lunedì, novembre 21, 2011

ideologie

Non saprei dire se il governo di Mario Monti ce la faccia a raddrizzare la barca Italia, che con Berlusconi non smetteva di imbarcare acqua; oltre all'utilizzo di buone pompe di sentina, servirà poi un buon equipaggio ai remi che di buona lena porti la barca in buone acque...qui sta il difficile.
I rematori dovrebbero essere quei parlamentari che fino a ieri erano divisi in due fazioni a darsi schiaffi. Una delle due fazioni poi era pronta ad ogni prova infingarda: ha votato perfino che la marocchina 'Ruby rubacuori' era la nipote dell'egiziano Mubarak. E ora? Ecco che avanza una componente ideologica, che in barba a quelli che sostengono siano finite le ideologie, dimostra agli stessi quanto questa affermazione sia falsa: il non volere la tassa patrimoniale è quanto di più ideologico ci possa essere.
La destra ideologica berlusconiana è una strana destra, che ha fatto vergognare chi si sente veramente di destra, paurosa di togliere qualcosa ai ricchi nel nome di una fraintesa libertà. Fare una tassa patrimoniale, richiesta anche da molti ricchi, è importante per far tornare i conti e insieme fare un po' di giustizia distributiva aggravata dalla crisi economica finanziaria che ha permesso ai già ricchi di diventare più ricchi.

mercoledì, novembre 16, 2011

12 novembre 2011

data storica. Dopo 19 anni si assiste alla fine politica dell'uomo che ha diviso l'Italia e ha segnato in modo profondo la politica trasformandola in un 'teatrino tragico-comico'; lui che per primo l'aveva definita così.

Spero che con il berlusconismo finisca anche il partito della Lega Nord: un partito xenofobo ed espressione di una sola parte d'Italia. Questo partito dopo avere sostenuto con il voto alcune delle leggi peggiori per l'Italia e le leggi ad personam, ora si defila dal votare provvedimenti severi e necessari per mettere in salvo l'economia italiana.

Trincerandosi dietro il mancato consenso politico suffragato da un voto per negare la fiducia alla creazione di un governo istituzionale d'emergenza, la Lega Nord compie un suicidio politico.

Berlusconi e Bossi erano legati da doppi interessi personali e politici. Molti hanno subodorato che li legasse anche un atto notarile per cui c'erano in gioco molti soldi...ora quell'infausto patto viene a cadere con l'uscita di scena di Berlusconi. Credo che anche Bossi lo dovrebbe seguire. Nel grande degrado della politica Bossi e il suo dito medio sono l'immagine rappresentativa di una casta straffottente e demagogica.
Chi può continuare a pensare che quei due individui avessero a cuore la sorte dell'Italia?

Poi prima di votare si faccia subito una legge elettorale che almeno reintroduca le preferenze. A proposito si tenga bene a memoria le facce che hanno fatto parte della maggioranza di questo Parlamento: spero che nessuno li rivoti; un passo verso il cambiamento passa anche da questa scelta.

giovedì, novembre 10, 2011

La fine...

