giovedì, settembre 23, 2010

Titoli del regime berlusconiano

Potrebbe anche cadere la Cupola di San Pietro in Vaticano o accadere un terremoto in Sicilia ma sicuramente i quotidiani Libero e il Giornale titolerebbero a 9 colonne che la casa di Montecarlo risulta del cognato di Fini. Questo è il livello di certa stampa di regime. I due direttori dei rispettivi organi di stampa sono Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri: due 'cani da guardia' contro le malefatte dei politici...di parte; di parte avversa a Berlusconi si intende.
Per chi osa fare battaglie morali o accenna al malcostume del regime berlusconiano ecco che scatta la manovra per fare sapere all'opinione pubblica che il più bravo ha la rogna. Tutti ladri, nessun colpevole: questa è la strategia dei giornali pro Berlusconi.
Nessuno deve parlare: 'chi è senza peccato scagli la prima pietra' e quindi dovrebbero stare tutti zitti. Si è liberi solo di dare addosso al clandestino, al ladro di arance o al 'povero cristo', quello a cui il vero Cristo aggiungeva alla frase di prima: di non guardare la pagliuzza negli occhi degli altri per nascondere la trave nei propri.

martedì, settembre 21, 2010

sondaggi e sondaggi

Guai dire che i sondaggi sono sfavorevoli a Berlusconi; per lui che è alla continua ricerca del consenso segnalare statistiche che lo dicono al ribasso di popolarità è una falsità.
Così capita di vedere Nando Pagnoncelli, dopo aver mostrato i cartelli dei suoi sondaggi ad ogni puntata di Ballarò, venire attaccato come fazioso o non corretto.
Dovrebbero averlo capito tutti gli italiani che Silvio Berlusconi non governa, ma comanda in base alla ricerca del consenso. Governare significa fare scelte difficili, anche impopolari e contro il consenso della maggioranza dei cittadini, ma questo Silvio Berlusconi non lo fa. Per questo si va in malora ugualmente e i cittadini perdono la fiducia in chi guida il governo, ma per Berlusconi non è così: lui è sempre il più amato di tutti e se qualcosa va male la colpa è di altri o di regole che gli impediscono di fare quello che lui vuole. Allora in conclusione i sondaggi, eccetto i suoi che lo vedono sempre in testa al gradimento degli italiani, sono fasulli.
Un'altra storia che si aggiunge alla biografia di un uomo malato di protagonismo che sta portando l'Italia verso il baratro. Lui ha bisogno di sentirsi dire che va tutto bene e grazie a lui tutto è a posto. Ad aggravare la situazione c'è poi una corte che lo circonda e fa scudo nel nascondere il disastro. Quelli non fammo altro che incensarlo e difenderlo sopra ogni realtà. Esempio:manca un ministro da più di 5 mesi e Berlusconi ha preso l'interim; per gli altri ministri va tutto bene, anzi non è mai andato tutto bene come ora che manca il ministro. Cosa dire d'altro?

martedì, settembre 07, 2010

Una destra europea per l'Italia

Ho ascoltato via internet il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello e l'ho trovato corretto: un uomo di destra che vuole un partito di destra liberale e europeo. Da sempre in Italia abbiamo avuto una destra illiberale, autoritaria e che cavalca gli umori più retrivi del cittadini. Una destra italiana che Berlusconi ha saputo raggruppare prima in cartello elettorale e poi in un partito, che è a sua immagine e somiglianza.
Gianfranco Fini ha esposto nel suo discorso, in modo pacato, cosa serve per una destra italiana che guardi al futuro e viva anche senza Berlusconi; questo progetto è una cosa a cui guardare con interesse, ma si sa in Italia fare della buona politica con Berlusconi in mezzo è quasi impossibile. Viviamo in un regime per cui o sei con lui o contro; non ci sono alternative.
Ora assistiamo all'ennesimo siparietto di fellonia e di spregio delle regole costituzionali con la richiesta di dimissioni di Fini quale Presidente della Camera dei deputati.
Berlusconi e Bossi appaiono due burattinai in cerca del teatrino per svolgere le loro sgangherate commedie.
L'Italia sta a guardare quando invece avremmo bisogno di sentire forte la voce dell'opposizione.

