martedì, luglio 30, 2013

Cees Nooteboom

Cees Nooteboom è uno scrittore olandese che diversi anni fa mi sedusse con il suo libro Verso Santiago. Quel libro, segnalatomi da mio cognato, mi incantò. Non era un semplice libro di viaggio, ma un vero e proprio excursus nella cultura spagnola. Un viaggio nello spazio e nel tempo che faceva conoscere luoghi e personaggi misteriosi. Venni a sapere che quel libro era stato scritto lungo un arco di anni che andavano dal 1981 al 1992. Si capiva per la grande ricchezza di informazioni; diramazioni di viaggio nel viaggio.
Da questo libro il Festival Dedica nel 2011 ha dedicato una serata apposita, che è possibile vedere in video su youtube.com
Giuseppe Cederna, nello spettacolo del Festival Dedica, racconta le suggestioni che il libro Verso Santiago gli ha trasmesso. Sono in parte quelle che hanno emozionato anche me. Insomma è un libro che rimane dentro.
Verso Santiago è anche un libro di libri. Il viaggio, con tutte le sue implicazioni che segnano il viaggio, sono dentro questo libro. Ogni capitolo è, come dicevo prima, un viaggio nel viaggio; è un salto nel tempo, nella storia che traspare dai luoghi, dove si continua a raccontare con la memoria di cose accadute tanto tempo prima. Perchè come sostiene Cees: 'Se lo vogliamo possiamo vedere; possiamo vedere quello che altri non vedono. Possiamo vedere l'invisibile. Possiamo strappare qualcosa alle grinfie del tempo'.
Forse quei piccoli reportage che poi scrissi dei miei viaggi, sono nati perchè la lettura di Cees continuava a lavorare dentro di me.
Da allora lessi di Cees Nooteboom altri libri: Hotel nomade e Il canto dell'essere e dell'apparire. Di quest'ultimo scrissi una recensione sul webmagazine mentelocale.it

Nato il 31 luglio del 1933, quest'anno compie 80 anni. Buon Compleanno Cees.

domenica, luglio 28, 2013

Stefan Radic - Barbone speciale

Giovedì 25 luglio alla mattina presto, di questo caldo luglio 2013, è morto Stefan Radich 'un barbone speciale sfortunato'; così si definiva lui. Da tempo si era trasferito nella zona davanti all'ospedale Galliera. In Italia da moltissimi anni Stefan ha dormito per molto tempo nella zona Foce, in una traversa di Piazza Rossetti, e là come qui, in Carignano, si era fatto benvolere dagli abitanti della zona.
Stefan aveva scelto di vivere da barbone dormendo all'addiaccio poichè sosteneva che nei ricoveri si incontrava brutta gente...gente sporca, bugiarda e cattiva. Lui, Stefan aveva una sua moralità e dignità per cui si teneva pulito, in ordine e si preparava con un piccolo fornello a gas i pasti.
Una volta mi fece vedere fiero una agendina con inseriti molti foglietti dove erano raccolti numeri di telefono e indirizzi di persone rsidenti in città pronte ad aiutarlo. Erano le sue referenze e amicizie per cui andava orgoglioso.
Stefan non chiedeva mai soldi e penso che come succedeva a me fermandomi a parlargli veniva spontaneo poi offrirgli qualche euro.
Stefan si era fermato presso i giardini di Via Volta perchè c'è una fontanella e così riusciva a prepararsi il pasto. Ogni giorno scambiandoci il saluto chiedevo quale fosse il menù giornaliero e lui mi indicava la spesa appena fatta nel supermercato In's vicino dicendomi anche il prezzo: ali di pollo, insalata, pomodori e mozzarella, totale 4,28 Euro.
-Bravo Stefan -gli rispondevo- io ti metterei ministro dell'economia. Riusciresti a far quadrare i bilanci italiani. Lui rideva.
Stefan si riempiva la vita anche con lo scambio di saluti e le manifestazioni d'amicizia che riceveva: cose che valgono davvero. Anche questo era una cosa che Stefan poteva insegnare.
Stefan conosceva i prezzi di tutti i supermercati compresi dalla Foce a Carignano e sapeva dove risparmiare. Costine di maiale, ossette per il bollito, cosce di pollo, salsiccia, erano le confezioni che acquistava normalmente e poi cucinava sul fornelletto da campeggio insrito in un cartone per riparare la fiamma dal vento. Cucina molto grassa, ma lui sosteneva che per la vita che faceva occorreva mangiare sostanzioso: sennò gambe cedono, cadono.
Spesso si sollevava dalla panchina dove si fermava un invitante profumo di spezzatino e funghi.
Stefan da quando era sparita la jugoslavia era diventato apolide. Non riusciva ad avere i documenti e questo era un suo cruccio.
Ora lo voglio ricordare con questo post nel mio blog. Non voglio dimenticarlo. Ora che giace dentro una cella frigorifera dell'ospedale Galliera in attesa che qualcuno chieda di quel corpo. Nessuno verrà. Nessuno chiederà di lui.
Qui c'è la foto che scattai un giorno di circa tre anni fa. Un collage di immagini montate oggi con tristezza.

