Così ho pensato una volta e in attesa che l'epigenetica chiarisca questo argomento intanto qualche risposta viene da una neuroscienziata, Leor Zmigrod, che con il suo libro: 'Il cervello ideologico-la scienza dietro gli estremismi', sostiene che esista un legame tra le convinzioni politiche e la biologia del cervello. Nell'introduzione si dice: “l’ideologia non modifica solo le nostre convinzioni, ma ci entra sottopelle, plasma i nostri cervelli, fluisce nelle nostre cellule. Le ideologie sono seducenti perché offrono risposte semplici, copioni da seguire e un senso di identità condivisa”.
Si analizzano così i metodi per cui ognuno acquisisce una propria ideologia e sono molteplici: sono le diverse reazioni abituali che neanche percepiamo ma che attivano il nostro modo di pensare. 'I riti sociali ci orientano ai bisogni, ai giudizi, alle apparenze degli altri. La realtà esterna diventa più importante dell’introspezione. Le incertezze, le domande e le sensazioni interiori vengono messe a tacere, e con loro viene imbavagliato anche l’impulso a ribellarsi'. Così abbiamo ideologie più rigide o più flessibili; ideologie orientate a pregiudizi e negatività e quelle più aperte a soluzioni utili per tutti.
Diventa chiaro che i militari siano quelli che hanno una ideologia rigida: sono quelli che sono disposti anche ad uccidere; più inflessibili si è, più si è disposti a fare del male all'altro. Poi ci sono le dottrine religiose e politiche...interessante per questo poi è il ruolo dell'amigdala- una struttura a forma di mandorla presente nel nostro cervello- che governa l’elaborazione delle emozioni, specialmente quelle connotate in senso negativo come la paura, la rabbia, il disgusto, il senso del pericolo e della minaccia...ebbene le persone di idee conservatrici tendono a presentare un’amigdala destra più sviluppata rispetto ai soggetti liberal. Manco farlo apposta quella di destra. Questo lo ha scoperto una squadra di ricercatori londinesi. Più di così?!?
Un'altra questione accertata è anche il rilascio della dopamina (la molecola della felicità) da parte del nostro cervello; chi è più rigido tende a ridurre le concentrazioni di dopamina nella corteccia prefrontale. Ecco che qualcosa ci accerta la differenza che esiste anche corporea tra chi è destra e chi di sinistra. Non è un caso che chi è di destra pare sempre incazzato.
Intanto speriamo che la scienza ci dia una risposta e chissà se poi non si riesca a curare le ideologie estremiste.
lunedì, febbraio 02, 2026
E se essere di destra o di sinistra fosse anche una questione di geni?
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