mercoledì, ottobre 18, 2023

A proposito del disastro del Vajont

A proposito del disastro del Vajont di cui si commemorano quest'anno i 60 anni dal tristissimo evento successo il 9 ottobre 1963, bisogna ricordare di quel periodo il fratello di Italo Calvino, Floriano geologo e grande esperto nello studio delle dighe, e il grande contributo alle cronache e alla verità che diede la giornalista dell'Unità, Tina Merlin.
Floriano Calvino in occasione delle inchieste della magistratura sul disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, fu l’unico geologo italiano ad accettare l’invito del giudice istruttore di Belluno che cercava tecnici disposti a far parte del collegio dei periti d’ufficio. Questa sua decisione non fu estranea alla decisione di Floriano Calvino di lasciare dopo pochi anni l’Università di Padova per trasferirsi presso l’ateneo di Genova quale direttore dell’Istituto di Geologia. Floriano fu anche consulente di importanti progetti e militante attivo del Tribunale Russell e della Lega Internazionale per il diritto dei popoli, oltre che perito per la difesa dei familiari di numerose tragedie italiane. Sul quotidiano genovese Il Secolo XIX, al quale collaborò per vent’anni, uscirono numerosissimi articoli. Nel 1974 venne proclamato Cittadino benemerito dall’Amministrazione comunale su proposta della Famija Sanremasca. Floriano Calvino morì a Genova il 19 gennaio 1988.

Tina Merlin per la sua ricerca di verità e per aver dato voce agli abitanti di Erto e Casso fu denunciata per la diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico e poi assolta. Tina Merlin subì l'ostracismo delle istituzioni anche come giornalista de l'Unità e le fu interdetto l'accesso al tribunale dove avvenne il processo. Il suo libro sulla strage: 'Sulla Pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont', riuscì a pubblicarlo solo 20 anni dopo, nel 1983. Tina Merlin è stata come suo marito Aldo Sirena partigiana e scrittrice. Da leggere la sua autobiografia: La casa sulla Marteniga. E' morta a 65 anni di tumore nel 1991.
Nel 1992, poco dopo la sua scomparsa, è stata fondata l’associazione culturale che porta il suo nome ' Tina Merlin' sui temi dei diritti civili, della giustizia sociale e della condizione femminile. Nel 2004 è stata pubblicata una raccolta di articoli giornalistici dal titolo La rabbia e la speranza.

domenica, ottobre 15, 2023

Quale tregua per la guerra fondamentalista tra Palestina e Israele?

Certo che è difficile trovare una soluzione. Qualunque essa sia. La più importante, dettata dall'ONU, è quella del riconoscimento di due Stati: quello della Palestina e quello di Israele...però nessuno dei due vuole riconoscere quello dell'altro. L'ONU ha poi più volte intimato a lasciare gli insediamenti abusivi fatti dagli israeliani in territorio palestinese. Intimazioni dell'ONU a cui non si è dato seguito. Solo gli insediamenti nella Striscia di Gaza sono stati evacuati nel 2005 con un piano unilaterale israeliano. L'operazione terminò lo sgombero ad agosto e il Il 12 settembre 2005 tutto il territorio della Striscia di Gaza passò in mano palestinese e gli abitanti ebbero accesso alle aree che erano state loro precedentemente vietate. Restò per la Striscia di Gaza il controllo delle frontiere terrestri (eccetto di quella con l'Egitto), marine e aeree. In sostanza Israele controlla ancora ogni persona, ogni bene e ogni goccia d'acqua che entra o esce dalla Striscia di Gaza. All'ONU presso il Coordinamento degli Affari Umanitari fino ad ora esiste un ufficio su "Territorio palestinese occupato", che comprende la stessa Striscia di Gaza e rimarca di anno in anno un aumento di insediamenti illegali di israeliani in Cisgiordania. La Striscia di Gaza per molti si è trasformata in un 'campo di concentramento'. L'odio così aumenta e non ci sarà fine finché perdura questa situazione. Israele giustifica questa durezza con la 'sicurezza' e i palestinesi invece rivendicano il territorio come il loro. Oggi il nuovo attacco a Gaza, scaturito dopo quello di Hamas a Israele, ricorda quello del 2008 con l'operazione Piombo fuso; anche allora fu la risposta ad attacchi missilistici delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Una storia senza fine. Anche allora le vittime civili furono moltissime; anche allora si dovette piangere su famiglie con minori distrutte. Si piange sui bambini da ambo le parti...questa è la guerra. La guerra non risolve mai i conflitti e fa aumentare i morti innocenti. Poi dovremo aggiungere anche l'aspetto religioso e qui tra Jahvè e Allah si rivendica l'appartenenza a un Dio solo apparentemente uguale. La situazione è molto complessa e giungere ad una soluzione risulta ad oggi impossibile. L'odio da ambo le parti fa commettere crimini contro l'umanità. Nel mentre i cittadini si schierano con l'una o l'altra parte...bisognerebbe che l'ONU abbandoni i veti dei diversi Stati e intervenga. L'ONU potrebbe intanto obbligare Israele ad abbandonare gli insediamenti abusivi e poi mandare un contingente che ponga fine alle strette sulla Striscia di Gaza. Le Forze ONU erano già intervenute in quei luoghi nel lontano 1967 durante la guerra Egitto Israele. Poi Israele rifiutò l'intervento di quelle forze su Gaza. Bisognerebbe che oggi intervenisse.

