domenica, maggio 11, 2003
COMUNISTA
Non mi piace Bertinotti, non ho simpatie per Cossutta, non tifo D'Alema e non plaudo a Fassino, eppure mi sono scoperto comunista; mi sento di una razza speciale. Dico razza perché mi ritrovo razzista, odiante, intollerante e cattivo…Quasi stalinista. Dico questo perché chi è contro Berlusconi automaticamente diventa comunista. Non ha importanza per questa destra affrontare temi come la legge uguale per tutti, l'estensione dei diritti, il conflitto di interessi, la libertà dell'informazione, il rispetto della legalità, l'etica e l'onestà; no, qualunque cosa dici sei comunista. Dico questo poiché per i leghisti sono diventato un nazista rosso, per i forzaitalioti una canaglia marxista e per i nipotini fascisti di Almirante un bolscevico, mangiatore di bambini; sarei divenuto in sostanza, di una sottorazza giudaico negra. Non parliamo poi del "cristiano" don Baget Bozzo, per lui sono già condannato all'inferno come i musulmani. Insomma incarno tutti i difetti dell'umana specie che vuole riscattarsi e non tollera chi ruba, chi si sente intoccabile, chi commercia nei templi, chi confonde Dio con Mammona e padroni con mamme.Ma con questa specie in verità io mi ci trovo benissimo, ci trovo tante persone per bene, delle persone serie. Il capo del governo ha detto che ci sono anche tanti giudici come me: sono giudici militanti che perseguono certi reati e ce l'hanno con lui. Sono ovviamente dei comunisti da combattere; da mettere sotto controllo politico per fare in maniera che non facciano del male a chi è al potere legittimo: è stato eletto dal popolo. Così se aspiro alla democrazia, al controllo severo di chi si è preso la briga di governarci, ecco che divento comunista. Devo tacere, sparire, devo solo osannare il potente di turno e poi? Io sono pericolosissimo, sono pronto a sopprimere la libertà...Io? La mia?
venerdì, maggio 09, 2003
Fede cristiana
I continui richiami del Papa ai valori cristiani e a quelli etici, iscritti nella natura stessa dell'essere umano e che dovrebbero sempre accompagnare le scelte degli uomini, fa sorgere una domanda: potrebbe il cristianesimo da solo governare il mondo? Lo potrebbe al pari dell'Islam? Nessuno nega la bellezza morale di Gesù, l'affidabilità dei suoi consigli e l'avventura della sua morte, ma poi perché non si mette in pratica il suo insegnamento? Proprio da quelli che si definiscono cristiani sorgono i distinguo: "come cristiano condivido, come ministro no"…(Castelli a proposito dell'indulto). C'è differenza? Poi non comprendiamo come un musulmano sia più conseguente al suo credo: ci sono forse due morali? La bellezza di Maometto è diversa da quella di Gesù?Va bèh si dice, è difficile mettere in pratica il cristianesimo, conserviamo lo spirito, ma poi come si fa a porgere l'altra guancia? Va bene la povertà ma non siamo mica scemi, nel lusso si vive meglio. E poi amare il prossimo come te stesso...Come si fa?
Ma poi amiamo noi stessi veramente? Così i bravi cristiani continuano ad andare a Messa e ricordare il sublime sacrificio per l'umanità, senza essere in grado di provare a farne uno, che poi sacrificio non dovrebbe essere: amare e perdonare il prossimo.
Ma poi è stata la nostra cultura cristiana, diventata anche protestante, a farci laici e ricchi fuor modo; è stata la liberazione che ci ha indicato Gesù a farci crescere come individui responsabili; allora possiamo continuare così a barcamenarci come ora tra vizi, peccati e assoluzioni?
Io non sono un integralista, faccio semplicemente una riflessione sulla cultura religiosa cristiana che plasma la nostra società e che è disattesa non per ragioni laiche o di rispetto per regole di convivenza civile.
Così penso che viene o potrebbe venire in soccorso la Fede, visto che la Carità e la Speranza si stanno esaurendo, ma non è roba di questi tempi. Oggi si può verosimilmente avere fede in Bush, in Putin o Berlusconi, è più facile; per questo c'è la ricompensa "pronta cassa" o diversamente si perderebbe poco o nulla.
