martedì, gennaio 27, 2026

Il giorno della Memoria

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà tanta per far si che non si ripeta più l'orrore di un nuovo genocidio. Una fragile pausa continua, ma resta in agguato la cattiveria e l'ignoranza per una nuova strage. Le guerre sono sempre presenti e sembra che nulla le possa fermare. La memoria come un toccasana, come una medicina dell'anima serve a formarci la coscienza per interrompere il dolore che riserviamo agli altri.

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà diffusa. Passate parola. Dite a tutti quel che successe nel secolo passato. Dite e ripetete le parole di Primo Levi de 'I sommersi e i salvati' che è indispensabile conoscere le categorie delle vittime e degli aguzini se vogliamo conoscere la specie umana. Come si costruisce un mostro senza la memoria? Come si impara a mantenere il ricordo fresco e vivo con la frequente rievocazione. Passate parola.

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà sempre per far sì che si ribalti la storia. Chi mai pensava che la terra di Goethe, di Kant e di Fichte potesse oscurarsi di grandi pensieri nella violenza xenofoba e inumana? Ci sollevi ancora il pensiero di un altro grande filosofo tedesco: Ernst Bloch e il suo principio di speranza.

La speranza ci aiuta sempre a progettare un tempo migliore; la speranza è la materia cui sono fatti i sogni e non bisogna smettere di sognare. Sì, per Ernst Bloch il principio di speranza è contro quello di angoscia, è l'aria che sostiene la ragione, un passare dall'oscuro al chiaro, senza cancellare l'oscuro che è in noi.