mercoledì, agosto 23, 2023


L'epigenetica e la cultura dei comportamenti

La cultura scientifica aiuterebbe molto a formare umanisticamente i cittadini; aiuterebbe la cultura in generale. La scienza evolve sempre di più e insieme ci aiuta a comprendere la nostra evoluzione: l'unità concettuale dei viventi; un patrimonio comune scritto su una riga con numeri di caratteri fissi. Purtroppo però questo sapere scientifico sembra boicottato dalla politica e dalla società. Bisognerebbe cambiare e andrebbe rivalutata la cultura scientifica. Una cosa però rende perplessi: migliora la nostra conoscenza tecnica e scientifica, ma non il nostro miglioramento interiore; il nostro progressivo avanzamento. Pare che i nostri comportamenti individuali e collettivi siano quasi fermi se non addirittura stiano indietreggiando. Insomma i nostri progressi morali e spirituali non vanno avanti. Già, i comportamenti restano di natura individuale e non sono trasmissibili e così grazie anche alla libertà che godiamo, ognuno si forma le proprie convinzioni e comportamenti civili. In fondo la storia insegna che non insegna niente.
Qualche progresso è indubbio che ci sia stato che però sembra che si possa perdere facilmente. Le guerre, le barbarie, i regimi tirannici, le stragi ci dicono quanto siano fragili le conquiste civili e morali. Qui si potrebbe aggiungere anche un aspetto che coinvolge i social network con i cosiddetti 'odiatori': un atteggiamento sociale più profondo che fa riflettere. Sigmund Freud pensava che l'uomo restava in fondo una brutta bestia; anche se poi il suo spirito illuminista faceva mettere l'Io là dove c'era l'Es: metteva la consapevolezza, la ragione, dove c'era l'inconscio e l'irragionevolezza. Allora si potrebbe spiegare il tutto con l'epigenetica; con la differenza dei comportamenti dovuti ad una 'impronta' che determina l'informazione di un gene convertita in una macromolecola il tutto riportato alla proteina. Insomma tutta una questione di proteine. Così essere di destra o di sinistra è dovuto ad una 'biologia delle credenze' -titolo di un libro di Bruce Lipton che teorizza come il nostro modo di pensare influenzi il DNA e la struttura cellulare. Una teoria che forse spiegherebbe molte cose: di come il nostro modo di pensare determinerebbe il nostro comportamento anche in forma genica. Questo allora giustificherebbe il mio razzismo uguale e contrario a quello che forma i presupposti a quella 'banalità del male'; a un razzismo e a discriminazioni che si scoprono perenni. Questo allora sì, il mio, un 'mondo al contrario'. Un mondo che ci fa diversi e uguali nella difficile convivenza.

Questa mia sintetica riflessione testimonia una teoria dell'epigenetica per cui tra soggetti di destra e quelli di sinistra esisterebbe anche una differenza genica.

sabato, agosto 05, 2023

Politica economica di destra

Chi ha votato destra è ben servito: si sapeva che la destra ha sempre fatto una lotta di classe al rovescio, non poveri contro ricchi, ma al contrario. Ora cosa c'è da lamentarsi? La ricetta della destra è sempre la stessa: fate stare bene i ricchi che poi provvederanno a far star bene tutti. Poi si sa da tempo che non è così. Quello che sostiene la destra è falso. Aumentano nel mondo le diseguaglianze e oggi abbiamo il tetto massimo di differenza tra lo stipendio di un CEO (Amministratore delegato di una azienda) e di un impiegato: oltre 600 volte. Ma stiamo anche attenti alle medie annunciate sulla crescita economica; ricordano tanto la storiella del pollo di Trilussa per cui se uno mangiava due polli ed erano in due ad avere fame per la statistica avevano mangiato un pollo a testa... Per la Oxfam International -confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo- quest'anno 2023 si preannuncia come il migliore per i miliardari: l'1% più ricco del mondo si è impossessato di quasi i due terzi della ricchezza creata dal 2020 ad oggi. Una quota quasi raddoppiata dell'importo ottenuto dal 99% più povero della popolazione mondiale. La metà inferiore della popolazione adulta del mondo possiede quindi l’1 per cento della ricchezza globale. La ricchezza accumulata al vertice non arriverà mai verso il basso, con buona pace per l'Italia dei berluschini e dei Fratelli d'Italia; che degli italiani poveri fratelli non sono. Ci sarebbero le tasse per attutire la differenza economica, ma anche questo per la destra è ritenuta lotta di classe. Lotta di classe tradizionale.

