giovedì, giugno 30, 2005

30 Giugno 1960 a Genova

30 Giugno 1960. 45 anni fa. Una vita. Due generazioni di ventenni passate. Il ricordo di una storia d’orgoglio antifascista. Oggi Piazza De Ferrari conserva di quei giorni, oltre che la memoria, solo il grande piatto della fontana e le lastre di pietra della pavimentazione. Il resto è tutto cambiato. La stessa architettura della Piazza De Ferrari non è più quella. Il Palazzo Ducale era grigio come il palazzo a fianco, allora sede del Secolo XIX. De Ferrari da sempre cuore politico e civile della città oggi, con il nuovo disegno, non è più adatta a contenere le migliaia di manifestanti che, per le varie occorrenze politiche o sindacali, ogni volta vi si riversano. Ma è cambiata anche la politica, sono cambiati gli uomini, è cambiato insieme il mondo e oggi sembra tutto un’altra storia.
Ma non è bene e non è saggio dimenticare. Il libro, 30 giugno 1960- La rivolta di Genova nelle parole di chi c'era a cura di Lucia Compagnino e Alessandro Benna ci aiuta a fare memoria, a non dimenticare; ci aiuta soprattutto a capire che senza di essa ‘siamo sacchi vuoti che vanno dove li sbatte il vento, banderuole prive di coscienza…e non si tratta affatto di crogiolarsi nel passato per delusione del presente: tra la Genova del 1960 e la Genova del luglio scorso (riferito ai fatti del G8 del 2001- ndr) c'è più che un filo, c'è una cima, una gomena, mille legami tra persone che non dimenticano e ricordano le proprie radici per gettare germogli nell'oggi e nel domani, con la chiara coscienza che quella parte più oscura e brutale del genere umano è sempre pronta a scatenarsi quando l'indifferenza glielo permette.’- come dice Pino Caccucci nella prefazione del libro.
Stasera a Palazzo Tursi è stato ripresentato il libro, uscito nel giugno del 2002. Con questa occasione mi piace dare qualche notizia dell’ anno 1960: l’anno del Miracolo economico, l’anno in cui il PIL viaggia sull’8,3%. E’ l’anno della migrazione interna: dal Sud raggiungono le città settentrionali milioni di giovani e meno giovani, abbandonando paesi e campagne. Genova con Milano e Torino è la città industriale che accoglie in maggioranza queste persone. Lo stipendio medio è di lire 50.000. Il caffè costa 50 lire e il giornale 30. La benzina costa 120 lire al litro e il latte 90. ‘Farsi la macchina’, come il frigo e la Tv era il sogno degli italiani di quegli anni. Il 1960 è l’anno della ‘Dolce Vita’ di Fellini e della chiesa cattolica che interviene pesantemente –questo come oggi. L’Osservatore Romano chiede la censura del film di Fellini. A Bari, alla festa di San Nicola, il cardinale vieta la partecipazione alla giunta comunale di sinistra: si è appellato al decreto di scomunica del 1 luglio 1949 del Sant’Uffizio. Dopo i fatti del 30 giugno di Genova si avrà la svolta politica della Democrazia Cristiana che, con Amintore Fanfani, aprirà il governo ai socialisti di Nenni. Nei paradossi e nelle contraddizioni pesanti, il 1960 si può definire un anno cruciale nella storia politica ed economica italiana: si intravedeva la possibilità di elevare le proprie condizioni sociali pur esistendo una forte povertà. Nascevano nel 1960 le prime grandi proteste sindacali; le prime rivendicazioni salariali. Non bisogna dimenticare che quel ‘miracolo’ era anche il frutto di un decennio di bassi salari.
Ancora l’attualità è possibile leggerla con la conoscenza del passato. Ancora il nostro futuro è possibile viverlo dignitosamente, onorando quegli uomini che si sono battuti ieri per i diritti di oggi. Diritti è bene ricordare mai conquistati una volta per sempre.

giovedì, giugno 16, 2005

Bisogno di intimità

Il bisogno più forte delle persone è l’intimità ma tentiamo di negarlo o semplicemente evitiamo di soddisfarlo. L’intimità è una relazione profonda che avvicina le persone in modo autentico e fa conoscere aspetti non visibili esteriormente. A questo tipo di conoscenza intima, spesso frapponiamo l’Io e la paura del giudizio negandoci all’altro. L’Io è una maschera, una bella immagine di quello che vogliamo mostrare di noi agli altri e alla società: così supportiamo la nostra immagine magari con titoli professionali, scolastici, di merito; presentiamo il nostro ‘fare’ e non il nostro ‘essere’. Paradossalmente più ricchi sono i titoli che assumiamo, tanto più impoveriamo il rapporto con il prossimo.
L’intimità invece cerca altre cose: con essa non si conoscerà mai un professore, uno scienziato, un attore ma solo una persona.
Ecco che con la negazione dell’intimità, e la paura di mostrarci per quello che realmente siamo, rifuggiamo nel conformismo.
Questo conformismo è per me la prima forma di fascismo latente. Vivere una uniformità di pensiero fa scaturire a livello collettivo il pericolo di fascismo. Il fascismo è sostenuto da una realtà nascosta, inconscia, che è rappresentata dalla personalità definita ‘standard’. Oggi assistiamo a parecchi comportamenti omologati e di conseguenza a caratteristiche ‘standard’, per cui il fascismo è sempre più presente nella nostra società. Il fascismo assume le caratteristiche di ‘normalità’, per cui è normale dare sfogo ad istinti di vendetta o di odio. Abbiamo per questo bisogno di allargare i nostri punti di vista, ma soprattutto di conoscerci in modo diverso.
Questa è la vera sfida; la vera scommessa di questa era, dove si sono sviluppate, con la tecnologia, numerosissime possibilità di comunicare e di relazionarci. Paradossalmente invece aumentando la quantità di comunicazione tra noi, ne abbiamo impoverito la qualità. Siamo sempre più superficiali. Riflettiamoci.