Diversamente perdere l'altra fede è perdere noi stessi: è perdere la guerra prossima anche se sicuramente si vince. Ancora una volta è il nostro atteggiamento morale, la nostra incongruenza, il nostro fariseismo, a fregarci. Altro che guerre in nome della democrazia; noi scontiamo la paura e l'incapacità di essere cristiani sino in fondo.
Diversamente, su queste premesse, si può pensare che cosa ci salverà?
giovedì, maggio 08, 2003
Opinione su Ciampi
Questo Ciampi è proprio un fenomeno, un fenomeno di banalità. Non c'è occasione che i suoi interventi didascalici, didattici, paternalisti, buonisti, non risultino banali, tanto che vanno bene per tutto e per niente: "il pluralismo è la base della democrazia"- "in democrazia bisogna rispettare le opinioni dell'altro"- "Bisogna litigare di meno"- Avanti così; come se parlasse a dei bambini capricciosi e un po' ritardati. Ma non sa quanta responsabilità si è presa il presidente della Repubblica italiana, dando l'incarico a Berlusconi per guidare il governo? Nessuno lo obbligava: tantomeno la Costituzione, fino a questo momento in carica. Berlusconi avrebbe dovuto risolvere prima il conflitto d'interessi e finire i suoi processi, poi eventualmente dall'esito di questi ultimi, ricoprire la carica di primo ministro. Così non è stato fatto, perciò considero Ciampi il maggior responsabile del brutto clima che si è instaurato nel paese. Cosa sostiene? Che bisogna tacere di fronte all'attacco della Costituzione, della magistratura, della sinistra, dei giornalisti? Ma mi faccia il piacere…martedì, maggio 06, 2003
Viva la Sme
Il processo SME ha chiarito molte cose. Ecco perché Berlusconi è sceso in campo; perché farsi dire cosa comprare e vendere dai politici? Perché continuare a pagare per gli altri? Negli affari chi fa da sé fa per tre. Così si è messo da solo e ai politici (Bossi, Fini, Buttiglione) dà ora lui gli ordini. La SME l'ha comprata per fare un favore all'Italia; infatti l'ha pagata di più di quello che valeva (così dice l'imprenditore furbo). Ora chi gli dice che per il conflitto di interessi deve vendere, lui rilancia comprandosi tutto il resto, sempre per il bene dell'Italia. Infatti io che sarei italiano secondo lui mi sono arricchito: invece sto pagando tutto nuovamente, come ai tempi di Craxi, i tempi grassi del magna tu che magno io. Ma può durare questa manfrina? Può continuare il collante politico tra garantisti a senso unico forzaitalioti, forcaioli leghisti per il potere locale ed ex di tutto (comunisti, socialisti, liberali, democristiani, fascisti, repubblicani, monarchici) alleati per l'alleanza nazionale? Per me c'è qualcuno che paga...sempre per l'interesse generale. S'intende. Come ai bei tempi: viva la SME.lunedì, maggio 05, 2003
Forza Pietro Ricca
Stamane prima dell'udienza di Berlusconi al processo SME, Pietro Ricca si è avvicinato al Presidente del Consiglio e gli ha gridato:"Buffone, fatti processare come tutti gli altri. Rispetta la legge, la magistratura, la Costituzione, la democrazia e la dignità degli italiani o farai la fine di Ceausescu o di Don Rodrigo". La presidenza del Consiglio deciderà di denunciarlo. Ma come? Si rivolge alla magistratura? A quella di Milano? Ma non aveva delegittimato i giudici? Forza Ricca.; condivido tutte le sue parole. Denunciate anche me.domenica, maggio 04, 2003
Provincialismo
Il provincialismo che affligge gli italiani, paesani antichi d'antica fame, si avverte anche nei politici diventati autorità, ministri che lo paiono per grazia ricevuta o meglio per vincita alla lotteria. In questo perfino Napoleone era proprio italiano quando alla sua incoronazione disse, rivolto al fratello: "Se ci vedesse nostro padre!".