martedì, luglio 04, 2023


Susanna Parigi

Sono passati molti anni da quando con un viaggio a Milano con Claudia Priano e Bruno Morchio ebbi l'occasione di conoscere Susanna Parigi: una cantante, musicista, autrice e poetessa bravissima. Questa cantante era citata nel romanzo d'esordio di Claudia Priano: Cose che capitano. Il concerto di Susanna Parigi a cui assistemmo era anche la registrazione di un video che poi divenne 'In Differenze'; un album CD che aveva anche una notevole valenza sociale. Qui c'è il link a Youtube al video del 2004 cui assistemmo (173) Susanna Parigi - Estratto Live dal concerto "In differenze" – YouTube Ricordo che dopo lo spettacolo ci accolse nel camerino del teatro per uno scambio di saluti. Per lei scrisse dei monologhi appositi Umberto Galimberti...ebbene una artista così rimane ancora sconosciuta al grande pubblico. Non c'è da meravigliarsi poiché l'intelligenza in Italia non è premiata. Se poi non diventi un prodotto televisivo ancor di meno accedi al successo popolare. Ma forse Susanna Parigi non ha bisogno di questo. Infatti nel suo sito susannaparigi.it spiega bene il percorso con un manifesto Apnea Artistica, sulle condizioni drammatiche degli artisti che cercano di fare musica in Italia. L'ultimo lavoro di Susanna Parigi è “Caro m’è 'l Sonno”, uscito il 4 novembre 2022. Il titolo questo album è tratto da una quartina di Michelangelo (Rime 247). Questo album contiene una canzone: 'Io sono il meno', molto emblematica della situazione odierna. Per questo la cantante afferma: 'Il segno meno distrugge, non crea. È una sottrazione di tutto quello che può costruire senso. Uccide la varietà, l’ascolto, la creatività, il silenzio, la comunità, il pianeta, la bellezza. Perché la bellezza a noi serve per la sopravvivenza. La distruzione della creatività, della varietà, della differenza, dell’ascolto, della condivisione, dei momenti di silenzio e contemplazione, la distruzione della natura, l’allontanamento graduale dalla lettura, porta alla demotivazione, all’apatia, a un’intima mancanza di senso. Ecco cos’è il grande “meno”, la grande “sottrazione”. Questo porta sempre più giovani a problemi psichici, vittime di una comunicazione senza comunità. Naturalmente esiste un’altra faccia del segno meno, di cui non parlo in questo brano, ed è la diminuzione dell’eccesso. Questo è quello che dovremo mettere in atto per forza, altrimenti le generazioni future non potranno più abitare questo pianeta.'. Qui si può vedere il video: (173) Susanna Parigi - IO SONO IL MENO - YouTube Un altro video che voglio segnalare è questo e sempre tratto dallo spettacolo In Differenze: (173) Susanna Parigi - LA FATICA E LA PAZIENZA Live – YouTube. Qui viene riportato un ricordo dl papà di Susanna Parigi molto commovente. Un'altra testimonianza della bravura artistica di Susanna. Attualmente dopo aver insegnato nei Conservatori di Trento, Parma e Monopoli, attualmente insegna canto Pop/Rock su cattedra al Conservatorio G.Verdi di Milano.

venerdì, giugno 30, 2023

Un'idea per la sopraelevata, la strada Aldo Moro di Genova.

Nel dibattito di cosa fare della strada sopraelevata, che scorre da ponente a levante e viceversa, attraversando tutta la città;in previsione del 2029 quando entrerà in funzione il tunnel sottomarino che percorrerà lo stesso itinerario centrale, vorrei fare una proposta. A New York esiste una passeggiata, la High Line, di 2,3 kilometri ricavata da una sopraelevata dismessa; era una linea ferroviaria denominata West Side Line. Oggi la High Line è considerata una delle passeggiate più belle di New York. Si potrebbe fare anche con la nostra sopraelevata nel tratto che va da San Benigno a Cavour: l'affaccio sul Porto Antico e sulla palazzata fronte mare del centro storico è spettacolare. Dotando il cammino sulla vecchia strada Aldo Moro di aiuole e panchine diverrebbe una passeggiata molto ambita. Pensateci. Anche la vecchia linea ferroviaria di Manhattan era destinata a essere abbattuta ma una associazione di residenti della zona, la Friends of High Line, propose la riqualificazione in parco urbano e dopo i lavori nel 2014 la strada è stata aperta al pubblico. Un grande successo. Potrebbe ripetersi anche a Genova.

lunedì, giugno 12, 2023

Berlusconi e la sua fine politica e vitale

E così ho passato quasi trent'anni della mia vita-come penso tanti come me- per non morire berlusconiano...penso alla fine ci sia riuscito; anche se il berlusconismo ha intriso molto la nostra società. E' bastato lui, grande anticomunista, a sdoganare la destra; quella destra che era delimitata fino allora dall'arco costituzionale. Così con Berlusconi e la sua clava brandita dalle sue televisioni e il suo giornale ha picchiato duro contro le opposizioni anche incurante dei suoi conflitti di interesse. Berlusconi è stato così un monopolista e insieme un campione del neoliberismo: il capitalismo più bieco; ma per quello non c'era battaglia, oltretutto sconfitto il comunismo in Europa il neoliberismo vinceva su tutto. In Italia chi era contro Berlusconi automaticamente veniva definito comunista, anche se a lui sarebbe piaciuto avere come avversario il solo Bertinotti: la partita sarebbe sempre stata vinta alla grande. Con Berlusconi non solo si sdoganò la destra più reazionaria ma anche buona parte dell'incultura politica; con lui iniziava un degrado che portò Dell'Utri; Previti; Scilipoti; Razzi e molti altri a completare il degrado dell'agone politico. Quel periodo viene ricordato come la 'seconda Repubblica': un periodo davvero triste in cui l'unico gaudente era Berlusconi con le sue 'olgettine', 'rubacuori' ed 'escort'. Si può ben dire che fosse più bravo come 'Tombeur de femmes' e imprenditore che capo del governo. Tempo passato in cui tra un prete (Baget Bozzo) che perdeva le brache al suo cospetto e un (Emilio Fede), gran commis di sala in salsa Rete4, veniva scandito il cronometro del suo potere fatto soprattutto da fans riverenti. Molti sono stati sedotti da Berlusconi. Così ora con la sua fine termina un'era: non morirò berlusconiano e meno male che neppure le mie nipotine assisteranno a quel periodo che sembrava infinito. Oggi abbiamo come priorità l'ambiente e il neoliberismo che è il suo principale nemico...ma questa è una battaglia per il futuro. Senza Berlusconi troveremo forse un po' di saggezza senza riportare al sesso il suo senso profondo.

