martedì, luglio 29, 2003

MATRIX Reload


Questa sera in una arena estiva, ho visto Matrix Reload, e stavo per cadere nella trappola di una lettura filosofica che certe premesse potevano presagire. La verità è che mi sono addormentato; dopo l'inizio per me difficile da comprendere non avendo visto il primo episodio mi ero concentrato sul dialogo cercando di riuscire a cogliere il senso di un'immanente scontro tra hardware e software, tra macchine e umani, tra replicanti e buoni sentimenti…ed a un certo punto la mente è volata via. A pensare che l'inizio, mi aveva già spiazzato: "è solamente un sogno" dice l'interprete principale, l'eroe di turno. Solamente un sogno? Ma non sa che nel sogno c'è tutto? Infatti io ero partito per la tangente…Questa mia riflessione iniziale era già un giudizio negativo; anche se le contraddizioni che infarciscono il film raggiungono il ridicolo, oltre che il paradosso, che sarebbe un pregio. Astronavi supertecnologiche che contengono poltrone bergere, grotte illuminate con le torce che si trasformano in discoteca, stanzette anguste senza illuminazione dove si cucina e si dorme come nei villaggi medioevali, capitani come cavalieri della tavola rotonda e nemici come le carte di Alice nel paese delle meraviglie; chiavi fatte a mano per aprire porte che immancabilmente vengono sfondate…Sì senz'altro una bella favola istruttiva è senz'altro meglio di questo film pieno di effetti speciali, che ormai riportano tutti ad un deja vù. Il film alla fine si rivela un videogioco che annoia disegnando senza troppa fantasia il solito futuro arcaico. Forse il film aveva ambizioni e livelli di lettura più profondi che io non sono riuscito a cogliere: la lotta di liberazione di Neo (l'eroe del film vestito da prete) viene insidiata dal dubbio, credere all'Oracolo e ristabilire l'Ordine o sconfiggere l'illusione ed avere un'altra realtà? Il film si interrompe con un "continua"…Io di certo che il seguito non lo vedrò: mi è bastato questo e ce ne cresce. Per una riflessione e per due ore di divertimento preferisco altri spettacoli.

lunedì, luglio 28, 2003

Amore e Follia



Come facciamo a sapere se siamo più vicini al bruto o al saggio? Basterebbe vedere se siamo mossi più dal potere o dall'amore. Se agiamo mossi dal vantaggio personale, per salvarci o avere un proprio piacere, soddisfare un desiderio personale, allora c'entra il potere.
Se seguiamo l'amore ci diventa naturale sentirci in armonia: si dona con gioia il tempo, si ci scambia i sogni, si ci divide il pane e poi toccarsi, stringersi, è la conquista giornaliera più forte. A vedere da fuori gli innamorati li riconosci subito: appaiono folli. Eppure se seguiamo l'amore diventiamo anche saggi poiché ci conciliamo con ciò che ci succede. La saggezza è l'unione dell'amore e della necessità, dove i sentimenti sono liberi di riversarsi nel nostro destino. Ma noi oggi siamo persi molto spesso in labirinti dove le strade sembrano tutte uguali, già conosciute, per questo nessuno sà più di essere un bruto o un saggio. Oggi il male pare una necessità e l'amore un incontro fortuito; ma non è così e per fortuna qualche folle ci dà la saggezza dicendo no al potere.

sabato, luglio 26, 2003

Perchè BLOG?


Il cervello mi ribolle. Le parole fuoriescono spontanee;
le lascio scorrere, come un fiume hanno un loro letto,
e se dopo ci sarà anche un solo lettore, sarò io a farne lettere…

Così scrivo, così racconto con le parole, i fatti della vita: lettere messe insieme come una spirale di DNA.
Si, le parole sono mitocondri che ci alimentano,
ci fanno riconoscere la madre: la lingua.
Con questa lingua riusciamo a sentire il divino, costruiamo la realtà
e insieme la poesia.
Così la poesia ci salva l'anima e la vita.
Si, le parole che emozionano, che parlano, sono la nostra salvezza.
Ma questo dialogo continuo che è lo scrivere, non pensiate che lo sì fa per essere pubblicato e poi letto da chissà chi; si fa per parlarci dentro, per spiegare a se stessi, cosa vediamo.

Ora abbiamo il "blog" un blob di parole, un magma di impressioni; che potente tatzebao è questo muro internettiano.
Ora sfoghiamo la passione dello scrivere, diamo voce a vite nascoste e se la comunicazione è vita, chi vivrà di più?

Così ho anch'io il mio blog, ho una piccola lavagna di pixel colorati e pensieri.
Qui scrivo senza censure la mia libertà che è il limite alla conoscenza di parole. Ma davvero tutto si può raccontare? Si può non descrivere? Non provo a raccontare del tempo che invecchia la pelle; non descriverò gli umori che animano fantasie…Darò infine voce a quello che impasto insieme agli altri; è uno strano forno questo blog che diventa comune: quale pane cuoce per alimentare la vita?




venerdì, luglio 25, 2003

Vecchi quando?


Quando è che siamo vecchi? Non dico anziani o di età avanzata, dico proprio vecchi. Io penso che siamo vecchi quando vogliamo dare agli altri insegnamenti della vita perché pensiamo di averli ricevuti e allora giù a trasmettere consigli accompagnati da censure, disprezzi, giudizi negativi e ..."hai miei tempi...". Ecco questo è uno dei segnali più riconoscibili: i miei tempi; quelli si sa sono solamente i tempi passati che, poi statene certi, diventano nella discussione i tempi meteorologici. E allora ogni volta non ha mai piovuto così tanto, mai fatto così freddo o così caldo. Comunque quello passato è il vero tempo così si ritrova con quello che è vecchio veramente e quel modello di saggio, forse perseguito, cade e si è solo rincretiniti. Si è pronti a lasciare il posto ad altri vecchi come noi, poiché la nostra saggezza non l'abbiamo trasmessa ma solo aspirata e ora "spira" con noi.
Eppure si può essere vecchi in modo diverso, non per l'illusione di aver raggiunto la saggezza, ma per aver raggiunto la libertà. Non più ruoli o maschere da portare; si ci può mostrare così come si è: impudenti, sfrontati, senza modelli da perseguire. Liberi, appunto. Possiamo permetterci di stare fermi, immobili poiché si ci accorge che anche il tempo rallenta come lo scorrere dei passi. Allora si può essere saggi seguendo quello che ci dice l'anima, un'anima senza età, che non conosce date, oroscopi, orologi ma che ci chiede di lasciarci andare, di ascoltarla e seguirla...Là dove tutto acquista un nuovo sapore, là dove in fondo è tutto più bello e pieno: la vita diventando breve dà più profondità al possesso e la libertà di amare ci trasporta nell'eternità. Questa dovrebbe essere la vecchiezza: una diversa giovinezza, una diversa età della vita.

mercoledì, luglio 23, 2003

Cortigiani


Bisognerebbe tenere sempre conto che i regimi totalitari, le dittature, non avrebbero potuto gestire e tenere il potere senza la massa formata dalla corte dei servitori ed esecutori acritici degli ordini del capo.
Hannah Arendt aveva splendidamente analizzato questo potere arrivando a definire banale quel male commesso dalla schiera di cortigiani formata da brave casalinghe, solerti impiegati e onesti soldati. Quindi il potere di alcuni personaggi storici, responsabili dei crimini contro l'umanità, è stato sorretto da tante brave persone ossequienti e per certi versi tanto zelanti da superare le aspettative del loro stesso capo. In verità una mano a certo potere la dà anche il silenzio: quello di coloro che restano indifferenti alle malefatte o semplicemente annuiscono.
Queste corti sono sempre individuabili ed ancora oggi pur non essendo di fronte a regimi totalitari o tirannici svolgono la funzione di garantire un potere al di là, del normale esercizio democratico. Ora ad esempio, avete mai visto Schifani mentre fa le dichiarazioni davanti alla foto autografata di Berlusconi con famiglia? Sembra entrare in estasi scandendo sempre le stesse frasi…Avete visto Agostino Saccà ex direttore generale della RAI come ha eliminato Biagi e Santoro? Avete visto la nuova legge denominata Gasparri o il testo di legge per la risoluzione del conflitto di interessi? Regali. Vi ricordate della foto della zucca del premier sulla copertina di Panorama? Piaggeria bella e buona. Non vi sembrano dei nuovi cortigiani? Io inizierei a prendere le distanze da questi signori poiché proprio da quelli alla fine partirà il tradimento…La storia insegna anche quello. Ad ogni modo bisognerebbe sviluppare sempre lo spirito autocritico; ma viene da domandarmi: non sarà che la sinistra ne ha sviluppato anche troppo?

martedì, luglio 22, 2003

Il mio '68


Raccolgo l'invito di Michele Serra fatto sull' "Amaca" di martedì 22 luglio: …qualcuno dica qualcosa in difesa di quelle lontane turbolenze (il sessantotto), prima che l'amnistia, oltre a pacificarsi tutti, sotterri la verità".
Rispondo anche perché lo stesso giorno leggo che Bossi attribuisce ai romani la nascita di "Mani pulite"; ancora interpretazioni fantasiose e prive di verità sulla storia, più o meno recente, come il '68.
Tutto iniziava negli anni'60 definiti favolosi per la musica, per il boom economico lo erano un po' meno per i fermenti sociali: venivano al pettine con i primi "lussi", un televisore o una fiat"500", le contraddizioni della società ancora compartimentata in rigide divisioni di classe. Nasceva dapprima la contestazione e con i primi capelli lunghi, i primi ritmi sincopati mischiati allo swing, il '68. Prima conosciuto come il maggio studentesco francese, il '68 in Italia diventava il '69 e più che studentesco, era operaio. Prima però bisogna ricordare gli USA e l'università di Berkley in California: là nel 1966 nasceva la contestazione giovanile. Va da sé che un grande fermento investiva tutto l'ordinamento costituito e partendo dalla scuola fino alle fabbriche cambiava il mondo.
Su quegli anni è stato scritto molto e di tutto; io non voglio fare la storia ma semplicemente dire che nessuno era escluso da quel cambiamento e la storia, molte volte vissuta come un accidente esterno dovuta a scelte politiche fatte da in alto e da altri, faceva entrare come protagonisti gli operai e gli studenti. Per me il '69 era l'anno di "Nord e Sud uniti nella lotta", delle prime battaglie per i diritti sul luogo di lavoro e delle prime riforme importanti; l'anno seguente entrava in vigore lo Statuto dei lavoratori. In un continuo accavallarsi di obiettivi progressisti civili, si assaporava uno spirito libertario con la possibilità di cambiamenti reali, mai avuti nella società italiana (obiezione militare, divorzio, aborto, legge 180): tutto questo anche sulla spinta di nuovi consumi e nuove consapevolezze. Un capitolo a parte bisognerebbe aprirlo con la lotta per la "Ciassificazione Unica", ovvero la battaglia per la conquista di pari trattamento normativo e salariale tra operai e impiegati. A quel tempo esistevano le paghe di "posto" e una forte discriminazione tra lavoro manuale e intellettuale. Solo la spinta egualitaria di quegli anni nel mondo del lavoro, riuscì ad unificare il trattamento ottenendo una paga differenziata su livelli di responsabilità. Intanto il movimento femminista si era innescato in quel nuovo ribollire segnandolo in modo efficace; riuscendo a far partire quella rivoluzione delle donne che è giunta ininterrotta sino ai giorni nostri: forse l'unica grande e vera rivoluzione. Subito dopo ecco apparire il terrorismo nero e rosso. Ecco, per dirla con Pertini, che l'anima cattolica che permea da sempre l'educazione italiana usciva fuori con l'estremismo di un inferno e un paradiso: ognuno ci voleva portare nel suo paradiso creando l'inferno. Ma per me quegli anni, a parte la cupezza delle misure speciali di polizia adottate subito dopo per quei numerosi fatti di sangue, furono anni della scoperta del piacere, dell'amore senza paure, dello scoprire agi borghesi senza esserlo; di riuscire dopo anni a soffiare nel vento…Blowing in the wind. La risposta poteva essere colta nel vento, avevo l'ottimismo che né Renato Curcio, né Mario Rossi o Mario Tuti, potevano cancellare nel diventare uomo. Nascevano là le mie speranze o illusioni di poter trasformare il mondo…Se guardo ora la società e vedo Berlusconi al potere, simbolo del conformismo più bieco, devo dire che non ci sono riuscito ma per quanto riguarda la mia persona io ho vinto: ho cambiato la mia condizione anche grazie al '69 e sono pronto a lasciare un testimone di onestà e di ideali a chi li vuole continuare.

