martedì, aprile 22, 2008

25 aprile, ricordo della Resistenza

Con la Resistenza è stata portata via una generazione di giovani. Era una generazione ribelle, che dal 1943 al 1945 si oppose al fascismo. Quei ragazzi in maggioranza ventenni nati e cresciuti nel regime fascista, si rifiuteranno di continuare un massacro al servizio dei nazisti; moltissimi di quei giovani saranno fucilati dai Tribunali speciali e militari della Repubblica di Salò e prima di morire grideranno ‘Viva l’Italia’. Infatti l’Italia in quel momento era divisa: la repubblica di Salò comprendeva più o meno le stesse zone che oggi sono in mano alla Lega Nord. Così quel ‘onore della Patria’ che i repubblichini, servi dei nazisti, con i simboli di morte ben espliciti sull'uniforme, credevano di servire era in fondo una volgarità, un inganno. La RSI- la Repubblica Sociale Italiana- era uno stato creato dai nazisti per fermare l’avanzata delle forze anglo-americane. Ai tedeschi importava poco dell’Italia e avevano capito che Mussolini era un uomo finito. Quegli stessi tedeschi ‘amici’, dopo l’8 settembre massacrarono a Cefalonia ottomila increduli militari italiani. Con quell’eccidio, molti fascisti non videro tornare più a casa i loro cari. I tedeschi insieme ai fascisti avevano emanato decreti di pena di morte per tutto: per chi non si presentava ai distretti militari, per chi si nascondeva, per chi strappava i manifesti…e via di questo passo, con il risultato di far crescere i partigiani.
Leggendo le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana, ora disponibili anche sul web,
si troverà nell’elenco degli assassinati oltre i nomi anche l’età: sono in prevalenza ragazzi di 20, 23, 18 anni; sono operai, studenti, soldati, casalinghe, sono la testimonianza di un sacrificio affrontato con la fede e l’amore che fonderà la nostra attuale libertà.
Ricordiamo sempre quel periodo. Il 25 aprile è nella sostanza la data del riscatto: il frutto agognato dei martiri della nostra libertà.

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