domenica, maggio 28, 2023

Imparare dalla Storia
La guerra russo-ucraina è un triste ritorno al nazionalismo. Sembra poi che non ci siano eroi più grandi di quelli che fornisca la guerra combattuta nel nome della propria patria. Così l'orrore continua. Poi è vero che non si impara niente dalla Storia: guardiamo al Vietnam, la guerra più lunga e sanguinosa del XX secolo, l'indipendenza e la libertà conquistate con dure battaglie. Gli USA, la più grande potenza militare del mondo ne uscì sconfitta. A quel tempo c'era per gli USA non una rivendicazione nazionale ma quello di mettere un argine al mondo comunista; per contro dall'altra parte c'era un sentimento nazionale di patria, di indipendenza, che era l'arma in più: quella che motivava le azioni più disperate ed eroiche dei vietnamiti. Il comunismo era soltanto l'organizzatore della battaglia, non la prima motivazione di quella guerra. Ora in Ucraina vige lo stesso sentimento, contro un imperialismo russo che vorrebbe far suo parti del territorio ucraino. Inutile chiedere allora la pace se non c'è il ritiro dei russi. La resistenza a quella invasione durerà anni e la Russia non reggerà all'enorme dispendio di morti ed energia per ottenere e governare quei territori. Ma forse non è del tutto vero che non si impari niente dalla Storia; l'Europa confederandosi ha capito con l'ultima guerra mondiale che vivere in pace e cercare l'unità è il sistema migliore per progredire: riconoscere che ognuno per vivere ha bisogno dell'altro. Rinsavirà Putin?

domenica, maggio 21, 2023

L'identità dei partiti al vaglio della Costituzione Il lavoro di Luigi Fasce, raccolto in questo libro, è una attenta disamina degli statuti e le finalità di tutti gli attuali partiti italiani alla luce della Costituzione. Questo libro, come dice il sottotitolo 'vademecum per elettrici ed elettori disorientati', rappresenta quindi un valido strumento per il formarsi una propria opinione sulle finalità dei partiti e della loro natura. Libro utile e direi didattico che ha, ricorda Paolo Maddalena -Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale -nella sua prefazione, come presupposto, l’attuazione dell’art. 49 Costituzione, cioè l’esercizio del metodo democratico all’interno dei vari partiti. 'Di qui, l’idea geniale di esaminare gli statuti di tutti i partiti, per stabilire quali di essi considerino essenziale l’attuazione della Costituzione, la quale è da ritenere legge fondamentale dello Stato'. Nell'introduzione Valdo Spini, che è uno dei fautori della battaglia in Parlamento per l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione, fa l’augurio che dovremo fare nostro affinché questa pubblicazione venga largamente letta e meditata e che si rafforzi nell’opinione pubblica quella corrente di pensiero che abbia tutta intera la consapevolezza dell’importanza di questo obiettivo; ovvero 'la necessità di una legge di ampio respiro che attuasse l’art. 49 della Costituzione, insieme ad una riforma della legge elettorale che restituisse alle cittadine e ai cittadini italiani un rapporto diretto con il loro parlamentare. Sarebbe una piccola, in realtà grande, rivoluzione democratica. Ribadisco allora quello che ho scritto nella presentazione del libro: 'Una lettura dunque utile e necessaria per chi vuole approfondire la natura dei singoli partiti anche in un'ottica direi ideologica. Neoliberismo e valori costituzionale sono per l'autore Luigi Fasce le frontiere contrapposte di un agire politico; sono il discrimine su cui volgere l'orientamento. Un vademecum da osservare'. Presto sarà fornito un calendario di presentazioni del libro di Luigi Fasce: L'identità dei partiti al vaglio della Costituzione

sabato, maggio 06, 2023

Spigolature sorte in merito all'incoronazione di Re Carlo III
Oggi fa un po' senso vedere un Re Tampax; ricordo quando l'allora principe Carlo disse all'allora amante Camilla che lui avrebbe voluto essere il suo Tampax...ma il Re Carlo III non è poi per niente sminuito e all'insegna di uno spettacolo unico fatto ad uso e consumo del popolo tutto rientra nel 'The show must go on' -Lo spettacolo deve andare avanti. Così con l'incoronazione di Re Carlo III abbiamo assistito ad uno spettacolo che neppure i migliori sceneggiatori holliwoodiani avrebbero avuto la capacità di mettere su. Poi fa ancora senso che si citi in questo sfarzo il nome di Gesù Cristo...fatto in suo nome: lui era sicuramente un anarchico e anche se disse che bisognava 'dare a Cesare quel che è di Cesare', non era di Cesare il potere che gli compete, ma una effimera illusione. Il potere era in fondo quello che gli destinavano gli uomini consenzienti. Quando Cossiga rese visita ad Elisabetta II Regina d'Inghilterra fecero un percorso in una carrozza trainata da cavalli. Allorché i cavalli emisero peti e cagarono la Regina disse al presidente italiano Cossiga: 'Sorry'- 'Mi scusi' e il nostro presidente rispose: 'Di niente. Credevo fossero i cavalli!'. Una storiella divertente.

