lunedì, dicembre 06, 2004

L'Ulivo ritorna

Solitamente la sofferenza ed il dolore isolano, fanno sentire soli; invece può capitare che una ferita, patita da molte persone insieme, diventi un dolore che aggrega, diventi Storia. Questo è quello che ho avvertito partecipando a Montecatini all'assemblea della Rete dei cittadini per l'Ulivo. Ho avvertito che l'Italia, in questo delicato momento, non può tradire la sua intelligenza, non può fare a meno della serietà delle sue persone migliori. Ecco allora emergere, come anticorpi naturali, le capacità curative per difendere la comunità civile dagli attacchi alla sua integrità. Si può forse pensare di tenere unito un popolo, una cultura italiana, una grande patrimonio culturale e artistico con Bossi? Con Berlusconi, Previti o Dell'Utri? Con Gasparri o Castelli?
Forse qualcuno troverà di qualità questi ultimi uomini e la loro politica, ma senza dubbio si può affermare, come Pietro Scoppola, che essi hanno corroso il costume etico di questo paese.
Quale modernità, quale rivoluzione fiscale o svolta storica nei rapporti tra Stato e cittadino, c'è con questo governo di centrodestra? Quello cui si assistiamo è un depauperamento ed uno svilimento della convivenza civile: l'agonia dello stato sociale. Di fronte a questo movimento disgregante, di rottura dei sentimenti di solidarietà propri del popolo italiano, ecco che Romano Prodi ritorna. Ecco che una speranza si riaccende.
No, non è stata una battuta chiamare 'mercenari' gli attivisti di Forza Italia, da parte di Prodi, ma il rimarcare la profonda differenza di come si intende la democrazia. Con Berlusconi, con i suoi sondaggi, le sue decisioni e rapporti con gli stessi alleati, si assiste ad una sorta di democrazia delegata, per non dire altro; con Prodi la democrazia è partecipazione: è avvicinare i cittadini sempre più alle scelte di governo, rendendo trasparente e chiaro l'esercizio del potere.
Prodi si è rivolto alla platea di Montecatini, ai cittadini per l'Ulivo, formata da semplici volontari che hanno a cuore lo spirito di radici comuni ed il senso profondo delle cose che uniscono, nei valori della libertà e della solidarietà, dicendo: "Dobbiamo risanare la ferita inferta alla Costituzione e alla convivenza civile, ricostruendo un'etica, coinvolgendo i cittadini a 'spendersi' -non 'vendersi'- per cercare e creare consenso. Questo è possibile con le elezioni primarie, strumento con cui è possibile spezzare sia il controllo dei media, sia il potere esercitato per interessi personali, in modo opposto al servizio della comunità…Il mondo è cambiato profondamente e quello che ci aspetta è saper interpretare i grandi cambiamenti. Lo 'stato sociale', il welfare, sono le due grandi novità di questa parte del mondo e se qualcuno cade, noi lo tiriamo su. Il mediterraneo centro del mondo bisogna che torni ad essere centro della Storia…".
Ecco allora un grande messaggio; insieme cura e speranza per la rinascita dell'Italia.




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