L'agonia di Berlusconi è durata un anno: dopo il 14 dicembre dello scorso anno, quando fu votata la fiducia al suo governo e la ottenne per soli 2 voti. Erano stati dei 'giuda' -la stessa affermazione che ora viene rivolta a quelli che l'hanno abbandonato- come Scilipoti, Razzi ecc. a salvare una maggioranza che di per sé non esisteva più. Da quella data il governo, dentro una emergenza economica da far tremare i polsi, non ha prodotto nulla. Solo la volontà di rivincita personale di Berlusconi faceva proseguire un governo tra i peggiori della storia repubblicana: rimpasti ministeriali, nuove nomine per accontentare i famelici deputati accorsi in aiuto, gelosie, votazioni per salvare la casta, ecc. In verità qualcosa il governo aveva fatto: delle manovre economiche che parevano volute dal solo ministro Tremonti con l'intento di salvaguardare i conti, fatte di tagli e e riduzioni alle spese. Sembravano misure dettate da una lotta di classe alla rovescio: non sacrifici per i ricchi ma per i poveri. Null'altro. Non una riforma, una liberalizzazione, un rilancio di investimenti...nulla se non la difesa dello status quo. In più la solita campagna di Berlusconi nell'attacco alla magistratura e il continuo susseguirsi di scandali dettati dall'affarismo politico. Un anno perso.
Dovremmo gioire per la fine di 'un uomo solo al comando'; di un 'ghe pensi mi' della peggior specie: l'imbonitore televisivo che metteva tutto su un piano del consenso personale. O con lui o contro di lui. La televisione, la stampa e naturalmente i comunisti erano i responsabili di tutto quello che non andava come diceva lui.
Dovremmo essere felici per la fine di un personaggio squallido che è stato l'interprete di un periodo storico (il berlusconismo) che ha degradato l'intera società italiana. Eppure, pur avendo atteso da molto tempo questo momento non sono contento. Sono in tensione. Attendo colpi di coda dai servi e osannatori di quell'uomo; quelli in varie fasi del 'regime' si erano dimostrati i peggiori. Sto a guardare. Poi sicuramente un moto di libertà e di orgoglio mi farà gridare: E' finita! Era ora! Sursum corda. Giovani, tocca a voi.
L'agonia di Berlusconi è durata un anno: dopo il 14 dicembre dello scorso anno, quando fu votata la fiducia al suo governo e la ottenne per soli 2 voti. Erano stati dei 'giuda' -la stessa affermazione che ora viene rivolta a quelli che l'hanno abbandonato- come Scilipoti, Razzi ecc. a salvare una maggioranza che di per sé non esisteva più. Da quella data il governo, dentro una emergenza economica da far tremare i polsi, non ha prodotto nulla. Solo la volontà di rivincita personale di Berlusconi faceva proseguire un governo tra i peggiori della storia repubblicana: rimpasti ministeriali, nuove nomine per accontentare i famelici deputati accorsi in aiuto, gelosie, votazioni per salvare la casta, ecc. In verità qualcosa il governo aveva fatto: delle manovre economiche che parevano volute dal solo ministro Tremonti con l'intento di salvaguardare i conti, fatte di tagli e e riduzioni alle spese. Sembravano misure dettate da una lotta di classe alla rovescio: non sacrifici per i ricchi ma per i poveri. Null'altro. Non una riforma, una liberalizzazione, un rilancio di investimenti...nulla se non la difesa dello status quo. In più la solita campagna di Berlusconi nell'attacco alla magistratura e il continuo susseguirsi di scandali dettati dall'affarismo politico. Un anno perso.
Dovremmo gioire per la fine di 'un uomo solo al comando'; di un 'ghe pensi mi' della peggior specie: l'imbonitore televisivo che metteva tutto su un piano del consenso personale. O con lui o contro di lui. La televisione, la stampa e naturalmente i comunisti erano i responsabili di tutto quello che non andava come diceva lui.
Dovremmo essere felici per la fine di un personaggio squallido che è stato l'interprete di un periodo storico (il berlusconismo) che ha degradato l'intera società italiana. Eppure, pur avendo atteso da molto tempo questo momento non sono contento. Sono in tensione. Attendo colpi di coda dai servi e osannatori di quell'uomo; quelli in varie fasi del 'regime' si erano dimostrati i peggiori. Sto a guardare. Poi sicuramente un moto di libertà e di orgoglio mi farà gridare: E' finita! Era ora! Sursum corda. Giovani, tocca a voi.

domenica, ottobre 30, 2011

B&B...ma cosa ci si aspetta da questi?

Si dovevano fare riforme strutturali e manovre finanziarie per rilanciare l'economia e la crescita (quel meccanismo a volte perverso che facendo aumentare i consumi invece di creare benessere, spesso fa impoverire le persone creando infelicità), ma il governo berlusconiano ha solo aumentato la libertà di licenziare e posticipato da qui a 15 anni l'innalzamento dell'età pensionistica. Misure senza senso. Misure fatte nel segno e nel nome dello stesso liberismo che ha prodotto la crisi finanziaria mondiale. Una bella pensata.
Questo è un ulteriore motivo per affossare il governo attuale. Ma si pensa davvero che B&B riescano a far fare all'Italia quel salto, quello sforzo economico e morale per uscire dalla crisi? Illusi. Poi uno dei B pensa solo a una parte dell'Italia; una certa Padania che nessuno conosce: un'entità solo nella testa di un partito.

