nel nostro dialogo. Abbiamo constatato che nella società e nel mondo in cui viviamo l’egoismo è aumentato assai più dell’amore per gli altri e gli uomini di buona volontà debbono operare, ciascuno con la propria forza e competenza, per far sì che l’amore verso gli altri aumenti fino ad eguagliare e possibilmente superare l’amore per se stessi».
Qui anche la politica è chiamata in causa.
«Sicuramente. Personalmente penso che il cosiddetto liberismo selvaggio non faccia che rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi. Ci vuole grande libertà, nessuna discriminazione, non demagogia e molto amore. Ci vogliono regole di comportamento ed anche, se fosse necessario, interventi diretti dello Stato per correggere le disuguaglianze più intollerabili».
Santità, lei è certamente una persona di grande fede, toccato dalla grazia, animato dalla volontà di rilanciare una Chiesa pastorale, missionaria, rigenerata e non temporalistica. Ma da come parla e da quanto io capisco, Lei è e sarà un Papa rivoluzionario. Per metà gesuita, per metà uomo di Francesco, un connubio che forse non si era mai visto. E poi, le piacciono i “Promessi Sposi” di Manzoni, Holderlin, Leopardi e soprattutto Dostoevskij, il film “La strada” e “Prova d’orchestra” di Fellini, “Roma città aperta” di Rossellini ed anche i film di Aldo Fabrizi.
«Quelli mi piacciono perché li vedevo con i miei genitori quando ero bambino». Ecco. Posso suggerirle di vedere due film usciti da poco? “Viva la libertà” e il film su Fellini di Ettore Scola. Sono certo che le piaceranno.
Sul potere gli dico: lo sa che a vent’anni ho fatto un mese e mezzo di esercizi spirituali dai gesuiti? C’erano i nazisti a Roma e io avevo disertato dalla leva militare. Eravamo punibili con la condanna a morte. I gesuiti ci ospitarono a condizione che facessimo gli esercizi spirituali per tutto il tempo in cui eravamo nascosti nella loro casa e così fu.
«Ma è impossibile resistere ad un mese e mezzo di esercizi spirituali» dice lui stupefatto e divertito. Gli racconterò il seguito la prossima volta. Ci abbracciamo. Saliamo la breve scala che ci divide dal portone. Prego il Papa di non accompagnarmi ma lui esclude con un gesto. «Parleremo anche del ruolo delle donne nella Chiesa. Le ricordo che la Chiesa è femminile».
E parleremo se Lei vuole anche di Pascal. Mi piacerebbe sapere come la pensa su quella grande anima.
«Porti a tutti i suoi familiari la mia benedizione e chieda che preghino per me. Lei mi pensi, mi pensi spesso».

Ci stringiamo la mano e lui resta fermo con le due dita alzate in segno di benedizione. Io lo saluto dal finestrino. Questo è Papa Francesco. Se la Chiesa diventerà come lui la pensa e la vuole sarà cambiata un’epoca.

Questo dialogo dice molte cose di questo Papa: affronta la Scienza e la modernità senza chiusure, insegnando a molti cattolici e cristiani come rapportarsi con le differenze del pensiero ideologico e scientifico. Illuminante è la frase: 'Nella lettera che le scrissi ricordo d’averle detto che anche la nostra specie finirà ma non finirà la luce di Dio che a quel punto invaderà tutte le anime e tutto sarà in tutti'.
Già, la nostra specie finirà...in perfetta aderenza scientifica darwiniana; allora quel Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza dal nulla, non finirà con la sua fragile e mortale creatura, ma continuerà e invaderà tutte le anime e tutto sarà in tutti. Una visione olistica che travalica il Dio di parte di tutte le religioni; quello ebreo di un solo popolo o quello dell'Islam accogliente e misericordioso dei musulmani insieme a quello onnipotente e vendicativo- capace di somministrare paradisi e inferni- come quello cattolico.
Per finire il Papa ricorda a Scalfari: Parleremo anche del ruolo delle donne nella Chiesa. Le ricordo che la Chiesa è femminile...
Fantastico! La rivoluzione della Chiesa Apostolica Romana è forse all'inizio...ne vedremo delle belle.