mercoledì, giugno 15, 2005

PROCREAZIONE: CONTROPAROLA, NON DIAMO L'8 PER MILLE A CHIESA
DOPO VITTORIA ASTENSIONE, IDEA SI DIFFONDE ANCHE SU INTERNET


L'amica Claudia di Roma mi ha segnalato questa notizia ANSA:
ROMA, 14 GIUGNO - Un invito a non devolvere l'8 per
mille del proprio reddito alla Chiesa cattolica, per rispondere
alla mobilitazione ecclesiastica a favore del non voto. Questa
la risposta di Controparola, l'associazione di scrittrici e
giornaliste che si e' battuta per il 'si'' al referendum sulla
procreazione, alla vittoria di ieri del partito del non voto.
Un invito rivolto ''a tutte le cittadine e i cittadini'', si
legge in una nota, per protestare ''contro la crociata delle
gerarchie cattoliche per l'astensione''; ''contro la pesante
ingerenza della Curia nell'ordinamento dello Stato''; ''contro
l'indifferenza della Chiesa per la salute della donna, per il
suo legittimo desiderio di essere madre e di mettere al mondo
figli sani''; ''contro l'antica avversione del Vaticano per la
ricerca scientifica''.
A firmare l'appello, in particolare, Maria Rosa Cutrufelli,
Elena Doni, Paola Gaglianone, Elena Gianini Belotti, Lia Levi,
Dacia Maraini, Maria Serena Palieri, Nadia Pizzuti, Loredana
Rotondo, Marina Saba, Cristiana di San Marzano, Mirella Serri,
Giuliana Sgrena, Simona Tagliaventi e Chiara Valentini.
''Quella di non devolvere l'8 per mille alla Chiesa - ha
ricordato Elena Doni - e' un'idea che ci era gia' venuta all'
epoca degli stupri etnici in Bosnia, quando dalle gerarchie
ecclesiastiche era giunto l'invito alle donne violentate a non
abortire. E oggi abbiamo pensato di riproporla''.
Ma si tratta di un'idea che ha gia' cominciato a circolare
anche su internet, con catene di e-mail avviate da singoli
cittadini, e di cui si fa portavoce anche, in particolare, l'
Associazione Mammeonline. ''Dopo i risultati del referendum -
scrive la presidente dell'associazione Donatella Caione -
arrivano a centinaia le adesioni delle coppie infertili alla
proposta, nata spontaneamente su internet, di negare la
destinazione dell'8 per mille alla Chiesa cattolica, ormai
autorelegata al ruolo di partito politico. Proprio nei giorni in
cui si definisco le dichiarazioni dei redditi, questa e' la
prima risposta alla delusione per il mancato raggiungimento del
quorum''. ''E' stata una prima reazione spontanea nella nostra
comunita' on line sul sito mammeonline.net - spiega Catone - ma
che si sta diffondendo anche in altri forum sulla rete''.
(ANSA).

lunedì, giugno 13, 2005

Genoa in A

Che patimento!?! Ma alla fine ce l’ha fatta: il Genoa cfc 1893 è in serie A.
Allora largo alla festa, alla notte di baldoria, poi domani si sa: si continuerà a patire. Come sempre. Sempre sospesi tra la gloria e l’inferno; tra l’esaltazione e la disperazione.
Sabato 11 giugno ’05, sabato di un giugno bizzoso, come prendere gol senza senso e non perché quell’altro è più bravo, ma perché si pensa ad altro, è arrivata la serie A. 10 anni fa, sempre a giugno era venuta la B.
Che patimento il calcio, e che cosa si vuole dai pedatori -come li chiamava Brera? Si vuole passione, si vuole tecnica, si vuole orgoglio…poi si sa la storia gira sempre e niente è più serio di un gioco. Gioco anche di piedi. Gioco anche di emozioni. Allora giù lacrime e risate; giù a sognare prati verdi, e tu con le scarpe tacchettate a segnare gol e improbabili tiri. Dimenticavo la maglia: è rossoblu con un grifone giallo - i colori primari. Magici.

mercoledì, giugno 08, 2005

Opere d'arte

Domenica, su Italians del Corsera online, Virtuale concludeva una riflessione sull’arte moderna così: ‘Allora io stesso mi considero "un’opera d’arte" e voglio essere tutelato come la "Pietà" di Michelangelo’. Penso che tutti dovremmo considerarci opere d’arte, il fatto di essere unici e irripetibili, ci fa essere ‘opere d’arte’, di più: capolavori del creato. Poi penso anche che ognuno racchiuda in sè un potenziale artista che non si sa se riuscirà a trovare le sue forme originali d'espressione, ma comunque esprime con la propria vita una originale via all’umanità.
Il fatto di riconoscere le opere d’arte è poi un segno di riconoscimento, di lettura speculativa di qualcosa che ci appartiene già, è nostro ed indiscutibilmente sa parlare il linguaggio universale dello spirito.
Nella nostra cultura spesso c’è la tendenza di considerare le emozioni come ostacoli alla crescita; il collegamento dei sentimenti con la passione e le illusioni fanno considerare le emozioni aspetti pericolosi della vita. Le emozioni invece sono parte naturale della nostra vita tanto quanto i pensieri. L’arte ci aiuta a entrare in contatto con i sentimenti senza paure, formando esperienza umana; una esperienza verso la realtà e la verità.
L’arte moderna in verità sembra persa tra installazioni e concettuale, che forse descrivono la realtà dell’uomo d’oggi sospeso tra il possibile e quello che non c’è; ma è impossibile proprio per questo. Ci può aiutare forse la trascendenza? Non lo so, ma per me l’arte oggi ci aiuta in sostanza a stupirci, perché è ancora continuare lo stupore il solo mezzo per salvarci. Con l’arte. Con noi stessi. Senza fare la Pietà.