domenica, luglio 20, 2003

Ricordato Carletto




Oggi 20 Luglio 2003, alle 18 e 20 è partito da piazza Alimonda, ormai conosciuta dal movimento new global come piazza Carlo Giuliani- ragazzo, il corteo per ricordare il secondo anniversario della morte di Carletto Giuliani. Prima c'era stata la commemorazione, nel punto preciso dell'assassinio di Carlo, alle 17 e 27 con le parole di Giuliano Giuliani e la famiglia al completo a raccogliere la solidarietà da tutti i presenti. La manifestazione era iniziata alle ore 10; una processione continua aveva portato a riempire la piazza con persone giunte da molte parti d'Italia.
I presenti saranno stati circa 10.000 e hanno manifestato pacificamente e per un primo tratto del corteo in silenzio: tantissimi portavano un cerotto sulla bocca a ricordare come l'insabbiamento processuale metta a tacere la verità su quei tragici fatti. E' stato lo stesso Giuliano Giuliani, il padre di Carlo, a dare il segnale di fine silenzio. A quel punto un battito di mani scandito e una canzone accompagnata da una piccola band ha vivacizzato il corteo. Più dietro poi è iniziata ad arrivare la musica rap da un amplificatore posto su un camion di un centro sociale. Il corteo si è animato e con i colori anche le voci più diverse hanno riempito l'aria infuocata di questo pomeriggio d'estate. Non c'è stata nessuna lacrima da parte dei genitori: la mamma Haidi e il papà Giuliano; nemmeno la sorella Elena ha pianto, anzi bellissimi sorrisi erano dispensati agli amici che li circondavano e anche con la comprensibile tristezza di fondo nel cuore, la serenità si percepiva in tutta la manifestazione. Di nuovo Giuliano Giuliani confuso a metà corteo, poco lontano dallo striscione del comitato "Piazza Carlo Giuliani", era intervenuto frapponendosi tra un gruppo di manifestanti polemici e un plotone di poliziotti schierati alla prima confluenza di Corso Torino: "Buoni ragazzi, mantenete gli applausi per il concerto di stasera…".
Il lungo corteo si è concluso alla Fiera del Mare, zona Foce nello stesso luogo dove quel dannato 20 luglio di due anni fa era stata allestita la cittadella della polizia per garantire la sicurezza del G8. Oggi invece la polizia era con una discreta presenza, schierata in fondo alla strada che porta all'ingresso della Fiera e senza la tenuta anti-sommossa, sfoderata in quei terribili giorni. La manifestazione si è conclusa con un concerto dei Modena City Ramblers. Il movimento continua a vivere.

venerdì, luglio 18, 2003

Lo Chiamavano Impunita'




Questo libro è per i cittadini che vogliono conoscere la vera storia del caso Sme Ariosto e continuare a vivere in un paese dove la giustizia è uguale per tutti. Oggi esistono due processi Sme. Quello politico e mediatico, nato dalla fertile fantasia di Silvio Berlusconi dopo le su «dichiarazioni spontanee» al Tribunale di Milano, poi proseguite in vari salotti televisivi compiacenti. E quello giudiziario, nato dalle carte delle banche svizzere sui conti della Fininvest, degli avvocati Previti e Pacifico, dei giudici Verde e Squillante. Mentre il Tribunale si occupa dell´eventuale prezzo dei due magistrati romani, il presidente del Consiglio dirotta l´attenzione generale sul prezzo della Sme. Aveva promesso agli elettori che non avrebbe cercato l´impunità, che si sarebbe fatto giudicare da un «giudice imparziale».La Cassazione ha stabilito che il suo giudice imparziale è a Milano. Ma Berlusconi ha rovesciato il tavolo: «Voglio essere giudicato dai miei pari». Cioè da nessuno. Ed è partita l´Operazione Impunità Duratura : per lui (lodo Maccanico) e per Previti (ritorno all´immunità parlamentare). Un´operazione che avrà successo soltanto se i cittadini continueranno a ignorare come stanno le cose. Raccogliendo e confrontando le versioni di tutti i protagonisti (De Benedetti, Berlusconi, Prodi, Amato, Ariosto…) e la seconda requisitoria (inedita) di Ilda Boccassini, questo libro li aiuta a sapere. Quasi un manuale di autodifesa.

giovedì, luglio 17, 2003

Naturalmente amore

L'amore come la vita segue un percorso naturale: dipende da particolari strani, del tutto imprevedibili e irripetibili. All'inizio tutto sembra seguire una traiettoria già conosciuta; si prevede un percorso di scambi reciproci, di interessi, tutto verso la crescita e la felicità. Si pensa con l'amore di appartenerci e ci diciamo, sei mio o mia. Ma poi nessuno è in grado di prevederne il corso: indietro non si torna mai e gli sbagli, gli incidenti del tempo come le passioni e la gioia, segnano la storia. Allora si piomba nel caos, sì ci sente persi se l'amore finisce; se quell'amore finisce, se quel particolare sentimento cessa. E' così perché doveva.
Se sapessimo in anticipo come sarà la Primavera, se sapessimo come sarà l'Estate e forse senz'altro lo immaginiamo, perderemmo l'incanto e lo stato di grazia. Invece no, poiché non capiamo, e non riusciamo ancora a conoscere il mistero di questa straordinaria energia primaverile che fa sbocciare i fiori e rinascere la natura, noi continuiamo l'amore e con lui la trascendenza. Per questo che anche noi al pari delle piante, rifioriamo e ci troviamo immersi in una manifestazione cosmica cui tutto ci sfugge. E non siamo più competenti di niente nessuno; non siamo né professori, né scienziati, ma quali studiosi o esperti…Siamo semplicemente degli idioti naturali e di fronte al mistero dell'amore e della natura ci sorprendiamo. Così l'altro è giustamente un mistero e quello che amiamo non ci appartiene. Tu non sei mia ed io tuo, noi siamo insieme due piccole luci che si illuminano il volto; due luci che non si possono afferrare. Non esiste l'amore esclusivo. Per questo siamo sempre pronti a ripartire; sempre pronti ad amare.

mercoledì, luglio 16, 2003

Soggezioni

La ricchezza una volta dava soggezione soprattutto a chi era nato e cresciuto povero. Una volta si consideravano le fortune come segno di una predilezione celeste, come frutto di capacità superiori. Si ammiravano per quelle ricchezze possedute i loro beneficiari. La soggezione poi era diffusa per l'autorità in genere; mio padre arrivava a temere persino "quellu du gazzu", il controllore del gas che veniva a prendere la numerazione del contatore e all'epoca portava una divisa e cappello con visiera da apparire un graduato militare. Questa soggezione era inculcata dai genitori e conteneva un arcaico rispetto verso quello che era considerato "superiore".
Oggi questa soggezione fa sorridere. La diffusione del benessere accompagnata ad una crescita culturale e ad una maggiore consapevolezza, ha trasformato la soggezione in relazioni alla pari.
Oggi diversamente, si pensa che le grandi ricchezze accumulate siano dovute più a ladrocini e truffe che ad altro; se poi si guardano i possessori di queste enormi ricchezze non c'è proprio da provare né invidia né soggezione. E' una categoria molto eterogenea che comprende molti figuri il cui dato caratteristico in maggioranza non è certo la signorilità o il buon gusto.
Poi se si pensa quanta ignoranza e poca felicità ci sia tra i possessori di queste ricchezze, quanto più preziosa sia la conoscenza di sè e della vita, allora la soggezione non deve essere certo più nostra.
Poi se si pensa che Cristo venne in Terra per condannare la morale che faceva ritenere la povertà come una maledizione e una malattia contagiosa, allora la soggezione ecco che vola via.
Certo però che le persone che riescono ad accumulare ricchezze miliardarie per il lavoro alacre, per il loro gran d'affare, ci servono: abbiamo bisogno di questi pionieri della fisicità, del possesso quale compendio agli ultimi della terra, dove pietà e vergogna muovono gli animi. Abbiamo bisogno dei ricchi e potenti per disegnare i limiti e anche i massimi di quanto l'uomo può arrivare con l'appetito, l'egoismo, l'avidità; quanto potere si può avere e desiderare. Infatti, questi uomini, lavorano come noi alacremente per l'immortalità; lavorano per gli eredi, per la stirpe e in un certo senso anche per noi. Accumulano, si dice "fortune" che si traducono, si spera, in lavoro, in nuove creazioni. Ecco allora che i ricchi, i tanto ricchi, svolgono una funzione sociale utile a far progredire tutti...Così si dice. Così si pensa…Ma poi sarà vero che abbiamo bisogno di questi pionieri? A guardare com'è distribuita la miseria e la ricchezza sopraggiungono i dubbi: non sarà che i cristiani abbiano sbagliato tutto? Non sarà che quelle crune d'ago così difficili da oltrepassare siano una invenzione per non farci arricchire? Non sarà allora la soggezione un modo per tenerci lontani? Per perderla veramente ci dobbiamo allora per forza arricchire anche noi?

Tremonti e i genovesi

E così la finanziaria 2003 di Tremonti ci spiega anche come fare a spendere senza soldi: farseli imprestare ipotecando la casa. Grazie. Bel consiglio per i spendaccioni e le cicale. Ma siamo sicuri che gli italiani seguiranno il consiglio? L'Italia è sempre più un paese di anziani e in certi comportamenti sono tradizionalisti: hanno comprato la casa risparmiando lira su lira ed ora non credo cambino costume per rilanciare i consumi. Già, dopo averci inculcato per anni che bisognava risparmiare, che il risparmio è virtuoso e aiuta l'Italia; ora con l'avvento del berlusconismo cambia tutto: la parola d'ordine è consumare, spendere, indebitarsi…Ci siamo trasformati da cittadini a consumatori e spettatori di pubblicità: grazie! Grazie! Recita l'ultimo spot a chi ha comprato un regalo. Tutto alla faccia della miseria e dei salti mortali che sempre più fanno gli italiani per arrivare alla fine del mese. Infatti, dagli ultimi dati istat, la povertà aumenta; sono cresciuti i nuovi poveri: quelli che pagato l'affitto, le bollette del gas, telefono e luce non hanno soldi per mangiare e vestirsi.
Poi per noi abitanti di Genova entra poi in gioco la genovesità: essere nati qui e cresciuti in questa città che non ostenta e scialacqua, che guarda al sodo e all'essenza, certi messaggi non attecchiscono. Già, quegli uomini antichi che hanno fatto Genova, l'hanno fatta così forte e personale che ora è Genova che fa chi l'abita. Così si pensa che la vera ricchezza è il vivere per proprio conto, vivendo a fianco dell'altro senza darne peso. Sarà allora per questo che io ancora pur avendone ora le possibilità viaggio sui treni in seconda classe. Su questo modesto apparire sta l'anima di Genova; perciò, con questa cultura, continuo il viaggio con voi, in seconda anche nella vita…E così non dico grazie a Tremonti, ma a Genova e i genovesi. Oggi quel poco che ho, non lo regalo certo all'uomo più ricco d'Italia, che ora ha si leva lo sfizio di governarci, imprestandoci, magari con le sue aziende finanziarie, anche i soldi.

lunedì, luglio 14, 2003

Conformismo

C'è un conformismo che è dato dall'uniformità dei comportamenti propri di una società consumistica e regolata dalle leggi di mercato. Questa uniformità, pare a me, anch'essa regolata dall'entropia o seconda legge della termodinamica che afferma come tutti i processi fisici che sviluppano calore vanno in una unica direzione: dall'ordine al disordine.
Così il calore delle passioni, delle lotte, dei sentimenti viene stemprato in un crogiolo dove tutto fonde e sfuma. Così abbiamo una società sempre più disordinata ma omologa. E' un pò come mescolare delle palline bianche e nere ottenendo il risultato di vedere tutto grigio. Questo è il grigiore della cultura d'oggi. All'apice si è scelto per "salvarci" da questa società, un campione del conformismo dilagante, Berlusconi: un campione della televisione, un campione degli spot; un campione di questa società. Infatti, oggi si fa paradossalmente il processo alla volgarità televisiva per nascondere la volgarità del pensiero unico che predica la libertà e pratica la censura; vuole la legalità perseguendo i disgraziati senza permesso di soggiorno e non chi ruba in giacca e cravatta a tutti noi con i falsi in bilancio. Si nascondono gli affari sporchi e si perseguono interessi personali spacciandoli per nazionali. Si salva con leggi ad hoc il potere corrotto e corruttore.
Non so alla fine cosa e chi ci salverà. Forse sarà un marziano o chissà: sarà un uomo che non riesce a leggere la pubblicità; sarà un uomo che viene da lontano, che ha attraversato il deserto e non conosce più il linguaggio di questa società...
Ma a pensarci non di salvatori abbiamo bisogno, ma di interrogazioni e di silenzio. Abbiamo bisogno di inventarci una nuova società, senza questi protagonisti; pensarla senza di loro è già un fatto che ci farà uscire dall'uniformità: diventeremo allora palline colorate che sfuggendo al calore, costruiranno un futuro diverso e certamente migliore. Già a cambiare noi stessi, assumendo nuovi comportamenti di vita vuol dire ricolorare la società; vuol dire dare speranza all'umanità.