sabato, agosto 28, 2010

L'Italia divisa

L'Italia berlusconiana è sempre più divisa; da una parte c'è la corte del cavaliere con i suoi soldati mentre dall'altra tutti i suoi avversari e nemici politici, che non riescono a incidere più di tanto nelle malefatte del boss Berlusconi.
In mezzo ai due schieramenti, che caratterizzano l'Italia odierna, c'è una grande maggioranza di cittadini diventati sempre più insensibili e assenti all'impegno civile. Questa è per me l'Italia.
Dispiace vedere che la parte più consistente di giovani è lontana dalla politica e vivendo in una una società fortemente in crisi non cerca di prendere in mano il proprio futuro dando un calcio al sistema berlusconiano fondato sul malaffare e i conflitti d'interesse.
L'Italia avrebbe bisogno di un forte scossone. un moto di ribellione contro una classe politica autonominatasi, chiusa in logiche partitiche e incapace di dare risposte ai problemi quotidiani dei cittadini.
Prima del voto c'era l'emergenza sicurezza riferita agli immigrati e stranieri; dopo leggi severe e l'istituzione di ronde, ora non si è capaci e non si vuole arrestare il malaffare di lorsignori e delle cricche affaristiche che rubano denaro pubblico.
Questa è la vera emergenza sicurezza che mette in crisi la stessa democrazia, ma nessuno interviene: la battaglia tra i politici è quella di rinfacciarsi le ruberie così 'ladri tutti' nessuno è colpevole. In testa a tutti c'è la 'iena ridens'.
Cosa dobbiamo aspettarci da questa situazione? Io non ne ho idea. Certo è che non bisogna demoralizzarsi e dico a tutti quelli che la pensano come me: 'Teniamo duro e non perdendoci di vista'.

lunedì, agosto 23, 2010

Fine del partito dell'amore

Che l'amore non c'entrasse con la politica era una cosa scontata; solo a Berlusconi poteva venire in mente una cazzata come il 'partito dell'amore', da elevare contro tutti gli altri che odiano.
Ora con quello che è successo nel PdL è chiaro che l'amore non c'entra un fico secco. L'altro fondatore del Popolo della Libertà è stato espulso perchè non la pensava come il capo, l'altro fondatore, che in sostanza è poi l'unico.
In politica, si sa, vale sempre il 'mai dire mai'. Ricordate cosa si dissero Bossi e Berlusconi tra il 1995 e il 1998? Nessuno disse peggio di Berlusconi quanto Bossi. 'Il Berluskaz è il mafioso di Arcore', 'Deve rispondere su dove ha preso tutti i soldi per costruire il suo impero'. Il dito medio alzato e il gesto dell'ombrello da parte di Bossi parevano i gesti più usati per salutare Berlusconi. 'Mai più con Bossi' rispondeva Berlusconi, e proseguiva: 'Bossi è un Giuda che tradisce i suoi elettori che non lo perdoneranno'. 'Neanche un caffè prenderò più con Bossi', disse anche Fini, l'altro alleato.
Dopo essere tornati tutti insieme appassionatamente, ora qualcuno si è stancato. Così finisce il 'partito dell'amore', quell'amore che come sosteneva Aldo Carotenuto, il compianto psicoanalista junghiano, implica sempre il tradimento.
Parlare d'amore è sempre arduo poiché amore è una parola difficile da definire al punto che senza un predicato, che ne precisi il contesto o l'oggetto verso cui è rivolto, non possiamo a priori comprendere di cosa si stia parlando.
Ma partire con un partito politico, che chiede voti per esercitare un potere, per diffondere e rivendicare l'amore, sembra un cercare il tradimento a priori. Infatti quell'amore oggetto di un partito consegna l'altro ad un peccato che non ha commesso e, analogamente, non c'è modo di 'nascere al mondo' se non tradendo.
Detto questo poi la politica è pur sempre un'altra cosa e con l'amore non c'entra niente. Si può fare politica con amore, con passione e poi lasciare che altri dicano se quell'amore c'è.