sabato, settembre 28, 2013

Verso la fine

Speriamo che si chiuda questa parentesi delle Larghe intese. Finisca quell'accordo con la protesi armata di Berlusconi. Era chiaro dall'inizio che la soluzione di richiamare Napolitano a continuare il mandato di presidenza della Repubblica, mettendo insieme il PD con quella banda di nominati dal boss chiamata PdL, era un disegno di Berlusconi per continuare a mantenere il potere.
E' da vent'anni che tutto ruota intorno ad una persona e non se ne può più. La politica è sprofondata sempre di più in un baratro autoreferenziale personale, dove conta la gestione del potere e non la risoluzione dei problemi con la civile convivenza.
Era sempre più chiaro che con quell'accozzaglia di pseudopolitici, operanti nel PdL, non si cambierà mai l'attuale legge elettorale attuata con meccanismi studiati per garantire alla Destra e alla Lega vantaggi e vassalli. Si cambi la legge elettorale, denominata porcellum, insieme a chi ci sta in Parlamento e si vada a votare subito.
Si spera che in questo momento gli italiani abbiano finalmente capito chi era e chi è il fondatore di Forza Italia: un partito che difficilmente potrà aderire al PPE europeo.
Già nella costruzione dell'Europa bisognerà trovare anche in Italia modi di confronto politico comuni e non giocati con personaggi alla Berlusconi. Personaggi che rimangono pervicacemente sulla scena politica come unti dal Signore.

martedì, settembre 24, 2013

Incontri mattutini


Stamane ho incontrato un conoscente ottantenne che mi ha detto di pensare spesso alla morte.
'Non mi era mai successo ma ultimamente penso spesso alla morte...non mi piace'.
La mia risposta è stata: 'Non è male pensare alla morte, anzi aiuta a vivere meglio'
'Dice?
-mi ha risposto- forse perché si diventa allora più bravi?'
'No. Si impara a vivere meglio il presente. Si apprezza di più quello che c'è di bello nella vita...ad esempio una giornata di sole, una tazza di caffè, l'incontro con un amico e anche un 'buongiorno!' esclamato dal tuo giornalaio. Pensiamo poco alla morte e alla brevità della vita. La morte l'abbiamo rimossa, ce la nascondiamo eppure quella cosa, che Totò chiamava 'a livella', aiuta non solo ad essere seri ma paradossalmente a ridere, ad amare
': così ho continuato.
'Grazie. Ha ragione, ma il fatto è che prima non ci avevo mai pensato. Quando ero giovane non pensavo alla morte, ma ora con l'età avanzata mi succede spesso. E' vero anche che apprezzo meglio le cose che un dì mi davano fastidio...ad esempio sono stato invitato a un matrimonio e tre giorni che sono agitato. Sono contento e aspetto con ansia'. Commenta lui
'Bene'. Ribadisco io
Mentre mi allontano mi dico, che in verità, non è che io pensi molto alla morte. Mi è venuto subito dopo in mente il film di Nanni Moretti Aprile, nella scena in cui con il metro in mano misurava quanto aveva vissuto e quanto poteva restargli ancora da vivere: pochi centimetri; erano di più quelli già vissuti. Accidenti!

Ma via. Teniamo solo le cose belle. Il film prosegue così.
Ecco vivere dovrebbe farci diventare saggi. Vecchi e saggi. Per vivere sempre meglio.