domenica, luglio 13, 2003

VIAGGI

"Il clandestino, il viaggiatore, forse anche l'emigrante ancorché spinto dal bisogno è mosso dall'anelare, dall'andare alla ricerca della madre perduta." Questo diceva Jung nel 1912 che sosteneva come la libido, bloccata dal tabù dell'incesto, non trova mai la sua meta e così vaga eternamente. Si può sostenere che la parte oscura del desiderio è legata all'archetipo della madre.
La libertà dell'uomo più grande è quella di muoversi di girovagare e nessuno dovrebbe impedirla. Oltretutto nel nostro muoversi, nel nostro anelare c'è la definizione: noi siamo quello cui tendiamo. C'è una immagine idealizzata che muove il nostro girovagare.
I nostri comportamenti sono la mimesi dei miti. Quale mito più grande c'è allora dell'odisseo? Non è forse il viaggio la metafora della vita? E così noi viaggiatori attraversiamo soprattutto la vita. Allora la nostra clandestinità è quella di continuare ad essere uomini in mezzo ai confini assurdi di regole e leggi innaturali dettate per salvaguardare i privilegi a loro volta illusori.
Basta un'idea a muovere noi e muovere il mondo. Basta poco per non costringerci a rimanere solo l'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia.

sabato, luglio 12, 2003

Internet liberal


Condivido l'affermazione di Beppe Severgnini che "Internet è sempre stata più "liberal" e libertaria della media nazionale". Io lo constato ogni giorno navigando tra le pagine web e soprattutto in quell'arcipelago dei "blog": sorta di diario, notiziario, sfogo, simil forum sentimentale, ricco di curiosità e idee più varie: qui ho trovato diverse comunità; ho notato che come nella vita alla fine si incontra chi si cerca consapevolmente o no. Ebbene la maggioranza delle opinioni, delle idee, in cui mi sono imbattuto sono di carattere liberale o meglio critiche verso la destra presente nel nostro paese. Sarà allora per questo che di intelligente di destra ho trovato solo poche cose una è il blog: legnostorto.com dal sotto titolo, "Da un legno storto come quello di cui è fatto l'uomo, non si può costruire niente di perfettamente dritto (Kant)". Indicativo. Ho poi trovato: http://didestra.blogspot.com/ - http://www.antifranza.splinder.it/- http://www.capperi.net/ - http://www.ileonimorti.it/passo2.htm- http://iloveamerica.splinder.it/ … Magari poi questi hanno dei rimandi a blog apertamente schierati a sinistra ma come si vede le contaminazioni sono nella rete molto diffuse. D'altronde come si può rimanere "integri" in questo mare di parole, immagini e idee?
Questo mi fa riflettere su quanto la destra politica italiana e in generale, nella realtà, trova sponda e consensi sempre su istinti irrazionali: la paura per il diverso, per la perdita di identità, per la mancanza di sicurezza; insomma la filosofia hobbesiana, di educare con il bastone, sul web non trova spazio. Esiste poi di riflesso una corrispondenza con la natura stessa di Internet che è anarchica: dà ad ognuno in partenza le stesse possibilità, le stesse opportunità; quindi mal si presta ad un controllo padronale.

Ai tuoi vent'anni


Quante volte te lo sarai domandato? Questi vent'anni sono ingrati per tutto quello che senti, vuoi, provi e non puoi; ti accorgi di non farcela e che ti manca sempre qualcosa. Anch'io ricordo alla tua età sentivo e volevo le stesse cose; non c'era ragione, c'era una energia che avanzava, spingeva avanti, verso gli altri, verso la vita.
E' come un passaggio obbligato, una prova della vita che si ripete sempre. Poi scoprirai che tutto ha un nome; questa energia che si fa forte e ci chiama è l'amore. E' questo che cerchi, è questo in fondo che vuoi e allora…Allora l'amore arriverà. Ti sta già cercando, allora non dovrai dimostrare niente, che sei meglio o sei altro: l'amore arriverà e senza che tu lo cerchi ti troverà. Tu proverai allora la forza e l'energia che pensavi di non possedere. Ci saranno parole, sogni, sorrisi; ci saranno rabbie, porte sbattute, pianti: sarà una lotta con tutto e tutti e tu ti sentirai speciale. Sarai confuso e proverai sensazioni mai sentite.
Conserva questa mancanza, adesso, non fare dell'attesa un vuoto: riempila di te. L'amore lo sai arriverà e solo allora ti conoscerà. Conoscerà te e non ti sentirai perso. Vedrai un altro essere che come te vuole conoscere l'intimità; il posto dove nascondi i tuoi pensieri, il posto più bello, segno della tua unicità. Capirai che è lo stesso che tu costruisci con la solitudine, segno della nostra individualità. L'amore così quando arriverà non coprirà un vuoto ma donerà una presenza: il tuo essere.

venerdì, luglio 11, 2003

COMPARSE


Ogni regime, ogni potere ha i suoi cantori, la sua corte di bei signori.
Tutti fan da scenario, sono la quinta della tragedia storica; sono la parte pubblica che svolge la funzione di invitati, di comparse per girare la scena del copione. Di loro si saprà tutto, vestiti, amanti, piccoli vizi e qualche virtù a compensare la nullità dell'esistenza. Secondo la moda ognuno sfoggia la presenza di una invidiabile "linea" con l'aria di "essere arrivato", di aver fatto un buon colpo; niente che susciti uno sforzo intellettuale. Le frasi più comuni sono: "Come ti trovo bene"; "Guarda quella come si è sciupata"; "Sei ingrassato"; "Hai visto? E' arrivato?". Un vezzo di questo ambiente è coltivare personaggi e caratteri che sono dati poi al pubblico. Perciò descriversi fra loro con garbo e talento e qualvolta inserendo piccole maldicenze, vuol dire coltivare la frivolezza e la mondanità...
Intanto come passatempo si consumano riti e cerimonie come una festa di beneficenza per la ricerca sul cancro. Per farsi vedere, ecco una buona occasione ed eccoli riuniti nella comparsata in tv. Macché bravi? Sapete cosa hanno versato? Il rimborso spese della partecipazione alla festa, ossia si sono pagati la pubblicità.

giovedì, luglio 10, 2003

Trionfo d'amore


Ti voglio boccare, manare e piedare, tu che mi fai innamorare.
Io ti voglio bacciare, sellare e vellare;
Ti voglio poi vollare con tutte le doppie che ci sono nelle coppie
Io ti voglio ammare solo per affare…affare tutto con te

mercoledì, luglio 09, 2003

La spiaggia UBW


A fianco l'elenco completo dei siti aderenti a UBW

UBW -l 'isola che c'è -


Vedo che i blog si stanno schiumando: avviene una naturale selezione che crea una classifica possibile da conoscere scorrendo la lista dei link preferiti fatta da altri blogger. Succede così che si formano nel mare internettiano, isole, barche, navi o atolli dove si ritrovano comunità affini.
Come in un liquido le sparse sostanze simili si raggruppano; così i blogger si incontrano per affinità, interessi e simpatia: sì, alla fine interviene il "gran simpatico", la parte fisica dell'empatia, la corrispondenza un po’ più alta della pancia dove si condensano la voce e le risa, la rabbia e la gioia.
Io ad esempio ho trovato UBW, una unità aperta, una spiaggia dove si può decidere di fermarsi per poi proseguire altrove, oppure sostarci e depositare uova feconde a mo' di grosse tartarughe. Ecco quindi che qui a fianco ho inserito l'ultimo elenco degli UBW.

martedì, luglio 08, 2003

Siamo piccoli

E' una grande mente, un vero intellettuale, si potrebbe dire anche un uomo importante; è pure un uomo d'affari, uomo di governo e di grande caratura morale…ma poi, come si diventa piccoli, come li si scopre deboli, incapaci e ridicoli di fronte ai fenomeni più semplici della vita. Pare dimenticata l'esperienza e quel fare con l'uso delle mani; pare scordata la realtà della debolezza.
Così che piccoli ci sì scopre di fronte ad un mal di pancia.
Ora il grand'uomo rovista anche nel portafogli, tra tante carte di credito e biglietti, come pulirsi. Poi il telefonino squilla, gli cadono gli occhiali, nel raccoglierli pure la camicia s'imbratta. "Povero me", potrebbe scappargli di bocca, ma tace. Fra mezz'ora deve ricevere un applauso. Forse battono le mani a chi vogliono piccoli e lui scopre di esserlo già. Qua chiuso in un piccolo cesso senza aria e senza carta; lui ha la penna, quella degli autografi: la carta no. Pronto? Dove sei? Già, ora si domanda dove sei per prima cosa. Dove è? Come è dovrebbe dire: accucciato, schiacciato, sporco…e piccolo. Ecco com'è: piccolo. Piccolo come lo sono a volte gli uomini.

lunedì, luglio 07, 2003

POTERE


L'uomo più potente e ricco d'Italia dice che non ha potere; sostiene che nel Consiglio dei Ministri non lo ascoltano né riesce a farsi ubbidire. Lui il capo con il complesso di superiorità, come ha ammesso lui stesso, non comanda. Questa è una tra le tante dichiarazione che ogni giorno le varie agenzie di stampa sfornano a ciclo continuo. Sembra che ogni affermazione detta da Berlusconi sia molto importante; così inframmezzate da barzellette, battute ironiche, doppi sensi, metafore, allusioni, attacchi all'opposizione alla magistratura, ai comunisti, ai rossi egli pronunci il verbo della verità. Poi succede (spesso) che dica delle cazzate da smentire subito dopo a da reinterpretare, ma questo per lui non vale: lui che si permette anche di dare ai suoi ministri le raccomandazioni di come parlare con la stampa. L'ossessione del potere per questa persona raggiunge dei livelli patologici, infatti mal sopporta le contestazioni, l'opposizione e il suo liberalismo è soltanto a parole; in lui vive più che mai l'anima monopolista che è l'anima illiberale per non dire dittatoriale del potere. La legge sulla televisione è un esempio di spregio del mercato e della libertà. Certo che più sono forti le sue ambizioni, più conosce l'illusione del potere. Sì poiché quel potere alla fine si rivelerà una triste parabola.
Quel potere dura e vale tanto quanto gli altri, il prossimo, è disposto a darlo e i servi che lo adulano diventano i primi nemici.

venerdì, luglio 04, 2003

Nonna Virginia


Ho conosciuto nonna Virginia che ha trovato il modo di seguire, a suo dire, la migliore telenovela, i telegiornali che danno le notizie su Berlusconi: la sagra delle sue gesta batte per colpi di scena e battute tutte le Dinasty finora prodotte. In queste ore Virginia, con i suoi 80 anni, è gasatissima: lo scontro con la Germania la riporta ad antichi ricordi. Proprio un personaggio quel premier, non lascia mai tranquilli e soprattutto le riempie le sue giornate: monologhi al processo di Milano, Interventi al Parlamento italiano con baci a abbracci; discorsi generali al Parlamento europeo con battute per sceneggiature di film, pranzi di gala con sorrisi e barzellette, corna nelle foto di gruppo, saluti militari, cantante ai matrimoni, dichiarazioni alla stampa poi smentite, interviste televisive senza domande…Tutto vero. Quello che vede è la realtà. A Virginia poi piace la divisa di Berlusconi: un doppiopetto grigio o blu sempre uguale, ci deve essere la zampa di qualche costumista importante del cabaret.
Virginia già dal primo telegiornale, quello della mattina presto, inizia la visione dove viene sviluppato il canovaccio delle interpretazioni del premier Berlusconi. Durante la mattina sono registrate le prove e dopo una carrellata su gli interpreti minori e di contorno, ecco apparire sorridente: l'americano a Roma, l'italiano a Bruxelles, il tedesco a Berlino, lo chansonnier a Parigi, ossia sempre lui, Berlusconi Silvio di Arcore, l'uomo più ricco d'Italia che la fa divertire. Virginia nella sua lunga vita ne ha viste di tutti i colori, è stata sposa di guerra ma di politica non si è mai interessata e, come si dice, questa si è interessata a lei; la sua vita non è stata certo rose e fiori, anzi un susseguirsi di sacrifici, rinunce e dolori; ma ora la TV di Berlusconi e per Berlusconi la diverte, le porta in casa la recita del mondo, soprattutto le nuove interpretazioni della politica, il siparietto del "nuovo": la grande interpretazione del cambiamento italiano.

mercoledì, luglio 02, 2003

Berlusconi a punti

Mi piace la proposta, letta sul blog di Sabelli Fioretti, sulla presidenza del semestre europeo a punti come la patente. Facciamo conto che un attacco personale valga 5 punti in meno; un attacco alla magistratura e alla stampa italiana (per Berlusconi quasi tutta di sinistra) altri 5 punti in meno (siamo buoni); accuse alla stampa estera (sempre influenzata dalla sinistra italiana) ancora 5 punti in meno (siamo tolleranti); accuse al presidente della commissione europea, 5 punti in meno (dato che si tratta di Prodi, suo avversario politico che lo ha già battuto alle elezioni, ancora un po' di misericordia); perdita del far play dello statista, 5 punti in meno (non si può infierire su questo punto); per una bugia sempre 5 punti in meno (nella previsione vogliamo essere magnanimi).
Oggi avrebbe preso il via la patente per la presidenza europea e se stiliamo le penalità delle prime infrazioni vediamo: 5 punti in meno per attacco personale a deputato europeo del Spd tedesco definendolo buono per interpretare il kapo' in un campo di concentramento nazista. 5 punti in meno per dileggio ad alcuni parlamentari dell'opposizione apostrofati come "turisti della democrazia". 5 punti in meno per affermazioni sulla stampa italiana: all'85% in mano alla sinistra. Altri 5 punti in meno per avere detto una bugia, ossia che in Italia non esiste nessun conflitto di interessi solo perché delle televisioni lo attaccano (si dimentica di condoni, tasse, bonus fiscali, manovre borsistiche, assicurative, influenza sui lacchè dirigenziali nella RAI e non ultima la legge Gasparri sull'informazione).
Veramente un bell'inizio; se va avanti così in quattro giorni finisce il mandato.