giovedì, ottobre 13, 2011

Ma mi faccia il piacere

Davanti all'aula di Montecitorio vuota per metà, a causa dell'abbandono dell'opposizione al governo presieduto da Berlusconi, lo stesso dice: 'Le istituzioni si difendono con serietà e responsabilità e non facendo perdere tempo al Paese'. Non c'è limite alla 'faccia marcia'. Lui, Berlusconi Silvio, l'affossatore delle istituzioni; colui che ha reso tutto una barzelletta e usa il potere esecutivo per non affrontare i processi che lo vedono coinvolto, parla di 'serietà e responsabilità'.
'Ma mi faccia il piacere!': per dirla alla Totò e con un tocco di eleganza. Ma con che faccia si presenta ai meeting internazionali quando tutti sanno gli epiteti che ha rivolto alla Merkel e le sue passioni orgiastiche da consumare con l'amico Putin- forse l'unico che lo tollera.
L'Italia affonda e il suo unico pensiero è rimanere attaccato ad un potere, che con una legge elettorale voluta da lui, ha reso tutti i componenti della maggioranza e non solo servizievoli esecutori degli ordini di partito...il suo partito, quello fondato da lui solo: 'il ghe pensi mi', che ne ha già pronto un'altro.
Quando Berlusconi Silvio da Arcore finirà troveremo solo delle macerie. E' così: quando finiscono i regimi, rimane tutto da ricostruire...con serietà e responsabilità: quelle vere.

giovedì, ottobre 06, 2011

Steve Jobs e la Mela morsicata


di Giorgio Boratto
Steve Jobs, morto per un tumore al pancreas, un tumore che non perdona, poco tempo fa ha detto che il meglio della Mela deve ancora arrivare. Intanto tutti gli oggetti che ha creato ci hanno proiettati nel futuro.
Grazie a Steve Jobs c'è dal 1976 una Mela che ha trasformato i nostri desideri in prodotti. La Mela che ci ha portati nel futuro: è la Apple, quella dell'azienda di Cupertino in California. Il nome di 'mela' è stato ispirato forse dall'etichetta della casa discografica dei The Beatles, forse per le mele di cui era ghiotto Steve Jobs, fattosta che da allora il nome Apple significa computer...personal computer molto speciali.
Nato nel 1955, come il suo grande antagonista Bill Gates, ha iniziato -anche qui come Bill Gates- nel garage di casa a sperimentare circuiti elettronici.
E' nel 1984 che Steve Jobs con il lancio del primo personal computer ha iniziato la sua avventura. Nel 1986 poi si allontanò dalla sua creatura, per dissapori con l'amministratore delegato dell'epoca, ma con il suo ritorno nel 1997 ecco che mettendo una piccola 'i' davanti al nome dei suoi prodotti Apple diventa l'azienda più quotata nell'Hi-Tech. Quella 'i' iniziale che si può leggere come 'io' nasce con iMac e lo slogan che lo accompagnerà nella pubblicità sarà 'Penso quindi iMac'. Preso dal celebre 'Penso quindi sono' di Cartesio...ecco la 'i'. Era il 1998.
La piccola 'i' seguì dopo l'iMac, con iPod, iPhone, iPad. Con questi prodotti profondamente innovativi la Apple sbaragliava tutti gli avversari...anzi erano costretti ad inseguirla.
Con i prodotti Apple, Steve Jobs forniva un oggetto fisico con l'anima, ovvero l'hardware e il software. Bill Gates, il suo rivale, con la Microsoft si interessava soprattutto di dare un sistema operativo, ossia un software a tutti i computer prodotti dalle altre aziende.
Non saprei dire cosa sarà l'Apple dopo Steve Jobs; non saprei se il meglio della Mela debba ancora arrivare. Certo che la sua guida, la sua volontà, il suo carisma e determinazione mancheranno a tutti.

lunedì, settembre 26, 2011

La recita di B&B

NdA (prima che entri in vigore una ventilata legge contro le intercettazioni che vuole mettere un bavaglio anche ai blog...esprimo una mia opinione:

La foto che mostra Berlusconi che tiene una mano sulla testa di Bossi è emblematica di quanto succeda in questo momento in politica. Ricordo un'altra foto di tantissimi anni fa quando invece Berlusconi camminando nella sua villa di Arcore metteva la mano sulla spalla di Bossi; era il 1996 e di lì a poco il 'mafioso di Arcore', così lo appellò Bossi, perdeva la guida del suo primo governo.
All'ora la Lega Nord perse alcuni personaggi che confluirono in Forza Italia. Berlusconi furioso apostrofò Bossi come un Giuda. Fini disse che con Bossi non avrebbe mai preso neppure un caffè...come si sa in politica mai dire mai. Poi bastò solo qualche anno, con qualche accordo notarile di risoluzione per querele e pagamenti, che ci ritroviamo oggi nel panorama di uno sfascio totale dell'Italia con questi due personaggi a recitare nuovamente la scenetta: Berlusconi che lambisce Bossi, con una faccia da cagnolino ubbidiente. Cosa succederà ora?
Sicuramente la Lega Nord non sarà più quella di prima. Berlusconi a sua volta ha imboccato un viale del tramonto, che speriamo non aggravi di più la situazione italiana ormai allo stremo.
Pagine di storia brutte e tristi. Così festeggiamo i 150 anni dell'unità d'Italia: con due guitti della politica a cui gli italiani hanno creduto potessero cambiare l'Italia in bene. Oggi possiamo dire che si stava meglio quando si stava peggio. Si stava meglio quando c'erano ancora i comunisti; almeno a quei tempi le persone avevano un altro spessore morale e politico.