lunedì, agosto 09, 2010

Berlusconi e le sue battaglie

Di Berlusconi è stato detto tutto e il suo contrario; già questa ambivalenza è un chiaro segnale di come il personaggio possa raffigurare un caso psicoanalitico: un gioco degli specchi dove il servilismo e l'attacco diventano le facce di una stessa medaglia. Si è detto che Berlusconi come politico e personaggio pubblico sa trarre da noi tutti i vizi: invidia, servilismo, piaggeria, risentimenti, ecc...insomma tutto il male nascosto che alberga dentro noi. Un classico.
Ogni volta però le sue parole spiazzano poiché rivolge contro altri affermazioni che sono sue; prendete ad esempio la battaglia contro i personalismi che lancia in questa settimana di ferragosto, come parola d'ordine per gli iscritti del suo partito.
Chi più di lui ha fatto diventare un fatto personale la politica? Ebbene ora manda tutti in giro a denunciare i personalismi. Sarà perchè qualcuno gli fa ombra? I personaggi, con i relativi personalismi, di cui è circondato li vedono tutti: Cicchito, Bondi, Gasparri, Capezzone, La Russa, Brambilla, Santanchè...
Questi sono gli immuni dai vizi; sono ascari, combattenti per la causa comune: il Bene della Patria che ha un solo nome, Berlusconi.
Ma chi saranno gli altri personalismi? Forse Fini. Il coofondatore del partito dell'amore. Accidenti, un'altra parola che cambia significato e senso. L'amore non si fa più in due: contro i personalismi esiste solo un Berlusconi d'amare.

venerdì, luglio 30, 2010

Personaggi estivi e no

Con il caldo riappaiono categorie di persone che sembravano scomparse: l’automobilista con il braccio fuori e l'uomo con la catena d'oro al collo che si trovano in compagnia con i truzzi e le truzze.
L'automobilista con il braccio fuori: l'altro giorno ne ho visto uno fermo davanti a me al semaforo; il braccio era penzoloni fuori dal finestrino e la mano tamburellava contro la portiera. Con l'estate aumenta la presenza di questi personaggi e fino alla fine della stagione calda li troveremo lungo le strade italiche a manifestare questa cattiva abitudine, che sottende un atteggiamento strafottente: sembra dire io me ne frego delle regole, ho caldo e guido anche con una mano sola, senza mettere le frecce; caso mai ti faccio segno con la mano per fermarti che devo svoltare o sorpassare.
Gli uomini con le collane d'oro. Eccoli anche loro puntuali con l'estate esibire sotto le camicie aperte le catene d'oro: sono quasi tutti ultracinquantenni e insieme alla pancetta portano questo tipo di collana a maglie grosse insieme spesso al braccialetto come pendant e gli occhiali da sole rayban.
Il tipo con catena d'oro al collo a cui è appeso molte volte, se non la medaglietta della prima comunione, un crocifisso è solitamente abbronzato, meglio dire 'lampadato'. A vederlo fa quasi tenerezza: ricorda le estati del 'cantagiro'; quelle de 'la cosa più importante per noi...è trovare una ragazza di seeeraaa...con la barba già fatta...soli sul lungomare...non si può neanche cantar...
Il portatore di catene d'oro è in un certo senso il truzzo-tamarro di una volta.
A tale proposito è bene guardarsi dal truzzo-tamarro odierno: questo a sua volta è l'evoluzione del punk di ieri, con l'aggiunta di griffe e lessico caratteristico. Il truzzo-tamarro solitamente gira in automobile con la musica a tutto volume; un segno di riconoscimento è quello di vivere nell'ignoranza più totale di quanto gli succede intorno: il massimo della sua cultura televisiva è Uomini E Donne di Maria De Filippi e la discoteca il suo habitat preferito. Questa categoria di truzzi-tamarri in verità è una fauna che si trova nella giungla cittadina tutto l'anno, è bene tenerla d'occhio poichè non si sa mai in cosa si trasformerà.
Attenzione anche alla versione femminile del truzzo-tamarro: queste hanno un comportamento ossessivo compulsivo nell'abbinare il loro abbigliamento con colori e accessori vari. Con l'estate esplodono: ombretti spalmati a spatola, occhialoni, fiocchetti, luccichii di paillettes...ma l'accessorio più importante è il cellulare dove instancabili continuano a scrivere 'xkè raga stasse nn cvdm???'.
Pericolose? Penso tanto quanto come l'uso esagerato del termine 'assolutamente', usato senza senso, senza il seguito del si e del no.
L'estate è in corso e questa mia piccola guida prendetela come un giro di ventilatore o una spalmata di doposole: dopotutto qualcosa ci trasciniamo sempre dietro.

