mercoledì, agosto 26, 2026

Il cambiamento climatico e l'esistenza di Dio

Non esiste un Dio creatore e capace di salvare la sua creatura fatta a sua immagine e somiglianza dagli eventi catastrofici generati dalla natura. Anzi pare che questo animale eletto a governare la natura sia egli stesso provocatore dei disastri ambientali. Ma senz'altro ogni scoperta scientifica ci conferma l'inesistenza di Dio: non esiste una intelligenza creatrice capace di miracoli; non esiste un Dio che vada oltre o annulli le leggi dell'universo. Si potrebbe pensare che esista un Dio non abramico e non interventista; un Dio meno violento e rozzo, ma nessuno sarà capace di spiegare la nostra esistenza così poco probabile se non con l'evoluzione. Un argomento a suffragio della negazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Dio è data dalla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin: l'uomo è solo un essere casuale senza preordinazione nell'evoluzione.
Il darwinismo si può considerare ad oggi l'unica legge universale. Se esistesse una qualche forma di vita su qualche altro pianeta dell'universo sicuramente questa seguirebbe l'evoluzione di Charles Darwin. Mentre le leggi di Newton potevano essere considerate leggi universali si è constatato che queste hanno valore solo per corpi macroscopici; solo per una fisica che presenta masse visibili. Per i microsistemi, per lo spazio atomico tutto cambia e interviene la legge quantistica, ovvero tutta un'altra legge che prevede una probabilità; una forma inusuale di come concepiamo il movimento e gli accadimenti.
Così per i credenti bisognerebbe far capire loro che le preghiere non bastano a cambiare gli eventi; a fermare le guerre o ridare la salute a chi è destinato a morire per malattia. Certo la speranza che genera la preghiera potrebbe essere terapeutica...ma per chi la esercita e non per i fini preposti. Infine basterebbe dire che la scienza è una forma di razionalismo mentre la religione è sostanzialmente una forma di superstizione.
La teoria di Darwin sull'evoluzione rende Dio un ozioso, un nullafacente, e allora che bisogno c'è di lui? Il sacro è la follia contro la ragione. Il Dio costruito dall'uomo è un Dio buono, un Dio Padre. Eppure quel Dio è anche il creatore del Male. Mi viene sempre in mente quella frase scritta su un muro delle celle a Mauthausen: 'Se Dio esiste dovrà chiederci scusa'. La follia ci abita e noi non sappiamo come escluderla. Per risolvere questo abbiamo la religione. Insomma chi crede nella scienza solitamente non crede in Dio, in specie quello disegnato dalle grandi religioni ovvero Jahvé, Allah o il Dio cristiano.
Quei Dio non ci salveranno; ci salverà solo una nuova consapevolezza di esseri umani capaci di usare la nostra intelligenza.

giovedì, agosto 13, 2026

La migrazione come fatto evolutivo darwiniano

Migrare è stato un fattore evolutivo fondamentale; ancora oggi abbiamo delle migrazioni dettate soprattutto da ragioni politico-economiche ed ambientali. Ma per le migrazioni si potrebbe considerare il fattore evolutivo anche per lo sviluppo demografico, dove in qualche regione ricca del pianeta si sta perdendo popolazione. In queste zone pare che non si applichi più il sistema del più adatto alla sopravvivenza: quell'uomo è diventato responsabile del cambiamento climatico e fautore di molti danni ecologici come autore della scomparsa di molte specie animali e con la produzione intensiva di altrettante scompensazioni naturali. A questo proposito la riduzione dell'uomo occidentale sembra sia già iniziata.

Prendiamo ad esempio l'Europa dove attualmente la popolazione di 450 milioni si ridurrà di quasi 5 milioni di abitanti verso il 2050, con un invecchiamento progressivo. In questo scenario dove le morti superano stabilmente il numero di nuove nascite, l'arrivo dei migranti può essere visto come un sistema di sopravvivenza.
L'Italia in questa fase rappresenta essere in prima linea per il calo demografico. Altri paesi sono Grecia, Malta, la Spagna e la Polonia. Un altro caso che forse può essere considerato ai fini dell'evoluzione potrebbe essere anche il calo della fertilità che si registra nelle femmine e nei maschi europei, dovuto oltre che alla scelta di avere figli in età avanzata e per motivi economici lavorativi e sociali...anche per una insufficienza spermatica nell'uomo occidentale dovuta a molti fattori. Una notizia apparsa sulla rivista Focus, di qualche anno fa, è che negli ultimi 40 anni la concentrazione di spermatozoi nell'eiaculato maschile è calata del 52%, e il loro numero totale del 60%. I motivi non sono chiari ma si può anche pensare benissimo ad un intervento evolutivo.
Così possiamo interpretare i flussi migratori anche come strutturale e costitutivo della nostra specie: l'animale umano. Il patrimonio genetico umano abbisogna di un rimpasto e quale meglio di un rimescolamento attraverso le migrazioni può avvennire?