Stai in pace Stefan. Barbone speciale e sfortunato.

giovedì, luglio 25, 2013

Tragedia del Talidomide e studi sull'evoluzione

E' arrivata la notizia che in Brasile sono nati ancora dei bambini con i difetti agli arti come quelli procurati da Talidomide. Sono passati moltissimi anni da quando questo farmaco venne ritirato per le malformazioni che procurava a chi lo assumeva in stato di gravidanza; ora il recriminarsi di questa tragedia desta sconforto. Questa sindrome è del tutto evitabile.
L’azienda che ha prodotto il farmaco, la Grunenthal, aveva chiesto scusa per le vittime del Talidomide. Negli anni Settanta la compagnia aveva pagato risarcimenti ai bambini nati con malformazioni tra il 1957 e l’inizio degli anni Sessanta, dopo che le loro madri avevano denunciato il fatto era stato ritirato dal commercio. In Brasile il farmaco è stato ritirato dal commercio nel 1960, ma il suo utilizzo era stato nuovamente concesso nel 1965 come trattamento per le lesioni cutanee, una delle complicazioni della lebbra.
Io ora voglio ricordare uno studio, svolto proprio sull'onda di questa tragedia, fatto all'epoca da Renato Balbi, condensato nel libro scritto insieme alla sorella Rosellina Balbi, dal titolo: Lungo viaggio al centro del cervello. Questo libro analizzava l'evoluzione in rapporto alla legge di Haeckel, ovvero alla teoria secondo la quale nella vita intrauterina (prima della nascita) e per un periodo dopo la nascita, ciascuno di noi passa attraverso gli stadi percorsi dall'antenato dell'uomo; si ricapitola la vita che ha portato all'uomo: siamo passati attraverso invertebrati, cordati, pesci, anfibi, rettili, mammiferi, marsupiali, insettivori, roditori, carnivori, primati. La teoria evoluzionista è ormai accertata ed è acquisito che l'uomo rappresenta la sintesi della vita animale. Se analizziamo tutto ciò alla luce di questa evoluzione, l'embrione corrisponde all'uovo fecondato: è il livello zero mentre al livello uno siamo allo stato di un celenterato.
Con l'assunzione del Talidomide nascevano migliaia di bambini con le braccia così corte che le mani sembravano spuntare quasi direttamente dalle spalle, e anche le gambe presentavano deformazioni. Queste malformazioni ricordavano le pinne degli animali acquatici…come mai? Una risposta fu data, proprio con la riproposizione del saggio di Renato Balbi, mettendo in rapporto l’evoluzione cerebrale con la focomelia provocata dal farmaco riproposta. Cosa succedeva nel feto? Con l’assunzione di talidomide, l’embrione umano subiva una deviazione verso una via collaterale dell’evoluzione: quella che si fissava nel periodo corrispondente al tardo eocene, quando alcuni mammiferi tornarono a vivere in acqua sviluppando degli arti rudimentali, le pinne delle attuali foche. Se quel farmaco fosse stato provato sulle scimmie sarebbe successo lo stesso, avendolo provato sui roditori da laboratorio, l’effetto focomelico non si manifestò.

lunedì, luglio 22, 2013

Pericolo sterilità dei maschi in occidente

Secondo gli esperti, riunitisi a Londra la settimana scorsa, la qualità dello sperma sarebbe diminuita negli ultimi 10 anni e saremmo di fronte ad una crisi dello sperma. Il dato emerge da uno studio francese esaminato e discusso dagli esperti della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia riunita a Londra per la conferenza annuale.
Gli studi provenienti da diverse nazioni europee ha portato alla scoperta che nel corso degli ultimi 15 anni circa lo sperma degli uomini sani, fra i 18 e i 25 anni, è notevolmente diminuito.
In generale, gli uomini producono 60 milioni di spermatozoi per millilitro di sperma. Fino a quando il conteggio è maggiore di circa 40 milioni per ml, gli uomini sono considerati fertili. Ma al di sotto di tale soglia e, in particolare sotto circa i 20 milioni per ml, la fertilità comincia a diminuire, fino ad inficiare il concepimento.
E' partito l'allarme: un inquietante fenomeno le cui cause sono molteplici. Alcune sono state individuate nel fumo, nel lavoro sedentario, al consumo di cibi grassi, all'uso dell'acqua calda e uso di droghe. Non si contano poi i molteplici fattori ambientali. Uno di questi è l'uso di pesticidi e sostanze chimiche.
In effetti lo studio è difficile da condurre poichè richiederebbe l'analisi di molti uomini divisi per regione, attività, culture ecc.
Io invece mi chiedo se tutto non sia legato ad una legge naturale, per cui per garantire la sopravvivenza della specie viene preclusa alle parti deboli la loro riproduzione? In effetti gli occidentali, quelli che definiamo i ricchi del pianeta; quelli che consumano oltre l'80 % delle risorse mondiali, sono in verità la parte debole e per certi versi anche parassita e nociva all'ambiente. Se pensiamo poi che anche lo stress è aggiunto come un ulteriore fattore determinante al calo degli spermatozoi, ecco che tutto quadra: gli occidentali sono i più stressati.
La Natura prende provvedimenti.
Bisogna aggiungere però che questa defaiance non è irriversibile: cambiando modo di vivere si può recuperare la fertilità. A questo punto la crisi che stiamo vivendo potrebbe essere d'aiuto. Potremmo diventare quelli che non sprecano e consumano in modo insensato le risorse del pianeta Terra.

sabato, luglio 20, 2013

MANI

Molti anni fa scrissi questa riflessione sulle mani. Stamane mi è tornata a mente e allora la pubblico su questo blog – visto che non l'avevo ancora inserita.