martedì, luglio 27, 2010

Pensaci, Giacomino!

Allarme sicurezza continua: i ladri, i truffatori, gli affaristi occulti, continuano a rubare e delinquere. Ricordate la campagna contro i clandestini? Erano loro, secondo i politici di destra, a creare un allarme sociale con la delinquenza. Ora non si parla più di quello, però la criminalità continua e i responsabili sono mimetizzati in giacca e cravatta dentro le istituzioni: Partiti, Parlamento, amministrazioni pubbliche, sottogoverno, ecc.
Gianfranco Fini fa bene a pretendere pulizia dentro il suo partito e per chi fa politica; ma non si ricorda che Berlusconi, dopo che ha fondato Forza Italia voleva Di Pietro ministro per il suo primo governo per zittire la magistratura sui suoi loschi affari? Pensaci, Giacomino! Pensaci!

lunedì, luglio 19, 2010

La Destra italiana

La destra politica italiana ha sempre avuto bisogno di un duce, di un condottiero e spesso se ne innamora al di là delle reali capacità politiche. Oggi come ieri la destra italiana che non è mai stata liberale, come ricordava ndro Montanelli, ha trovato in Berlusconi il suo leader e non si preoccupa più di tanto di fare politica e di guardare al futuro. La fede acritica e di delegare ogni decisione al capo è una caratteristica del militante di destra, di chi aspetta un 'che pensi mi' per non prendere la responsabilità del governo.
Le differenze tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini nascono proprio da questo fatto: la costruzione di una destra democratica e liberale. Berlusconi ha dimostrato nei fatti che tra conflitti di interessi, guai giudiziari -che è bene ricordare sono nati antecedentemente alla sua 'discesa in campo'- e aspetti caratteriali di voler più che governare 'comandare' e in fondo agli italiani piace così.
Agli italiani piacciono le 'simpatiche canaglie' e Berlusconi le incarna in tutto: puttaniere, affarista, narciso, barzellettiere, affabulatore...circondandosi poi di una corte di mediocri per risultare il migliore.
Lo scontro tra Berlusconi e Fini è anche sulla gestione di un partito, il PdL nato unendo due anime della destra: una Alleanza Nazionale in evoluzione e l'altra Forza Italia, in sostanza supporter della personalità del leader Berlusconi. Cosa poteva succedere?
E' chiaro che la forma è anche sostanza e attualmente il PdL è un partito che dipende tutto dalle decisioni del capo: non vi è nessuna dialettica politica e senza congressi non si eleggono i dirigenti; vengono solo ordinati da Berlusconi.
La crisi morale e il continuo malaffare di chi si è autoproclamata 'classe dirigente' non fa altro che acuire i problemi.
Io che ho sempre pensato che l'Italia in fondo non è mai stata di destra mi devo ricredere: il popolo italiano è e rimane un bambino con il bisogno di un papà alla Berlusconi, capace di farti promesse di giocattoli mai visti strizzandoti l'occhio quando fai le marachelle.