giovedì, settembre 22, 2011

Il sindaco di Lampedusa

di Tony Troja articolo tratto da Il Fatto Quotidiano
Era il 30 marzo 2011. Berlusconi, giunto a Lampedusa, rassicurava gli abitanti sulla situazione immigrati nell’isola. E come al solito, non aveva perso tempo per mostrare buona parte del suo repertorio di balle spaziali, questa volta ad insulam: “in 48-60 ore, gli immigranti andranno via da Lampedusa”; apriremo un casinò e un campo da golf”; “abbiamo dato incarico a Rai e Mediaset di fare servizi che attirino gli italiani (a Lampedusa)”; “verranno stanziati fondi straordinari per Lampedusa”; “una moratoria fiscale”; “la richiesta all’Unione Europea che l’isola sia zona franca”; “candidiamo Lampedusa al Nobel per la pace”.
E per ultima, perla delle perle: “Mi sono, ieri mattina, domandato: ma incontrando i lampedusani, come posso dargli io la sicurezza che tutti i piani che annuncerò saranno davvero trasformati in realizzazioni concrete? Mi sono detto DEVO DIVENTARE LAMPEDUSANO ANCH’IO! Mi sono attaccato ad internet, ho scovato una casa bellissima di fronte a Cala Francese, si chiama Due Palme… e l’ho comperata! Quindi, adesso, avete, nel governo un interlocutore assolutamente interessato”.
Accanto, Raffaele Lombardo che, come al solito, è presente solo fisicamente (lo sguardo è totalmente assente) e che sbadiglia durante il discorso del premier; il sindaco De Rubeis che si preoccupa che Berlusconi non cada dal muretto dal quale parla (un’altezza vertiginosa di qualche decina di centimetri) e una signora sconosciuta che annuisce per tutto il Berlusconi Show.

domenica, agosto 21, 2011

Lotta di classe

La manovra finanziaria che dovrebbe servire a portare in pareggio il bilancio dello Stato italiano contiene di tutto: tasse, tagli, sanzioni, riduzioni di cariche elettive, regole antievasione fiscale, trasferimento di salari, posticipi di pensioni, tfr, avanzamenti retributivi, aumenti di tariffe, contributi di solidarietà ecc. Tutte misure che nella maggior parte colpiranno ancora i lavoratori e gli strati bassi della società.
La manovra non prevede interventi sui patrimoni mobiliari e immobiliari. Sono misure dettate dalla visione classista della società rovesciata. Sì, perchè in Italia abbiamo la lotta di classe alla rovescio: sono i ricchi che fanno la guerra ai poveri.
Mentre la crisi avanzava e metteva in pericolo l'assetto sociale dello Stato, il nostro Parlamento e il Governo si preoccupava di fare leggi per evitare che si processi il boss della politica italiana.
E' così. La lotta di classe con Berlusconi al potere è stata ribaltata. Cosa credete? Che ad esempio la riforma della Giustizia serva a far processare e condannare chi commette reati? No, serve soprattutto a far evitare condanne e galera al capo e ai politici corrotti. Il processo breve, poi diventato lungo ha lo scopo di salvare i ricchi. Che altro? Salvaguardia del potere costituito non dalla capacità, dalla competenza, dall'onestà e dai valori morali, ma dalla ricchezza, dalla pecunia.
Un risultato lo si vede nell'affollamento delle carceri: sono riempite da poveracci che sono in galera perchè non hanno a disposizione avvocati e leggi ad personam. Per un Alfonso Papa ed un Lele Mora in galera -c'è da giurare usciranno presto- ne marciscono dentro migliaia. In Italia se truffi miliardi o aiuti i mafiosi, farai si e no qualche giorno di arresti ai domiciliari, se non sei con i documenti in regola per l'emigrazione vai nei campi di concentramento chiamati CPT.
Nel grosso problema carcerario italiano abbiamo il 40% dei detenuti rappresentato da extracomunitari, molto spesso clandestini. Anzi, loro in maggior parte sono in carcere proprio perché clandestini.
Le pene alternative, che dovrebbero permettere di scontare le pene fuori dal carcere, sono date a chi ha gli avvocati che fanno richiesta nei tempi giusti; chi ha i soldi ha l'avvocato interessato, gli altri no. Inoltre con l'introduzione dei vari 'pacchetti sicurezza' indipendentemente dalla gravità dei reati: chi ha due stupri o due rapine può restarsene fuori, chi invece ha un furto di provolone, una guida senza patente e una vendita di cd taroccati deve restare dentro.

