'C'è del marcio in Occidente' di Piergiorgio Odifreddi
C'è un libro scritto dal matematico logico Piergiorgio Odifreddi: 'C'è del marcio in Occidente', (Raffaello Cortina 2024) che descrive bene il pensiero 'marcio' occidentale; quello nato in Europa è che domina o ha dominato il mondo. Nel libro sono riportati interessanti passaggi di numerosi uomini di cultura paradossalmente cresciuti e vissuti in occidente o meglio in quella che chiamiamo la sua civiltà. Dostoevskij, Gandhi, Einstein...di quest'ultimo riporta un pamphhlet -Come io vedo il mondo- che dice tra le altre cose sempre attuali: (Antimilitarismo) “La cosa veramente preziosa nella vita umana non mi sembra essere lo stato, ma l’individuo. E la peggior manifestazione della vita gregaria è il militarismo, che io aborrisco. Che un uomo trovi piacere nel marciare inquadrato a suon di musica, basta per meritargli il mio disprezzo. Costui ha ricevuto un cervello solo per sbaglio: un midollo spinale era tutto ciò di cui aveva bisogno.”
“(Pacifismo) La guerra mi sembra ignobile e spregevole. Preferirei lasciarmi fare a pezzi, piuttosto che partecipare a un’azione così miserabile. Ciò nonostante, la mia considerazione dell’umanità è così alta, da farmi credere che questo flagello sarebbe da lungo tempo scomparso, se il buon senso delle popolazioni non fosse stato sistematicamente corrotto dagli interessi politici e commerciali, per mezzo della scuola e della stampa.”...una visione, radicalmente anti-occidentale. Come quella di tutti gli altri: Fidel Castro, Nelson Mandela, Patrice Lumumba, Martin Luther King; nuovamente di quest'ultimo citato: “Io credo, spero, prego che qualcosa di nuovo possa emergere nella vita politica, e produrre un uomo nuovo, delle istituzioni nuove, e una vita nuova per l’umanità. Ma so che non succederà, a meno di una radicale rivoluzione dei valori. Fino a quando le macchine e i computer, il profitto e le proprietà continueranno a essere considerati più importanti delle persone, la triade nera del razzismo, del materialismo e del militarismo non potrà essere sconfitta. E una civiltà può andare più facilmente in bancarotta per la morale che per la finanza.”
Poi ancora ci sono le note di altri personaggi che hanno a loro modo messo in in discussione le prerogative formali del pensiero Occidentale; Konrad Lorenz, Aleksandr Solženicyn, Charles Darwin.
Sembra che razzismo, colonialismo, militarismo, capitalismo, guerre mondiali sia tutto partito dall'Europa e dalla sua civiltà: un mondo che ha condizionato l'umanità come nessun altro. Nella riflessione dell'autore non manca i riferimento alla religione dell'unico Dio, al monoteismo che abbraccia giudaismo, islam e cristianesimo: per tutti 'Dio con noi'.
Altro paradosso che chi ha fatto nascere l'America con la sua civiltà e l'ha portata ad estremizzare l'Occidente in ogni maniera oggi se la ritrova contro. L'America figlia e matrigna dell'Europa pare voglia far scontare le sue colpe secolari. Ma l'America o meglio gli USA -i nostri liberatori dal fascio-nazismo- non sono certo immuni da grandi peccati contro l'umanità. Non va dimenticato che l'attuale Occidente comprende oltre gli Stati Uniti, “l’Europa, Israele, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda, e in parte il Giappone, costituiscono una fluida alleanza, che canta in coro über Alles. Cioè, “uniti siamo il meglio del mondo”. Anzi, “siamo gli unici degni di considerazione”.
Nel caso del modello economico-politico dell’Occidente, basato sul combinato disposto di mercato e democrazia, l'Occidente pensa che sia il miglior di tutti i modelle possibili: ma questo atteggiamento che piace a noi, 'può diventare un accidente per gli altri'.
Un momento di riflessione lo apporta il libro sul nazismo, il terrorismo e le religioni: genocidi, attentati e crociate sono parti di un Occidente che non ha mai smesso di governare il mondo. Per vincere il nazismo si è dovuto usare una medesima violenza. La stessa guerra in Ucraina porta molte responsabilità delle politiche europee.
Un libro da leggere sicuramente, anche se poi non si può essere d'accordo su tutto il 'marcio' evocato, che si conclude con gli aspetti filosofici che hanno determinato la cultura dell'Occidente a partire dai Greci.