D'altronde non si tradiscono le origini e le nostre sono proprio di paese e seppur questo si chiamasse Milano o Torino; non importa: là c'è un rione, c'è una porta che ci conosce tutti, ci sono muri che ci hanno visti nudi. Allora si ha ben voglia di indossare un bel vestito alla moda, quest'ultima potrebbe prescrivere anche una parure di scimmia, ma anche se si mette per rimarcare indifferenza e un tempo che corre oltre, rimaniamo così. Possiamo rimanere come il ministro Umberto Bossi nato a Cassano Magnago, che incarna tutto il provincialismo bieco della pianura e del suo dio Po, il quale propone, forte del suo 3 e qualcosa per cento, di istituzionalizzare il provincialismo.
Così si è provinciali indossando una cultura senza ironia per sentirsi sempre poveri. Poveri e defraudati da un potere malgrado tutto che si incarna senza consapevolezza.
Cambia così l'essere provinciale, quella parvenza di saggezza, con il provincialismo che non tollera problemi di coscienza. Ci si sente moderni abbracciando lo zio d'America o il magnate della nuova Tv; si chiama devolution una riforma per dargli importanza internazionale, ma in fondo si aspira all'antico orticello sotto casa. D'altronde il ministro suddetto è anche membro del parlamento e assemblea padana che ha come presidente Enrico Speroni e giura a Pontida dopo averlo fatto a Roma. Ed io dovrei con questo sentirmi italiano? Certo è che non sono neanche padano.
Non trovo più la poesia
Non trovo più la poesia,
l'avevo scritta tempo fa.
Qualcosa ricordo di quello scritto,
ricordo una strofa, qualche riga.
Parlava di te.
Quella frase che ricordo
ora sembra ingenua…
Due occhi tra il mare e il cielo.
Un capo d'oro coperto da un velo…
Parlava di te.
Avevo vent'anni e tanti desideri.
Come batteva forte il cuore,
come mi emozionavo al tuo apparire.
Qualunque cosa guardavo
Parlava di te.
Sono passati tanti anni.
Sono passati dolori e virtù.
Ci siamo poi presi e lasciati quante volte?
Tante e di poesie ne ho trovate altre.
Parlano ancora di te.
sabato, maggio 03, 2003
Andreotti, ma quale assoluzione?
Ma di quale sentenza stanno parlando? Ma di qualeEppure il presidente Scaduti l’ha detto chiaro e tondo, e tutte le televisioni l’hanno trasmesso senza rendersi conto di quel che facevano:
venerdì, maggio 02, 2003
Sottoscrivete l'appello "In nome della legge"
Appello di Libertà e Giustizia: La reazione del presidente del Consiglio alla condanna di Cesare Previti costituisce la negazione della verità e un'offesa alla democrazia...Cliccate qui per sottoscrivere l'appello "In nome della Legge" libertaegiustizia
NAVIGAZIONI
Dopo diverso tempo che navigo in Internet, posso dire che come nella vita, si trova e si incontra quello che inconsciamente o consapevolmente si cerca. E poi ho constatato che le tante bottiglie gettate nel grande mare di Internet sono state raccolte da persone che ho trovato simili a me. Nel mio "navigare" le frontiere di uno spazio soggettivo e personale si sono certamente ampliate ma è stato sempre dentro un rimando pubblico: quello cui accedo e visiono è disponibile ad altri; è come la televisione ma con una prerogativa di scelta e lettura più personale con in più l'interattività: posso comunicare direttamente con l'altro.
Io penso che se dessimo a tutti uno stesso punto di partenza dal tronco di un albero, attraverso vari passaggi, si approderebbe a rami comuni per interessi, sensibilità, sentimento: come nella vita ci ritroveremmo a condividere le stesse cose con le stesse persone. Mi è capitato di conoscere delle persone attraverso Internet e poi scoprire casualmente che entravamo negli stessi siti web, leggevamo i medesimi messaggi e qualche volta scrivevamo alle stesse rubriche; anche in Internet si formano comunità affini.