domenica, giugno 05, 2005

Referendum, ragioni e religioni

Era dal tempo del referendum sul divorzio che non mi capitava di vedere la chiesa cattolica così schierata su un referendum: a quei tempi invitava ad andare a votare ‘si’, oggi invece sostiene il ‘no’ dicendo di non andare a votare. Ha trovato nel frattempo un nuovo modo per sostenere le sue ragioni, non certo la democrazia: sa che la maggioranza che andrà a votare, perché crede che nella democrazia ci si debba esprimere, voterà ‘sì’; ecco che allora l’idea di far fallire una consultazione popolare.
Certo che vedere all’interno delle chiese i volantini che fanno propaganda per il non voto fa effetto…poi pazienza che se anche il prete durante l’omelia lo ricorda ancora: non andate a votare. Il prete aggiunge anche che non è vero che con la scelta del ‘sì’ si aiutano a vincere delle malattie…ora anche il prete è divenuto un piccolo medico scienziato: punti di vista. L’altra volta diceva che con il divorzio volevamo la fine della famiglia e la dissoluzione della società- ora se questa avviene non è certo colpa del divorzio. Un’altra volta ancora, il prete, impedendo l’uso del preservativo, sosteneva che si andava contro natura e che quegli spermatozoi non erano da fermare. Forse. Non parliamo poi dell’aborto…tutti assassini…o meglio assassine.
Ma allora quelli che sostengono il ‘sì’ sono tutti assassini, nazisti, frankestein, cannibali, crudeli peccatori che invocano una sorta di pena di morte? Ma è così?
Forse tra pochi anni il problema delle cellule staminali degli embrioni, che ora giacciono congelate in parecchi laboratori, non si avrà più; sempre se aiutiamo la scienza e non la contrastiamo con paraventi ideologici e pseudoreligiosi.
La scienza corre e quello che fino a ieri sembrava impensabile domani sarà possibile, con buona pace di molte coscienze oggi travagliate per la nostra conquista del loro paradiso. Si dovrebbe dire intanto però che quelle cellule staminali già congelate poi saranno buttate nel cesso. Allora perché non tentare con queste di dare vita? Vita vera? Farle diventare persone? Io andrò a votare e voterò quattro volte SI’.

lunedì, maggio 30, 2005

Come è finita la faccenda Telecom Serbia?


di Raffaele Mangano

Quante volte diciamo che la realtà supera la fantasia? Talvolta poi la vicenda diventa talmente surreale che stentiamo a crederci! Sentite questa. Ricordate la faccenda Telkom Serbia? La commissione di indagine, i falsi dossier, i calunniatori che parlavano di tangenti a Prodi- Dini- Fassino ( mortadella, ranocchio e cicogna nel fantasioso racconto del perecottaro Marini) ? Bene. Sapete che è finito tutto in vacca. I giudici di Torino hanno chiuso il fascicolo e incriminato i faccendieri. Resta da scoprire i mandanti dell' operazione calunniosa. Ma ecco che nelle carte giudiziarie salta fuori il grottesco.

Seguitemi. Un certo conte Gianni Vitali affida in gestione 13 miliardi alla società Finbroker di San Marino. Forse per evitare il fisco, fatti suoi. Ma i titolari ( tali Bassini e la sua convivente Silvana Spina) gli fanno sparire i soldi e si accusano a vicenda di truffa. A uno dei calunniatori gli scappa di dire in Commissione che fu proprio dalla Finbro ker che uscì la tangente ai politici e i giudici allora sequestrano la contabilità. E cosa trovano? Che dalle casse sociali uscirono soldi, certo, ma andarono al deputato di AN Italo Bocchino ( 2,4 miliardi) e alla Good Time, una società di produzione Tv ( 1,8 miliardi).

Il deputato ha dichiarato che gli servirono per il quotidiano Roma. niente da dire, affari loro. Ma Bocchino era uno dei commissari !!!!! Ah ah ah ah!!!!! Uno che indagava e accusava. E nella Good Time i soci erano la suddetta Spina e Gabriella Buontempo, moglie di Bocchino. ah ah ah ah!!!!!
Quindi uno dei commissari della Telekom Serbia aveva intascato soldi, e la moglie anche, dalla Finbroker ma stava lì ad accusare altri politici !!!!! Non è straordinario?

E per restare in atmosfera surreale, mercoledì sera il rinnovo della Commissione è stato respinto. Perché molti commissari della maggioranza erano a Istambul a vedere la partita! Un bravo invece al nostro presidente del consiglio. Per vedere la finale di Champion si è inventato un vertice italo-turco. Un vero tifoso. Dico sul serio!

sabato, maggio 28, 2005

Referendum su legge 40

L’atteggiamento verso la fecondazione medicalmente assistita- abrogando le norme liberticide della legge 40- dovrebbe essere lo stesso che si ha verso il divorzio, l’aborto e tutte le norme che implicano una scelta di coscienza personale. E’ una questione di civiltà e libertà. Basterebbe questo a zittire tutti i sostenitori del no all’abrogazione della parte di legge che vieta: nuove cure per malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori; la tutela della salute per la donna e la fecondazione eterologa.
Guardateli bene in faccia quei politici quelli che si astengono, non si pronunciano o votano no: sono divorziati, ricchi a sufficienza per andare all’estero o pagare le multe che prevede la legge; sono in maggioranza ‘sepolcri imbiancati’, gente che va in chiesa solo per farsi vedere e non dovrebbe neppure accostarsi ai sacramenti, tanto è grande la distanza dal Dio che pregano e dagli insegnamenti d’amore di Gesù.
Ora fanno a gara per ritenersi, loro, i veri cristiani, i portatori e unici osservanti della dottrina cattolica. Dicono di non uccidere…ma sanno quanti morti –veri- si provocano con i nostri stili di vita? E poi che legge è quella che prevede l’aborto terapeutico per tutelare un embrione? Non è meglio tutelare una vita già avviata alla nascita? Poi si sa che gli embrioni prima o poi finiscono tutti nel cesso?

venerdì, maggio 27, 2005

Da Italians: Padania o Ladronia?