lunedì, agosto 15, 2011

La crisi economica e la manovra finanziaria

L'attuale crisi mondiale, che ha investito tutti, ha un'origine dentro il sistema capitalistico e un liberismo sfrenato che ha nel mercato il suo Dio. Con la scelta degli strateghi americani di Reagan si è avviata una fase che ha fatto cadere tutti i controlli pubblici e politici sull'economia producendo una finanza speculativa spesso posticcia e senza etica.
Ora si fanno manovre monstre per salvare gli assetti economici e sociali degli Stati ma sempre nell'ottica di riprendere poi il solito cammino di consumi e sperperi, di crescita disordinata e sperequazioni. E' sempre più chiaro che in questo modo avremo un 'cane che si morde la coda'.
In Italia la ricaduta economica è aggrava da un governo di centrodestra che governandone 8 degli ultimi 10 anni, ha acuito il disastro del debito pubblico esercitando una 'lotta di classe' all'incontrario. In Italia paradossalmente ci sono i ricchi che fanno la guerra ai poveri.
Ora pressata dalla comunità europea, con i governi francese e tedesco in primis, l'Italia ha dovuto approvare con un decreto urgente una manovra finanziaria mostruosa: si tratta di ben 45 miliardi di euro per portare a parità il bilancio dello Stato. Miliardi che in parte vanno a sommarsi ad una finanziaria varata appena un mese prima.
Questa manovra contiene di tutto: tasse, tagli, sanzioni, riduzioni di cariche elettive, regole antievasione fiscale, trasferimento di salari, posticipi di pensioni, tfr, avanzamenti retributivi, aumenti di tariffe, contributi di solidarietà ecc. Tutte misure che ancora colpiranno i ceti lavorativi e bassi della società. Ancora misure dettate dalla visione classista rovesciata.
Ma cosa potevamo aspettarci da un governo presieduto da Berlusconi? Dall'uomo più ricco d'Italia? Forse di colpire i ricchi? Altra cosa che abbiamo assistito, con la questione morale, è la difesa di una casta politica che, con quello che si era presentato come l'antipolitico' è diventata più forte e sfrontata.
Cosa succederà ora? Una cosa che per me è certa: dalla crisi non si uscirà se non cambiamo il nostro modo di vivere, legato ai consumi e allo spreco, insieme alla visione del mondo che abbiamo attualmente. Cosa difficile ma necessaria per non spargere sangue.

martedì, luglio 26, 2011

personaggi negativi: Mario Borghezio

Non so da quanti anni la Lega Nord manda al Parlamento Europeo un uomo come Mario Borghezio, un pregiudicato, che in merito alla strage di Oslo compiuta da un fanatico criminale come Anders Breivik afferma: 'Molte sue idee sono buone, alcune ottime. È stato strumentalizzato. È per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza'.
Non capisce che le violenze stanno proprio alla base di quelle idee? Non capisce che il nazismo conteneva le stesse idee? L'odio per il 'diverso', l'esclusione, la separazione, il considerare le proprie idee superiori e uniche in modo da pensare che l'occidente sia una civiltà superiore e tutti gli altri uomini sottospecie, sono gli argomenti che portano – se non lo sono già loro stesse- violenza e omicidio.

venerdì, luglio 15, 2011

Il lusso è un diritto?

Ho visto in questi giorni una pubblicità che diceva: 'il lusso è un diritto'. Era riferito ad un'automobile e chissà cosa volesse sostenere quello slogan che, tra parentesi, è stato fatto da una società pubblicitaria tra le più prestigiose d'Italia, la Armando Testa.
Bisogna ricordare che il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero. E' la manifestazione dell'importanza che viene data all'esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è elevazione culturale. E' il trionfo dell'apparenza sulla sostanza.
Allora chi comprerà quell'automobile su quali basi si muoverà?
Mi sa che questa volta la Armando Testa abbia preso un granchio...così si dice per chi pesca una cosa sbagliata.

martedì, luglio 12, 2011

La crisi economica...