martedì, aprile 25, 2023

Grazie ai fascisti al governo mai si era parlato così tanto del 25 aprile; eppure sono passati 78 anni. Il fascismo dovrebbe essere un valore universale e specialmente per i politici ci dovrebbe essere la consapevolezza del loro ruolo garantito da una Costituzione nata proprio dalla Resistenza, che vedeva accomunate la anime politiche più diverse. Purtroppo l'Italia ha la memoria corta e non ricorda che il regime di Salò, cui i partigiani combatterono contro, era un governo fantoccio voluto dai nazisti -da Hitler in persona- per assicurarsi l'occupazione e il controllo militare dell'Italia. Le milizie fasciste della Repubblica di Salò aiutarono spesso i tedeschi nei rastrellamenti e furono responsabili di numerosi crimini di guerra. Ora i nuovi fascisti si riempono la bocca di Patria, di italianità, di guerra civile...ma se ci furono dei patrioti, degli italiani veri e dei difensori della libertà quelli furono i partigiani; gli aderenti alla Resistenza. I fascisti furono i difensori del nazismo e anzi di quel partito di Hitler ne furono gli ispiratori. senonché i creatori morali. Spero che questo sia l'ultimo anno dove si avversi la data della festa nazionale che celebra la ritrovata indipendenza dell'Italia: il 25 aprile 1945.

giovedì, aprile 20, 2023

In materia di espressioni quali la 'difesa o sostituzione etnica' vorrei rimarcare ciò che diceva il filosofo Ludwig Feuerbach: 'noi siamo quello che mangiamo'. E già, ho sempre pensato che noi siamo genovesi perchè mangiamo il 'pesto' e per questo lo diventino tutti quelli che come noi lo mangiano. In effetti non c'è niente di più di quello che rappresenta la nostra cucina per identificare la cultura ed è per questo che possiamo dire che noi siamo un prodotto multiculturale...come la pizza. Quest'ultima pur essendo riconosciuta napoletana per eccellenza ha un'anima multiculturale. Guardiamo i suoi ingredienti: la pasta è di origine egiziana; il pomodoro è sudamericano; la mozzarella è italiana; l'olio è greco; il basilico è indiano... Con tutto ciò siamo ancora alla ricerca -come sostiene Edgar Morin- di una nuova metamorfosi per la costruzione di una civiltà della Terra che porti alla convivenza e alla pace. Insomma è decisivo concepire noi esseri umani con un solo destino. Noi esseri umani abbiamo in noi stessi i geni che condividiamo con altri animali, piante, funghi, batteri; che abbiamo in noi stessi le macromolecole organiche che si sono costituite negli eoni ancestrali e caotici della vita sul nostro pianeta; che abbiamo in noi stessi gli atomi e le molecole il cui gioco di interazione ha costituito la lunga e accidentata via verso la vita. La possibilità inedita di suicidio dell’umanità prodotta dalla minaccia nucleare e dalla minaccia ecologica che gravano sulla biosfera ha generato la comunità di destino di tutti i popoli dell’umanità intera con la Terra. Cosa ci sarebbe altro da dire? Altro che valenza etnica.

venerdì, ottobre 21, 2022

Liberate Alessia

Seguo da un po' di tempo Angela e Paolo tramite il loro canale youtube: 'Beyond the trip'. Recentemente sono stati in Iran e l'hanno lasciato in tempo alle prime avvisaglie di oppressione da parte del regime teocratico del governo. In Iran erano riusciti a fare amicizia con Alessia Piperno (la ragazza viaggiatrice imprigionata in Iran) e avevano postato dei video bellissimi su quel paese in cui erano entrati con un entusiasmo unico; loro che sono in viaggio nel mondo da oltre 4 anni per un tempo indeterminato e sempre con la modalità di non spendere più di 10 euro a testa, avevano con l'Iran raggiunto un sogno. Infatti le immagini che inviavano facevano vedere un Iran che pochi conoscono e soprattutto con l'incontro di una popolazione tra le più generose del mondo. Moschee bellissime, città con mercatini coloratissimi e curiosità culturali tra le più diverse, luoghi affascinanti con paesaggi incredibili e poi ancora soprattutto persone sempre pronte ad aiutarti e a offrirti qualcosa, mi hanno fatto apprezzare un Iran di cui in occidente si sa ben poco. Angela e Paolo avevano ben previsto l'inizio delle manifestazioni contro l'oppressione governativa anche con il distacco che si avvertiva tra la popolazione e il governo dell'Iran; in alcune zone poi era sempre chiaro che l'adesione alla religione sciita musulmana non era molto seguita...è un po' come in Italia con il cattolicesimo (raccontava Angela): sono pochi quelli che frequentano e osservano i dettami religiosi. Ancora di più Angela e Paolo conoscevano i sentimenti della popolazione giovane che non si spiegava più a certi divieti imposti dal regime. Ora Angela e Paolo sono giunti in India, altro paese che hanno nel cuore. In ogni loro video successivo all'uscita dall'Iran sostengono Alessia a resistere e sperare nella sua libertà. Anch'io nel mio piccolo che ammiro questi giovani che usano il viaggio per crescere e conoscere culture diverse, dico forza Alessia. Forza, tutti speriamo che presto sarai liberata.