Cari Italians, ditemi se:
1) La Fiat è a Reggio Calabria?
2) Il caso Tangentopoli scoppiò nel Regno delle Due Sicilie?
3) Il Pio Albergo Trivulzio dove si andava e si usciva con valigie piene di soldi era nella Roma dei Papi?
4) Piazza Duomo numero 19 è a Benevento?
5) Il sistema degli appalti pubblici della «Milano da bere» era un gioco del Monopoli?
6) Le Molinette sono a Messina?
7) La Parmalat è un'azienda di Parma...lermo?
8) L’80% dei ministri dell’attuale governo sono meridionali?
9) Il Comune di Limbiate, dove le forze dell’ordine filmano l’assessore all’Edilizia il 2 marzo 2001 mentre riceve una mazzetta di 360 milioni, è in Lucania?
10) Questa famosa classe industriale che si considera magnificamente collocata dal punto di vista geografico (in realtà stra-assistita dallo Stato con i soldi dei contribuenti italiani, la più assistita d’Europa sempre: con Giolitti, con il fascismo e con la Repubblica), è davvero una classe industriale capace?
Se avete risposto dieci volte no e vi secca che, con delle tristi cravatte verdi, stiano distruggendo l’Italia iniziamo il gioco di Ladronia, altro che Padania. Dimenticavo: il commercialista di Dario Fo è di Foggia?
Paolo Giunta La Spada

martedì, maggio 24, 2005

Invito ai baci

Non lesinate baci. Lasciate baciarvi e baciate. Quel lieve contatto delle labbra è un’emozione: sono morsi simbolici, affondi nella fisicità per confermarci che ci siamo per noi e per gli altri.
Non deve passare giorno senza un bacio, senza uno scambio tattile, senza toccarci con le labbra. Non ad ingoiar cibo ma affetto. Non a bere acqua ma a far circolare amore. In fondo siamo vasi comunicanti e dove c’è del vuoto si riversa un troppo pieno.
Un bacio trasmette sempre qualcosa e senza ricercare parole, frasi già dette e fatte, usate la bocca per un silenzioso contatto. Quel bacio parlerà per voi e vi tornerà in doppio: i baci sono sempre tra due. I baci sono pari.
E se i baci sbagliati hanno fatto la storia, quelli regalati, diffusi e amati continuano a farci vivere; continuano un presente.

lunedì, maggio 23, 2005

per fare una signora

Ci vogliono tre generazioni per fare una signora: così si diceva; era normale per affinare gusti e maniere. Non era certo frutto di un Pigmalione- di un docente di bon ton- trasformare una buzzicona, una Sabbri o una Deborah di borgata, in una mannequin che sappia parlare. Poi tutto succede perché alla base c’era una volontà, un desiderio, un obiettivo…ma dopo che si è cantato ‘Non sono una signora’, dopo che si tradito il buon gusto e il nuovo ricco, il cafone illetterato, è diventato un modello, eccoci travolti dai ‘nuovi barbari’. Ecco le vere invasioni barbariche. E non c’è shampoo o sapone idratante che serva a ripulirci dalle brutture, anzi con questi ritrovati ci scopriremo ad odorarci per riconoscerci dagli androidi alla Blade Runner.
Poi tutto è conquista, e non c’è Lapo o Motezemolo che tengano perché anch’essi alla fine risultano caricature di loro stessi, e se per un momento, i cui valori sociologici sfuggono, si è creduto ad un venditore, ad un bugiardo bauscia brianzolo, tutto torna.
Si riuscirà ora a riaffermare il buon gusto italiano? Mi riferisco non alle altre caricature della moda, Dolce e Gabbana, Meschino o Versace, divenute anch’esse, a mio parere, griffe del cattivo gusto- specchio dei tempi scaduti nel senso di decadimento- ma a quello della bellezza rinascimentale.

lunedì, maggio 09, 2005

Immersioni

Immersioni in Internet. Con la testa giù a bere parole, immagini. Sorseggiando un blog e saltando tra homepage varie, eccomi in apnea a trangugiare testi.
E’ chiaro che comunque tu ti specchi…trovi quel che cerchi o almeno così ti pare, perchè quel che trovi non è mai intero ma è solo un frammento di un discorso più generale. Trovi frasi da ricordare e in fondo allora cerchi quello che trovi.
Oggi ad esempio cercavo poesia e mi si è presentato l’amico –si fa per dire- Ferlinghetti:
«Allora, oggi e sempre, esistono solo tre tipi di poesia: quella supina, quella seduta e quella in piedi. La prima è sdraiata, arresa allo status quo, e perciò quasi irrilevante. La seconda è quella che scrivono i cantori dell'establishment, e quindi è noiosa come tutte le cose già note e prevedibili. La terza è l'unica capace di cogliere un'emozione, tradurla in parole, e trasformarla di nuovo in emozione quando qualcuno le legge. E' attiva e spaventosa. E' la luce alla fine del tunnel e l'oscurità all'interno di esso. Puoi farla o chiamarla come ti pare, ma è la sola che abbia sempre senso. La poesia militante resta l'unico antidoto contro il fascismo cresciuto in casa, e non lasciatevi intimidire da chi vuole dipingere il dissenso come un atto non americano».
Perfetto Ferli. Condivido. Ancora Ferli. Leggo.
…Come un vaso di rose
una poesia non dovrebbe essere spiegata
La poesia è una voce di dissenso
contro lo spreco di parole
e la folle pletora della stampa
e ciò che esiste
tra le righe
è fatta
con le sillabe dei sogni
è grida lontane lontane
su una spiaggia quando si fa sera
È un faro
che nuove il suo megafono
sul mare
è una foto della mamma col suo reggipetto
che guarda fuori dalla finestra
in un giardino segreto
è un arabo
che porta tappeti colorati e gabbie per uccelli
lungo le strade di una grande metropoli…

