mercoledì, aprile 01, 2026

La vecchiaia

Lo sapevi? E' morto David...
No, non lo sapevo. Succede alla mia età che molti amici se ne vadano. Muoiano. Ho una età che ha visto invecchiare molti personaggi pubblici, molti amici, conoscenti ecc...
Mi dico quello è invecchiato bene; quello male. E non mi accorgo che sono invecchiato anch'io. Lo scopro guardando e vedendo gli altri: qualcuno che invecchia fuor modo e qualcuno che ci lascia per malattia spesso dovuta alla vecchiaia, Già, la vecchiaia la vera malattia che ci affligge e nessuno riesce ad evitare. Se ci si arriva alla vecchiaia. Ma quando inizia questa maledetta vecchiaia?
Oggi abbiamo una aspettattiva di vita più lunga e si dice che l'età di vita si aggiri sugli 84 anni per gli uomini e 90 per le donne.
Malgrado tutto oggi campiamo di più e forse anche meglio; anche se qualcuno sostiene che siamo sempre più malati e la nostra vita è un compromesso tra farmaci, case di riposo e demenza senile...tendiamo a non ricordare più nulla.
La vecchiaia è una malattia che si accompagna a molte altre disfunzioni tipo: aumento della pressione sanguigna; aumento della resistenza all'insulina; abbassamento della capacità visiva e auditiva; aumento dei livelli di colesterolo; aumento degli infarti; sempre più difficile digerire e insieme l'insorgere di una pancetta che rasenta l'obesità.
Io sono giunto ad una età che non pensavo di raggiungere e mi dicevo che non ci sarei arrivato. Avevo sì un traguardo per la vecchiaia ma non era l'età; a proposito non ho ancora chiaro quando inizia, ma il mio traguardo per quell'età era diventare un vecchio saggio. Già la saggezza mi avrebbe fatto capire il mondo e non mi avrebbe risucchiato nelle stupide dispute che si affrontano ogni giorno...specie in politica. Oggi vedo finalmente molti giovani partecipare alla polis e questo mi rinfranca.
Circa l'inizio della vecchiaia bisognerebbe chiedere ad un gerontologo; già, sono loro che studiano in che modo si invecchia: loro sostengono che si è vecchi da 75 anni in poi. Una volta era dai 65 anni. Ma in verità il processo di invecchiamento inizia con la nascita: da lì iniziamo la nostra decadenza. Poi succede quello che ha magistralmente descritto Goethe: ‘Dalla natura siamo circondati e avvinti e non ci è dato di uscirne e penetrarvi a fondo.
Crea eternamente nuove forme, e ciò che era non ritorna, tutto è nuovo e tuttavia sempre antico. Il suo spettacolo è sempre nuovo perché crea sempre nuovi spettatori. Costruisce sempre e sempre distrugge. La vita è la sua invenzione più bella e la morte è il suo artificio per avere molte vite. Non conosce né passato né futuro; il presente è la sua eternità.’
(1783). Forse è in questo pensiero che si sviluppa la mia saggezza...

giovedì, febbraio 12, 2026

Ingegneria della Felicità di Silvio Ceccato

La cibernetica, la scienza del movimento dei meccanismi di guida fu introdotta in Italia da Silvio Ceccato, conosciuto dal pubblico italiano per il libro Ingegneria della felicità e i suoi interventi in televisione negli anni '80. Ma Silvio Ceccato non era un ingegnere o professore universitario, lui era laureato in lettere e diplomato in violoncello e composizione musicale.
Come Maltz Maxwell, anche Silvio Ceccato aveva applicato la cibernetica alla psicologia e alle attività linguistiche, spingendo all’uso corretto delle parole: sono celebri le sue conversazioni con i bambini delle elementari, descritte in numerosi articoli apparsi sul quotidiano il Giorno. Quegli articoli apparsi dal 1964 al 1967, furono raccolti in un saggio dal titolo: Cibernetica per tutti. La cibernetica dell'automazione delle macchine meccaniche venne trasferita alla macchina fisiologica, anatomica e mentale dell'uomo; a quell'insieme biologico e filosofico che lo rappresenta.
D'altronde la cibernetica era stata definita, dal suo inventore Norbert Wiener (matematico statunitense -nato a Columbia in Missouri nel 1894 e morto a Stoccolma nel 1964), come una nuova disciplina, una teoria del controllo e della comunicazione sia nella macchina che nell’animale. Norbert Wiener aveva sempre pensato di utilizzarla non soltanto come tecnica, ma anche come un nuovo approccio alla filosofia. Certo è che con l'avvento dei nuovi calcolatori e macchine pensanti, la cibernetica ha dimenticato il suo potenziale filosofico. Per Silvio Ceccato la cibernetica consentiva di esternare quelle assurdità riservate prima ai filosofi; visto che con modelli razionali cerca di studiare se stesso, la ragione, in sostanza la macchina umana. Ciò che però è meno noto è che questa definizione non delimita un campo di osservazione, ma fissa un punto di vista, un modo di considerare le cose. Non è infatti che si possa vedere un controllo e una comunicazione o un'informazione così come si vede un cavallo, un tavolo, e nemmeno una ruota od una valvola. Per il controllo bisogna trovare prima un modello, un paradigma per confrontare differenze e uguaglianze. Nessuna cosa presa singolarmente potrebbe essere uguale o differente. Bisogna trovare una situazione o un meccanismo che la crei. Un segno O può essere un cerchio, la lettera o, uno zero. Per saperlo c'è bisogno di una situazione fisica e una semantica.
Nel Il perfetto filosofo -libro pubblicato da Laterza nel 1988- Silvio Ceccato racconta la storia della costruzione di una macchina, poi scomparsa, che rappresentava un frammento di cervello...quello di AdamoII; così lo chiamò lui. Ceccato spiegò a tutti, lettori di giornali, agli studenti e agli insegnanti, gli zig-zag con cui gli occhi di una persona guardano un’altra persona, o un quadro, per cercare somiglianze e diversità con altri. Tra le sue storielle divertenti c'è quella che racconta la visita in un cimitero dove una lapide riporta: 'Ve l'avevo detto che non stavo bene'.
Silvio Ceccato, nato nel 1914, è morto il 2 dicembre del 1997. Sono passati molti anni e questo personaggio sembra ormai dimenticato. Non saprei dire se i suoi libri si possano ancora trovare nelle librerie o magari su qualche bancarella; sulla Rete però c'è la possibilità di rintracciarli.