sabato, settembre 21, 2013

La fine di un circo-lo

La fine in un ritorno alle origini. Forse è così che si chiude un circolo. Partito con un originale tocco di polso, che faceva comprendere la psicologia del momento della massa di italiani, Silvio Berlusconi fondava Forza Italia come il partito nuovo a cui dare la fiducia sulle ceneri di tutti i partiti travolti dagli scandali di tangentopoli. Grazie poi a quell'infallibile macchina di creazione di opinione pubblica che è la TV, la presa del potere fu un gioco da ragazzi.
Era il1993. Le basi in fondo si erano formate con i circa 10 anni precedenti, caratterizzati dal cosiddetto edonismo reaganiano a livello mondiale e dal craxismo nostrano. Gli italiani aspettavano un cambio della classe politica, più onesta e meno casta (nel senso di intoccabile).
Sono passati 20 anni e il disastro è evidente a tutti: Silvio Berlusconi ha rappresentato il più grande bluff della storia politica italiana. Non solo si è avuto una classe politica indecente e affaristica, ma sempre più casta. E colui che doveva rappresentare il cambiamento si è rivelato un delinquente: frodava il fisco.
Ora lo stesso, mentre ancora una volta gli italiani sentono il rifiuto dei politici arraffoni e i partiti azienda, ecco che incurante di ciò Silvio Berlusconi fa rinascere il partito di Forza Italia, fornendogli una sede sfarzosa che grida vendetta per la miseria e la crisi che attanaglia gli italiani. Un partito che per chi ne fa parte, da Verdini alla Santanchè, dovrebbe essere di rigetto.
A questo punto io credo che con questo si chiuda più che un circolo, un circo: quello che ha offerto un infimo spettacolo politico.

Penso che quella sede museo durerà poco...non per la mancanza di fondi che Silvio Berlusconi continuerà ad elargire, ma per l'inadeguatezza del momento storico. Ora pare piacciano i movimenti e partiti veri, con facce pulite e senza corti o caste, non prolunghe di un capo o un boss.

domenica, settembre 15, 2013

A ma femme di Charles Aznavour

Ho trovato questo video di una bellissima canzone di Charles Aznavour cercandone un'altra da dedicare a mia moglie. Cercavo Toi et moi che ricordavo per le sue parole:
Toi et moi, deux cœurs qui se confondent au seuil de l'infini
Loin du reste du monde haletants et soumis
a bord du lit qui tangue et va sous toi et moi.

Io e te, due cuori si fondono alla soglia dell'infinito
Lontano dal resto del mondo alettante e sottomesso
a un lato del letto ti tocco e vedo sotto te e me.

Toi et moi libérés des mensonges et des sèvres tabous quand la nuit se
prolonge entre rantoli et remous non songes fous inventent onu nous

Tu ed io liberati dalle bugie e scevri dai tabù quando la notte si prolunga
dentro rantoli e turbinii noi pazzi ci inventiamo nuovamente.

E invece ecco A ma femme - A mia moglie

Quand le soc de roc de saisons, Sur nos visages et sur nos fronts
Aura creusé de lourds sillons De rides

Quando l'aratro dell'età, i nostri visi segnerà
Con i lunghi solchi che vi avrà scavato

Que sans notre amour désormais, Tes jours ne seront plus jamais
Les mêmes
Quand mes yeux ne verront plus rien
Que ma main cherchera ta main, A l'heure où parler sera un problème

Che senza il nostro amore ormai i tuoi giorni non saranno più
gli stessi
Quando i miei occhi non vedranno più niente,
E la mia mano cercherà la tua, allora parlare sarà un problema

Après avoir accepté Dieu. Juste avant de fermer les yeux
Encore une fois si je peux. Je te dirai comme un adieu
Je t'aime

Dopo aver accettato Dio. Prima di andarmene lo so
Un'altra volta se potrò. Io ti dirò come un addio
Ti amo

venerdì, settembre 13, 2013

Oggi 13 settembre 2013 io e mia moglie abbiamo raggiunto 40 anni di matrimonio.
Questa tappa significa molte cose; una di queste è la saggezza. Potrebbe essere considerata anche una follia raggiungere certi traguardi; ma riuscire a vivere la relazione complicata che comporta il rapporto di coppia tra un uomo e una donna, per me vuol dire essere saggi.
Vuol dire essere riusciti a costruire insieme una impresa difficile, che però regala la consapevolezza di sentirsi speciali. Poi l'amore paradossalmente non fa differenze con chi si capita addosso; la verità è che questo non succede mai per caso. No, l'amore ha delle ragioni profonde e ci dà il privilegio di incontrare l'altro.
Io ho incontrato Anna e lei ha incontrato me. Insieme abbiamo costruito negli anni una piccola società di mutuo soccorso e quell'amore che prima bruciava di passione e fisicità, ora si esprime con uno sguardo dolce e un sorriso, con una carezza e il porgerci la mano nel salire un altro gradino...il gradino di una scala che in verità scende verso una stanza buia. Rimane una certezza, sarà solamente uno di noi due che ascolterà un ultimo respiro: un sussurro per dirsi ciao.