'A pensarci, la natura non ci ha fornito di corna, denti da cani, unghie d'aquila, proboscidi o artigli ma solo mani.
Con queste mani traduciamo il sapere, la vita; perciò con queste ritroviamo il senso di essere u-mani.
Quali meraviglie di città, palazzi, sculture, quadri, scritti e macchine per ogni uso avremmo se non c'erano le mani? Pare incredibile che quasi tutto sia passato tra un pollice e l'indice con il supporto del medio; pare stupefacente che con l'aggiunta dell'anulare e mignolo si potesse narrare in ogni senso l'avventura umana.
Con le mani facciamo tutto, con la loro postura e mimando segni, anche parliamo.
Con le mani indichiamo, picchiamo, ci stringiamo, ci tocchiamo; con le mani ci accarezziamo, invochiamo, preghiamo.
Nella nostra mano qualcuno scorge il destino, il futuro; di sicuro c'è tutto il passato: c'è la storia di una zampa e di un artiglio, che si è poi articolata in cinque dita dalla fantastica mobilità capace di sorprendere perfino la vista. Vedi i prestidigitatori.
Quale attributo, prolungamento o complemento del cervello può esserci di più di una mano?
La mano è il segno, il simbolo dell'umano. Basta una sua impronta a testimoniarci: é il nostro manufatto che ci ha fatto umani. E' poi straordinario che l'impronta di un dito segnali l'unicità di una persona e non è una caso che il futuro, attraverso la denominazione "digitale" ovvero alla portata di dito, si disegni ancora con la mano o meglio con una sua parte; giacché pare esistere una rinuncia.
Pare, è proprio vero, che ci sottraiamo all'intero: a quell'unicità che è ancora la mano.
Ora aggiungo che vi esorto a usare le mani; Eric Fromm sosteneva che chi non usa le mani, nel senso della laboriosità, in fondo rimane un uomo a metà.
Per Anassagora poi la mano è l'uomo stesso.

domenica, luglio 14, 2013

'Ricorda un orango'

Diceva un anziano professore di filosofia morale che quando si insulta qualcuno si dice di più di noi che dell'altro; di quello a cui sono rivolte le frasi.
Quindi saggezza vuole che a questi insulti, che il più delle volte sono provocazioni, non si risponda nello stesso modo. Questo farebbe sostenere che le due parti in fondo sono uguali: ognuna ha qualcosa di sporco, di inetto da farsi perdonare.
Chi provoca si aspetta dall'altro una arrabbiatura, una chiusura e pure lui un insulto...spiazziamolo: ridiamo o restiamo in silenzio.
Io per Calderoli che ha insultato la ministro Kyenge dicendo che assomiglia ad un orango, non risponderei: infatti con quegli insulti si presenta per quello che è: un razzista.
Io al massimo posto la sua foto qui.

Osservatelo in silenzio. Sicuramente troverete in lui quell'orango che abbiamo nelle nostre radici tutti; in lui è scomparso per apparire sotto altre forme. Questa consapevolezza è ciò che distingue.

venerdì, luglio 12, 2013

James Hillman

Dopo avere ricordato Marie-Louise von Franz, ecco un altro eccezionale studioso filosofo di scuola junghiana: James Hillman.
Di James Hillman ho letto diversi libri: Codice dell'anima; Puer Aeternus; La vana fuga degli dei e Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio (con Michael Ventura).
James Hillman è morto nel 2011 a 85 anni.

Mi piace riportare qui una risposta alla sua ultima intervista data mentre stava morendo:
Com'è morire?
'Uno svuotamento. Si comincia svuotandosi. Ma, si potrebbe chiedere, che cos'è o dov'è il vuoto? Il vuoto è nella perdita. E che cosa si perde? Io non ho “perso” nel senso comune di “perdere”. Non c'è perdita in quel senso. C'è la fine dell'ambizione. La fine di ciò che si chiede a se stessi. E' molto importante. Non si chiede più niente a se stessi. Si comincia a svuotarsi degli obblighi e dei vincoli, delle necessità che si pensavano importanti. E quando queste cose cominciano a sparire, resta un'enorme quantità di tempo. E poi scivola via anche il tempo. E si vive senza tempo. Che ore sono? Le nove e mezza. Di mattina o di sera? Non lo so'.

Ho sempre ammirato chi sa cogliere nelle cose e negli accadimenti l'aspetto simbolico e metaforico; è una dote che è riservata a pochi: James Hillman era per me uno di questi rari uomini.
'In quel giardino io ero nella Psiche, mi accorgevo che tutto era psicologia intorno a me, tutto parlava psicologicamente. Il mondo è come un giardino in quanto si manifesta; è un mondo di cose come alberi, sentieri, ponti; è anche un mondo di intuizioni, di metafore, di insegnamenti - a disposizione di ogni anima che passa - dati con la facilità dei riflessi sul lago: il giardino rende più intellegibile e più bella l'interiorità dell'anima.'.
(James Hillman)