sabato, maggio 07, 2005

Siamo polvere di stelle

Programma ricco di incontri, nei giorni scorsi, dell’astrofisica Margherita Hack a Genova. Io, sull’onda dell’emozione che si prova ad ascoltare una ricercatrice dalla mente brillante, che con i suoi 83 anni fa sentire vecchi gli altri, sono accorso a sentirla alla libreria Portoanticolibri. Presenti Adriana Albini, Pier Paolo Puliafito e Giorgio Bertone, si è parlato di scienza, scuola e ricerca.
Adriana Albini ha subito domandato: per la scienza quali nuove prospettive, anche alla luce dell’astronomia? Per Margherita Hack la scienza dovrebbe essere materia da insegnare alle elementari. La scienza non come formule ma, come scoperta, come divertimento. E l’astrofisica? Come si può divulgare? Per Margherita Hack è un esempio di come la scuola sia lontana dalla scienza: ‘è rimasta ferma quasi a Galileo Galilei, si pensa che chi si occupa di astrofisica guardi solo le stelle, invece si indaga sulla luce, sui gas, cose molto distanti ma che poi aiutano a capire la materia vicina a noi. Oggi, con le grandi potenzialità tecnologiche, saliamo sempre più in alto, osserviamo cose inimmaginabili un tempo, e oggi scoprire l’acqua su Marte ci aiuta a sapere se c’è la vita su quel pianeta’. Poi rispondendo ad una domanda di Puliafito su scienza pura e scienza applicata, Margherita continua: ‘Oggi si investe –mai abbastanza- sulla scienza applicata; ma scienza pura e applicata vanno fatte insieme; la scienza pura poi diventa applicata. La ricerca è fondamentale per il nostro futuro…’.
Giorgio Bertone, quale docente di Letteratura italiana all’Università di Genova, non poteva esimersi dal volgere una domanda letteraria che scaturisce da un carteggio tra la Maria Luisa Ortese e Italo Cavino: ‘Perché guardare il cielo? Perché volgere lo sguardo altrove mentre qui tra noi dobbiamo risolvere impervi conflitti?’ Per Margherita Hack questo universo vuoto ci riguarda molto: la sua evoluzione ha portato a noi. Se ci domandiamo chi siamo, noi possiamo dire di essere polvere di stelle. Tutta la materia che ci circonda e conosciamo è stata scaturita da una esplosione primaria che chiamiamo Big Bang. Un’esplosione originaria e misteriosa…ma se il mistero rimane, qualcuno si domanda, come continuare a sostenersi con assolutismo atea? ‘Io sono atea per fede. La mia è una fede che mi dà piacere sostenere che Dio non c’è. Io non ci credo, ma la mia fede non la voglio certo imporre agli altri…abbiamo un cervello che sicuramente è più misterioso dell’universo’. A Margherita Hack, bastano pochi spunti per trasportarla in vitalissimi ragionamenti, riflessioni e analisi. Così ancora si è parlato di scienza ed embrioni. Per Margherita Hack, la legge sulla fecondazione assistita è oscurantista e antiscientifica –quasi come la posizione espressa dalla scuola su Darwin. ‘Con questa legge si impediscono straordinari progressi per la sconfitta di malattie; poi c’è l’aberrazione di impedire l’utilizzo di embrioni che poi si dovranno buttare nel cesso’. Margherita Hack è schietta come sempre, così da coniugare con straordinaria forza: scienza e impegno; scienza e umanità, scienza e poesia.

martedì, maggio 03, 2005

E’ inutile, come pettinarsi

‘E’ inutile, come pettinarsi’ di Maurizio Mapelli, è un piccolo libro che racconta 8 situazioni, 8 stagioni, 8 momenti che hanno il nome di donna: Marisa, Inge, Sonia…per arrivare ad una gatta. Sì, alla fine l’autore confessa che dormirà insieme solo ad una gatta, di cui domanda chi gli sappia dire di che razza è.
Le donne dei brevi racconti, che compongono il libro di Maurisio Mapelli, sono tutte occasioni mancate: sono come le occasioni perse della nostra vita, come i ricordi belli e brutti di stagioni passate irrimediabilmente ed inutilmente…come pettinarsi.
Riflessioni dolci-amare di un solitario ‘lumpenproletario’ di periferia anni ’70, come si definisce il protagonista. Chissà se quel senso di inadeguatezza, che tutti abbiamo sentito in tanti momenti del nostro crescere, sia ancora presente, sia ancora la condizione di un innamoramento sempre pronto a trasformarci e sempre disposto a essere abbandonato, ma non per pudore…forse solo per codardia: quella che traspare nel racconto di Laura; con la paura di sentirsi dire, no. Quelle del piccolo libro sono storie di 30 anni fa che ci fanno rivedere un mondo che, sotto certi aspetti, non esiste più; senz’altro, per i pochi capelli rimasti in testa a noi, continua l’inutilità del pettinarsi.
Questo piccolo libro, che si legge in pochissimo tempo, l’ho apprezzato molto; il guaio è che è riservato a pochi poiché autoprodotto: è disponibile solo in poche copie presso la libreria Portoanticolibri di Genova.