mercoledì, settembre 11, 2013

40 anni fa...

l'11 settembre di 40 anni fa ci fu il golpe in Chile contro Salvador Allende. Il potere fu preso dal generale Augusto José Ramón Pinochet Ugarte che si autonominò presidente di una dittatura militare che durò 17 anni.

Quel generale in seguito fu accusato di crimini contro l'umanità, di corruzione ed evasione fiscale, ma non si riuscì a processarlo. Morì in Chile nel 2006- alla vigilia dell'inizio di altre sanguinose dittature sudamericane quali l'Argentina. Il reale orientamento politico del generale Pinochet, al di là del suo governo di stampo conservatore e accanitamente anticomunista, è l'ammirazione nei confronti del generale Francisco Franco, dittatore spagnolo, anticomunista e filo-fascista. Appoggiato dagli USA, nelle persone di Richard Nixon ed Henry Kissinger, in funzione anticomunista e da esponenti di ceti elevati cileni, rovesciò il legittimo governo del Presidente socialista Salvador Allende, il quale perse la vita nel golpe.


Da quell'esperienza traumatica e devastante del golpe in Chile, in Italia nacque l'idea del Compromesso Storico. Enrico Berlinguer allora segretario generale del PCI elaborò una strategia che avrebbe visto l'incontro tra cattolici e comunisti per riformare lo Stato italiano e scongiurare forme di golpe o interventi autoritari stranieri. In sostanza Enrico Berlinguer diceva che senza un accordo con i cattolici e la DC che li rappresentava, in Italia non era possibile fare niente.
Quell'idea fu in parte responsabile dell'inizio del terrorismo brigatista rosso. Le BR (Brigate Rosse) gruppi armati (guarda caso con molti componenti di estrazione cattolica) si dettero alla clandestinità e iniziarono a seminare terrore colpendo magistrati, impiegati, giornalisti e politici. Le prime azioni si registrarono nell'aprile del 1974: il rapimento del giudice Mario Sossi a Genova e la gambizzazione di un impiegato della FIAT. I fondatori delle BR, Alberto Franceschini, Renato Curcio e Margherita Cagol erano cattolici e come il presidente socialista Sandro Pertini ebbe a dire: solo chi proviene da una visione del mondo cattolica, dove esiste o il Paradiso o l'Inferno, può pensare in termini brigatisti. Da una parte tutto il Male e dall'altra tutto il Bene. O merda o Berretta rossa. Bisogna sconfiggere questo modo manicheo di guardare al mondo. La politica è un'altra cosa'.
Il culmine della strategia brigatista contro lo Stato democratico, si raggiunse nel 1978 con il rapimento e la successiva uccisione di Aldo Moro che voleva dare seguito ad una esperienza governativa che vedeva l'incontro con il PCI. Forse l'inizio della strategia del Compromesso Storico. I terroristi vedevano quel disegno come una restaurazione neocapitalistica e divennero sempre più feroci.
La compattezza della politica e il distacco dai cittadini e dell'opinione pubblica da quella forma violenta, -che aveva comportamenti anche di carattere mafioso come uccidere famigliari di pentiti, persone inermi e operai che avevano testimoniato- decretò la fine, la sconfitta di quei terroristi che segnarono una stagione criminale tra le più oscure della storia repubblicana.

sabato, settembre 07, 2013

L'essenziale...