In questo video c'è in sintesi il suo pensiero:

mercoledì, luglio 10, 2013

Marie-Louise Von Franz

Sono passati 15 anni dalla morte di Marie-Louise von Franz, una donna poco conosciuta nonostante il notevole spessore culturale ed il ruolo svolto nel lavoro di ricerca dello stesso Gustav Jung.
Marie-Louise era nata a Monaco nel 1915 da una famiglia austriaca che, dopo il 1918, si stabilirà in Svizzera.
Sin dall’adolescenza Marie-Louise si dedicherà agli studi letterari, conseguendo una solida formazione. Nel 1933, all’età di 18 anni, incontrò l'uomo che ispirerà tutta la sua vita: C.G. Jung.
Ormai studioso di fama mondiale, Jung le propose di diventare sua collaboratrice per la traduzione dei testi greci e latini nello studio dell’alchimia. Marie-Louise accettò, frequentando la scuola del maestro, iniziò l’analisi e si appassionò agli studi di psicologia. Conseguito il dottorato all'università di Zurigo, divenne psicoterapeuta.
Marie-Louise partecipò all'elaborazione delle grandi opere di Jung come assistente principale nella ricerca sui testi alchemici. Collaborò, come sappiamo, anche al lavoro di ricerca sul Graal condotto da Emma Rauschenbach. Dopo la morte di questa (1957), Marie-Louise completò l’opera Psicologia del Graal.
La sua pubblicazione più importante, Aurora Consurgens, venne aggiunta all'ultimo lavoro di C.G. Jung, Mysterium Coniunctionis.
Dopo la morte del maestro (1961), la von Franz ne continuò l’opera e gli rese un omaggio straordinario in C.G. Jung, il suo mito nel nostro tempo.
Parallelamente alle sue attività di psicoterapeuta e di scrittrice, Marie-Louise condusse una brillante carriera di insegnante e di conferenziere in tutto il mondo.
Marie-Louise Von Franz è da considerarsi una delle voci più autorevoli nel campo della psicologia analitica, un’insegnante dotata di un talento straordinario e di una rara capacità di rendere accessibili le più complesse teorie psicologiche, ha svolto ricerca sui sogni sia di uomini e donne moderni, sia di personaggi storici come Annibale, Socrate e Cartesio.
È autrice di molti volumi, tra cui Le fiabe interpretate, L’eterno fanciullo, Il mondo dei sogni, Tipologia psicologica, I volti del tempo, Le fiabe del lieto fine, Incontri con la morte, La morte e i sogni.
Ecco un video per comprendere questa studiosa eccezionale.

giovedì, luglio 04, 2013

Planet Ocean

Segnalo a tutti il film Planet Ocean, un documentario del 2012, che si può trovare in Rete gratuitamente, diretto dal fotoreporter francese Yann Arthus-Bertrand in collaborazione con Michael Pitiot, con la partnership di Omega.

Ecco il link QUI
http://www.nowvideo.ch/video/c9433ac39fe39
Il film tratta dei problemi che affliggono le acque del pianeta – dall'inquinamento alla pesca non sostenibile – tra riprese e soggetti che dimostrano una vitalità vibrante in ogni singola inquadratura. Il tema non è sconosciuto, ma la collaborazione con alcuni tra i migliori operatori subacquei e aerei della scena mondiale lo rende attuale e forte come non mai.
Grazie alla sua fotografia sorprendente, il film ci porta in un viaggio magnifico e senza precedenti nel cuore delle regioni meno conosciute del nostro pianeta.
Il film narra la più meravigliosa e anche le esperienze umane più terrificanti del nostro tempo. Girato in condizioni geografiche estreme in tutto il mondo, descrive la moderna odissea di persone che vanno fuori a scoprire il loro pianeta blu. Il film è anche un appello per l'umanità a rispettare il mondo in cui viviamo. Una testimonianza portata al vertice della Terra tenuto a Rio nel 2012.

mercoledì, luglio 03, 2013

Spie e spioni

Scrivevo molti anni fa questa riflessione sulle spie.
'Nella lotta al terrorismo, specialmente dopo i fatti del'11 Settembre 2001, si sono raggiunti aspetti sempre più in contatto con la nostra vita quotidiana. Si sapeva da anni della potenza elettronica visiva di occhi che dal cielo scrutavano le persone, le auto, gli spostamenti di truppe; ricordo che già negli anni '70 qualcuno sosteneva di satelliti che sapevano leggere un orologio da polso a un cittadino dell'ex URSS. Si sa poi come la notizia del disastro di Cernobyl, del 1986, sia stata anticipata dalle foto di un satellite americano. Ora dopo la visione, c'è chi propone l'ascolto e la lettura dei messaggi telefonici e telematici di tutta l'Europa.
Quello che lascia perplessi è l'esistenza di un possibile potere segreto che, con mezzi elettronici tipo Echelon, riesca a entrare nella vita di ogni singolo uomo. Ma che tipo di potere è questo? In fondo poi, io penso che tutto passi al vaglio di una persona, un altro singolo uomo, che pur manovrando strumenti sofisticatissimi verrà demandato il controllo finale e quindi il giudizio. Quanto potrà un fatto del genere determinare le scelte e il futuro dei popoli?
Pensare e credere in questo potere occulto è per certi versi renderlo possibile. Una sorta di gioco del gatto con il topo: io costruisco trappole e tu devi stare attento a non entrarci... ma gli spioni, paradossalmente, sono stati da sempre i garanti dei potenti. Quando si firmano accordi internazionali sugli armamenti, il loro rispetto viene affidato alle rispettive spie e apparati di controllo. Già, gli accordi tra i potenti non si fanno mai sulla fiducia reciproca, ma sulle successive capacità di spionaggio, investigazione.
Allora ecco che alla fine vale di più una spia che Bush: infatti non ci salvava sempre 007?
Prossimamente io potrò sempre dire al telefono che vorrei vedere morto un tale B. Chissà se busseranno alla mia porta per arrestarmi...intanto ho un legittimo sospetto: i potenti rispettano la legge? Le mie spie dicono di no. Resta la speranza che non sia il terrorismo a punirli'.