Irvine Welsh il gallese per una serata genovese


Con la chiusura del Festival Internazionale della poesia di Genova, la poesia ha toccato le viscere, è entrato nelle budella per uscire in un impasto d'umanità perdente: cazzo, merda, fottiti, è di scena Irvine Welsh. L'autore di "Trainspotting" ha letto pagine di "Porno" il suo ultimo libro che riprende dopo dieci anni la storia dei personaggi dell'opera che lo ha rivelato, "Trainspotting". Nel frattempo Welsh ha scritto altri 5 romanzi e due opere teatrali: un vero successo; ma Welsh cosa c'entra con la poesia? C'entra soprattutto con le parole. Irvine è un grande scorritore di parole inframmezzate di turpiloqui, ma provate ad ascoltarle nella sua lingua originale, un gallese frammisto all'inglese più sgangherato; provate a sentire il sincopato ripetitivo del "fucking marks…fuck out… it'so fucking cold…it's fate man fucking fate… Think any of you fuckin simple fools can fucking well stiff"…Pare musica. Musica rock. Così quel binomio musica e parole che ha caratterizzato questo nono Festival Internazionale della Poesia, alla fine con Welsh trova la quadra. Insomma epiteti, volgarità e parolacce come rafforzativi ed imprecazioni salgono al cielo e alla notte; alle stelle, al giorno come al buio. Allora Genova questa sera, con la lettura di Welsh, diventa Edimburgo, diventa una città bassa, dai pensieri bassi, scopre una lingua del ghetto, di pensieri primitivi. Scopre una umanità che è pronta per la poesia; si è solo fermata un momento prima: accidenti non è poi così difficile scoprirci poeti. Sì Irvine ci dice che quelli del basso hanno poche parole per esprimersi e cazzo, merda, fica, fottiti, contengono lo stesso il mondo.
Può essere il mondo di una classe operaia che si sta disintegrando; quello di una gioventù senza chiari orizzonti, quella di chi vive il disagio sociale di ricchezze e piccoli lussi sbattuti fuori dalla porta di casa che non contiene più la famiglia ma i "vecchi" quelli che rappresentano solo un passato di "merda". Cazzo e ancora cazzo; una rabbia per dirla tutta. Anche una contentezza, un grido di piacere estremo: cazzo, la vita può essere davvero bella. L'appuntamento per il prossimo Festival Internazionale della Poesia è per l'anno 2004, quando Genova sarà Capitale Europea della Cultura; il promotore Claudio Pozzani ci ha assicurato che sarà un evento scoppiettante e pieno di sorprese, le premesse viste quest'anno ci fanno ben credere. Allora arrivederci.

Irvine Welsh il gallese per una serata genovese


Con la chiusura del Festival Internazionale della poesia di Genova, la poesia ha toccato le viscere, è entrato nelle budella per uscire in un impasto d'umanità perdente: cazzo, merda, fottiti, è di scena Irvine Welsh. L'autore di "Trainspotting" ha letto pagine di "Porno" il suo ultimo libro che riprende dopo dieci anni la storia dei personaggi dell'opera che lo ha rivelato, "Trainspotting". Nel frattempo Welsh ha scritto altri 5 romanzi e due opere teatrali: un vero successo; ma Welsh cosa c'entra con la poesia? C'entra soprattutto con le parole. Irvine è un grande scorritore di parole inframmezzate di turpiloqui, ma provate ad ascoltarle nella sua lingua originale, un gallese frammisto all'inglese più sgangherato; provate a sentire il sincopato ripetitivo del "fucking marks…fuck out… it'so fucking cold…it's fate man fucking fate… Think any of you fuckin simple fools can fucking well stiff"…Pare musica. Musica rock. Così quel binomio musica e parole che ha caratterizzato questo nono Festival Internazionale della Poesia, alla fine con Welsh trova la quadra. Insomma epiteti, volgarità e parolacce come rafforzativi ed imprecazioni salgono al cielo e alla notte; alle stelle, al giorno come al buio. Allora Genova questa sera, con la lettura di Welsh, diventa Edimburgo, diventa una città bassa, dai pensieri bassi, scopre una lingua del ghetto, di pensieri primitivi. Scopre una umanità che è pronta per la poesia; si è solo fermata un momento prima: accidenti non è poi così difficile scoprirci poeti. Sì Irvine ci dice che quelli del basso hanno poche parole per esprimersi e cazzo, merda, fica, fottiti, contengono lo stesso il mondo.
Può essere il mondo di una classe operaia che si sta disintegrando; quello di una gioventù senza chiari orizzonti, quella di chi vive il disagio sociale di ricchezze e piccoli lussi sbattuti fuori dalla porta di casa che non contiene più la famiglia ma i "vecchi" quelli che rappresentano solo un passato di "merda". Cazzo e ancora cazzo; una rabbia per dirla tutta. Anche una contentezza, un grido di piacere estremo: cazzo, la vita può essere davvero bella. L'appuntamento per il prossimo Festival Internazionale della Poesia è per l'anno 2004, quando Genova sarà Capitale Europea della Cultura; il promotore Claudio Pozzani ci ha assicurato che sarà un evento scoppiettante e pieno di sorprese, le premesse viste quest'anno ci fanno ben credere. Allora arrivederci.

sabato, giugno 28, 2003

Editoriale record

Ho trovato su Internet, Luciano Seno che ha fatto del suo antiberlusconismo una crociata: si propone di costruire un editoriale di 400 metri per resistere al "Merda" (ma che dici, ma che scrivi? ma che demonizzi? ti immagini che sopracciglio altezzoso e schifato farebbe D'Alema?).
Questo è il suop editoriale di presentazione:
IGNOMINIA
è quando un Paese si trova ad essere governato da un Merda
portato al potere da un coacervo di lacché farabutti e coglioni
che hanno coordinato l’audience del Grande Fratello
con il valido aiuto di una classe politica più ignava che "buonista"
la quale di "sinistra" non ha quasi più neanche il nome.
A TUTTE LE PERSONE PER BENE: RESISTERE
fino alla liberazione da questo regime
istituzionalmente negatore di intelligenza, cultura e buon gusto
è un dovere, prima ancora che politico, estetico

Riflessione sulla democrazia

Nelle vecchie sezioni del PCI si apriva il dibattito; c'era il centralismo democratico e le decisioni pure discusse, raggiungevano poi una sintesi nell'esecutivo: si decideva il già deciso. Oggi è cambiato il modo di far politica ma ancora le decisioni si prendono da pochi capi chiusi in qualche stanza. Pensate che Berlusconi interpelli le sue sezioni territoriali per prendere le decisioni? Egli ha i suoi sondaggisti che gli rispondono subito: "si può fare". Fatto! Infatti, per lui è già stato fatto tutto.
Oggi ci sono i cosiddetti partiti liberali che sono diventati i partiti degli eletti; se poi gli eletti sono stati scelti uno per uno dal capo, si capisce cos'è un regime. Avete visto come sono votate le leggi in questi ultimi tempi? Compatti, senza problemi di coscienza o di dissenso, lo schieramento governativo vota all'unanimità. Guai a richiedere il voto segreto, scoppierebbe subito una bagarre: ci potrebbe essere qualcuno che sfugge al controllo.
Così andiamo verso una forma di democrazia che da rappresentativa e partecipata diviene formale e delegata. Per superare questa involuzione della democrazia, un politologo americano, James S. Fishkin, ha proposto "il sondaggio deliberativo" che basandosi sul successo già ottenuto dai sondaggi d'opinione, rappresenta un tentativo di superarne i limiti tradizionali e di migliorarne la qualità. Qua però entra in gioco il ruolo dei mezzi di comunicazione, in particolare Tv, la radio e i giornali che possono riflettere i risultati dei sondaggi per poi discuterne in modo che l'intera nazione potesse trasformarsi in un'enorme stanza in cui possa avvenire una discussione e quindi un processo deliberativo. Allo stato attuale visto la proprietà, la qualità e il tipo di informazione siamo molto distanti da ottenere risultati non viziati da un'ignoranza razionale- termine coniato dagli scienziati sociali per definire l'atteggiamento delle persone che vanno a votare o che si sottopongono semplicemente a un sondaggio d'opinione.
Ecco allora come l'informazione, nel suo ruolo di far conoscere e formare opinioni, è alla base di una vera democrazia che continui a considerarsi partecipata.
Superare l'ignoranza è l'obiettivo principale. Le antiche discussioni nelle sezioni comuniste, socialiste, democristiane o repubblicane, anche per la mancanza di uno strapotere raggiunto dalla TV attuale, offrivano almeno la possibilità di conoscere le decisioni. Oggi tra Grandi Fratelli, telegiornali schierati, adesioni fideistiche e ideologiche, l'ignoranza avanza. Senza questa situazione si avrebbe senz'altro un maggiore cambiamento di opinioni, una sentita responsabilità alle decisioni e quindi un esecutivo più attento alla democrazia. Con tutto questo pensate, ad esempio, che la guerra all'Iraq sarebbe stata ugualmente dichiarata?



giovedì, giugno 26, 2003

Se lo conosci lo Previti


"Sono un uomo solcato da rughe mediterranee, le quali testimoniano un’esistenza connotata non dai capricci, semmai dalla grinta e dal carattere necessari per vincere le sfide. Del resto, sono calabrese e la primitiva Italia, mia bella ma asperrima terra d’origine, le persone non le vizia, le forgia e le tempra"...Questo se lo dice Previti nel sito web che ho appena visitato. Devo dire che io, semplice cittadino, ho di lui un'immagine opposta a quella che egli si descrive. Non sarà quel "bambino viziato" come l'ha dipinto il P.M. Ilda Boccassini, ma per me rimane quello che ha scritto il compianto Indro Montanelli: "Gli manca il monocolo e poi è come un generale austriaco della prima guerra mondiale". Altro che calabrese. Poi da lettore di certa stampa che Previti sicuramente bollerà per "comunista", l'ho messo in un quadretto che ha la sintesi di una battuta fatta da quelli considerati suoi amici: "Se lo conosci lo Previti". Ma poi non è stato ministro della Difesa? Lui avvocato si sa certo difendere; però nel sito non c'è neanche la minima spiegazione di tutti quei passaggi di miliardi da conti a conti. Tutti quei conti cifrati, ricchi di sostanza e di pseudonimi, dovrebbero essere stati solo "affari", momenti di gloria, investimenti per garantirsi il futuro…E' vero, pensiamo sempre al futuro e mai al presente e poi ecco che cosa capita. Per me, lui ormai settantenne, al futuro ci ha pensato troppo. D'accordo per quel turbillon di miliardi si è definito un grande evasore; ma tutti quei quattrini che girano e girano come un valzer possono avere una spiegazione? Ma davvero le sue imputazioni sono solo il frutto di una congiura nata da una testimonianza di Stefania Ariosto? Ricordo in un'audizione al processo, precedente quello SME, disse che quei soldi erano affari suoi e non riteneva di renderne conto a nessuno: grazie, bella tempra davvero per chi è voluto diventare un personaggio pubblico candidandosi al Parlamento. Senz'altro per le grandi aspirazioni, ambizioni, voglie di potere si trova ora a pagare conti salati. Per questo penso che per una legge karmica la prossima vita la passerà come Madre Teresa di Calcutta. Intanto, una condanna l'ha già avuta ed è allo stato attuale è per me solo un pregiudicato. Un parlamentare pregiudicato.