L'essenziale una canzone stupenda di Ginette Reno

L'essentiel
C'est d'être aimé
Le reste importe peu, la seule vérité
C'est compter pour quelqu'un
quoiqu'il puisse arriver
C'est entrer dans son cœur et n'en sortir jamais

C'est recevoir autant qu'on aimerait donner
Ne plus s'appartenir, en être rassuré
C'est voir la joie de l'autre et fondre de bonheur
Mériter sa confiance et devenir meilleur

l'essenziale
E' di essere amati
Il resto non conta, l'unica verità
Quando capita che qualcuno
arrivi a bussare
per entrare nel cuore, non lasciarlo mai

Si riceve tanto quanto vorremmo dare
Niente ci appartiene e ci rassicura
Vedere la gioia dell'altro fa sciogliere di felicità
Guadagnarsi la sua fiducia e diventare migliori

L´essentiel
C'est d'être aimé
Contrairement à tout ce qu'on peut raconter
Ce n'est pas la fortune ou la célébrité
Qui ne sont que du vent et ne font que passer

Je crois que l'important est fait de petits riens
Être attendu le soir et courir en chemin
Un des plus beaux cadeaux
que nous ait fait la vie
c'est quand notre prénom a l'air d'un mot gentil

l'essenziale
E' di essere amati
A differenza di tutto ciò che si può dire
Non è la ricchezza o la fama
Che non sono che vento destinato a passare

Io penso che l'importante è fatto di piccole cose
Aspettare la sera e seguire un cammino
Uno dei più grandi doni
che rendiamo alla vita
è quando il nostro nome ha l'aria di una bella parola

mercoledì, settembre 04, 2013

Riflessioni sul Personal Computer

Steve Job, prima dell'avvento di internet, disse che il computer è una bicicletta per le nostre menti. Ora collegato al web- che ha trasformato le economie e le società di tutto il mondo-, il personal computer fa diventare tutto condivisibile e da utilizzatori passivi ora siamo diventati potenziali produttori creativi.
Naturalmente poi ci sono le distorsioni che possono essere rappresentate da 'I LIKE - I DON'T LIKE' (Mi PIACE - NON MI PIACE)- di Facebook, dove si esaurisce e definisce qualcosa che dovrebbe essere approfondito. Ancora una esemplificazione che svilisce l'arricchimento culturale.
Ma quello che intendo per produttori creativi riguarda il passaggio dal semplice uso di software alla sua produzione. Insomma diffondere la capacità a costruire programmi utili a noi e alle nostre esigenze, farà diventare la tecnologia del pc una rivoluzione senza precedenti.
Con questo passaggio entreremo in una fase storica che sarà capace di abbattere molte barriere. Una delle più evidenti è tra produttori e consumatori.
Paradossalmente un linguaggio macchina avvicinerà le persone rafforzando l'unione di quei sentimenti che sono la base dell'umanità.
Per fare ciò sarebbe logico insegnare nelle scuole un linguaggio macchina per costruire software. Non utilizzare i tablet e i pc per leggere solo libri o fare operazioni. ma anche per creare programmi nuovi.
E' solo un sogno? Un fatto riservato a poche persone come la produzione artistica? Non saprei. Una cosa è certa: il tempo sta perdendo con le tecnologie i ritmi fin qui conosciuti. I secoli prossimi saranno tutti brevi e i rinascimenti frequenti come le grandi crisi.
Una crisi la stiamo vivendo ora. L'uscita sarà il nuovo primo rinascimento dell'era prossima? Staremo a vedere...

giovedì, agosto 29, 2013

Words dei Bee Gees

Ho appena ascoltato ad una web radio, Antiguos pero Buenos, una canzone dei Bee Gees: Words. Li ricordate i Fratelli Gibbs? Erano un gruppo che iniziò la carriera in Australia che dopo solo qualche anno volò verso successi mondiali tra i maggiori della storia musicale. Con la caratteristica di cantare in falsetto accordando le loro voci in un coro d'accompagnamento, i Brothers Gibbs piacquero subito.
Words fu i loro primo successo e quel singolo insieme a I've Gotta Get a Message to You spopolò anche in Italia.
Nel 1977 con Saturday Night Fever, colonna sonora del film -che porta lo stesso titolo- con John Travolta, i Bee Gees incisero il disco più venduto di tutti i tempi. Seguirono poi altri successi.
Ma ora ricordiamoci quella canzone che con semplici accordi canta l'amore romantico:

