martedì, aprile 29, 2008

Caso Alitalia

Perché non c’è nessuno che ricorda a Berlusconi tutte le cose dette sul caso Alitalia? Questo caso è emblematico per conoscere sia la persona, sia il politico e di conseguenza il grado di ‘statista’. Eppure i giornali sempre pronti a mettere in ‘prima’, ogni tipo di dichiarazione di Berlusconi - sapendo che nella maggior parte dei casi verrà contraddetto- non menzionano mai le precedenti affermazioni del caso.
Esempio: il 21 marzo 2008, il leader del Pdl annuncia: ‘Il prossimo premier, cioè io, dirà un secco no ai francesi. Ci sarà anche una grande banca’... ‘Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni. Sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito. Vista la posizione di Air France non ci resta che dare vita a un'altra offerta, che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche’.
Una settimana dopo, il 28 marzo 2008, dice: ‘Occorre che la trattativa con Air France si chiuda, si chiuda negativamente come io immagino e spero... poi quando noi avremo responsabilità di governo, vedrà che non sarà così difficile, anzi, sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia e che magari con la loro managerialità potrà anche riportare i conti in ordine’.
La campagna elettorale è finita e gustato il trionfo, l’Alitalia è sempre un caso da risolvere. Air France nel frattempo si è ritirata come lui sperava…e il 23 aprile 2008, Berlusconi dichiara: ‘Air France ha detto no per il veto posto dai sindacati’...’La prima motivazione del ritiro di Air France è stato il fermo no dei sindacati sulla riduzione del personale. Per noi forse sarebbe stato meglio lasciare a questo governo la patata bollente’.
La colpa era degli altri, lui il nuovo premier non c’entrava.
Ora 28 aprile 2008, Berlusconi continua: ‘Se l'Unione Europea si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. Questa è una minaccia, non una decisione. Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue, ma noi abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi governa’.
Prima governavano gli altri e queste difficoltà ovviamente non esistevano.
La pantomima su Alitalia non è ancora finita e a chissà quante battute assisteremo. Davvero illuminante. Ecco lo statista: il finto liberale diventato statalista.

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