martedì, ottobre 18, 2022

Antifascismo valore universale

Qualcuno sostiene che con l'avvento nelle istituzioni e nel governo di personaggi che si ispirano o si sono ispirati a idee politiche fasciste decada politicamente l'antifascismo che in politica ha sino ad oggi caratterizzato l'Italia. Per me non è così. Il fascismo non è solo un movimento politico, un'idea di formazione dello Stato, il fascismo è soprattutto uno stato dell'anima, un modo di essere che sorge quando in ognuno prende il sopravvento l'egoismo, la crudeltà, il senso della tribù e si ritiene la propria cultura ed etnia qualcosa di superiore agli altri. Filosoficamente fu Benedetto Croce che per primo avvertì che il fascismo per la sua peculiarità era soprattutto una malattia morale; un malessere che è uno smarrimento di coscienza, una depressione civile e una ubriacatura, prodotta dalla guerra. Per questo l'antifascismo è un valore universale e non dovrebbe mai venire meno. Anche in psicologia, ed espressamente nell'Analisi Transazionale di Eric Berne, si cita un 'piccolo fascista' che è dentro ognuno di noi e rappresenta la forza della conservazione, quella che ci tiene legati al sangue, alla tribù, ed è l'ostacolo più forte all'evoluzione umana. Il fascismo, che etimologicamente significa legare, unire, ripete l'istanza sovrana di concentrare l’autorità militare e l’autorità religiosa per realizzare un dominio totale. Un po' come avviene nei regimi confessionali tipo Iran e Afghanistan. Il fascismo come il nazismo albergando in ognuno di noi troverà sempre qualche leader politico capace di estrarlo da noi facendogli svolgere il suo ruolo per ripetere la storia degli orrori passati. L'antifascismo serve quindi a tenerci desti facendo attenzione a chi si professa guida infallibile, leader insostituibile, duce...tutto naturalmente dopo aver dato uno sguardo attento dentro di noi. Poi succede anche che chi si professa politicamente antifascista cada in azioni e comportamenti fascisti poiché prevale quello spirito tribale, quel fanatismo di gruppo o di branco che oscura le coscienze.

lunedì, ottobre 10, 2022

La Cina oggi

Domenica 16 ottobre si terrà a Pechino il ventesimo Congresso del Partito Comunista Cinese (Pcc). Questo congresso riconfermerà per un terzo mandato l’attuale Presidente Xi Jinping che così diverrà il  leader più potente del paese dopo Mao Zedong. Ma cos'è oggi la Cina nata nel 1949? Se andate su YouTube scoprirete un paese che non ha niente da invidiare alle culture occidentali e la sua gioventù sembra essere attratta dalle mode con comportamenti che si ritrovano nelle grandi metropoli mondiali. Automobili di lusso di tutte le marche, negozi con insegne famose nel mondo e soprattutto una infinità di motorini elettrici per non parlare degli smartphone con cui pagano ogni cosa- sembra che il contante sia sparito- caratterizzano la vita cittadina. La Cina si richiama sempre al comunismo, ma di quello mi pare resti ben poco. D'accordo c'è un controllo statale dei glanghi dell'economia ma per il resto sembra che la parola d'ordine 'Arricchitevi' lanciata da Deng Xiaoping molti anni fa abbia portato i suoi risultati e sia nata nel frattempo una classe di ricchi che prima non esisteva e insieme sono aumentate le ineguaglianze. Sono terminati i giorni in cui Tiziano Terzani, che aveva abbracciato il comunismo cinese, e poi denunciato con il libro 'la porta proibita'; era il 1984 e una parola d'ordine era quello che il nuovo è sempre meglio del vecchio...quante distruzioni di opere d'arte. Rimane la 'falce e martello' simboli del lavoro contadino e operaio come emblema dello Stato cinese, ma ora avviene che i milioni e milioni di contadini hanno ingigandito le città, che hanno sempre più l'aspetto di capitali occidentali. Certo è che la Cina con le varie transizioni sociali ed economiche si è trasformata diventando una potenza mondiale. La Cina nel 1949 era un paese arretrato, con una economia prevalentemente rurale, per cui è stata fatta dalla dirigenza comunista una manovra di enormi dimensioni che forse nessun paese aveva mai tentato. I cambiamenti dalla Riforma agraria al Grande balzo e dalla Rivoluzione culturale all' apertura dell'economia di mercato sono stati molti, ma tutti insieme hanno fatto crescere la Cina. In ultimo poi la scelta di proseguire a liberizzare l'economia e l'adesione di aderire al Wto (World Trade Organization) entrando a pieno titolo nel sistema economico globalizzato, ha favorito l’esplosione del commercio estero, così oggi ci troviamo ad avere in ogni casa dei prodotti cinesi; vi ricordate gli anni '60 quando succedeva con i prodotti giapponesi? Uguale. A tale proposito sembra che la Cina imiti la politica economica giapponese che attua con il suo sviluppo un controllo totale governativo. Già a parte il controllo statale oggi possiamo dire che anche in Cina il comunismo non ci sia più. Resta una speciale sottile tirrannia; questa è la Cina oggi che fa avvertire come il commercio e l'economia di mercato siano una illusione per fare intraprendere il cammino della democrazia.

sabato, settembre 24, 2022

Vale sempre il discrimine del neoliberismo?