Smile an everlasting smile/a smile can bring you near to me/don’t ever let me find you gone/cause that would bring a tear to me...
Sorridi con un sorriso senza fine/un sorriso può portarti vicino a me/non farti mai trovare triste/perché mi porterebbe una lacrima...
...a single word I say/it’s only words/and words are all I have/to take your heart away.
...ogni singola parola che dico/sono solo parole/e le parole sono tutto ciò che ho/per portare via il tuo cuore.

martedì, agosto 27, 2013

Maria Novella Oppo

C'è una brava giornalista che tiene da parecchio tempo una rubrica su l'Unità chiamata Fronte del video; questa giornalista si chiama Maria Novella Oppo. Lei nata a Ghilarza in provincia di Oristano lavora a l'Unità da 40 anni. Quindi lei ha visto e vissuto tutte le vicissitudini di questo giornale che da organo del PCI è ora una voce della Sinistra che potremo definire generalista.
Io leggo spesso gli articoli della sua rubrica e li trovo sempre graffianti oltre che divertenti...insomma una firma che non fa rimpiangere per la sua caratura le varie firme de l'Unità che partendo dal più famoso e compianto Fortebraccio sono transitate da Stefano Benni, Paolo Villaggio, Michele Serra, approdando a Toni Job e Enzo Costa. Oggi. Mi scuso per altri nomi dimenticati...
Quello che mi ha sempre lasciato perplesso devo dire però, è la foto con cui Maria Novella Oppo accompagna i suoi corsivi: una immagine di lei in formato tessera per il ritiro della pensione; una signora tipo la vicina casalinga che incontrate al supermercato e vi tiene informati sugli sconti...eppure lei è ricca di umorismo pronta anche a risate crasse e non solo a quel sorriso accennato nella foto fai da te. Quella foto è stonata...oppure è il punto massimo di una ironia dove mentre si attaccano i potenti, i cafoni, i servi e gli ignoranti della nostra classe politica si mostra una faccia 'comune': un volto di noi semplici cittadini che ci accingiamo ad andare a fare la spesa stando attenti a non sbagliare i conti. Oppure forse Novella Oppo deve andare semplicemente dal parrucchiere sotto casa.

Ecco uno dei suoi ultimi pezzi: quello di oggi martedì 27 agosto 2013

Che cosa distingue un’estate dall’altra? Praticamente niente. Ovviamente, stiamo parlando solo di programmazione televisiva e, in questo campo, le novità non esistono, con il vantaggio molto relativo che spesso le repliche si rivelano migliori dei prodotti nuovi. Cosicché gli spettatori, prima si irritano perché la programmazione è vecchia, poi si irritano di nuovo quando scoprono che il presente è ancora più vecchio e il futuro non è proprio previsto.
Neppure i sussulti e i terremoti della politica hanno tenuto in vita i talk show, tranne che su La7, dove ha continuato a imperversare, in qualche fascia, l’agonia interminabile del berlusconismo. Un’agonia simile a quelle dei protagonisti delle opere liriche, che muoiono continuando a strepitare e tenendo il pubblico appeso alle ultime strazianti note. Solo che il finale di partita di Berlusconi è stonato come la voce della pitonessa, che durante il caldo più caldo chissà dov’era, ma ha continuato ad apparire nei tg sempre con la giacca, da bravo ometto in carriera. E, nella sua smania di protagonismo, è arrivata perfino ad attaccare quel brav’uomo di Maurizio Gasparri, accusandolo, figurarsi, di non darsi abbastanza da fare nel sostenere Berlusconi. Il capo pregiudicato, che pretende di essere superiore alla legge e perfino alla logica; infatti, avendo già usufruito in passato di amnistia, indulto, stralci, condoni e altri azzeccati garbugli, ora vuole che si dichiari illegale la legge stessa, perché lo offende essere considerato uguale agli altri.
È chiaro che lui è più uguale di chiunque, mentre uguale a lui si rivela a sorpresa l’ex comico Beppe Grillo, che sotto il sole ha scoperto la geometrica bellezza del Porcellum. Perché, dice, in caso di vittoria del M5S, metterebbe il Paese nelle sue mani, consentendogli di mandare finalmente a casa tutti gli altri. Magari per sempre.