lunedì, luglio 12, 2010

Un bel desiderio

Un bel desiderio? Vivere un giorno di più di Berlusconi; di colui che ha saputo farmi incazzare moltissimo. D'accordo che dovrei avere compassione di quell'uomo pieno di arroganza, potere e tanto ricco di denaro quanto povero intellettualmente; eppure mi piacerà vederlo finire i suoi giorni e guardare i suoi tanti soldati adoranti, piangerlo attoniti: piangerà anche la 'maggioranza' degli italiani, quella dei suoi quotidiani sondaggi. Io no.
Anagraficamente dovrei riuscire a vedere i funerali di Berlusconi -forse anche in diretta televisiva a reti unificate- ma non è certo: lui ha chiesto a Don Luigi Verzè, fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano, di farlo vivere fino a 150 anni. Don Verzè crede che con la scienza 'torneremo a vivere fino a 120 anni come è stato scritto su Matusalemme. E poi la scienza non la ferma nessuno, nemmeno la Chiesa'. Così anche con le sinapsi in ineluttabile declino, è possibile che Berlusconi proseguirà a governare l'Italia...in fondo lui è un prodotto tutto italiano.
Leggo fra le tante notizie di oggi che Berlusconi nell'incontro con le Regioni per la manovra economica ha detto: 'gli accordi non devono essere rispettati al 100%; siamo in Italia, il nostro paese è sempre andato avanti...'. Capito? Quale altro modo di ragionare è più caratteristico della politica italiana di questo?
Una cosa è certa: comunque andrà io non sopravviverò agli italiani. Intanto tengo duro e cerco di incazzarmi di meno.

giovedì, luglio 01, 2010

Il conflitto di interessi continua

Il conflitto di interessi continua in tutte le forme immaginabili che deteriorano la democrazia italiana. Con l'avvento di Berlusconi in politica si è aperto un periodo buio per la democrazia e le istituzioni repubblicane che fanno capo alla Carta Costituzionale. Nessuno avrebbe potuto dare il mandato di primo ministro a Berlusconi senza che prima non siano stati risolti i suoi contenziosi giudiziari e istituzionali: ossia farsi processare e lasciare le proprietà delle aziende televisive e di informazione.
La decisione di dare l'incarico a formare il governo è ancora nelle mani del Presidente della Repubblica e, sebbene deve ascoltare i partiti vincitori delle elezioni, non esiste al momento nessuna norma che gli imponga di scegliere la persona per fare il Primo Ministro.
Le leggi elettorali non prevedono a tutt'oggi l'elezione diretta del Capo del governo; l'indicazione del capo coalizione nelle schede elettorali non è un obbligo costituzionale a farlo Presidente del Consiglio.
Così continuo a domandarmi, anche alla luce di tutte le presentazioni di Lodi e leggi ad personam, perchè sia stato dato l'incarico a formare un governo a Berlusconi. Vincere le elezioni nella nostra democrazia, regolata dalla attuale Costituzione, non implica l'automatico incarico al capo, in questo caso al boss, della coalizione vincente. Ora si cerca di porre rimedio a questa anomalia inventando leggi ad hoc. Il conflitto di interessi continua e contrasta con quello di tutti i cittadini onesti e democratici.

mercoledì, giugno 30, 2010

Oggi una poesia

Lentamente Muore
di Martha Medeiros
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita’.

venerdì, giugno 18, 2010

Su l'articolo 41...