Così su Internet, io posso passare per un vicolo di un sito personalissimo, o da una piazza di un portale conosciuto, per poi paradossalmente finire di restare imbrigliato nelle abitudini: dopo un pò noto che approdo e mi fermo alla visione delle solite pagine web. I siti bookmarcati (inseriti nei preferiti) pur ampliandosi finiscono nelle cartelle che passando il tempo aumentano, ma ahimè la navigazione alla fine pare andare sempre su rotte conosciute. L'abitudine della quotidianità si riversa anche in questi viaggi telematici: finisco con comunicare con le stesse persone e frequentare gli stessi link (indirizzi). Vorrei sapere se è un mio limite o capita anche ad altri questa esperienza? Senz'altro dopo anni di navigazione io non ho ancora imparato a veleggiare…
mercoledì, aprile 30, 2003
Promemoria del processo
-Vendute e comprate, la lunga storia delle sentenze Imi-Sir di Marco Travaglio - clicca qui per leggere l'articoloStasera pago io.
Grande Ilda Boccassini e grande Gherardo Colombo. Grazie a loro alla loro tenacia, capacità inquisitoria, investigativa e processuale sono riusciti a portare a termine un processo che segna un vero passaggio nella giustizia italiana; dalla "legge uguale per tutti" a quella che si voleva e si vorrà fare: la "legge salva potenti".Questa sera l'Italia degli onesti ha brindato: anch'io avevo in fresco una bottiglia di Pommery di buona annata e alle 23 e 30 circa con la notizia della sentenza milanese, un botto ha dato il segnale per la bevuta.
Bravi Ilda e Gherardo, permettetemi di sentirvi amici, vi diranno comunisti, persecutori, chissà per quanto vi hanno tormentato, ma tirate dritto il lavoro a voi non manca. A proposito grazie anche a Carla Del Ponte, il giudice svizzero che ha preparato le rogatorie con gli atti dei passaggi di miliardi da un conto all'altro - i fatti concreti della persecuzione a Previti.
martedì, aprile 29, 2003
Il 14 Novembre 2002 il Papa chiedeva nel discorso in parlamento un atto di carità verso la parte più debole della società; così diceva: " …E' grande, quindi, il bisogno di una solidarietà spontanea e capillare, alla quale la Chiesa è con ogni impegno protesa a dare di cuore il proprio contributo.
Tale solidarietà, tuttavia, non può non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società". Oggi a distanza di quasi 6 mesi il Parlamento si appresta a votare il patteggiamento allargato una misura che serve soltanto a salvare dalla galera chi ruba in giacca e cravatta, chi fa reati alla Bossi, chi ha pronti i soldi per pagare tutto…Intanto l'indulto promesso dai parlamentari tutti acclamanti il Papa è sparito. Nessuno ne parla più. Queste sono le radici cristiane di un parlamento? Ma andate a farvi…benedire…
Tale solidarietà, tuttavia, non può non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società". Oggi a distanza di quasi 6 mesi il Parlamento si appresta a votare il patteggiamento allargato una misura che serve soltanto a salvare dalla galera chi ruba in giacca e cravatta, chi fa reati alla Bossi, chi ha pronti i soldi per pagare tutto…Intanto l'indulto promesso dai parlamentari tutti acclamanti il Papa è sparito. Nessuno ne parla più. Queste sono le radici cristiane di un parlamento? Ma andate a farvi…benedire…
lunedì, aprile 28, 2003
Referendum in Liguria... Uno smacco
Oggi la Liguria ha votato il suo primo referendum per abrogare una legge regionale, quella sui "buoni scuola" Pochi lo sapevano e i quotidiani nazionali addirittura l'hanno ignorato. La stampa locale come i telegiornali regionali invece hanno relegato la discussione politica sul quesito referendario in secondo piano. Il risultato del referendum è' stato uno smacco per tutta la sinistra. Ha partecipato al voto solo il 20% degli elettori rendendo nullo l'esito della votazione. Io ora scrivo sull'onda del pessimismo e per sfogare la rabbia, ma non ho ragione di essere diverso. Una forte delusione mi pervade, si poteva credere che la sinistra dopo mesi e mesi di impegno per la pace, per i diritti, per la giustizia, per le sue battaglie contro le false riforme fiscali, scolastiche e istituzionali, raccogliesse qualche frutto. Niente. Cosa pensare? Che non riusciamo più a fare politica e che la banda del centrodestra abbia ormai vinto sulle coscienze e conquistato la società? Eppure nelle ultime manifestazioni in piazza mi pareva di cogliere segnali di riscatto, motivi di cambiamento, invece un 20% di partecipazione ad un momento di decisione democratica mi rattrista e mi dà da pensare sul futuro. Cosa dobbiamo fare?