Claudio Du Lac - Poeta ecuadoriano

Ho conosciuto tramite il Grupo de lectura espanol della biblioteca Berio il poeta ecuadoriano Claudio Du Lac.
Questo poeta nato a Milagro nel 1979 è membro del Grupo Buseta de Papel
In attesa del suo primo libro ha ricevuto due menzioni d'onore in due diversi concorsi nazionali di poesia.
Ecco la poesia che mi è piaciuta molto: Bre-mu-hom-jer.
In sostanza, a mio parere, riporta in versi circolari il concetto della donna quale 'altra metà del cielo'. La poesia apre con il verso: L'uomo è dove inizia la donna e si conclude con la donna è dove termina l'uomo.
Sì la donna era stata definita da Mao-tze-tung l'altra metà del cielo, ovvero tutta quella parte a noi sconosciuta: la parte più grande del cosmo.

El hombre es donde empieza la mujer.
Llora sufriendo,
como las mujeres cuando usan sus rodillas de hombre;
Se acongoja como cisne
frente a un espejo como mujeres sin ser ellas;
Compone la noche sin ningún ruido acorde,
sin ser broche, ni guiño,
sin ser grito de mujer en el perfume
—que se levanta en la ceniza como hombre sin fuerza.
Un hilo en la espalda...
como cólera que se rompe en la cabeza de los hombres.
Novia de caer en el vidrio:
esa flor golpeada es la mujer:
Cascada que llena el vaso
y un sudor para cuando tiene alas el hombre.

La mujer que usa es como el hombre que llora;
El hombre que llora es como la mujer cuando ríe;
La mujer cuando ríe es como las nalgas del hombre;
Las nalgas del hombre es como una pequeña mujer;
Una pequeña mujer es como el más grande de los hombres; El más grande de los hombres es como la más pequeña de las lluvias;
La más pequeña de las lluvias es como la mano de una mujer;
La mano de una mujer es como el columpio de un parque; El columpio de un parque es como una mujer —sólo si hay un hombre—;
La soledad del hombre es como una prostituta;
Una prostituta es como la verdad borracha de una mujer;
Una mujer borracha es como una venganza;
Una venganza es como un pedazo de carne de hombre.
La carne de hombre es como un martillo;
Un martillo es como la locura de una mujer;
La locura de una mujer es como el hombre callado;
El hombre que calla es como la mujer cuando obliga;
La mujer cuando obliga es como el más pequeño de los hombres;
El más pequeño de los hombres es como una ventana;
Una ventana es como los senos de una mujer;
Los senos de una mujer son como precipicios;
Un precipicio es como la altura de una vagina;
Una vagina es como un pasadizo que pierde a los hombres;
La mujer es donde termina el hombre.

L'uomo è dove inizia la donna.
piange soffrendo,
come quando le donne adoperano le ginocchia degli uomini;
Si angosciano come cigni davanti a uno specchio,
come le donne senza essere loro;
Compone la notte senza alcun rumoroso accordo
senza essere spilla, nè occhiolino,
senza il grido di una donna nel profumo
-Che nasce nelle ceneri come un uomo senza forza.
Un filo sulla schiena...
come il colera che si rompe nelle menti degli uomini.
Sposa casca sul vetro:
che fiore è il colpo della donna:
Cascata che riempie la coppa
e fa sudare quando si hanno le ali d'uomo.