martedì, giugno 24, 2003

Emigrazioni


Da sempre niente di più che la fame fa camminare il mondo.
Oggi ancora, sono gli emigranti in cerca di pane.
Nessuna ricchezza sposta le anime, sposta le cose: quella sposta merci, sposta i sogni; con quella ci si può pure fermare.
Poi gli appetiti ci possono spingere oltre; allora sono le brame, gli egoismi e un cattivo senso dell'immortalità a farci allontanare nel tempo, mantenendoci però fermi in un punto solo della Terra per far gridare: è mia.
Oggi eppure, emigrano ancora gli eserciti sull'onda delle guerre: entrano in case altrui con un fucile in mano, dopo aver fatto scaricare bombe dai cieli.
Questi soldati vengono a portare il loro ordine, quel senso che si chiama democrazia.
Restate chiusi a casa, paiono dire i capi degli eserciti in arme, veniamo noi da voi.
Si costruiranno nuovi recinti. E tu da che parte stai? Dove c'è la sofferenza ci sono i nostri fratelli…così ci avevano insegnato da ragazzetti. Dai non fare lo stupido: di qua è meglio. Quella terra può essere nostra.
Allora tenetela tutta quella terra, essa servirà a ricoprire la bara.

lunedì, giugno 23, 2003

RISATA CON TOTTI


Totti a lezione presso il CEPU è alle prese con i gerundi. Dopo avergli
chiesto il gerundio del verbo avere il professore gli chiede il gerundio
del verbo amare. Totti soddisfatto: - "Amando" professo'!!!
Il professore: - Bravo Francesco, ora fammi un esempio inserendo il gerundio del verbo amare nel contesto di una frase.
Totti ci pensa, poi fa: - A professo'... fatte conto che esco co' una bbona, io ce provo, si nun ce stà... AMANDO affanculo!!!

sabato, giugno 21, 2003

Iniziato il 9 Festival della Poesia


La poesia è gratis. Al nono Festival Internazionale della Poesia a Genova, la poesia e per felice compendio la musica, sono gratis. Gratis e per tutti. La poesia si ascolta e diventa di tutti; non esiste più l'autore. Arnoldo Foà nella prima giornata del festival, l'ha confermato raccontandoci che dopo aver letto delle poesie di P. Neruda in teatro e di fronte al poeta stesso, quest'ultimo gli disse: "Molto belle, ma chi è l'autore?".
La poesia è come un accidente, nessuno si sa poeta eppure quel che si dice talento è in forza ad ognuno. Quello che avviene leggendo una poesia per caso, e in questo momento anche ascoltandola, è straordinariamente fantastico: si apre un mondo, una visione d'assieme che chiarisce tutta una storia; chiarisce i nostri sentimenti e la realtà.
Ah la poesia, ultima risorsa forse per non sentirci avviliti; ultimo sguardo per vederci tutti uomini. Così vorremmo che qualcuno ci racconti sempre un sogno, ci canti una frase, descriva un sentimento, allora lo riconosceremmo e insieme lui, noi.
Andate allora a prendervi la vostra poesia. Andate al nono Festival Internazionale della Poesia di Genova, a Palazzo Ducale. Andate a bagnarvi di musica, pagherete poi. Pagherete con la bellezza. La vostra.


giovedì, giugno 19, 2003

questo è il tenutario

questo è il tenutario della casachiusa:
Silvietto il Charro

Casachiusa in rete e sempre attuale


Oggi ho messo in rete la casachiusa delle libertà...Una pagina di satira di Staino dell'Unità del 13 Gennaio 2002 che è sempre attuale...Clicca qui

mercoledì, giugno 18, 2003

LEGGI ATTESE


E' passato già un po' di tempo da quando uno stanco Papa aveva ricevuto applausi entusiastici in Parlamento; aveva chiesto un atto di comprensione, di clemenza, di carità per i detenuti, per il popolo dei carcerati. Sono passati molti mesi dalle promesse di indulto, di piccole amnistie, di perdoni condizionati: tutti atti promessi, in un giorno di festa, ad un Pontefice pellegrino. Tutto dimenticato. Il Parlamento ha invece votato in fretta e furia una legge "blocca processi"; un Lodo per uno, che è un dolo per tutti. L'importante è sospendere il giudizio di una corte di tribunale per i potenti; non è importante volgere uno sguardo a chi vive in galera, per chi sopravvive nella disperazione, per chi sta perdendo la dignità umana perché non gli è concessa la speranza. Per chi muore ogni giorno un po', ascoltando i nuovi applausi degli eletti a far servigi nel nome del popolo, non c'è niente. Chi se lo ricorda? Chi pensa a quegli uomini rinchiusi per farli migliorare?
La legge dell'indulto o indultino è ancora lì che aspetta.

venerdì, giugno 13, 2003

ad immaginare...

Dopo avere ascoltato Imagine di Lennon, ho provato più semplicemente ad
immaginare un mondo senza eccessi: senza comunisti e Berlusconi; senza Bush
e Bin Laden. Ho provato ad immaginare che non ci fossero stati governati da
religioni e che dividessero gli uomini. Ho provato ad immaginare una
giustizia uguale per tutti: per chi ci governa e per chi no…
Certamente le mie immaginazioni, seppur più modeste della canzone, sono
ancora sogni. La realtà l'abbiamo davanti ed è tutta un eccesso: guerre,
ricchezze spropositate detenute da poche persone in faccia ai morti di fame.
Sprechi, inquinamento, smog da difendere con consumi sempre più alti; stragi
nelle strade ad ogni fine settimana quasi a rimarcare quanto poco valga la
nostra vita per la rincorsa di un posto al sole. Corruttori al pari di
pedofili, che Cristo condannò ad inabissarsi nel profondo del mare, gaudenti
e liberi di insultare. Leggi suggerite da potenti a hoc con servitori pronti
ad esaudirle…
Ma l'immaginazione serve, per disegnare un mondo nuovo. Il mondo serve
averlo prima in testa; serve credere che tutto cambia ad ogni ora, ad ogni
minuto e secondo. Già adesso il mondo è cambiato; in questo momento tra noi
contemporanei è scattato un pensiero: non siamo mai soli ad immaginare. La
pace regna nella coscienza di ognuno con l'onestà, l'amore e l'uguaglianza.
Ora mi pare di aver raggiunto dei fratelli e questo mondo se non ancora
unito è unico. Aspetta solo noi; tutto ci passa dentro. Non sentite che
qualcosa c'è già di diverso?

martedì, giugno 10, 2003

Che bravi militari...

I Palazzi del potere corrotto e criminale sono stati abbattuti, la libertà si diceva sarebbe arrivata e con la democrazia la prosperità. Questo è quanto promettevano gli americani che dimenticavano le armi di distruzione di massa da trovare e distruggere per portare l'uguaglianza tra i cittadini iracheni, prima regola della legalità e la democrazia; ma notizie in quel senso sembra che non arrivino. Ma che bravi gli americani, non c'è che dire; ora sono pronti per questa missione anche i soldati italiani, ma che bravi i militari con la loro mitraglietta e l'elmetto chissà cosa aggiusteranno in Iraq. Gli americani devono finire ancora di sistemare l'Afganistan che si sono trovati occupati in l'Iraq; magari intanto pensano che qualche altro stato canaglia possa avere le armi chimiche scoreggianti, meno pericolose di quella di Bophal. Ma cosa succederà veramente? Sconfitti i maggiori acquirenti di armi, esauriti i bombardamenti e i lanci missilistici come faranno ora a smerciare gli arsenali di morte? Come faranno a controllare la situazione mondiale? Non c'è da farsi illusioni, tenete sempre esposta la bandiera della pace…La democrazia e la libertà hanno bisogno della pace: in quei paesi non si vede ancora.

lunedì, giugno 09, 2003

Due anni di danni...


E così dopo due anni, che sono stati di danni, alla prima verifica elettorale vera, il centrodestra perde. Perde il Friuli, perde Udine, perde Pescara, Ragusa…
Il centrodestra sta pagando per la sua politica di scontro, di divisione, di continua tensione sociale non risolvendo nemmeno uno dei problemi che aveva elencato e non realizzando nel concreto niente di: città sicure, meno tasse, più pensioni, più occupazione, più libertà, più democrazia…
Il centrodestra paga perché esiste solo Berlusconi; Berlusconi e i suoi problemi personali. Si, si sente ogni tanto bofonchiare Bossi ma per il resto non c'è altro. Il grande politico Fini dov'è? Sembra un soldatino agli ordini di Forza Italia e Buttiglione? Ma è mai esisitito?
Resistere, resistere, resistere alla fine paga e quello che aveva previsto Montanelli si avvera: Berlusconi? È stato uno sbaglio non lasciarlo governare nel 1994, a quest'ora non ci ricordavamo più di lui.

domenica, giugno 08, 2003

Tutti migliori

Meglio di Berlusconi? Penso lo siamo in molti, almeno esclusi i suoi seguaci, credo lo siano tutti. C'è qualcuno che ha pensato di mandare a tutte le famiglie italiane, l'album delle proprie fotografie? C'è qualcuno che si è fatto delle leggi su misura per sottrarsi ai giudici? Penso che siamo migliori proprio perché non aspiriamo a quello che cerca lui. Avete forse un'Italia in mente per il vostro uso e consumo? Pensate e dite di andare in tribunale per divertirvi? Lo dite solo perché poi sapete di non andarci? Solo per questo siete da rispettare più di lui. Lui è stato capace di fare tanti e tanti soldi? E' stato capace di arrivare a comandare l'Italia? E' padrone di cose che nemmeno in cento vostre vite pensate di possedere? Tenetevi lontano è una malattia contagiosa: rende infelici, paranoici e soli. Poi non fate caso se hai sempre i capelli (quelli rimasti) marroni, non porta occhiali e ride a 32 denti; non lo vedete alla mattina appena si sveglia dopo uno dei suoi soliti brutti sogni: è una schifezza. Una cosa sola si può sperare che capisca a breve, poiché gli anni incalzano e lui non ne ha più tanti, che non ci merita. Questa cosa che non ci merita però, per non rovinarci la vita, non la dobbiamo pensare tanto; basterebbe che se per caso ci passasse accanto ci girassimo dall'altra parte. Ma state tranquilli per certi, diceva Grillo, la condanna maggiore è fargli prendere un bus affollato. Per questo siamo tutti migliori.

mercoledì, giugno 04, 2003

Ipotesi


Ipotesi di Jena sul Manifesto di oggi.
Se un'alta carica istituzionale, mettiamo il presidente del consiglio,
dovesse per pura ipotesi fantapolitica commettere un omicidio senza essere
colto in flagranza di reato ma solo visto da qualche testimone, normali
cittadini di passaggio in quel posto e a quell'ora, il presidente in
questione non verrebbe né arrestato né processato fino a che non fosse
cessato il suo incarico. Tutto questo secondo il lodo che sarà approvato
domani dal senato della repubblica. Che fine farebbero i testimoni, questo
il lodo non lo dice. (jena)…
Io aggiungo se il presidente del consiglio risultasse un pedofilo, un corruttore di giudici, un assassino che facciamo? Aspettiamo che finisca di ridere? Che rimbambisca gli italiani per sodomizzarli? Che liberi l'Italia dagli onesti? Il lodo berlusconi ce lo dice…

martedì, giugno 03, 2003

cure e scioperi

Hostess e steward hanno anticipato Berlusconi, non fanno sciopero si mettono tutti in malattia. Per protestare contro i tagli al personale annunciato da Alitalia i dipendenti della compagnia aerea nazionale hanno presentato tutti insieme il certificato medico. Oggi Berlusconi a Evian dove è in corso il G8 dice che per l'economia italiana bisogna lavorare e non scioperare; tutti pronti con il certificato medico: diagnosi? Depressione, vomito continuo ad ogni annuncio di Berlusconi, stati d'ansia incontrollati…Cura? Riposo, ferie, viaggi, terme, massaggi rilassanti e divieto assoluto di TV e giornali.

lunedì, giugno 02, 2003

LETTERE


Il cervello mi ribolle. Le parole fuoriescono spontanee;
le lascio scorrere, come un fiume hanno un loro letto,
e se dopo ci sarà anche un solo lettore, sarò io a farne lettere…

Così scrivo, così racconto con le parole, i fatti della vita: lettere messe insieme come una spirale di DNA.
Si, le parole sono mitocondri che ci alimentano,
ci fanno riconoscere la madre: la lingua.
Con questa lingua riusciamo a sentire il divino, costruiamo la realtà con la poesia.
Così la poesia ci salva l'anima e la vita.
Si, le parole che emozionano, che parlano, sono la nostra salvezza.
Ma questo dialogo continuo che è lo scrivere, non pensiate che lo sì fa per essere pubblicato e poi letto da chissà chi; si fa per parlarci dentro, per spiegare a se stessi, cosa vediamo.