Ora pare tutto cambiato. Proprio oggi Roberto Saviano scrive su la Repubblica:
'Edward Snowden dimostra che le democrazie sono cambiate per sempre. La rete ha modificato il lavoro di intelligence che sino ad ora aveva caratterizzato i servizi segreti del pianeta. Ha sottratto le informazioni dalla disponibilità di pochi e le ha messe potenzialmente nella disponibilità di tutti. La rete ha posto fine a una prassi secondo cui le potenze raccoglievano e gestivano informazioni che, nel silenzio, servivano a mantenere equilibri di potere'.
E' così. Il caso della spia Edward Snowden cambia gli spioni. Il diritto di sapere tutto diventa (semmai sarà possibile) diventa fondamentale per la democrazia. In questi giorni poi assistiamo ai fuorionda, a registrazioni fatte inavvertitamente, in cui i vari politici o ministri di turno parlano in modo diretto di ciò che pensano. Bene. Quei fuorionda in fondo però confermano quello che pensavamo tutti. Ecco gli spioni potrebbero essere quelli che ci forniscono nuovi fuorionda.

lunedì, luglio 01, 2013

Il mistero dell'aspirina

Una notizia di qualche tempo fa diceva che un'aspirina al giorno, per cinque anni di fila combatte il cancro. Lo studio pubblicato dalla rivista Lancet sosteneva che una assunzione di 75 mg sarebbero in grado di proteggere dalla morte per diverse neoplasie (tra cui quella all'esofago, al polmone, allo stomaco, al pancreas e al cervello) in una percentuale compresa tra il 20 e il 35%. L'aspirina continua a far parlare di sé come un farmaco dalle molteplici applicazioni.
All'inizio, quella che comunemente chiamiamo aspirina era una polvere di corteccia di salice usata per curare la febbre, con la semplice credenza secondo la quale gli ambienti che provocano certe malattie forniscono anche i rimedi naturali per combatterle. L'ambiente in cui crescono i salici è molto umido e quindi facile contrarre in quei luoghi alcune malattie.
L'acido acetilsalicilico è un farmaco tra i più antichi e conosciuti del mondo e il suo successo commerciale è dovuto alla sintetizzazione, ovvero alla resa in forma pura e inalterabile del prodotto. Questa operazione di sintesi fu iniziata nel 1897 ad opera della Bayer, che poi mise in commercio 2 anni dopo con il nome di Aspirina. Il nome aspirina deriva dalla “A” di 'acetil' e dalla 'spir' di Spirsäure, il vecchio nome tedesco dell’acido salicilico.
Inizialmente serviva come antidolorifico, antinfiammatorio e antipiretico, per diminuire la febbre. Con il tempo si è scoperto anche come antiaggregante e fluidificante del sangue, utile a prevenire le trombosi e gli ictus.
Così ogni tanto l'aspirina sale alla ribalta per le sue doti farmacologiche; doti che per la scienza restano ancora un mistero.
Come influisce l'acido salicilico nel nostro organismo? La verità è che ancora si ignora il meccanismo d'azione dell'aspirina. Uno studio ha trovato la capacità dell'acido acetilsalicilico di inibire la sintesi delle prostaglandine: proteine che sono presenti non solo nella prostata ma in molte parti del corpo, soprattutto nel tratto gastrointestinale, nei bronchi, nell'utero, nel cervello e nel sistema cardiovascolare.
John Vane -un biochimico e farmacologo britannico, premio Nobel per la medicina nel 1982- e la sua equipe hanno dimostrato che l'acido acetilsalicilico, l'aspirina, inibisce l'attività dell'enzima che trasforma l'acido arachidonico in prostaglandine. In un certo senso, l'aspirina è la 'nemica stretta' delle prostaglandine bloccandone la sintesi, ossia bloccandole sul nascere. Sostanze chimiche che agiscono sul sistema nervoso centrale fanno sintetizzare le prostaglandine e così si ha la febbre. L'aspirina lo impedisce. Le prostaglandine prendono parte direttamente all'aggregazione delle piastrine, alla vasodilatazione e alla sensibilizzazione dei recettori del dolore. L'aspirina le contrasta sul nascere: ecco perché è un anticoagulante, un antinfiammatorio e un analgesico.