Oggi la Liguria ha votato il suo primo referendum per abrogare una legge regionale, quella sui "buoni scuola" Pochi lo sapevano e i quotidiani nazionali addirittura l'hanno ignorato. La stampa locale come i telegiornali regionali invece hanno relegato la discussione politica sul quesito referendario in secondo piano. Il risultato del referendum è' stato uno smacco per tutta la sinistra. Ha partecipato al voto solo il 20% degli elettori rendendo nullo l'esito della votazione. Io ora scrivo sull'onda del pessimismo e per sfogare la rabbia, ma non ho ragione di essere diverso. Una forte delusione mi pervade, si poteva credere che la sinistra dopo mesi e mesi di impegno per la pace, per i diritti, per la giustizia, per le sue battaglie contro le false riforme fiscali, scolastiche e istituzionali, raccogliesse qualche frutto. Niente. Cosa pensare? Che non riusciamo più a fare politica e che la banda del centrodestra abbia ormai vinto sulle coscienze e conquistato la società? Eppure nelle ultime manifestazioni in piazza mi pareva di cogliere segnali di riscatto, motivi di cambiamento, invece un 20% di partecipazione ad un momento di decisione democratica mi rattrista e mi dà da pensare sul futuro. Cosa dobbiamo fare?
domenica, aprile 27, 2003
"Armi di distruzione di massa", per quanto tempo siamo andati avanti a discutere su queste armi: da sanzionare, da trovare, da distruggere; tutto come argomento per legittimare una guerra che poi sarebbe questa sì, una vera distruzione di massa, ma fatta con l'assurdo codice cavalleresco della mentalità militare. Intanto si sviluppano epidemie e tragedie umanitarie anche senza bombe chimiche.
Oggi finito di parlare di wars si parla di sars (polmonite atipica) un altro incubo.
Come si è visto poi, la armi di distruzione di massa, erano solo un pretesto per fare una guerra già decisa per altre questioni: ridisegno dello scacchiere geopolitico mondiale da parte degli USA, per il petrolio, per intimorire il mondo arabo da dove è pervenuto l'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001 e in ultimo, per dare un senso ideologico e morale, anche per la libertà e la democrazia. Il "casus belli" come si è visto questa volta non ha funzionato: l'ONU che tramite le sue risoluzioni si muoveva correttamente per disarmare l'Iraq, aveva reso non necessario l'uso della forza armata; la pressione dell'embargo decennale con il divieto di volo in vaste zone del pese rendevano l'Iraq non un pericolo per gli altri ma solo una vergogna. La guerra voluta dall'attuale amministrazione USA rivela se ce ne fosse bisogno il dispregio di ogni regola istituzionale democratica. Ma i mezzi sono importanti quanto i fini e visto il mezzo usato per "liberare" l'Iraq di certo non scaturirà niente di buono. Ci sarà ancora da credere a questi potenti? A questi novelli imperatori degli affari senza scrupoli? Chi sarà il nuovo popolo da democratizzare e da sottoporre all'esame degli USA? Io nel mio piccolo mi sto già considerando da solo una canaglia. L'intelligenza però mi trasforma in un costruttore di massa…naturalmente buona. W la pace.
Oggi finito di parlare di wars si parla di sars (polmonite atipica) un altro incubo.