Donna che adopera è come l'uomo che piange;
L'uomo che piange è come la donna quando ride;
Una donna quando ride è come le natiche dell'uomo;
Le natiche dell'uomo sono come una piccola donna;
Una piccola donna è come il più grande degli uomini;
Il più grande degli uomini è come la più piccola delle piogge; La più piccola delle piogge è come la mano di una donna;
La mano di una donna è come l'altalena di un parco;
L'altalena di un parco è come una donna -solo se ha un uomo-;
La solitudine dell'uomo è come una prostituta;
Una prostituta è come una verità ubriaca di donna;
Una donna ubriaca è come una vendetta;
Una vendetta è come un pezzo di carne dell'uomo.
La carne dell'uomo è come un martello;
Un martello è come la follia di una donna;
La follia di una donna è come l'uomo tranquillo;
L'uomo in silenzio è come la donna che obbliga;
Una donna quando obbliga è come il più piccolo degli uomini;
Il più piccolo degli uomini è come una finestra;
Una finestra è come il seno di una donna;
I seni di una donna sono come i precipizi;
Un precipizio è come l'altezza di una vagina;
Una vagina è come un passaggio che ha perso gli uomini;
La donna è dove finisce l'uomo.

mercoledì, agosto 21, 2013

Nostalgia de la luz

Nostalgia de la luz è un film diretto da Patricio Guzmàn che affronta il tema della dittatura di Pinochet e dei desaparecidos partendo dal deserto di Acatama. In questo deserto, che è la parte del pianeta Terra privo di umidità, si incontrano le storie di ricercatori diversi: astronomi, archeologi e parenti di desaparecidos.
Acatama un deserto senza animali di solo sale e pietre, ora nasconde anche i resti di assassinati del regime dittatoriale di Pinochet.
Vicino agli osservatori, in mezzo a questo immenso vuoto, si trovano le rovine di Chacabuco, il campo di concentramento più grande della dittatura di Pinochet. Chi è sopravvissuto a quell'internamento ricorda i cieli stellati e il senso di libertà che sapevano donare.
Un film Nostalgia de la luz, come si diceva, sulla memoria e la ricerca. Mentre nel deserto di Acatama, il più grande telescopio della Terra è rivolto verso il cielo alla scoperta di stelle, individuandole con le vibrazioni emesse in forza alla quantità di calcio presente; nel deserto circostante i parenti delle vittime di Pinochet cercano i resti di ossa dei loro cari: formate dallo stesso calcio delle stelle. Le ossa di calcio sono della stessa materia formatasi subito dopo il Big Bang.
Le linee spettrofotometriche di risonanza più forti, certe ed indicative per poter riconoscere le stelle (classe, età ) sono quelle del Calcio.
Calcio. Simbolo 'Ca'. Numero Atomico '20'. Gruppo 2, Periodo 4. Serie Chimica: Metalli Alcalino Terrosi. Solido. Quinto elemento in ordine di abbondanza sulla Terra. La calce riduce l'acidità (il principio opposto delle mummie delle torbiere) e viene usata per l'infossamento di carcasse per evitare il propagarsi di infezioni ed epidemie.
Così Acatama diventa il centro di un paradosso: mentre si va alla ricerca di una memoria remota, la più antica che porta alla nascita dell'Universo, si dimentica quello che è successo nel 1973. Solo 40 anni fa. Un passato che ha visto compiersi degli orrori. Ecco una galassia che non vediamo e abbiamo in noi. Il deserto prigione e libertà. Il deserto, contenitore dell'archeologia e base per scandagliare il cielo, diventa il luogo dove si incontrano la storia della Terra e quella dell'uomo, in un tempo indefinito.
Acatama, metafora del Cile. Lì c'è un presente che si trova nel passato più remoto, quello della formazione delle stelle, nella luce. Archeologia e astronomia diventano la stessa ricerca per la stessa domanda: chi siamo? Da dove veniamo?
Presentato al Festival di Cannes nel 2010 è possibile vederlo su Vimeo:

Il film di Patricio Guzmàn prosegue nella forte carica civile, e per il mantenimento della memoria, al documentario fatto nel 1976, La battaglia del Chile, sulla storia del golpe di Pinochet e la fine del Presidente Salvador Allende; quel presidente, che come dichiara il regista, segnò la sua vita. Il film documentario La battaglia del Chile si può vedere anch'esso su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=fMt7gHOtYX8