A proposito non pensiate che con il termine prostaglandine, -che si riferisce chiaramente alla ghiandola prostatica, dal fatto che per la prima volta furono individuate nel liquido seminale e pertanto un prodotto della prostata- c'entri solamente il particolare organo sessuale. Dalla testa giù fino all'utero, se siete una donna, le prostaglandine svolgono una miriade di funzioni.
Le prostaglandine sono sostanze ormonosimili derivate dagli acidi grassi essenziali linoleico e linolenico. Ve ne sono di più tipi, le cui funzioni variano a seconda della famiglia di appartenenza.
I principali effetti sul piano fisiologico sono prodotti da quelle di serie 1 e 2 che derivano dai grassi omega 6, il cui capostipite è l'acido linoleico (LA) e da quelle di serie 3 che provengono dai grassi omega 3, il cui capostipite è l'acido linolenico (LNA). Le prostaglandine di prima e terza serie (PGE1 e PGE3) sono vasodilatatrici, regolano la coagulazione, abbassano il colesterolo LDL, aumentano il colesterolo HDL, svolgono azione antinfiammatoria. Le PGE2 hanno l'effetto opposto: causano ritenzione idrica, aggregazione piastrinica, infiammazioni, aumento della pressione sanguigna. Purtroppo oggi queste ultime tendono a prevalere a causa dell'alimentazione attuale sempre più carente di fonti naturali di omega 3. Pesce non di allevamento, semi oleaginosi e microalghe possono sopperire a queste insufficienze.

domenica, giugno 23, 2013

Presentazione del libro di Carlo Galli: Sinistra. Per il lavoro, per la democrazia

Evento svolto Sabato 15 giugno 2013 a Palazzo Tursi, nel Salone di Rappresentanza del Comune di Genova, promosso da Circolo di Cultura Politica Guido Calogero e Aldo Capitini

Dopo i saluti del Presidente dell'associazione Luigi Fasce e l'introduzione di Leonardo Chessa -Presidente Commissione Cultura del Comune di Genova- è stato Mauro Barberis a presentare Carlo Galli, un amico e collega che lui definisce filosofo nell'accezione più alta: quella che richiama al pensiero attraverso la proposizione di domande, la capacità di interrogarci sul senso del nostro vivere e stare insieme; in questo caso nella comunità, nella società organizzata.
Carlo Galli, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna. Laureato in Filosofia presso l'Università di Bologna nel 1972, assistente ordinario di Storia delle dottrine politiche dal 1978, dal 1983 al 1999 è stato professore associato di Storia del pensiero politico contemporaneo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Come leggiamo il suo curriculum vitae è molto ricco. Tra le molte cose possiamo aggiungere la collaborazione da editorialista di molte importanti testate giornalistiche nazionali.
Mauro Barberis ha parlato anche dei suoi libri precedenti, tutti fonte di saggezza e capaci di illuminarci sul periodo storico politico che stiamo affrontando con grande difficoltà. Per questo motivo Mauro Barberis si chiede perchè, a parte i suoi libri, Carlo Galli rimanga silenzioso o meglio non venga ascoltato. Mauro Barberis pone diversi interrogativi: cos'è oggi la Sinistra italiana? Esiste? Ha perso? E' stata inglobata nella Destra? Nel conformismo sociale? Come si sta dentro il PD? Carlo Galli è stato eletto in Parlamento ed è attualmente deputato di questo partito.
La presentazione del suo libro è così diventata anche l'occasione per una disamina dell'attuale situazione politica.
Carlo Galli esordisce dicendo subito che la Sinistra ha perso. Il XX secolo si è caratterizzato per quattro rivoluzioni: comunista, fascista, sociale (anni '50 e '70) e liberista, che hanno trasformato o mutato i ruoli tra economia e politica. Stato ed Economia, ovvero Capitale, hanno raggiunto un compromesso con la nascita degli Stati Nazione democratici: un gioco per un interesse comune; istituzione, salute e soldi trovano forme di convivenza. Con gli Stati Nazione nasce un nuovo equilibrio che ha elementi di inclusione e lo stato sociale si estende in tutta Europa. Questi passaggi vanno misurati in ere storiche: in effetti i tempi per fare la Storia sono decennali e quindi è giusto parlare di ere. Il capitalismo con l'individualizzazione e l'autoaffermazione del capitale ha portato ad una economia monetaria che sta governando con la logia monetarista l'attuale fase finale del neo liberismo.
La Tatcher e Reagan sono gli artefici di questa rivoluzione antipopolare che passa attraverso la crisi dello stato sistema e la teoria dell'offerta è andata a discapito della domanda facendo leva sui desideri. Desideri indotti. Dal dovere al piacere. La fase emancipativa, quale il sapere, l'impegno, il lavoro ecc. si chiude. Questa è l'egemonia costruita dalla Destra. Una egemonia costruita tanto quanto la Sinistra l'ha perduta. Il benessere si è trasformato nel costruire debitori ed ora dal piacere bisogna passare all'espiazione: così Carlo Galli sintetizza bene ciò che stiamo vivendo. L'attuale crisi economica mondiale ha due tappe: la crisi energetica del 1973 e quella finanziaria del 2008.
Arrivando alla situazione che separa il concetto di Destra e Sinistra, dopo il periodo della Razionalità, nata con la Rivoluzione francese, e quella dialettica marxista e filosofica di Rousseau e Hobbes, si può sostenere che la Destra con il liberismo mette lo Stato al servizio del mercato; mentre la Sinistra vuole mettere le regole al mercato.
Oggi però abbiamo la possibilità di avviare un umanesimo moderno: uguale dignità nelle differenze. La soggettività, l'individualità, bene vissuto come uguaglianza.
In questo periodo bisogna stare in guardia dai tecnocrati. Quest'ultimi propongono, per fare funzionare le società, una unica soluzione. La società non funziona mai da sola. Nella società ci sono relazioni e per risolvere i problemi ci sono sempre due soluzioni; la società è complessa e richiede sempre attenzioni diverse. Il conflitto è elemento di democrazia e fautore di progresso.
Attualmente la società si sta polverizzando e si gettano in questa maniera le premesse di una caduta democratica. Per questo la Sinistra italiana non c'è. La Sinistra italiana vorrebbe cambiare qualcosa, ma non l'agenda Monti. Grave. Con le ultime elezioni metà degli italiani non crede più nelle istituzioni: la Costituzione fondata sul lavoro non c'è. C'è quella basata sul pareggio di bilancio. Carlo Galli diventa più serio e tranciante.
La Sinistra ha vita se ritrova i suoi valori. Il valore della persona è esercitato con il lavoro. Il lavoro quale elemento di contributo alla società e all'altro; al prossimo. L'attività lavorativa assume una valenza di umanità sociale: non per sé e il proprio sostentamento, ma l'affermazione di una finalità sociale. Il lavoro costruisce la società. Ripartire dal lavoro diventa a questo punto fondamentale, vitale.
Gli obiettivi di oggi per la Sinistra sono: la giustizia sociale come problema da trasformare in questione politica. Usare le istituzioni per cambiare i rapporti sociali esistenti. Cogliere per questo le relazioni tra i diversi soggetti. Ora che il modello neoliberista è a sua volta entrato in crisi, la storia offre una nuova opportunità alla Sinistra.
La riflessione di Carlo Galli è, per il pubblico presente, quasi una Lectio Magistralis.