Articolo 41 della Costituzione italiana: 'L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali'.
Massimo Giannini l'ha già scritto ma è bene ricordare che l'articolo 41 della nostra Carta Costituzionale, che Berlusconi ha definito un 'ferrovecchio cattocomunista', ha garantito fino ad ora la libertà di impresa per chiunque. Non si è mai verificato, in oltre 60 anni di storia repubblicana, un contenzioso su questo articolo. Quindi non ci sarà niente da cambiare; così, al di là della propaganda cui i governi berlusconiani ci hanno invaso, si tratterà solo di integrare o meglio rendere più agevole l'intraprendere una attività economica.
L'articolo 41 della Costituzione verrà così integrato: 'La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria. Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post'.
In sostanza un abbassamento della burocrazia che sempre persiste. Le liberalizzazioni e l'abbattimento delle corporazioni sono tutta un'altra cosa e Berlusconi non è certo la persona che può farle: lui è il leader più sovietico che l'Italia abbia mai avuto; altro che nomenklatura e monopoli.

mercoledì, giugno 09, 2010

Berlusconi e la Costituzione

Dopo quasi 10 anni di governo dell'Italia, Berlusconi dice che non può governare, e quella stessa Costituzione che garantendo la democrazia e gli ha permesso di essere eletto, ora è considerata da lui un 'inferno'.
Si conoscevano già i suoi pensieri da caudillo e niente ci sarebbe di nuovo sui suoi propositi, ma il fatto di vedere questo ometto ogni giorno sbraitare contro i magistrati, i giornalisti, le regole della democrazia parlamentare, contro quella parte di televisione non asservita -che pagano tutti gli italiani, anche quelli che non lo votano e sono la maggioranza della popolazione italiana sebbene lui dica il contrario- fa venire il voltastomaco.
L'ossessione di Berlusconi è il consenso e il fare a dispetto delle regole. Le regole della democrazia non è solo potere della maggioranza, ma anche il rispetto delle minoranze e il governare non significa ricerca del consenso e del piacere personale, ma scelta del bene comune. Lui pensa che governare sia sinonimo di comandare, per questo pensa che con lo spirito dell'im-prenditore gli sia permesso di disporre di dipendenti pronti a esaudire i suoi desideri personali. Dopo oltre 15 anni di politica bisognerebbe che qualcuno gli spieghi qualcosa...magari anche internet.

domenica, maggio 30, 2010

Chi pagherà la crisi continua

Berlusconi dice che nonostante la manovra finanziaria, che farà pagare agli italiani 24 miliardi di euro in 2 anni, ha sempre il gradimento del 60% della popolazione. Si sa' che Berlusconi ha vinto le elezioni perchè l'hanno votato soprattutto i poveri: l'ha votato buona parte di quella metà degli italiani che resta sotto i 15 mila euro di reddito all'anno. In Italia soltanto l' 1% denuncia più di 100 mila euro; mentre dipendenti e pensionati producono l'80% del reddito, pagando l'85% delle tasse pagate allo Stato. Che c''è da dire? Che i poveri, chi paga tutte le tasse, pagherà anche questa manovra e alla fine continuerà ad amare Berlusconi: il più grande imbonitore politico della storia italiana riesce sempre ad incantare il popolo.
Intanto il potere lui dice che non l'ha. Lui vorrebbe averlo per fare tutti ricchi, ma lui non comanda e allora ha bisogno di continuare a stare lì a difendersi cercando quel potere che l'Europa, il Parlamento, i suoi ministri, gli oppositori, i magistrati, la stampa ecc. non gli permettono.
La crisi economica e finanziaria che attanaglia tutto il mondo occidentale non sarà superata fino a quando non cambieremo il nostro modo di pensare. Berlusconi rappresenta tutto il vecchio mondo: il consenso che gode è la prova che non siamo capaci di pensare in modo nuovo. Usciremo dalla crisi solo se sapremo trovare linguaggi e parametri economici diversi dagli attuali.

martedì, maggio 25, 2010

Basta con gli slogan

Basta con lo slogan: 'Nessuno metterà le mani nelle tasche dei cittadini'...ci prendono in giro? Non sanno che le ruberie dei politici corrotti comportano un furto alle tasche di tutti gli italiani? Che l'evasione fiscale fa pagare di più tutti? Che i condoni creano buchi nelle tasche di tutti i cittadini? Che il mancato controllo del Governo sui prezzi e sui cartelli delle corporazioni alla fine sono un altro modo per taglieggiare i cittadini?
Eppure con lo slogan:'Nessuno metterà le mani nelle tasche dei cittadini', si pensa che i cittadini abbocchino. Chi pensano paghi gli sperperi, le ruberie, l'aumento dei costi della politica e dei servizi sociali? Chi non metterà le mani nelle tasche dei cittadini? Pensano di pagare loro? No, loro pensano a salvaguardare la cosiddetta privacy, la loro; quella che nasconde le mani nelle tasche degli italiani.