sabato, aprile 30, 2005

Riflessioni sulla democrazia

Io forse non sono democratico. Delle mille facce che compongono la mia anima, prediligo la più piccola: è un piccolo germoglio, la parte che mi fa sognare un mondo irreale fatto di amicizia, bontà e amore. Questa piccola voce è prepotente vorrebbe contare di più; vorrebbe adattare il mondo ad una bella fiaba, ma vincono gli orchi. La maggioranza di quello che compone il carattere e forma la mia persona sociale, quella che si relaziona con gli altri, la riconosco a volte conformista: le piace il gruppo, il consenso, cerca carezze anche artificiali e corre spesso dietro a quello che pensa buono per un interesse che si rivela opportunista e intollerante. Insomma, con l’amore esiste la voglia di sgozzare qualcuno.
A filtrare questo antagonismo, che penso vivano tutti, e renderlo ‘produttivo’ al vivere civile subentra la Politica e i politici. Allora ecco che ammiro i politici, quelli che sanno interpretare i bisogni, i desideri e le mille facce che compongono le persone. Così, attraverso i politici, identifichiamo un ideale, interessi, proposte, cose da fare…essi ci riflettono, ci assomigliano maledettamente: sono parte (divisi in partiti) di noi.
Per questo allora io non mi sento un ‘politico di maggioranza’ e anche se gioisco alla vincita di una parte, perchè penso miei i suoi valori, continuo a sentire l’inadeguatezza e la difficoltà di tradurre in maggioranza sentimenti intimi di bellezza e felicità.
Perciò allora sono grato ai politici, quelli veri, quelli che poi dovranno scrivere leggi chiare, poiché dovranno sostenere atroci contentezze per personali infelicità.
Per questo poi io odio, sì odio, il politico della maggioranza; di quella maggioranza a tutti i costi: quella che vorrebbe imporre modus vivendi in virtù –sic- dei numeri.
Allora forse io non sono democratico: sono solo una persona semplice e se la democrazia mi vorrebbe cambiare, rimango un anarchico…di minoranza.

domenica, aprile 24, 2005

Giorni d'aprile 1945

Giorni d’aprile del 1945: giorni di liberazione e di vita, giorni di commozione infinita…non ci sarà giorno in quel mese, dell’anno 1945, in cui una notizia brutta non sia affiancata da una bella.
Alcune date importanti:
23 aprile liberazione del campo di Flossembürg; evacuato il 20 aprile, coloro che non erano stati incolonnati nelle lunghe marce della morte verso altri Lager furono liberati dall'esercito americano.
Il complesso industriale triestino dell'ex pilatura del riso trasformato in lager, detto anche Riseria di San Sabba, fu liberato il 30 aprile del 1945, dopo che i nazisti abbatterono con cariche di dinamite l'edificio del forno crematorio e la ciminiera. Molti deportati vennero uccisi in Risiera: i loro corpi venivano bruciati nell'essiccatoio del riso, trasformato nel marzo del 1944 in forno crematorio. Le ceneri e le ossa combuste venivano scaricate in mare dentro sacchi di tela.
Dachau è una cittadina bavarese sita pochi chilometri a nord-ovest di Monaco; in quel campo furono rinchiusi gli oppositori tedeschi del nazismo: comunisti, socialdemocratici, sindacalisti, Testimoni di Geova, giornalisti e religiosi non in linea con le idee naziste. Con l'avanzata degli eserciti alleati, nei primi mesi del 1945 confluirono a Dachau migliaia di deportati provenienti da altri Lager. Il Lager di Dachau fu liberato dall'esercito americano il 29 aprile del 1945.
Il comitato di resistenza che operava clandestinamente nel Lager di Buchenwald rese possibile l'ingresso nel Lager ad alcune unità della terza armata americana, dopo che le SS erano fuggite: era l'11 aprile del 1945. Nel Lager ebbero luogo uccisioni in massa di molti prigionieri di guerra; molti deportati morirono per la fame e per le malattie, per le terribili condizioni di lavoro, per le torture e le violenze ed anche in conseguenza di esperimenti medici.
Il giorno 30 aprile del 1945 l'Armata Rossa liberò il Lager femminile di Ravensbrück rendendo la libertà a quelle circa 3.500 donne che, non essendo in grado di muoversi, non erano state fatte marciare.
Questo era un elenco di ‘liberazioni’ estreme; liberazioni di campi di sterminio, dopo quella di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio dall’Armata Rossa, che influenzò in modo determinante la coscienza del mondo da fare dire: mai più.
Ma poi per l’Italia dopo il 9 aprile, quando partono le operazioni di attacco alla valle del Po, superato il Senio, gli alleati giungono a Imola il 14 aprile, mentre in città i partigiani hanno già scatenato l’insurrezione. Sul fronte tirrenico, Carrara insorge il giorno 10 aprile, e due giorni dopo vi giungono gli anglo-americani. Alla metà del mese molte zone dell’Italia settentrionale vivono già in una situazione pre-insurrezionale (sciopero generale di Torino, 18 aprile), mentre Mussolini abbandona la residenza di Gargnano per trasferirsi, assieme al governo della Rsi, a Milano. Il 21 aprile viene liberata Bologna; il giorno 25 aprile il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia ordina l’insurrezione generale; a Milano inizia lo sciopero generale, mentre Mussolini fugge dal capoluogo lombardo in direzione di Como. Tra il 25 e il 29 aprile le principali città dell’Italia settentrionale vengono liberate, con il concorso decisivo delle formazioni partigiane: Genova, Milano, Torino, Parma, Brescia…il 28 aprile vengono fucilati Benito Mussolini a Giulino di Mezzegra e numerosi altri gerarchi a Dongo, l’uno e gli altri catturati sulla via della fuga in direzione del confine svizzero. Gli ultimi, importanti combattimenti si svolgono tra la fine di aprile e l’inizio di maggio nell’area veneto-friulana, in alcuni casi anche dopo la resa definitiva delle truppe tedesche in Italia, annunciata ufficialmente il 2 maggio 1945. L’Italia libera ricorda in questo mese i suoi 60 anni.