lunedì, giugno 17, 2013

Intorno alla Bellezza


Mia riflessione in preparazione al Cafè Philo e alla mostra fotografica che si terrà il giorno 19 giugno allo Spazio23 di Via dietro il Coro della Maddalena a Genova.

Prima di tutto bisognerebbe intendere che cos'è la bellezza. Ricordando la Lectio Magistralis su questo tema, tenuta da Remo Bodei a Genova, rammento disse che non esiste una definizione uguale per tutti di bello, quindi non si può sapere cosa sia bello attraverso dei canoni fissi.
Il bello così dipende dalle varie civiltà, possiamo dire culture (Kultur in tedesco trova un corrispettivo-oppositivo in Zivilisation) per cui subentra il gusto.
Per la nostra civiltà occidentale, a partire dalle origini, in particolare dalla Scuola Pitagorica,- nella Magna Grecia intorno al VI-IV secolo a.C.- il bello è legato al buono e al vero. Ma in ogni cultura scopriamo che il concetto di bello viene legato al valore di vero e buono. Ancora gioca lo spirito religioso e per questo, la religione greca è molto legata all’idea di armonia, di proporzione e di limite: questa idea si trova anche nelle prime testimonianze.
La trinità Bello, Buono, Vero, trova riscontro nell'Armonia, Proporzione, Misura.
Ad esempio, nel Tempio di Apollo di Delfi c’è scritto che la misura è tutto; ogni aspetto della vita greca ha come ideale quello della misura: tanto il bello, quanto il vero, quanto il buono si basano appunto sulla misura. Se noi prendiamo la geometria pitagorica, sappiamo che possiamo costruire delle figure che sono, nello stesso tempo, vere, perché matematicamente basate, e belle. E così sappiamo che in Pitagora c’è una costruzione geometrica che stabilisce la lunghezza delle corde, quelle che noi chiamiamo "do", "mi" e "la", in modo che la lunghezza delle corde, quindi matematicamente stabilita e quindi vera, è anche bella come suono. La musica, d’altra parte, è l’unica arte in cui noi visibilmente ancora conserviamo: quella che per i Greci era la proporzione di qualsiasi arte; ogni arte manteneva insieme l’esattezza e il pathos, quindi la verità e la bellezza.
Detto ciò continuiamo a pensare e ad immaginare un bello dentro canoni che sono diventati parametri estetici. Con il Settecento, col filosofo tedesco Baumgarten, che per primo utilizza il termine estetica, il terreno dell’estetica comincia a impadronirsi della dimensione del senso. I sensi - la vista, l’udito, qualche volta il tatto o anche il gusto - non rinviano più oltre se stessi. Il concetto di bello si individualizza.
Con il gusto è implicito l'elemento soggettivo; il gusto è il più intimo dei nostri sensi: ha bisogno che l'opera d'arte venga introiettata dentro di noi. Da chi giudica. Il gusto però si forma. Il gusto è anche frutto di una costruzione, di una educazione, in cui si riflette anche il nostro grado di cultura.
Per concludere: sembra che tutto giri e ritorni...

venerdì, giugno 14, 2013

Razzismo e cultura- Miseria e qualità della vita


Non c'è niente da aggiungere alla notizia e dopo le conseguenze dell'attacco della leghista, ormai ex, Dolores Velandro detta Dolly, alla ministra Cècile Kyenge: 'nessuno stupra il ministro Kyenge?'. Ma una considerazione in merito alla cultura la vorrei fare. Ecco questa Dolores Velandro, ad esempio, forse è arrivata alla sua età (non è una ragazzina) senza mai porsi delle domande su di sé; sul suo essere donna, su cosa sia il mondo e i sentimenti umani: passaggi che comportano non solo informarsi e conoscere, ma di sentire la cultura.