venerdì, maggio 21, 2010

Potere e legge sulle intercettazioni

Gli stessi che hanno vinto le elezioni attraverso il tema della sicurezza facendo leva sulle paure dei cittadini, dicendo di combattere la criminalità, ora con la legge sulle intercettazioni rende chiara la strumentalità di quelle promesse elettorali: niente più delle intercettazioni riesce a combattere i crimini e dare la sicurezza ai cittadini. Si comprende sempre di più che l'illegalità e il crimine alberga dentro le stesse istituzioni e lo sbandieramento di pericoli procurati da clandestini e da poveracci era uno specchietto per le allodole. I veri ladri di ricchezza e di democrazia sono in giacca e cravatta; sono il frutto di un sistema che rende i ricchi degli intoccabili.
Ora si agita la privacy, la garanzia della riservatezza dei dati personali, ma questo è un falso problema e i social-network su internet lo dimostrano. La maggioranza dei cittadini non avverte nessuna invadenza nella propria riservatezza; questa legge è utile al malaffare del crimine organizzato e colluso con il potere politico e della cosiddetta casta.
E' sempre più chiaro che la nostra democrazia è malata e il 'ritorno del principe' è una realtà: chi ha letto il libro di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato sul tema dei criminali che la politica combatte di giorno e poi alla sera si ritrova nei party a bere e ridere insieme, sa questa verità.

lunedì, maggio 10, 2010

Diventare saggi

Diventare saggi, vecchi da ascoltare, forse è stato un sogno di molti. Io in verità l’ho pensato anche per me: diventare un vecchio saggio. Non so' se invecchiando poi lo sia diventato; certo che ho fatto un passo importante: la pace con il mio passato. Ora ripercorro tutti i miei ricordi senza inciampare in emozioni dolorose.
Un altro requisito che accompagna il saggio è l'amore e questo in verità l'ho sempre coltivato. L'amore è quello che forse, in fondo, conserveremo insieme a tutto ciò che non ci può essere tolto. Infatti noi potremo perdere tutto, perfino il corpo, ma troveremo una strada che porterà ad incontrare la nostra essenza, la parte che chiamiamo anima. Quanto più si è in contatto con noi stessi, tanto più troveremo l’amore rivolto a tante persone. Ma tutto questo è saggezza? Fa saggi?
La saggezza acquista la dimensione di un obiettivo: diventare saggi, si dice. Ecco quello sarebbe un risultato, ma quando si può dire di averlo raggiunto?
La saggezza però si può ascoltare, la saggezza ci parla, in un certo senso è naturale, ci mette in armonia con il mondo che ci circonda; soprattutto ci mette in pace. Già la pace, lo stato di supremo benessere, lo stato di bellezza.
Ma poi bisogna dire in verità che chi è saggio lo è perché i suoi occhi hanno letto il libro della vita; ha conosciuto la ricchezza e la disgrazia, la miseria, la disperazione, la gioia e la felicità. Il saggio sa che cosa è la sete, la fame e la sazietà...infine la saggezza diventa una conquista, l'attraversare molti luoghi e deserti, molti stati e situazioni che insegnano qualcosa.
Ecco, allora quando scoprirai che tutto quello che hai passato lo conoscevi già, sei sopra un asinello che cammina piano ma con passo sicuro; quell'asinello si chiama saggezza.

