sabato, settembre 16, 2006

Oriana Fallaci e l'Europa

Per la morte di Oriana Fallaci, si può dire che la passione è stata la sua caratteristica più importante. Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, che ha pubblicato i suoi ultimi interventi, l’ha descritta bene: ‘Quella di Oriana Fallaci è stata una esperienza unica; lei può essere definita la più grande giornalista che ha avuto l’Italia ed anche la nostra più conosciuta scrittrice nel mondo’. I suoi ragionamenti estremi, le sue posizioni intransigenti, le sue arrabbiature forti erano tutte autentiche. Per questo merita rispetto. Rimane il fatto che dopo le moltissime cose che ha fatto verrà ricordata solo per il suo anti-islamismo. Sentinella della civiltà occidentale, così viene definita dai politici di destra.
Certo, la cultura di Oriana Fallaci aveva radici profonde nel cuore dell’occidente: la cultura fiorentina e la filosofia greca; però la strada guerrafondaia, che aveva intrapreso contro chi crede in Maometto, nel Corano ed in Allah, come la risoluzione dei nostri problemi, non me la fa apprezzare.
Ultimamente la sua condanna era rivolta all’Europa. ‘Un' Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba’: così scriveva il 16 luglio 2005. nel suo ultimo articolo sul Corriere della Sera. Era anche la presentazione al libro La Forza della Ragione, edito da Rizzoli International.
Ma io, per quel che vale, sono dell’idea che l’Europa dopo 60 anni, dopo le più grandi tragedie collettive umane del secolo passato, è divenuta il nuovo modello di convivenza pacifica, di multiculturalismo. Io continuo a pensare che la guerra auspicata dalla Fallaci contro gli islamici non ci salverà. Io concordo con Tiziano Terzani, cui aveva già risposto ad Oriana Fallaci, con le sue ‘Lettere contro la guerra’. Io penso che un nuovo equilibrio mondiale, dove l’Europa tornerà ad essere il vero centro motore della cultura mondiale, potrà essere la via per la pace. L’Europa insegna. Chi poteva immaginare di riuscire a mettere d’accordo francesi, tedeschi e inglesi? Chi poteva dire che gli italiani, gli spagnoli, gli olandesi si mettessero sullo stesso piano per fare mercato? Eppure oggi viviamo in pace in tutta l’Europa. Perché non potrebbero fare altrettanto nel medioriente? Quella vasta area del mondo dominato dalla cultura araba potrebbe integrarsi e dare vita ad un nuovo continente pacifico, che facendo sistema con le nostre risorse e intelligenze può fare progredire tutta l’umanità.
Oltretutto quelle divisioni sono insensate e senza prospettiva: cosa può tenere diviso il mondo quando le tecnologie, gli interessi economici, le naturali spinte psicologiche tendono ad unire? No, io continuo a non sentirmi in guerra con nessuno. Spero che anche gli altri condividano i miei sentimenti. Poi naturalmente rispetto le idee di chiunque, ma attenti ad armare le mani dei giovani: le ragioni di una civiltà che si ritiene superiore, sono le stesse che hanno portato alla Shoah.

1 commento:

Pietro Busalacchi ha detto...

Ho tanto amato "Un Uomo" della Fallaci e l'ho ammirata come donna e come scrittrice.

La deriva fondamentalista mi ha lasciato dapprima perplesso poi sempre più contrariato.

Comunque è morta una scrittrice dal gran talento ed una donna profondamente onesta.