Come si è visto poi, la armi di distruzione di massa, erano solo un pretesto per fare una guerra già decisa per altre questioni: ridisegno dello scacchiere geopolitico mondiale da parte degli USA, per il petrolio, per intimorire il mondo arabo da dove è pervenuto l'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001 e in ultimo, per dare un senso ideologico e morale, anche per la libertà e la democrazia. Il "casus belli" come si è visto questa volta non ha funzionato: l'ONU che tramite le sue risoluzioni si muoveva correttamente per disarmare l'Iraq, aveva reso non necessario l'uso della forza armata; la pressione dell'embargo decennale con il divieto di volo in vaste zone del pese rendevano l'Iraq non un pericolo per gli altri ma solo una vergogna. La guerra voluta dall'attuale amministrazione USA rivela se ce ne fosse bisogno il dispregio di ogni regola istituzionale democratica. Ma i mezzi sono importanti quanto i fini e visto il mezzo usato per "liberare" l'Iraq di certo non scaturirà niente di buono. Ci sarà ancora da credere a questi potenti? A questi novelli imperatori degli affari senza scrupoli? Chi sarà il nuovo popolo da democratizzare e da sottoporre all'esame degli USA? Io nel mio piccolo mi sto già considerando da solo una canaglia. L'intelligenza però mi trasforma in un costruttore di massa…naturalmente buona. W la pace.
Di Irving Welsh dopo aver visto il film, tratto dal suo primo libro "Trainspotting" ho letto "il Lercio" la storia di uno "sbirro" tutto preso dalla droga, dal sesso e da un mestiere che vive da schifo. Insomma il lercio del libro è Bruce Robertson, il personaggio che racconta, sergente di polizia di Edimburgo. Dopo aver letto il libro molto tosto per non dire crudo; senza concessioni al sentimento, pieno di rabbia e miseria ho pensato quanto, questa che si può definire la trasposizione della realtà intellettuale di oggi, cinismo, arrivismo, ricerca di piacere come potere, possa essere vera.
E' vera. Penso proprio di sì. In tutti gli strati sociali e nelle varie professioni o attività: sia nel sottoproletariato, sia nella borghesia, sia tra gli uomini d'affari e politici sembra che il pensiero sia quello: tutti rottinculo, tutti a muoversi in un mondo dimmerda, gli uomini con l'idea fissa della figa da arruppare e le donne pronte a succhiartelo per demolirti…
I pensieri reconditi, veri, che danno la dimensione del rapporto con il sé prima che con gli altri, ogni tanto affiora, va messo in piazza. Come quel ministro che sbotta: "Quello era un rompicoglioni, pensava solo alle sue cazzate…"; come quel presidente americano intercettato al Watergate: "gli romperemo il culo, gli faremo vedere noi chi siamo…"; come quegli affaristi tangentari: "Macchecazzo rompono questi giudici, bisognerebbe dargli una ripassata…". Questo è il linguaggio che esprime il mondo; esprime la qualità dei sentimenti, l'altra faccia del perbenismo dilagante. L'altra faccia del potere che si dice democratico, ti fa l'occhiolino e poi ti frega sempre. Allora ? E' chiaro di come la guerra sia in fondo poi anche nei nostri pensieri: vedere tutti i porci maledetti attaccati alle poltrone, ai soldi saltare in aria…Bohooom. Tutti devono morire. Tutti.
E' vera. Penso proprio di sì. In tutti gli strati sociali e nelle varie professioni o attività: sia nel sottoproletariato, sia nella borghesia, sia tra gli uomini d'affari e politici sembra che il pensiero sia quello: tutti rottinculo, tutti a muoversi in un mondo dimmerda, gli uomini con l'idea fissa della figa da arruppare e le donne pronte a succhiartelo per demolirti…
I pensieri reconditi, veri, che danno la dimensione del rapporto con il sé prima che con gli altri, ogni tanto affiora, va messo in piazza. Come quel ministro che sbotta: "Quello era un rompicoglioni, pensava solo alle sue cazzate…"; come quel presidente americano intercettato al Watergate: "gli romperemo il culo, gli faremo vedere noi chi siamo…"; come quegli affaristi tangentari: "Macchecazzo rompono questi giudici, bisognerebbe dargli una ripassata…". Questo è il linguaggio che esprime il mondo; esprime la qualità dei sentimenti, l'altra faccia del perbenismo dilagante. L'altra faccia del potere che si dice democratico, ti fa l'occhiolino e poi ti frega sempre. Allora ? E' chiaro di come la guerra sia in fondo poi anche nei nostri pensieri: vedere tutti i porci maledetti attaccati alle poltrone, ai soldi saltare in aria…Bohooom. Tutti devono morire. Tutti.