Ora abbiamo il "blog" un blob di parole, un magma di impressioni; che potente tatzebao è questo muro internettiano.
Ora sfoghiamo la passione dello scrivere, diamo voce a vite nascoste e se la comunicazione è vita chi vivrà di più?

domenica, giugno 01, 2003

Parole e parole


Certe immagini si vedono ora concave ora convesse, a seconda dell'angolatura dello sguardo. E modificando la percezione cambia il senso/significato delle cose, la sostanza. La comunicazione ha raggiunto strumenti così sottili di penetrazione persuasiva che non occorre fare discorsi elaborati, basta chiamare una stessa cosa con nomi diversi. Qualche esempio...segue articolo di A. Tallei

venerdì, maggio 30, 2003

Il Posto dell'Anima


Stasera ho visto: "Il posto dell'anima" di Riccardo Milani. E' un film di rara intensità emotiva che racconta una realtà operaia. Il film è la storia tragica della lotta di alcuni operai per impedire la chiusura di una fabbrica di pneumatici. Si potrebbe definire una storia alla Ken Loach se non fosse in salsa italica, di provincia questa sì raccontata spesso; infatti, lo sfondo è il parco nazionale dell'Abruzzo. Il cinema italiano è dai tempi di Elio Petri che non affronta tematiche operaie e della sua condizione e questa anche all'inizio del terzo millennio è ancora piena di sacrificio e rinunce. Una storia quindi dura, triste, amara ma che con la visione dell'orso e il sorriso finale di Paola Cortellesi tiene aperta la porta alla speranza. Bravissimo Silvio Orlando e tutti gli altri.

mercoledì, maggio 28, 2003

Oserevatorio destre

QUEL COMUNISTA DI DARWIN! QUEL GUASTAFESTE DI NOLTE!
di Giovanni Damele
articolo su WEMA da leggere

martedì, maggio 27, 2003

Viva le nuove Fate


Voglio raccontare la storia di Maria Teresa Borsò, una cardiologa che andata in pensione è stata colpita da una malattia agli occhi che l'ha resa ipovedente. Tra le molte cose cui la cecità ha tolto a Maria Teresa c'era la lettura ma a questa non voleva proprio rinunciare: i libri, la passione che permette di viaggiare senza auto, di arricchire senza investire in borsa, di far vivere emozioni e storie senza muoversi, non potevano essere abbandonati. Fu così che Maria Teresa scoprì con gli audio libri, una valida possibilità per non privarsi del piacere.
La delusione avvenne con la constatazione della mancanza di audio libri in italiano, c'erano in inglese, in francese ma in italiano niente. Per questo ecco che Maria Teresa ha fondato un'apposita associazione F.A.T.E. (acronimo di Fons Artis Tegmen Existentiae); con questa si prefigge di produrre e distribuire audiolibri.
Conoscendo varie categorie di persone che non solo per la mancanza della vista ma per altri handicap non ha la possibilità di leggere, ora con gli audiolibri prodotti, l'associazione si rivolge ad automobilisti, casalinghe, camionisti e tutte quelle persone che per i più vari motivi hanno impedimenti alla lettura. A tutti i lettori di Italians si segnala il sito internet: www.audiolibrifate.com dove poter acquistare i libri audio prodotti; ma ricordate che per il momento sono disponibili solo autori scomparsi oltre settanta anni fa per evitare il pagamento dei diritti agli autori. Tutto è prodotto artigianalmente con autofinanziamento e gli audio sono registrati dagli associati stessi; meglio dire associate poiché sono tutte donne: 10, tutte appassionate, tutte intelligenti, tutte da ringraziare con in testa M.T. Borsò.
Per contattare l'associazione: info@audiolibri-fate.com

lunedì, maggio 26, 2003

La guerra vista da Dali'


Ricordando la guerra

Il volto della guerra di S. Dalì

domenica, maggio 25, 2003

libertà dalla responsabilità


E' inutile negarlo il berlusconismo incalza e avanza indipendentemente da Berlusconi. Un segnale importante è dato dalla crescita dei capelli sulla testa di Bruno Vespa e dalla sparizione dei nei dal suo viso. E' dato dall'aumento delle labbra a canotto, dalle tette rifatte e soprattutto dallo stravolgimento delle parole. Un altro dato è il continuo stillicidio della lingua italiana con il valzer di affermazioni poi smentite, dell'uso di epiteti e aggettivi in maniera parossistica da far diventare tutta la lingua specchio dell'insipienza. Le parole sono usate a sproposito e iI loro significato è invertito. Nomi come libertà, giustizia, politica, etica, democrazia, divengono strumento per polemiche senza costrutto…
Infatti si parla di "uso politico della giustizia", come se la giustizia non fosse una cosa politica; si sentivano le stesse cose tanti anni fa da parte delle BR che dopo avere ucciso e rapinato si dichiaravano prigionieri politici. Forse anche allora come adesso in carcere ci finiscono con gli assassini solo i poveracci: ma tant'è, ora che c'è il rischio che ci vadano altri per corruzione, malversazione e per tangenti mai finite, ritorna per qualcun altro l'uso politico della giustizia. Ma non è la classe politica che fa le leggi? Perché il loro rispetto non deve essere considerato politico? Ma questo è niente in confronto della volgarità che si diffonde; il linguaggio triviale per offendere chi non la pensa come noi è ormai un luogo comune. Il rompic…dato da un ministro ad un professore assassinato per il suo impegno civile non è un caso; ieri un altro ministro ha tacciato una giornalista come testa di c…Tutto in nome della libertà; libertà dall'intelligenza dal buon gusto e dalla responsabilità, oltre che dalla lingua italiana.

venerdì, maggio 23, 2003

Coppie Miste

Quando uno ama, non sa più di che razza è, di che religione è, di che cultura, paese o partito è; sa solo di suo una cosa: sa di desiderare lo stesso bene anche per l'altro.
Vedo per questo sempre più coppie miste che con l'immigrazione stanno aumentando in modo considerevole; però la coppia mista rimescola non soltanto i colori della pelle, la cultura e la società ma anche la paura: è la paura della perdita di identità, delle radici, della tradizione; ma l'amore, che insegna vince anche la paura. Anche la lingua stentata, mal imparata e incerta non frena le dichiarazioni più ardenti: "Te quiero mucho", "Iove you too", "Com'è bella la vita che mi ha fatto conoscere te"…
Croma, biscroma, chiave di sol; tromba, trombone, violino piano: così nasce un concerto con tante cose diverse che danno un'armonia, un piacere all'ascolto e allo stare insieme. E' come un gioco, è come la musica, l'amore che unisce le diversità.
In questo particolare momento di crisi della coppia e di sovvertimenti sociali, dove la famiglia tradizionale è messa in discussione dal formarsi delle così dette famiglie allargate e dal nuovo ruolo della donna per l'acquisizione di una sua indipendenza culturale ed economica, la coppia mista ci manda un messaggio: insegna a comunicare, a decidere insieme, ad accettare, comprendere e vivere la diversità. Che belle che sono queste coppie, è un piacere per me vederle: danno speranza e affermano che l'amore è sempre la nostra ricetta ad ogni male.

PUFFONI di Claudio Sabelli Fioretti

SILVIO BERLUSCONI, tessera P2 n.1816, l'uomo che ci sta salvando dai comunisti, ha dichiarato che sul Lodo Maccanico (da non confondere col Lodo Mondadori, tutt'altra cosa) non ha ancora deciso quale posizione prendere. Nel frattempo Forza Italia, movimento che lui dovrebbe in qualche maniera conoscere, la posizione l'ha presa. La bozza che circola dice: "Si sospendono i processi per il presidente della Repubblica, del Consiglio, della Camera, del Senato, della Consulta e di quanti concorrono nello stesso reato". La prossima rapina in banca la vado a fare con Marcello Pera.

GIULIO TREMONTI, il ministro bossiano in prestito a Forza Italia, a una giornalista di Sondrio che gli aveva fatto una domanda provocatoria, ha risposto, attingendo al suo mitico aplomb: " Solo una testa di cazzo come lei può ipotizzare una cosa del genere. Solo una mente bacata come la sua può fare un accostamento simile". Vai con Bossi e impari a bossare.

IL GIORNALISTA IGNOTO. Tempi duri per questo mestiere. Massimo D'Alema li disprezzava e augurava loro la disoccupazione invitando gli italiani a non comprare più i giornali. Il nuovo regime va oltre: o la galera, in caso di diffamazione, o l'ispezione, in caso di servizi sgraditi, o il vaffanculo, in caso di domande impertinenti.



martedì, maggio 20, 2003

GIOCHI di RELAZIONE


Con lo studio dell'Analisi Transazionale, si scopre come il gioco s'insinui anche nelle dinamiche relazionali caratterizzandole. Si sa che niente è più serio del gioco e, come sosteneva Freud, l'uomo cambia giochi ma non smette mai di giocare. Così con il metodo, studiato da E. Berne, dell'analisi transazionale sappiamo che ogni giocatore assume inconsciamente di volta in volta il ruolo di Persecutore, Salvatore e Vittima; poi può saltare da un ruolo all'altro secondo l'andamento del gioco. Di solito però s'interpreta un ruolo preferito e si passa la maggior parte del tempo ad esercitarlo. Voi siete Vittime, Persecutori o Salvatori? Un aiuto: il Persecutore di solito è una persona seriosissima con un alto senso del dovere che vede tutto negativo; lui si ritiene sempre nel giusto e gli altri sono spesso inadatti, non bravi, non giusti. Il Salvatore è molto premuroso, in pò chioccia; ama molto come un dovere e trova negli altri sempre delle mancanze cui sopperire. La Vittima è sempre complementare agli altri due ruoli: è un bambino sempre in difficoltà e trova sempre un Persecutore o un Salvatore secondo il momento esistenziale. Per la Vittima gli altri sono sempre più bravi di lui e cerca quindi chi può aiutarlo. Questi giochi relazionali si svolgono sia a livello sociale, sia psicologico. Chi gioca in genere instaura relazioni simbiotiche ovvero relazioni figlio - mamma o bambino- genitore. Il dramma è che questo meccanismo di relazione si ripropone sempre inconsciamente: un figlio cercherà sempre una mamma ed un bambino un genitore.
Uno dei giochi preferiti è: Povero Me! Trovata una Vittima, il Salvatore risponderà: "Sono felice di aiutarti, come saranno felici di avermi conosciuto"; Il Persecutore: "Guarda in che situazione mi hai messo, ti ho beccato, brutto pasticcione".
Ma perché si gioca? Tutti i giochi hanno un tornaconto, una finalità importante ed esistenziale: ricevere carezze, meglio positive; ma non importa a certuni più di tanto, vanno bene anche quelle negative, poiché si sà la cosa peggiore è l'indifferenza: è non essere visti, guardati, percepiti, ascoltati, sentiti... Insomma ci siamo? Per vivere abbiamo bisogno che gli altri celo confermino continuamente. Pensateci un po’; quanti di noi stanno giocando in questo momento?


lunedì, maggio 19, 2003

La politica malata

La politica è malata, sta male. La politica con la guerra si è aggravata ma la diagnosi va ricercata nella sofferenza della collettività, nella patologia sociale visibile, nello scadimento della comunicazione e dell'esistenza generale. La cultura umanistica è stata lasciata per il marketing. Nuovi barbari propongono riforme a loro dire liberali. Intanto una spaccatura percettibile attraversa i cittadini, gli utenti della democrazia: possiamo allora riconoscerci per gusti e scelte estetiche? Possiamo decretare la maggioranza su favorevoli ai nanetti da giardino, alla bandiera USA al balcone e teledipendenti mariadefilippi, contro bevitori di Pastis, lettori di Saramago, espositori di bandiere della pace e vacanzieri cubani? A guardare le strade cittadine non si notano diversità, almeno quelle che caratterizzano la fauna urbana: mezzi punk, barboni, pensionati, manager, impiegati, casalinghe…Tutti ritornano a posto, nel continuo spot del cervello bombardato dai mass media, ogni cosa diventa normale. Normalità racchiusa nella banalità del quotidiano, del luogo comune e dell'ovvietà del consueto; ma qualcosa rode, qualcosa ci trasforma e riforma, una mutazione antropologica s'avverte: è come tra chi gioca in borsa e va allo stadio tifando e chi ha pronto un biglietto e una poesia senza ritorno. Non ci sono allora comunisti diversi da liberali istituzionalizzati; non ci sono libertari del benessere come liberi dai bisogni, ci sono poeti stanchi e viaggiatori pronti. Il cammino non si ferma, la moralità e l'eleganza ci saranno ancora: nonostante i politici dell'attuale.