E' una vita che si parla di crisi economica ed è una vita che io vivo di crisi.
Io ricordo che a vent'anni si parlava di congiuntura, era una fase che preludeva a cambiamenti sociali ed economici che per noi voleva solo dire insicurezza economica: crisi e ancora crisi; poi si arrivò all'inflazione. Arrivò poi il riflusso; quello fu non solo economico ma anche sociale e di conseguenza ci si trovò nella recessione. Con il tempo si parlò di stagnazione, che diventò stagflazione. Sempre per la crisi.
La colpa era sempre degli ultimi della scala sociale: gli operai, i pensionati e i sindacati...'bisogna tagliare il costo del lavoro e lo stato sociale...poi tutto ripartirà'. Così si affermava. Più soldi ai padroni affinchè possano rilanciare l'economia e le imprese. Invece ancora e sempre la crisi. In Italia, come in altri Paesi, si era addirittura messo un 'padrone' al governo: la crisi con quello...puff! Sarebbe sparita.
Oggi con il continuo succedersi di crisi arriviamo alla catastrofe finanziaria mondiale. Siamo alla bancarotta. 'Siamo alla frutta', dicevano quelli che fino a quel momento si erano mangiati tutto. Per ripartire bisogna rilanciare i consumi, far tornare a spendere la gente: questa è la ricetta antica. Quella che dovrebbe far crescere il PIL e che invece fa girare le palle a chi vorrebbe pure spendere e comprare tutto, ma i soldi non li ha.
In ultima analisi c'era e c'è sempre una crisi che incombe e di conseguenza l'economia langue. Vuoi per le finanze, vuoi per il lavoro si continua a soffrire.
Ma pensiamoci bene: chi è che sostiene che l'economia è una scienza? E per di più esatta? Ecco lo sbaglio è quello: l'economia non è una scienza e, seppur ha a che fare con i numeri, non è per niente esatta. L'inganno di sostenere l'economia come una scienza universale è quello che frega tutti.
L'economia è una invenzione umana e come tutte le creazioni mentali dell'uomo è destinata a cambiare e anche a sparire. Sarà che dopo tantissimo tempo stiamo preparando il funerale all'economia? La crisi allora si rivelerà come una definizione all'interno del linguaggio, delle metodologie e della teoria della scienza economica. Sparita quella, chissà che non sparisca anche la crisi.

sabato, luglio 09, 2011

Il cambiamento

Mi sono chiesto spesso come mai molte persone cambino in modo così repentino e soprattutto scegliendo l'opposto di ciò che affermavano con foga fino a qualche tempo prima.
Nella pratica quotidiana cosa succede se un 'baciapile' un bigotto poi me lo ritrovo un ardente ateo e mangiapreti? Oppure che dire all'opposto di marxisti convinti praticanti dell'ortodossia materialistica, scoprirli poi docenti di pratiche spirituali e religiosissimi seminaristi delle chiese più svariate?
Penso subito al percorso dell'Eroe; ovvero il classico percorso personale verso la responsabilità della propria vita che comprende le tre grandi tappe: l’Eden, la Caduta e il Ritorno. Insomma pare che queste persone, in cui vedo i cambiamenti, forse in fondo 'ritornano' a ciò che erano in origine.
Rimango tuttavia perplesso; c'è una componente che rimane in quel cambiamento invariata ed è l'estremismo, il fideistico abbraccio alle visioni del mondo che poi cambiano. Come mai? Ecco non sarà questo modo di vivere acriticamente la loro vita e le loro decisioni che li porta a trasformarsi in potenziali soldati giapponesi pronti sempre alla guerra?
Faccio questa considerazione per spiegarmi i cambi di casacca che spesso avvengono in campo politico: cos'è una maturazione? Certo che in politica può giocare l'opportunismo, l'interesse personale di emergere ricercare consensi e potere fuori da ogni logica di pensiero...ma poi?
Ecco io spero solo che i percorsi personali di certi individui poi non influiscano più di tanto nelle scelte collettive, per cui si salva un governo disastroso o si vota una legge criminale solo per ripetere il viaggio dell'Eroe...
Ma non saremo a nostra volta noi tutti un essere unitario che deve imparare a crescere?