sabato, aprile 23, 2005

Resistenza continua

Con il 25 aprile di 60 anni fa ci si è liberati dal governo fantoccio, della Repubblica sociale italiana fascista, voluto da Hitler. Dopo averlo liberato al Gran Sasso, Hitler volle Mussolini a capo di un pezzo d’Italia per poter meglio gestire la guerra contro gli anglo americani. Il fascismo infatti era finito il 25 luglio 1943. Con la Repubblica sociale, voluta dai nazisti, nasceva la lotta partigiana e insieme quell’anelito di libertà che ha portato a fare dell’Italia una democrazia europea.
Ora quei politici che cercano di contrabbandare verità diverse con facili revisioni storiche potrebbero andare in Afganistan a commemorare i talebani; potrebbero evitare di chiamare Saddam dittatore e i suoi accoliti terroristi; anche questi somigliano ai patrioti della repubblica sociale italiana cara ai nazisti. In fondo potrebbero solo cessare di leccare i piedi a Bush. La Resistenza contro questi politici continua.

domenica, aprile 17, 2005

Dovremo tornare a Ciampi, Prodi e Amato

Alla fine dovranno richiamare Ciampi, Prodi e Amato per rimettere i conti in ordine. Ancora ci sarà da promettere lacrime e sangue per riconquistare l’immagine di un’Italia seria e con una classe dirigente alla sua altezza.
Purtroppo i 4 anni di governo berlusconiano hanno fatto capire agli italiani quanto le illusioni si paghino care. Altro che miracolo italiano, città sicure, aiuti a chi rimane indietro, riforme per rinnovare il paese e trovare la concordia sociale; abbiamo toccato il fondo senza che i governanti se ne siano accorti. Per loro l’importante erano le depenalizzazioni del falso in bilancio, le leggi Cirami, gli articoli 18, i condoni su tutto, le amnistie per i grandi furti e non certo per i piccoli borseggiatori, le autorizzazioni a costruire dei bunker nelle ville padronali, l’abbassamento delle tasse a chi le ha sempre evase, il soddisfare gli appetiti di potere di una ciurma di destra a digiuno da anni…ora c’è una crisi ma al di là che cambiare il programma di governo, questi qui, li hanno gli uomini giusti? L’hanno una classe dirigente? Avremo sempre dei Gasparri, Castelli, Calderoli, Giovanardi ecc...ministri? Dovremo ritornare a Ciampi, Prodi e Amato.

venerdì, aprile 15, 2005

Forza Giobatta

Giobatta tieni duro, forse ce la farai a non morire sotto Berlusconi. E dire che Giobatta ha 85 anni e nel corso della sua lunga vita ne aveva visto di tutti i colori, ma di morire, di andarsene, di lasciare i suoi nipoti in mano a Berlusconi proprio non gli andava; ora forse ha una speranza ed anche se ha sentito Berlusconi dire ’ Non vi libererete facilmente di me’, sa che ormai ha le ore contate.
Giobatta ormai sa che tenendo duro e vivo l’interesse per la vita, proprio con la speranza che ogni volta tutto possa cambiare, vedrà la fine di un greve periodo della storia italiana.
Giobatta intanto ha visto un ritorno alla vecchia politica e anche se l’aborriva ora la ritiene una cosa meno peggio di quello che gli era stato prospettato come ‘nuovo’…e poi? Poi ha visto che in giro non ci sono più piccoli uomini, dal gigantesco ego, cui far dipendere i destini e questo è un altro buon segno. Ci sarà pur sempre bisogno di persone, di uomini e donne, per far camminare idee, sogni e politica ma per carità: basta ducetti.
Forza Giobatta forse, anche se non volevi neppure quello, morirai ancora democristiano.

giovedì, aprile 14, 2005

50 piccole cose per cambiare il mondo.