domenica, maggio 11, 2003

Avviso ai naviganti

Per questa settimana io sono qui

COMUNISTA

Non mi piace Bertinotti, non ho simpatie per Cossutta, non tifo D'Alema e non plaudo a Fassino, eppure mi sono scoperto comunista; mi sento di una razza speciale. Dico razza perché mi ritrovo razzista, odiante, intollerante e cattivo…Quasi stalinista. Dico questo perché chi è contro Berlusconi automaticamente diventa comunista. Non ha importanza per questa destra affrontare temi come la legge uguale per tutti, l'estensione dei diritti, il conflitto di interessi, la libertà dell'informazione, il rispetto della legalità, l'etica e l'onestà; no, qualunque cosa dici sei comunista. Dico questo poiché per i leghisti sono diventato un nazista rosso, per i forzaitalioti una canaglia marxista e per i nipotini fascisti di Almirante un bolscevico, mangiatore di bambini; sarei divenuto in sostanza, di una sottorazza giudaico negra. Non parliamo poi del "cristiano" don Baget Bozzo, per lui sono già condannato all'inferno come i musulmani. Insomma incarno tutti i difetti dell'umana specie che vuole riscattarsi e non tollera chi ruba, chi si sente intoccabile, chi commercia nei templi, chi confonde Dio con Mammona e padroni con mamme.
Ma con questa specie in verità io mi ci trovo benissimo, ci trovo tante persone per bene, delle persone serie. Il capo del governo ha detto che ci sono anche tanti giudici come me: sono giudici militanti che perseguono certi reati e ce l'hanno con lui. Sono ovviamente dei comunisti da combattere; da mettere sotto controllo politico per fare in maniera che non facciano del male a chi è al potere legittimo: è stato eletto dal popolo. Così se aspiro alla democrazia, al controllo severo di chi si è preso la briga di governarci, ecco che divento comunista. Devo tacere, sparire, devo solo osannare il potente di turno e poi? Io sono pericolosissimo, sono pronto a sopprimere la libertà...Io? La mia?

venerdì, maggio 09, 2003

Fede cristiana

I continui richiami del Papa ai valori cristiani e a quelli etici, iscritti nella natura stessa dell'essere umano e che dovrebbero sempre accompagnare le scelte degli uomini, fa sorgere una domanda: potrebbe il cristianesimo da solo governare il mondo? Lo potrebbe al pari dell'Islam? Nessuno nega la bellezza morale di Gesù, l'affidabilità dei suoi consigli e l'avventura della sua morte, ma poi perché non si mette in pratica il suo insegnamento? Proprio da quelli che si definiscono cristiani sorgono i distinguo: "come cristiano condivido, come ministro no"…(Castelli a proposito dell'indulto). C'è differenza? Poi non comprendiamo come un musulmano sia più conseguente al suo credo: ci sono forse due morali? La bellezza di Maometto è diversa da quella di Gesù?
Va bèh si dice, è difficile mettere in pratica il cristianesimo, conserviamo lo spirito, ma poi come si fa a porgere l'altra guancia? Va bene la povertà ma non siamo mica scemi, nel lusso si vive meglio. E poi amare il prossimo come te stesso...Come si fa?

Ma poi amiamo noi stessi veramente? Così i bravi cristiani continuano ad andare a Messa e ricordare il sublime sacrificio per l'umanità, senza essere in grado di provare a farne uno, che poi sacrificio non dovrebbe essere: amare e perdonare il prossimo.

Ma poi è stata la nostra cultura cristiana, diventata anche protestante, a farci laici e ricchi fuor modo; è stata la liberazione che ci ha indicato Gesù a farci crescere come individui responsabili; allora possiamo continuare così a barcamenarci come ora tra vizi, peccati e assoluzioni?

Io non sono un integralista, faccio semplicemente una riflessione sulla cultura religiosa cristiana che plasma la nostra società e che è disattesa non per ragioni laiche o di rispetto per regole di convivenza civile.

Così penso che viene o potrebbe venire in soccorso la Fede, visto che la Carità e la Speranza si stanno esaurendo, ma non è roba di questi tempi. Oggi si può verosimilmente avere fede in Bush, in Putin o Berlusconi, è più facile; per questo c'è la ricompensa "pronta cassa" o diversamente si perderebbe poco o nulla.

Diversamente perdere l'altra fede è perdere noi stessi: è perdere la guerra prossima anche se sicuramente si vince. Ancora una volta è il nostro atteggiamento morale, la nostra incongruenza, il nostro fariseismo, a fregarci. Altro che guerre in nome della democrazia; noi scontiamo la paura e l'incapacità di essere cristiani sino in fondo.

Diversamente, su queste premesse, si può pensare che cosa ci salverà?


giovedì, maggio 08, 2003

Opinione su Ciampi

Questo Ciampi è proprio un fenomeno, un fenomeno di banalità. Non c'è occasione che i suoi interventi didascalici, didattici, paternalisti, buonisti, non risultino banali, tanto che vanno bene per tutto e per niente: "il pluralismo è la base della democrazia"- "in democrazia bisogna rispettare le opinioni dell'altro"- "Bisogna litigare di meno"- Avanti così; come se parlasse a dei bambini capricciosi e un po' ritardati. Ma non sa quanta responsabilità si è presa il presidente della Repubblica italiana, dando l'incarico a Berlusconi per guidare il governo? Nessuno lo obbligava: tantomeno la Costituzione, fino a questo momento in carica. Berlusconi avrebbe dovuto risolvere prima il conflitto d'interessi e finire i suoi processi, poi eventualmente dall'esito di questi ultimi, ricoprire la carica di primo ministro. Così non è stato fatto, perciò considero Ciampi il maggior responsabile del brutto clima che si è instaurato nel paese. Cosa sostiene? Che bisogna tacere di fronte all'attacco della Costituzione, della magistratura, della sinistra, dei giornalisti? Ma mi faccia il piacere…

martedì, maggio 06, 2003

Viva la Sme

Il processo SME ha chiarito molte cose. Ecco perché Berlusconi è sceso in campo; perché farsi dire cosa comprare e vendere dai politici? Perché continuare a pagare per gli altri? Negli affari chi fa da sé fa per tre. Così si è messo da solo e ai politici (Bossi, Fini, Buttiglione) dà ora lui gli ordini. La SME l'ha comprata per fare un favore all'Italia; infatti l'ha pagata di più di quello che valeva (così dice l'imprenditore furbo). Ora chi gli dice che per il conflitto di interessi deve vendere, lui rilancia comprandosi tutto il resto, sempre per il bene dell'Italia. Infatti io che sarei italiano secondo lui mi sono arricchito: invece sto pagando tutto nuovamente, come ai tempi di Craxi, i tempi grassi del magna tu che magno io. Ma può durare questa manfrina? Può continuare il collante politico tra garantisti a senso unico forzaitalioti, forcaioli leghisti per il potere locale ed ex di tutto (comunisti, socialisti, liberali, democristiani, fascisti, repubblicani, monarchici) alleati per l'alleanza nazionale? Per me c'è qualcuno che paga...sempre per l'interesse generale. S'intende. Come ai bei tempi: viva la SME.

lunedì, maggio 05, 2003

Forza Pietro Ricca

Stamane prima dell'udienza di Berlusconi al processo SME, Pietro Ricca si è avvicinato al Presidente del Consiglio e gli ha gridato:"Buffone, fatti processare come tutti gli altri. Rispetta la legge, la magistratura, la Costituzione, la democrazia e la dignità degli italiani o farai la fine di Ceausescu o di Don Rodrigo". La presidenza del Consiglio deciderà di denunciarlo. Ma come? Si rivolge alla magistratura? A quella di Milano? Ma non aveva delegittimato i giudici? Forza Ricca.; condivido tutte le sue parole. Denunciate anche me.

domenica, maggio 04, 2003

Provincialismo


Il provincialismo che affligge gli italiani, paesani antichi d'antica fame, si avverte anche nei politici diventati autorità, ministri che lo paiono per grazia ricevuta o meglio per vincita alla lotteria. In questo perfino Napoleone era proprio italiano quando alla sua incoronazione disse, rivolto al fratello: "Se ci vedesse nostro padre!".
D'altronde non si tradiscono le origini e le nostre sono proprio di paese e seppur questo si chiamasse Milano o Torino; non importa: là c'è un rione, c'è una porta che ci conosce tutti, ci sono muri che ci hanno visti nudi. Allora si ha ben voglia di indossare un bel vestito alla moda, quest'ultima potrebbe prescrivere anche una parure di scimmia, ma anche se si mette per rimarcare indifferenza e un tempo che corre oltre, rimaniamo così. Possiamo rimanere come il ministro Umberto Bossi nato a Cassano Magnago, che incarna tutto il provincialismo bieco della pianura e del suo dio Po, il quale propone, forte del suo 3 e qualcosa per cento, di istituzionalizzare il provincialismo.
Così si è provinciali indossando una cultura senza ironia per sentirsi sempre poveri. Poveri e defraudati da un potere malgrado tutto che si incarna senza consapevolezza.
Cambia così l'essere provinciale, quella parvenza di saggezza, con il provincialismo che non tollera problemi di coscienza. Ci si sente moderni abbracciando lo zio d'America o il magnate della nuova Tv; si chiama devolution una riforma per dargli importanza internazionale, ma in fondo si aspira all'antico orticello sotto casa. D'altronde il ministro suddetto è anche membro del parlamento e assemblea padana che ha come presidente Enrico Speroni e giura a Pontida dopo averlo fatto a Roma. Ed io dovrei con questo sentirmi italiano? Certo è che non sono neanche padano.

Non trovo più la poesia



Non trovo più la poesia,

l'avevo scritta tempo fa.

Qualcosa ricordo di quello scritto,

ricordo una strofa, qualche riga.

Parlava di te.



Quella frase che ricordo

ora sembra ingenua…

Due occhi tra il mare e il cielo.

Un capo d'oro coperto da un velo…

Parlava di te.



Avevo vent'anni e tanti desideri.

Come batteva forte il cuore,

come mi emozionavo al tuo apparire.

Qualunque cosa guardavo

Parlava di te.



Sono passati tanti anni.

Sono passati dolori e virtù.

Ci siamo poi presi e lasciati quante volte?

Tante e di poesie ne ho trovate altre.

Parlano ancora di te.

sabato, maggio 03, 2003

Andreotti, ma quale assoluzione?

Ma di quale sentenza stanno parlando? Ma di quale vanno cianciando? Ma di quale straparlano?
Eppure il presidente Scaduti l’ha detto chiaro e tondo, e tutte le televisioni l’hanno trasmesso senza rendersi conto di quel che facevano: , mentre per l’associazione mafiosa successiva al 1982 si conferma la prima sentenza: assoluzione per insufficienza di prove. Ora, lorsignori lo conoscono il significato di , di e di ?...Leggete su Centomovimenti l'articolo di Marco Travaglio


venerdì, maggio 02, 2003

Sottoscrivete l'appello "In nome della legge"


Appello di Libertà e Giustizia: La reazione del presidente del Consiglio alla condanna di Cesare Previti costituisce la negazione della verità e un'offesa alla democrazia...Cliccate qui per sottoscrivere l'appello "In nome della Legge" libertaegiustizia

NAVIGAZIONI


Dopo diverso tempo che navigo in Internet, posso dire che come nella vita, si trova e si incontra quello che inconsciamente o consapevolmente si cerca. E poi ho constatato che le tante bottiglie gettate nel grande mare di Internet sono state raccolte da persone che ho trovato simili a me. Nel mio "navigare" le frontiere di uno spazio soggettivo e personale si sono certamente ampliate ma è stato sempre dentro un rimando pubblico: quello cui accedo e visiono è disponibile ad altri; è come la televisione ma con una prerogativa di scelta e lettura più personale con in più l'interattività: posso comunicare direttamente con l'altro.
Io penso che se dessimo a tutti uno stesso punto di partenza dal tronco di un albero, attraverso vari passaggi, si approderebbe a rami comuni per interessi, sensibilità, sentimento: come nella vita ci ritroveremmo a condividere le stesse cose con le stesse persone. Mi è capitato di conoscere delle persone attraverso Internet e poi scoprire casualmente che entravamo negli stessi siti web, leggevamo i medesimi messaggi e qualche volta scrivevamo alle stesse rubriche; anche in Internet si formano comunità affini.
Così su Internet, io posso passare per un vicolo di un sito personalissimo, o da una piazza di un portale conosciuto, per poi paradossalmente finire di restare imbrigliato nelle abitudini: dopo un pò noto che approdo e mi fermo alla visione delle solite pagine web. I siti bookmarcati (inseriti nei preferiti) pur ampliandosi finiscono nelle cartelle che passando il tempo aumentano, ma ahimè la navigazione alla fine pare andare sempre su rotte conosciute. L'abitudine della quotidianità si riversa anche in questi viaggi telematici: finisco con comunicare con le stesse persone e frequentare gli stessi link (indirizzi). Vorrei sapere se è un mio limite o capita anche ad altri questa esperienza? Senz'altro dopo anni di navigazione io non ho ancora imparato a veleggiare…

mercoledì, aprile 30, 2003

Promemoria del processo

-Vendute e comprate, la lunga storia delle sentenze Imi-Sir di Marco Travaglio - clicca qui per leggere l'articolo

Stasera pago io.