Il liberismo è quel sistema che fa leva sulla libera economia di mercato, che in sostanza vorrebbe una egemonia del mercato stesso, senza interventi dello Stato che sono considerati costrizioni. Questo sistema sembra ormai l'economia vincente e preminente nelle maggiori nazioni del pianeta. Si considera il liberismo economico il sistema che garantisce una crescita permanente, ma non è così poiché anche gli assertori di questo tipo di economia poi invocano l'intervento dello Stato...ci si è accorti che il capitalismo non ha insito nella sua natura un equilibrio che assicura stabilità, pieno impiego e crescita stabile. In aggiunta in questo caso di crisi climatica si fa sempre più urgente e auspicabile un intervento della finanza pubblica: è evidente che senza un governo di economia statale non si avrà mai una inversione di tendenza utile a fermare la crisi climatica; crisi che è scaturita senz'altro da questo tipo di assetto economico che vede il neoliberismo emergere in tutti i campi. Il profitto senza regole è il vero obiettivo del neoliberismo. Al neoliberismo non frega niente la crisi ambientale. Così il neoliberismo in campo economico resta sempre la vera discriminante tra i sistemi sociali politici. Quindi Destra e Sinistra dovrebbero rappresentare i due campi avversi e facenti da discrimine. Purtroppo non è così. Il vero discrimine ad indicare un sistema avverso al neoliberismo è diventato l'ambiente. Ma anche qui c'è molta confusione e tutti, compreso la Destra, con vari distinguo si proclamano ambientalisti, salvo poi non affronatare in nessuna maniera quel sistema economico che porta e si richiama al neoliberismo: la battaglia si si sposta sulle tasse, sulle ricette del lavoro, sui diritti, sull'essere conservatori o progressisti...ma mai sulla necessità dell'intervento dello Stato nel dettare le regole per garantire la giustizia sociale e climatica. Senza gli ingenti interventi statali e il cambio di sistema economico non ci sarà mai una vera lotta alla crisi climatica. Per vincere il nazismo nell'ultima guerra mondiale fu necessario l'intervento massiccio nei paesi liberi della finanza dello Stato. Occorrerebbe anche oggi uno sforzo simile per invertire la tendenza alla crisi climatica...ecco un chiaro discrimine che nessuno affronta.

giovedì, settembre 22, 2022

Perché ancora la guerra?

Che il mondo si stia uniformando nelle mode e nei consumi è un dato di fatto. La cosiddetta globalizzazione ha senz'altro creato un mondo che sul piano commerciale e consumistico si è reso uguale ad ogni latitudine planetaria. Se guardiamo i vari video che ci sono sulla piattaforma di youtube e che fanno vedere la quotidianità delle varie città del mondo, sia asiatiche che occidentali, tipo Città Ho Ci Minh; New York; Shanghai; Istanbul, Teheran; Mosca; Roma etc. troveremo immagini simili. Troveremo persone intente a guardare il proprio smartphone, vestite pressochè uguali, che girano in strade con la tipologia di negozi simili, per non parlare dei grandi marchi...allora mi domando perchè continua la guerra tra Stati? Una volta si diceva che 'l'argent fa la guerre' e ora? E' ancora una visione ideologica tra capitalismo e socialismo? Come se ancora vivesse quest'ultima utopia, ma allora che cosa è? Quella di Putin è una autarchia nazionalista e di potere che poi trova riscontro in altre figure simili nel mondo nella ricerca di egemonia politico finanziaria; ma per il resto a me pare, a differenza del passato, siano guerre dettate da oligarchie e non da popoli. La componente ideologica cerca di far leva ancora su sentimenti nazionalistici che hanno fatto il loro tempo: anche alla luce di quanto detto prima. Per superare questo fatto bisognerebbe incentivare l'informazione e sconfiggere gli atteggiamenti egemonici nazionalisti trasformandoli in cooperazione tra i popoli. Lo so questo è difficile poiché metterebbe in discussione il capitalismo che di per sé richiama alla violenza e alla prevaricazione contro un internazionalismo che sboccherebbe nel socialismo... una utopia che malgrado tutto vuole continuare a vivere. Nel frattempo le guerre continuano sotto uno stesso segno: quello della prevaricazione dentro lo stesso sistema.

lunedì, settembre 19, 2022

L'assessore ai Servizi sociali, Lorenza Rosso, intervenuta alla Giornata europea della cultura ebraica alla sinagoga di Genova, avrebbe voluto fare dell'autoironia equiparando gli ebrei ai genovesi raccontando la storiella che dice: ‘Sai perché gli ebrei hanno il naso grande? Perché l’aria è gratis'. Questo ha lasciato stupefatti tutti i presenti. Certo che l'autoironia la può fare solo chi è interessato personalmente e il naso grande è un luogo comune – usato pure dai nazisti per disegnare la cosiddetta razza ebraica- come la spilorceria dei genovesi. Bisogna fare attenzione alle storielle e se non sei Berlusconi, che può dire tutte le cazzate e le barzellette che vuole, non si possono dire. Per i genovesi le storielle poi non mancano, tipo: 'E' morto un sciu Parodi. Avrà avuto la sua convenienza...'. - Dal giornalaio: 'mi scusi mi leva il prezzo? Sa è un regalo'. - Colletta all'ONU: uno scozzese sviene si alzano 10 genovesi e lo portano fuori. - Per i genovesi a Carnevale hanno inventato i coriandoli con l'elastico. - ' Giuan mi porti al cine?'. 'Ma ci siamo già stati''. 'Sì ma ora è sonoro'. Potrei continuare ma non ho il naso grande però sono genovese, per cui la salute è tutto ma senza 'palanche' è una mezza malattia. Ancora se non ho il naso grande come Cyrano io tocco e chiudo.