Diciamo la verità, il fascismo è più potente di ogni democrazia e altra qualità umana. Il fascismo è come una legge naturale: forte, barbaro e insieme accomodante; riesce a dare ordine e valore alle parti più cattive, crudeli e rozze di ognuno. Per questo si sono inventate le razze e le civiltà superiori, si dà per scontato che il ricco e il potente, come il furbo, siano di una specie privilegiata. Ai deboli e poveri poi si fornisce un capo, un bravo padre di famiglia che pensa per loro. Il personaggio designato a ricoprire il ruolo suddetto, di solito diventa una macchietta: dimostra di volere saper fare di tutto. E' un imprenditore e anche un operaio, è un proprietario di ville e anche suo tappezziere, arredatore; è un impresario teatrale e capocomico…Insomma ripete il canone del condottiero. Dietro a questo duce poi si forma una corte che è quella che fa più paura: è formata da servitori attenti a non deludere il padrone e a volte sono tanto solerti nel dimostrare i propri servigi che creano perfino imbarazzo. Dietro a questa corte poi si estende a ragnatela una rete di piccoli interessi dove ognuno trova una nicchia di tranquillità. In alto qualcuno ti pensa ed è bravo, molto bravo, a fare leva su quegli istinti che un'educazione cristiana ha a volte sopito. "Ma che cosa vogliono tutti questi stranieri? - I poveri s'arrangino, anche noi lo eravamo e non ci ha aiutato nessuno- Via le tasse, sono quelle che frenano l'economia; lasciamo fare ai ricchi che creano benessere - Siamo i più forti, dobbiamo dimostrarlo a chi non rispetta le nostre regole. Siamo anche i più tanti, non c'è bisogno di contarci, la pensano tutti come noi - Gli altri raccontano solo bugie - Il 25 Aprile che cos'è? Una festa comunista. Serve solo a loro, quindi non serve a niente. Aboliamola".
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.
Il fascismo vive sempre Diciamo la verità, il fascismo è più potente di ogni democrazia e altra qualità umana. Il fascismo è come una legge naturale: forte, barbaro e insieme accomodante; riesce a dare ordine e valore alle parti più cattive, crudeli e rozze di ognuno. Per questo si sono inventate le razze e le civiltà superiori, si dà per scontato che il ricco e il potente, come il furbo, siano di una specie privilegiata. Ai deboli e poveri poi si fornisce un capo, un bravo padre di famiglia che pensa per loro. Il personaggio designato a ricoprire il ruolo suddetto, di solito diventa una macchietta: dimostra di volere saper fare di tutto. E' un imprenditore e anche un operaio, è un proprietario di ville e anche suo tappezziere, arredatore; è un impresario teatrale e capocomico…Insomma ripete il canone del condottiero. Dietro a questo duce poi si forma una corte che è quella che fa più paura: è formata da servitori attenti a non deludere il padrone e a volte sono tanto solerti nel dimostrare i propri servigi che creano perfino imbarazzo. Dietro a questa corte poi si estende a ragnatela una rete di piccoli interessi dove ognuno trova una nicchia di tranquillità. In alto qualcuno ti pensa ed è bravo, molto bravo, a fare leva su quegli istinti che un'educazione cristiana ha a volte sopito. "Ma che cosa vogliono tutti questi stranieri? - I poveri s'arrangino, anche noi lo eravamo e non ci ha aiutato nessuno- Via le tasse, sono quelle che frenano l'economia; lasciamo fare ai ricchi che creano benessere - Siamo i più forti, dobbiamo dimostrarlo a chi non rispetta le nostre regole. Siamo anche i più tanti, non c'è bisogno di contarci, la pensano tutti come noi - Gli altri raccontano solo bugie - Il 25 Aprile che cos'è? Una festa comunista. Serve solo a loro, quindi non serve a niente. Aboliamola".
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.
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