lunedì, aprile 26, 2010

Nuova epoca

Ho ascoltato l'intervento di Eugenio Scalfari al Festival del Giornalismo di Perugia e concordo con lui sul fatto che siamo alla fine di un'epoca e ne iniziamo un'altra senza la memoria di quella passata: 'C'è un canone estetico ancor prima di quello morale...ma come è possibile essere rappresentati da un signore che tutte le mattine si tinge i capelli e si mette il cerone? Non è possibile!'.
Già, anch'io mi sono chiesto spesso come mai gli italiani diano la fiducia ad un uomo che poteva benissimo essere d'attualità negli anni '20 o ancor prima con tirabaffi e retina per capelli e la fama da 'tombeur de femmes', ma oggi?
Eppure l'attuale premier piace, trova consensi anche se mi è capitato di vedere che nessuno dei suoi sostenitori ricordi che cosa abbia fatto di importante mentre era o è al governo. Il suo cosiddetto 'popolo della libertà' lo ricorda solo come imprenditore palazzinaro e televisivo. Io degli oltre 7 anni di governo, di questo rappresentante del popolo, mi ricordo solo disgrazie: attentati, disastri, guerre, crisi economiche e terremoti.
A mio avviso all'origine di tutto ciò, c'è una informazione viziata, cattiva o distorta: c'è un giornalismo soprattutto televisivo che spettacolarizza e rende 'spot' la politica; là dove ci dovrebbe essere ragionamento, confronto, dibattito, c'è solo merce avariata da vendere a buon mercato. E così paradossalmente la nostra cronaca quotidiana, che dovrebbe diventare storia, diventa pettegolezzo, chiacchiera, propaganda di qualcosa che non c'è. La narrazione della nostra vita collettiva viene svilita in una storiella da bar: sarà per questo che la memoria si rifiuta di crescere?

sabato, aprile 17, 2010

Scontro ideale

Con lo scontro televisivo ad Annozero abbiamo assistito a due modi diversi di intendere il mondo e dare un senso alla propria vita. I due contendenti erano il medico Gino Strada e il politico Ignazio La Russa. Alla fine le due posizioni risultavano complementari e insieme formanti quel paradigma di contraddizioni della natura umana, ma guai a rinnegarne qualcuna. Noi risultiamo quelli.
Un po' uscivano le divisioni ideali che da sempre caratterizzano la Destra e la Sinistra: l'uomo è una cattiva bestia e con lui va usato il bastone oppure l'uomo è un essere fatto per il Bene e se cresciuto in libertà e in un ambiente naturale saprà costruire la sua comunità ideale. Filosoficamente ritornano le due posizioni chiave sostenute da Hobbes e Rousseau.
La guerra e il suo uso risultava infine la discriminante per concepire l'idea del mondo e della sua evoluzione...evoluzione? Forse chi credeva di più in una evoluzione risultava Gino Strada prefigurando e immaginando un mondo senza violenza. Ecco la capacità di immaginare un mondo ideale risulta il motore per crescere e costruirlo davvero; per La Russa invece ancorandosi ad una realtà di violenza rispondeva che per combattere la violenza bisognava opporre una forza dissuadente. In verità da che mondo è mondo, noi abbiamo usato di fronte alla violenza sempre lo stesso comportamento: i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Cosa dire? E' difficile dire, poiché l'uomo è ancora un essere con un cervello molto primitivo. Poi da quando ha piantato dei paletti per terra dicendo che fino a lì comandava uno e dall'altra parte poteva comandare un altro...le cose si sono complicate.
Le contraddizioni potrebbero essere sintetizzate anche da posizioni diverse in merito alla discussione scaturita intorno al crocifisso nei luoghi pubblici. Mentre La Russa con il suo solito atteggiamento luciferino e incazzoso dichiarava che mai e poi mai avrebbe tolto il crocifisso, ritenendolo un segno di appartenenza fondante la sua civiltà e cultura; Gino Strada quell'uomo sulla croce lo avrebbe forse adagiato su un lettino per cercare di salvarlo.
Vai a comprendere che quel Gesù avrebbe porto l'altra guancia per uno, e avrebbe considerato la morte come un riscatto e conquistare il vero Regno per l'altro.
L'importante per me è continuare a sognare.