venerdì, giugno 17, 2011

Il vento è girato

Il sito web del quotidiano La Padania della Lega Nord è in manutenzione già da un po' di tempo e non si sa quando sarà nuovamente online. Nel momento di maggiore sofferenza per la maggioranza di governo e in special modo della Lega Nord, i simpatizzanti e iscritti di questo partito non hanno modo di esprimere il loro disagio.
La stessa pagina su internet del partito della Lega Nord non parla minimamente dei referendum appena svolti, che hanno rappresentato un ulteriore schiaffo; neppure si menzionano atti dell'azione di governo dove hanno molti ministri. Volantini di propaganda, dove l'obiettivo sono i clandestini e gli immigrati, la richiesta di sicurezza e pene per chi delinque rappresentano le proposte di un partito che pare all'opposizione.
Intanto il disagio e la protesta dei simpatizzanti e degli iscritti al partito monta di giorno in giorno: chiedono al partito di abbandonare il 'mafioso che parla meneghino'. Sembra di colpo di essere tornati al 1996 quando Bossi attaccava frontalmente Berlusconi -Berluskaz- come un delinquente.
Tutta l'attenzione è ora puntata su il raduno di Pontida dove Bossi parlerà al suo popolo delle strategie per raggiungere gli obiettivi cari ai leghisti padani. Il federalismo dovrebbe essere a buon punto e l'obiettivo di tradurlo in realtà con decreti ad hoc -quali il federalismo fiscale- sembrano arenarsi per le difficoltà economiche. A Berlusconi pare che l'unica riforma che conti sia quella 'epocale' della Giustizia. Proprio lui che interpreta l'ingiustizia sociale più eclatante, l'aspetto dei privilegi più manifesto; l'uomo più ricco e potente d'Italia che non si difende nei processi ma dai processi, parla solo di giudici, pm, magistrati e giustizia. La Lega Nord sosterrà ancora Berlusconi a discapito del mal di pancia del proprio elettorato?
Forse siamo ad una svolta anche del come intendere la politica che gira attorno a persone singole: tutto un delegare a leader come Berlusconi e Bossi che è evidente hanno fatto il loro tempo. La Rete dei cittadini, di chi vuole partecipare alle scelte politiche e vuole essere protagonista responsabile del proprio destino non può continuare a sopportare i 'ghe pensi mi'; i più 'amati' dal popolo...coloro che hanno creato cortigiani, servi e yesman devono andarsene. Qualcosa dice che il vento sta cambiando.

martedì, giugno 14, 2011

quattro poesie


Porco belino porco
'Porco belino porco'...così bestemmiava mio papà.
'Porco di un mondo porco', così inveiva sempre papà.
Ancora 'porca miseria porca' continuava papà.
Nelle dolce litanie a base di porco qui e porco là,
si tirava avanti in miseria e onestà.
Ricordo anche quando vinse alla Sisal...furono solo sessantamilalire,
e allora 'Porca puttana porca', si rise per un po'.
Fu davanti ad una tavola bandita con un porco sopra.
Da quel dì il porco venne rivalutato.
Porco al porco in verità non lo aveva mai detto.
Il porco in questione era destinato ad un destino scritto.
'Porco belino porco' qualche volta scappa anche a me
e di riflesso penso a mio papà.

Nonna Attilia
Mia nonna la vedevo sempre girata
a rimestare una pentola nera sopra il rounfò.
Mia nonna teneva il fuoco acceso con legna e carbone.
Dall'altra parte teneva una gallina sotto il lavandino.
Mia nonna parlava in piemontese e basta.
Parlava così con il nonno e mia mamma...e basta.
Con me però si sforzava a parlare in italiano.
Gliel'avevano imposto: se no va male per l'italiano a scuola.
Povero me. Nel tema: 'cosa fai nel tempo libero',
scrivevo sempre la stessa cosa.
Gioco nella gea e salto in cammalletta;
gioco con la zuiarda e le ciappette
faccio la guerra sparando cannette
se vinco poi mangio ciappellette
qualche volta giasciù u reganizzo

Scrivevo tutto in genovese
e non era per la nonna e il suo piemontese
scrivevo quello che sentivo dire dagli amici nella via
ma ancora penso, era farina mia

Mamma Angiolina
Era bella mamma Angiolina
e chi non la è bella per un figlio?
Era giovane mamma Angiolina
lo era anche quando se ne è andata...
forse è sempre presto per quella partenza disperata
Era Nina per tutti, mamma Angiolina.
Per me era carne, odore e voce
mistero, lacrime e sorrisi...
tutto in un arruffo vitale.
Mamma non trovo più il sale...
Quante minestre ho poi mangiato,
quante polpette ho digerito, cibi di ogni tipo ho assaggiato,
cucine diverse, quelle che ti crescono,
ti fan salire grassi, colesterolo e glicemie
Mamma il tuo cibo mi bastava...
lo dico tardi. Sono le mie anemie

Nonno Pietro
Era bello uscire con mio nonno Pietro
mi raccontava sempre cosa c'era dietro
Dietro ogni cosa, mi spiegava, c'è un significato
e io guardavo tutto, incantato
Vedi il cavallo che tira il carretto
serve all'uomo per lavoro e diletto
Ai suoi tempi c'erano i tram a cavalli
ma lui vedeva lontano e mi diceva: studia, studia...
ma stai attento ai credenti,
sono quelli che studiano per rimanere ignoranti.