lunedì, febbraio 02, 2026

E se essere di destra o di sinistra fosse anche una questione di geni?

Così ho pensato una volta e in attesa che l'epigenetica chiarisca questo argomento intanto qualche risposta viene da una neuroscienziata, Leor Zmigrod, che con il suo libro: 'Il cervello ideologico-la scienza dietro gli estremismi', sostiene che esista un legame tra le convinzioni politiche e la biologia del cervello. Nell'introduzione si dice: “l’ideologia non modifica solo le nostre convinzioni, ma ci entra sottopelle, plasma i nostri cervelli, fluisce nelle nostre cellule. Le ideologie sono seducenti perché offrono risposte semplici, copioni da seguire e un senso di identità condivisa”.
Si analizzano così i metodi per cui ognuno acquisisce una propria ideologia e sono molteplici: sono le diverse reazioni abituali che neanche percepiamo ma che attivano il nostro modo di pensare. 'I riti sociali ci orientano ai bisogni, ai giudizi, alle apparenze degli altri. La realtà esterna diventa più importante dell’introspezione. Le incertezze, le domande e le sensazioni interiori vengono messe a tacere, e con loro viene imbavagliato anche l’impulso a ribellarsi'. Così abbiamo ideologie più rigide o più flessibili; ideologie orientate a pregiudizi e negatività e quelle più aperte a soluzioni utili per tutti.
Diventa chiaro che i militari siano quelli che hanno una ideologia rigida: sono quelli che sono disposti anche ad uccidere; più inflessibili si è, più si è disposti a fare del male all'altro. Poi ci sono le dottrine religiose e politiche...interessante per questo poi è il ruolo dell'amigdala- una struttura a forma di mandorla presente nel nostro cervello- che governa l’elaborazione delle emozioni, specialmente quelle connotate in senso negativo come la paura, la rabbia, il disgusto, il senso del pericolo e della minaccia...ebbene le persone di idee conservatrici tendono a presentare un’amigdala destra più sviluppata rispetto ai soggetti liberal. Manco farlo apposta quella di destra. Questo lo ha scoperto una squadra di ricercatori londinesi. Più di così?!?
Un'altra questione accertata è anche il rilascio della dopamina (la molecola della felicità) da parte del nostro cervello; chi è più rigido tende a ridurre le concentrazioni di dopamina nella corteccia prefrontale. Ecco che qualcosa ci accerta la differenza che esiste anche corporea tra chi è destra e chi di sinistra. Non è un caso che chi è di destra pare sempre incazzato.
Intanto speriamo che la scienza ci dia una risposta e chissà se poi non si riesca a curare le ideologie estremiste.

martedì, gennaio 27, 2026

Il giorno della Memoria

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà tanta per far si che non si ripeta più l'orrore di un nuovo genocidio. Una fragile pausa continua, ma resta in agguato la cattiveria e l'ignoranza per una nuova strage. Le guerre sono sempre presenti e sembra che nulla le possa fermare. La memoria come un toccasana, come una medicina dell'anima serve a formarci la coscienza per interrompere il dolore che riserviamo agli altri.

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà diffusa. Passate parola. Dite a tutti quel che successe nel secolo passato. Dite e ripetete le parole di Primo Levi de 'I sommersi e i salvati' che è indispensabile conoscere le categorie delle vittime e degli aguzini se vogliamo conoscere la specie umana. Come si costruisce un mostro senza la memoria? Come si impara a mantenere il ricordo fresco e vivo con la frequente rievocazione. Passate parola.

E ce ne vorrà ancora di memoria; ce ne vorrà sempre per far sì che si ribalti la storia. Chi mai pensava che la terra di Goethe, di Kant e di Fichte potesse oscurarsi di grandi pensieri nella violenza xenofoba e inumana? Ci sollevi ancora il pensiero di un altro grande filosofo tedesco: Ernst Bloch e il suo principio di speranza.

La speranza ci aiuta sempre a progettare un tempo migliore; la speranza è la materia cui sono fatti i sogni e non bisogna smettere di sognare. Sì, per Ernst Bloch il principio di speranza è contro quello di angoscia, è l'aria che sostiene la ragione, un passare dall'oscuro al chiaro, senza cancellare l'oscuro che è in noi.