venerdì, settembre 16, 2022

I funerali della Regina Elisabetta II

I funerali della Regina Elisabetta II d'Inghilterra dimostrano, se ce ne fosse bisogno, di quanto sia presente la mitologia e il simbolismo nell'uomo. Al pari dello spirito religioso l'uomo sembra abbia innato il mito nel suo DNA; d'altronde si sa che non ci sia azione umana che non affondi il suo significato nel mito. Di più si può pensare che il mito sia all'origine del pensiero umano: quelle storie rappresentano la nascita della comunità umana e la sua coesione, ossia costituzione. La morte di una vecchissima signora che è stata per 70 anni alla guida di una monarchia era prevedibile e nel fattore tempo inevitabile; però questo non ha fermato il sentimento unanime dei sudditi inglesi e di buona parte del mondo nell'omaggiarla e testimoniarle da morta il proprio attaccamento. Rito, metafora, allegoria si trovano così ben rappresentati dalla manifestazione popolare dei funerali della monarca Elisabetta II. Il linguaggio simbolico trova espressione, al pari del sogno, nell'elemento metaindividuale indicato da Carl G. Jung negli archetipi. Proprio da quest'ultimi, gli archetipi, unendo simboli ad emozioni si costituisce attraverso le esperienze ripetute continuamente da generazioni quello che si definisce 'l'inconscio collettivo'. A me pare che questo inconscio sia molto prevalente in questo momento storico e questo funerale lo testimonia. Spero quanto prima si ritorni al 'Logos', alla ragione.

lunedì, settembre 12, 2022

'Il sentiero del sale' di Raynor Winn

Una storia che sembrerebbe un romanzo ed è invece una storia vera che parla di un viaggio intrapreso da una coppia che ha perso tutto: casa e attività; in più c'è la malattia degenerativa del marito che non lascia scampo. Il viaggio rappresenta una via di fuga dalla realtà ma che si presenta come una realtà ancora più viva. Moth e Raynor sono marito e moglie che hanno superato la cinquantina per cui nel mezzo della loro vita intraprendono un viaggio a piedi di1.013 chilometri lungo il South West Coast Path, il fantastico sentiero che si snoda lungo la costa sudoccidentale dell’Inghilterra, dal Somerset al Dorset, attraverso il Devon e la Cornovaglia. La storia ha un inizio tragico e attraverso una natura che sembra sopraffarli nasce una consapevolezza nuova; la camminata diventa terapeutica. Freddo, miseria, fame e dolori vari sono i compagni del viaggio che sa coinvolgere molto bene. Lei Raynor -che è anche l'autrice- è una donna che non perde mai la speranza e che riesce a trarre da ogni cosa un senso profondo di catarsi. La storia del viaggio è anche una storia d'amore.
Il cammino di Raynor con Moth è su un sentiero che corre lungo un litorale; una specie di margine di natura selvaggia che segue il mare. L'autrice ad un certo punto lo dice: 'Attirati verso il margine, una striscia di natura selvaggia dove potevamo essere liberi di lasciare che le risposte si presentassero, o no, liberi di cercare un modo per accettare la vita, la nostra vita, qualunque essa fosse. Eravamo forse in cerca di questo stretto bordo fra la terra e il mare per trovare un altro modo di essere, diventando, strada facendo, della gente che vive sospesa sul margine? Bloccati fra un mondo e l’altro. Camminavamo lungo la linea sottile fra l’addomesticato e il selvaggio, il perduto e il trovato, fra la vita e la morte. Lungo il margine del­l’esistenza'.
Questo libro mi ha preso. Il susseguirsi di accadimenti in fondo uguali, in cui fame e freddo scandivano i giorni e le camminate in attesa di un accampamento dove aprire la tenda, riusciva a coinvolgermi.
Coinvolge anche la storia d'amore, che corre tutto il libro anche sotto traccia, per poi uscire e dire: “...ma quando Moth mi tirò a sé e mi baciò con un’urgenza che non lasciava dubbi, con un fervore che non poteva deludere, il tempo si voltò indietro. Ero a dieci milioni di minuti e diciannove anni prima, ero alla fermata che aspettavo l’autobus per andare a casa sua, sapendo che i suoi genitori non c’erano, ero una madre con i bambini piccoli che rubava momenti di intimità in una cabina armadio; noi eravamo noi, ogni secondo di noi, uno stufato degli ingredienti della vita marinato a lungo. Noi eravamo tutto quello che volevamo essere e tutto quello che non avevamo voluto essere. Ed eravamo liberi, liberi di essere tutte quelle cose, e più forti grazie a esse. La pelle contro la pelle desiderata, e la vita poteva aspettare, il tempo poteva aspettare, la morte poteva aspettare. Questo istante fra i milioni di istanti era unico, l’unico in cui potessimo vivere. Ero a casa, non c’era rimasto più niente da cercare, lui era la mia casa.
Poi quando meno te l'aspetti arriva la giusta coincidenza di trovare un tetto...il viaggio di nomadi senzatetto era terminato e l'autrice che ha scelto la speranza alla fine non lascia la pagina bianca ma termina il libro con la sua storia.
Scritto con una prosa molto bella, si scopre che l'autrice Raynor Winn è poi divenuta una camminatrice professionista.