Grande Ilda Boccassini e grande Gherardo Colombo. Grazie a loro alla loro tenacia, capacità inquisitoria, investigativa e processuale sono riusciti a portare a termine un processo che segna un vero passaggio nella giustizia italiana; dalla "legge uguale per tutti" a quella che si voleva e si vorrà fare: la "legge salva potenti".
Questa sera l'Italia degli onesti ha brindato: anch'io avevo in fresco una bottiglia di Pommery di buona annata e alle 23 e 30 circa con la notizia della sentenza milanese, un botto ha dato il segnale per la bevuta.
Bravi Ilda e Gherardo, permettetemi di sentirvi amici, vi diranno comunisti, persecutori, chissà per quanto vi hanno tormentato, ma tirate dritto il lavoro a voi non manca. A proposito grazie anche a Carla Del Ponte, il giudice svizzero che ha preparato le rogatorie con gli atti dei passaggi di miliardi da un conto all'altro - i fatti concreti della persecuzione a Previti.

martedì, aprile 29, 2003

Il 14 Novembre 2002 il Papa chiedeva nel discorso in parlamento un atto di carità verso la parte più debole della società; così diceva: " …E' grande, quindi, il bisogno di una solidarietà spontanea e capillare, alla quale la Chiesa è con ogni impegno protesa a dare di cuore il proprio contributo.
Tale solidarietà, tuttavia, non può non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società". Oggi a distanza di quasi 6 mesi il Parlamento si appresta a votare il patteggiamento allargato una misura che serve soltanto a salvare dalla galera chi ruba in giacca e cravatta, chi fa reati alla Bossi, chi ha pronti i soldi per pagare tutto…Intanto l'indulto promesso dai parlamentari tutti acclamanti il Papa è sparito. Nessuno ne parla più. Queste sono le radici cristiane di un parlamento? Ma andate a farvi…benedire…
Oggi è uscito il nuovo numero di WEMA.IT.b> Voglio segnalare a tutti un mio articolo che ne richiama un altro di L. Pintor...Splendido: il ritratto della sinistra oggi. Il quadro e le sue potenziali premesse per cambiarsi e cambiare...Leggetelo

lunedì, aprile 28, 2003

Referendum in Liguria... Uno smacco
Oggi la Liguria ha votato il suo primo referendum per abrogare una legge regionale, quella sui "buoni scuola" Pochi lo sapevano e i quotidiani nazionali addirittura l'hanno ignorato. La stampa locale come i telegiornali regionali invece hanno relegato la discussione politica sul quesito referendario in secondo piano. Il risultato del referendum è' stato uno smacco per tutta la sinistra. Ha partecipato al voto solo il 20% degli elettori rendendo nullo l'esito della votazione. Io ora scrivo sull'onda del pessimismo e per sfogare la rabbia, ma non ho ragione di essere diverso. Una forte delusione mi pervade, si poteva credere che la sinistra dopo mesi e mesi di impegno per la pace, per i diritti, per la giustizia, per le sue battaglie contro le false riforme fiscali, scolastiche e istituzionali, raccogliesse qualche frutto. Niente. Cosa pensare? Che non riusciamo più a fare politica e che la banda del centrodestra abbia ormai vinto sulle coscienze e conquistato la società? Eppure nelle ultime manifestazioni in piazza mi pareva di cogliere segnali di riscatto, motivi di cambiamento, invece un 20% di partecipazione ad un momento di decisione democratica mi rattrista e mi dà da pensare sul futuro. Cosa dobbiamo fare?

domenica, aprile 27, 2003

"Armi di distruzione di massa", per quanto tempo siamo andati avanti a discutere su queste armi: da sanzionare, da trovare, da distruggere; tutto come argomento per legittimare una guerra che poi sarebbe questa sì, una vera distruzione di massa, ma fatta con l'assurdo codice cavalleresco della mentalità militare. Intanto si sviluppano epidemie e tragedie umanitarie anche senza bombe chimiche.
Oggi finito di parlare di wars si parla di sars (polmonite atipica) un altro incubo.
Come si è visto poi, la armi di distruzione di massa, erano solo un pretesto per fare una guerra già decisa per altre questioni: ridisegno dello scacchiere geopolitico mondiale da parte degli USA, per il petrolio, per intimorire il mondo arabo da dove è pervenuto l'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001 e in ultimo, per dare un senso ideologico e morale, anche per la libertà e la democrazia. Il "casus belli" come si è visto questa volta non ha funzionato: l'ONU che tramite le sue risoluzioni si muoveva correttamente per disarmare l'Iraq, aveva reso non necessario l'uso della forza armata; la pressione dell'embargo decennale con il divieto di volo in vaste zone del pese rendevano l'Iraq non un pericolo per gli altri ma solo una vergogna. La guerra voluta dall'attuale amministrazione USA rivela se ce ne fosse bisogno il dispregio di ogni regola istituzionale democratica. Ma i mezzi sono importanti quanto i fini e visto il mezzo usato per "liberare" l'Iraq di certo non scaturirà niente di buono. Ci sarà ancora da credere a questi potenti? A questi novelli imperatori degli affari senza scrupoli? Chi sarà il nuovo popolo da democratizzare e da sottoporre all'esame degli USA? Io nel mio piccolo mi sto già considerando da solo una canaglia. L'intelligenza però mi trasforma in un costruttore di massa…naturalmente buona. W la pace.
Di Irving Welsh dopo aver visto il film, tratto dal suo primo libro "Trainspotting" ho letto "il Lercio" la storia di uno "sbirro" tutto preso dalla droga, dal sesso e da un mestiere che vive da schifo. Insomma il lercio del libro è Bruce Robertson, il personaggio che racconta, sergente di polizia di Edimburgo. Dopo aver letto il libro molto tosto per non dire crudo; senza concessioni al sentimento, pieno di rabbia e miseria ho pensato quanto, questa che si può definire la trasposizione della realtà intellettuale di oggi, cinismo, arrivismo, ricerca di piacere come potere, possa essere vera.
E' vera. Penso proprio di sì. In tutti gli strati sociali e nelle varie professioni o attività: sia nel sottoproletariato, sia nella borghesia, sia tra gli uomini d'affari e politici sembra che il pensiero sia quello: tutti rottinculo, tutti a muoversi in un mondo dimmerda, gli uomini con l'idea fissa della figa da arruppare e le donne pronte a succhiartelo per demolirti…
I pensieri reconditi, veri, che danno la dimensione del rapporto con il sé prima che con gli altri, ogni tanto affiora, va messo in piazza. Come quel ministro che sbotta: "Quello era un rompicoglioni, pensava solo alle sue cazzate…"; come quel presidente americano intercettato al Watergate: "gli romperemo il culo, gli faremo vedere noi chi siamo…"; come quegli affaristi tangentari: "Macchecazzo rompono questi giudici, bisognerebbe dargli una ripassata…". Questo è il linguaggio che esprime il mondo; esprime la qualità dei sentimenti, l'altra faccia del perbenismo dilagante. L'altra faccia del potere che si dice democratico, ti fa l'occhiolino e poi ti frega sempre. Allora ? E' chiaro di come la guerra sia in fondo poi anche nei nostri pensieri: vedere tutti i porci maledetti attaccati alle poltrone, ai soldi saltare in aria…Bohooom. Tutti devono morire. Tutti.
Diciamo la verità, il fascismo è più potente di ogni democrazia e altra qualità umana. Il fascismo è come una legge naturale: forte, barbaro e insieme accomodante; riesce a dare ordine e valore alle parti più cattive, crudeli e rozze di ognuno. Per questo si sono inventate le razze e le civiltà superiori, si dà per scontato che il ricco e il potente, come il furbo, siano di una specie privilegiata. Ai deboli e poveri poi si fornisce un capo, un bravo padre di famiglia che pensa per loro. Il personaggio designato a ricoprire il ruolo suddetto, di solito diventa una macchietta: dimostra di volere saper fare di tutto. E' un imprenditore e anche un operaio, è un proprietario di ville e anche suo tappezziere, arredatore; è un impresario teatrale e capocomico…Insomma ripete il canone del condottiero. Dietro a questo duce poi si forma una corte che è quella che fa più paura: è formata da servitori attenti a non deludere il padrone e a volte sono tanto solerti nel dimostrare i propri servigi che creano perfino imbarazzo. Dietro a questa corte poi si estende a ragnatela una rete di piccoli interessi dove ognuno trova una nicchia di tranquillità. In alto qualcuno ti pensa ed è bravo, molto bravo, a fare leva su quegli istinti che un'educazione cristiana ha a volte sopito. "Ma che cosa vogliono tutti questi stranieri? - I poveri s'arrangino, anche noi lo eravamo e non ci ha aiutato nessuno- Via le tasse, sono quelle che frenano l'economia; lasciamo fare ai ricchi che creano benessere - Siamo i più forti, dobbiamo dimostrarlo a chi non rispetta le nostre regole. Siamo anche i più tanti, non c'è bisogno di contarci, la pensano tutti come noi - Gli altri raccontano solo bugie - Il 25 Aprile che cos'è? Una festa comunista. Serve solo a loro, quindi non serve a niente. Aboliamola".
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.
Il fascismo vive sempre Diciamo la verità, il fascismo è più potente di ogni democrazia e altra qualità umana. Il fascismo è come una legge naturale: forte, barbaro e insieme accomodante; riesce a dare ordine e valore alle parti più cattive, crudeli e rozze di ognuno. Per questo si sono inventate le razze e le civiltà superiori, si dà per scontato che il ricco e il potente, come il furbo, siano di una specie privilegiata. Ai deboli e poveri poi si fornisce un capo, un bravo padre di famiglia che pensa per loro. Il personaggio designato a ricoprire il ruolo suddetto, di solito diventa una macchietta: dimostra di volere saper fare di tutto. E' un imprenditore e anche un operaio, è un proprietario di ville e anche suo tappezziere, arredatore; è un impresario teatrale e capocomico…Insomma ripete il canone del condottiero. Dietro a questo duce poi si forma una corte che è quella che fa più paura: è formata da servitori attenti a non deludere il padrone e a volte sono tanto solerti nel dimostrare i propri servigi che creano perfino imbarazzo. Dietro a questa corte poi si estende a ragnatela una rete di piccoli interessi dove ognuno trova una nicchia di tranquillità. In alto qualcuno ti pensa ed è bravo, molto bravo, a fare leva su quegli istinti che un'educazione cristiana ha a volte sopito. "Ma che cosa vogliono tutti questi stranieri? - I poveri s'arrangino, anche noi lo eravamo e non ci ha aiutato nessuno- Via le tasse, sono quelle che frenano l'economia; lasciamo fare ai ricchi che creano benessere - Siamo i più forti, dobbiamo dimostrarlo a chi non rispetta le nostre regole. Siamo anche i più tanti, non c'è bisogno di contarci, la pensano tutti come noi - Gli altri raccontano solo bugie - Il 25 Aprile che cos'è? Una festa comunista. Serve solo a loro, quindi non serve a niente. Aboliamola".
Il fascismo così s'insinua nella società, creandosi il terreno per un nuovo duce; certo non sarà nessuno di quelli che ora calcano la scena attuale: o sono d'età avanzata o sono mezze cartucce, ma qualcuno arriverà. Sarà forse tra due o tre generazioni se non prima: si saprà da quanto tempo ci vorrà per cancellare la festa del 25 Aprile.