Trovate sul sito web di Marco Paolini
1. Rifiuta le buste di plastica ogni volta che puoi. Ogni cittadino britannico consuma fino a 134 buste di plastica all’anno, per un totale di otto miliardi di sacchetti che finiscono abbandonati in discariche sterminate.
2. Leggi una favola a un bambino. Ricordi quant'erano avvincenti le favole? Ora tocca a te comunicare quella sensazione.
3. Usa in casa almeno una lampadina elettrica a basso consumo. Se ce ne fossero almeno tre in ogni casa si risparmierebbe la stessa quantità di energia che serve illuminare tutto il paese.
4. Impara le tecniche di pronto soccorso. Una persona con un'ostruzione delle vie respiratorie può morire in quattro minuti e l'ambulanza può metterci il doppio ad arrivare. Potresti salvare una vita umana.
5. Sorridi e rispondi ai sorrisi. Per sorridere si usa la metà dei muscoli che servono per aggrottare la fronte, ma sorridere fa sentire te e gli altri due volte meglio.
6. Usa i trasporti pubblici. Un autobus a due piani trasporta lo stesso numero di persone che entrano in 40 automobili. E anche se non lo prendi circola lo stesso.
7. Pianta un albero di Natale: assorbe anidride carbonica e rilascia ossigeno. Ogni minuto che passa, in tutto il mondo vengono abbattuti tanti alberi quanto ne entrerebbero in 33 campi da calcio.
8. Fai il bagno con qualcuno che ami. Per riempire una vasca di misura media ci vogliono 65 litri d'acqua: sono 65 litri risparmiati.
9. Se il cartello dice 50 chilometri all'ora, vai a 50. Se investi qualcuno a 60 all'ora hai il doppio delle probabilità di ucciderlo che andando a 50 all'ora.
10. Abbassa di grado il termostato di casa. Ridurrai la bolletta del riscaldamento di 36 euro all'anno e farai miracoli per l'ambiente.
11. Mantieniti in forma fisica e ti sentirai meglio. L'obesità è un problema enorme: cerca di camminare di più, lascia perdere l'ascensore e fai le scale a piedi.
12. Spegni gli elettrodomestici. Se prima di andare a dormire ogni inglese spegnesse il televisore, si risparmierebbe abbastanza energia da illuminare 250mila partite di calcio.
13.Ricicla il tuo cellulare. In Gran Bretagna ogni anno vengono sostituiti 15 milioni di telefonini, quanto basta per aggiungere alle discariche 1.500 tonnellate di rifiuti.
14. Passa un po' di tempo con una persona anziana. Le persone di altre generazioni sanno cose che tu non sai.
15. Registrati on line come donatore di organi. In Italia www.daivaloreallavita.it/int_diventadonatore.html
16. Dai in beneficenza gli spiccioli. Se tutti gli abitanti della Gran Bretagna donassero un penny a settimana, ogni anno milioni di sterline sarebbero devoluti a buone cause.
17. Guarda meno la tv. Accendi il televisore soltanto quando sai quale programma vuoi guardare.
18. Impara dalle espressioni amichevoli in una lingua straniera. Gli alunni delle scuole britanniche parlano più di 300 lingue.
19.Impara almeno una barzelletta divertente. Ridere tonifica i muscoli addominali, abbassa la pressione sanguigna e fa bene alla salute.
20. Informati su come sono investiti i tuoi soldi. Il tuo fondo pensione potrebbe finanziare l'industria delle armi.
21. Spegni la luce quando non serve. Lasciare un ufficio illuminato tutta la notte significa sprecare l'energia necessaria per preparare mille tazze di tè.
22. Fai testamento. Se non fai testamento, il governo potrebbe tassare più del necessario ciò che lascerai ai tuoi cari.
23. Mangia più spesso in compagnia. Secondo alcuni studi, i bambini che mangiano a tavola con i genitori sono meno ansiosi e stressati.
24. Mastica meno gomma americana. In Inghilterra si spendono l'equivalente di 216 milioni di euro all'anno per ripulire le strade dal chewing gum.
25. Usa una tazza e non un bicchiere di plastica. Ogni anno si usano più di sei miliardi di bicchieri e contenitori di plastica, polistirolo e carta, e ben pochi sono riciclati.
26. Dona il sangue. Ogni anno, solo in Gran Bretagna, si usano quasi 1.25 milioni di litri di sangue, ma i donatori sono appena il 6 per cento della popolazione.
27. Paga un po' di più quando fai acquisti nei mercatini di beneficenza.
28. Cogli l'attimo. Cerca di essere d'ispirazione a chi ti circonda dando il buon esempio e incoraggiando gli altri.
29. Ricicla il tuo computer. Quando ne compri uno più potente, cerca qualcuno che ti aiuti a trovare un nuovo uso per il tuo vecchio computer (in Italia tra shware.linux.it)
30. Prepara un dolce per un amico. Un regalo che ha richiesto un po' del tuo tempo avrà più valore.
31. Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti. Lasciandolo aperto si sprecano migliaia di litri d'acqua ogni anno.
32. Fai qualcosa che credevi di non saper fare. Finchè non ci provi, non puoi sapere se davvero non ne sei capace.
33. Ricicla i tuoi libri. Prestali a un amico o regalali. un libro usato vale quanto uno nuovo, e avrai risparmiato un po' di carta.
34. Compra i prodotti del commercio equo solidale. Sono più convenienti e garantiscono condizioni di lavoro dignitose e condizioni commerciali eque agli agricoltori e ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo.
35. Scrivi alle persone che ammiri. Elogiare qualcuno perché ha fatto qualcosa di bello lo incoraggerà a farlo di nuovo.
36. Dedica un po’ di tempo ad ascoltare gli altri. Non devi risolvere i problemi del prossimo, basta che gli dai la possibilità di esporli.
37. Cedi la precedenza almeno una volta quando ti sposti in automobile. Combatti l’aggressività al volante lasciandoti superare dagli altri automobilisti.
38. Non riempire il bollitore elettrico. Se usi solo l’acqua necessaria risparmierai acqua e corrente elettrica.
39. Fai la spesa nei negozi di quartiere. Hanno bisogno dei loro clienti per sopravvivere.
40. Iscriviti a un’associazione. Entra a far parte di un gruppo o di un club.
41. Abbraccia qualcuno. Chi ti vuol bene desidera essere toccato e abbracciato: comunica questo affetto al maggior numero possibile di persone.
42. Ricicla i tuoi occhiali. Ogni anno nel mondo 200 milioni di persone hanno bisogno di un paio di occhiali ma non possono permetterseli.
43. Pianta un seme o prenditi cura di una pianta insieme a un bambino. Darà a entrambi il senso di aver realizzato qualcosa e distrarrà il bambino dalla televisione o dalla playstation.
44. Segnala al tuo comune i rifiuti abbandonati. E’ tenuto a portarli via.
45. Dai il tuo numero di telefono a cinque persone che abitano nella tua strada. Stabilire rapporti amichevoli con i vicini aiuta a creare un clima migliore.
46. Usa entrambi i lati di un foglio di carta. Per produrre tutta la carta consumata negli uffici britannici, ogni anno sono abbattuti più di 350 milioni di alberi.
47. Passa a un amico la copia di questo giornale. Così anche altri potranno seguire questi consigli.
48. Invia all’autrice del libro un’idea per altre azioni da fare. Falle sapere che cosa vorresti che facessero un milione di persone: lei saprà far circolare le tue proposte.
49. Impara cose nuove, fai cose nuove. Diffondi le idee che secondo te lo meritano, mettendole in atto ma anche parlandone con altre persone.
50. Fai qualcosa gratuitamente. Aiutare nel tempo libero singole persone oppure organizzazioni di volontariato del tuo quartiere può essere fonte di grandi soddisfazioni.