lunedì, maggio 30, 2011

Giornate importanti: 29-30 maggio 2011

Forza Milano, forza Napoli...forza Cagliari, Trieste, Novara, Grosseto ce l'abbiamo fatta. Intanto grazie per la scelta. Grazie per aver sconfitto una destra becera che non ha niente di europeo.
C'è da fare ancora un po' di cammino, ma due importanti passi sono stati fatti: due capitali italiane di cultura e bellezza hanno segnato una svolta.
Non si poteva continuare di sentire insultare molti cittadini onesti come senza cervello.
Non si può continuare a vedere lo spettacolo dell'uomo più ricco d'Italia fare la vittima e attaccare i fondamenti della nostra democrazia.
Non si può continuare a osservare un governo che vive e opera solo per difendere un capo. Ministri ridotti a cortigiani o forse meglio dire cortigiani ridotti a ministri. Basta Alfani, Brambille, Santanchè e La Russe.
Questa volta c'è stato qualcosa di particolare: una vittoria nata non rispondendo slogan a slogan; per questo era difficile, da una parte c'erano insulti e semine di paura a cui si è risposto con ironia e pacatezza.
Dopo quasi un ventennio -tanto durano in Italia i regimi- forse stiamo uscendo imboccando una difficile strada di risalita. Abbiamo bisogno di una nuova politica con persone diverse e nuove regole che non permettano più che un ricco proprietario di televisioni, giornali, banche, assicurazioni, case editrici decida su tutto. La democrazia non può tollerare un 'ghe pensi mi'; i nostri problemi dobbiamo risolverli insieme, come comunità, con l'apporto di un dialogo e non con lo scontro.
Spaccare il paese, dividere, insultare, non aiuta a governare. Quando si dice 'senso delle istituzioni' e 'senso dello Stato' si intende che si deve cercare la responsabilità di tutti per tutti, non di rimanendo un capo fazione continuando a offendere chi non la pensa come lui.

giovedì, maggio 19, 2011

Caccia al voto moderato

Sembra che a Milano tutto si giochi nella caccia al voto dei moderati. Gli attacchi a Giuliano Pisapia sono fatti descrivendolo come un estremista, come un poco di buono, come capo di una coalizione che comprende gente che si lava poco, che è per gli zingari, per i centri sociali, contro la sicurezza...
Io mi chiedo ma la Lega Nord è un partito moderato? Bossi, che evoca fucili e dà dello stronzo agli avversari e del matto a Pisapia, è un moderato? Borghezio, che vuole prendere a calci nel culo i musulmani, e Calderoli, che fa pisciare i maiali sul terreno dove si vuole costruire una moschea, sono moderati? La stessa Destra, che sostiene la coalizione della Moratti, è moderata? Ma soprattutto Silvio Berlusconi è un moderato? Lui che fa dell'eccesso uno stile di vita si può ritenere un moderato? Allora chi sono i moderati in Italia?

Morale e Sesso per le religioni

Solitamente, meglio dire quasi sempre, chi professa una religione pensa che nessuna fede meglio della propria trasmetta le virtù dell'amore e del perdono, aiutando a mettersi in contatto con un Dio molto esclusivo.
Per questo fatto i religiosi diventano intolleranti, anzi spesso sfociano nell'odio e trovano proprio nella loro Rivelazione, sia la Bibbia che il Corano i capitoli e i versetti dove si giustificano le nefandezze. Ecco apparire così, alla grande, la morale, la loro morale. Ma come si può sostenere che l'idea morale si fondi sulla religione? Innanzi tutto le religioni non fanno che calarla all'interno delle mutande, cosicché la morale diventa soprattutto un fatto sessuale. Qui le paure sono tantissime; si va contro gli omosessuali, contro le unioni di fatto, contro gli anticoncezionali. Poi si passa all'accanimento terapeutico, per mantenere vite artificiosamente, e poi insieme a benedire eserciti, cannoni e affamare i poveri della Terra. Lasciamo poi stare quando questa morale sostenuta dalla religione lotta contro la scienza come sulla ricerca sulle cellule staminali e certe cure. Tutto questo per dire quanto è pericoloso che la morale religiosa si inserisca nella politica e nelle istituzioni; originando divisioni, conflitti e comunità separate.
L'aspetto sessuofobico delle religioni in generale fa poi aumentare le devianze. Non sarebbe opportuno che anche i preti si sposassero? Senz'altro senza la privazione innaturale del sesso si potrebbe affrontare la tematica di una educazione sessuale in maniera più utile e laica.