Io ho sempre pensato che per una persona la vera ricchezza sia la cultura. Il sapere di sé, dell'altro e del mondo dove si vive, con l'acquisizione degli strumenti per distinguere il bello, il buono e il vero, sono per me le cose che aiutano a dare qualità alla vita al di là del possedere dei beni materiali.

Senz'altro quella Dolores, epigono razzista dei vari Borghezio, Gentilini e Boso, vive male ed è una persona molto infelice. Scaricando e augurando il male ad un'altra persona ritenuta un nemico, un simbolo del male-il proprio male-, dichiara di quanta miseria culturale è afflitta.

domenica, giugno 09, 2013

Ancora sulla Cultura


Dopo la lettura del libro di Marco Aime Cultura, la riflessione su ciò che caratterizza la nostra vita sociale continua.

P. Chauchard dice: 'L'originalità biologica fondamentale dell'uomo è il linguaggio e non il pensiero che da esso deriva'. Il pensiero è infatti l'immagine che costruiamo con le parole. Con la parola soggettiviamo l'oggettivo; con essa si suggerisce, si ordina, si domanda e si prega. La parola diventa potere. L'uomo così immerso nella sua costruzione ne diventa lui stesso prodotto: il prodotto della sua idea. Dal penso quindi sono, al sono quel che penso.
E' impossibile immaginare la vita senza il continuo scambio di messaggi tra uomo e uomo, tra uomo e cose, tra uomo e ambiente. In questo ambito percepiamo la vita e lo scorrere del tempo. Il nostro essere è così perso in un sistema infinito di rapporti. L'essere così non è il Sè, ma ciò che ansiosamente si idealizza nell'esperienza del pensiero e della relazione.
Come vediamo il linguaggio interpreta e costruisce la realtà. Parafrasando il paradosso di Wittengstein, si può dire che non si può negare una cosa che non c'è.
Il linguaggio raggiunge, con la parola, la più grande forma di condizionamento. Per Kant la capacità di illusione è dovuta alla primordiale potenza della parola. "Un lungo cammino è stato necessario affinché gli uomini capissero che le espressioni verbali, i 'flatus vocis' non è detto che siano una realtà". Ancora oggi non si è modificata la sopravvivenza della superstizione. La parola costruisce insieme l'oggetto della fobia e il pensiero, la malattia e la cura, la prigione e la libertà.
La lingua che uso è anche strumento del mio intimo dialogo e pervade tutto il mio essere. Il sentire è legato alla lingua: questi fonemi costituiscono il mio sapere. La mia parola è la lingua. La cultura diventa così l'attrezzatura al mantenimento della vita. Così tutto diventa naturale e la cultura strumento biologico. Così ci dividiamo in tedeschi, italiani, in arabi e americani, così ci uniamo e diventiamo unici.
La stessa psicologia non la si può immaginare senza un linguaggio; parole come: psichiatria, psicopatologia, psicosi psicoterapia, psicoanalisi ecc. sono parole nuove nate con gli studiosi, con lo spirito accademico e sono entrate nel nostro parlare. Segnano uno spirito del tempo che riflette la vita.
Lo sviluppo del linguaggio ha avuto nel XX secolo una forte accelerazione: impadronendoci dei termini, delle espressioni verbali, abbiamo creato una sottile catena che ci lega alla psiche e trasforma l'anima. Si, si può dire che il linguaggio fa l'anima e permette l'evoluzione culturale. Dal termine coltura derivato dalle società contadine e arcaiche, viene mutuato il termine: cultura. La capacità di intervenire nella crescita naturale delle cose della terra e di selezionare alcune piante invece di altre, di arare, di ordinare i campi, in contrapposizione al selvaggio, discende la cultura dell'ordinato, delle regole sociali e civili. La cultura, si può dire, diviene l'elemento di coltura della nostra prigione.
In "Simbolo e Codice" F: Fornari così scrive:"La cultura agricola, attraverso il codice che manipola gli accoppiamenti (le morti), si è sovrapposta ai codici genetici che hanno promosso la vita sul nostro pianeta, orientandoli in funzione dell'antropocentrismo. Essa si è però trovata a manipolare oggetti naturali stabilendo delle relazioni nuove tra dati precostituiti dalla natura. La nascita del simbolo ha permesso all'uomo di stabilire relazioni nuove e indefinite tra dati precostituiti da lui stesso in modo arbitrario. Ciò fa del rapporto tra i simboli e i loro referenti, il problema cruciale della nostra cultura: problema disperante se si tiene conto del fatto che lo stesso costituirsi dei simboli ha due livelli: uno affettivo, privato e ideologico, precostituito dalla natura, e uno operativo, totalmente sottoposto alla discrezionalità umana che si svincola dalla natura; facendo quindi coincidere ciò che è naturale con ciò che è privato e ideologico. La costituzione del simbolo ha in sé la possibilità di portare l'uomo a negare la sua dipendenza dalla natura, sovrapponendo ad essa una specie di onnipotenza della cultura".
Fornari, si sofferma poi, nel libro citato, sul consenso che con la costruzione di un codice culturale, -quale passaggio obbligato per arrivare dal Caos al Nomos- si passa dal disordine alla norma. L'uomo-idea, ha modificato senz'altro i rapporti uomo-coscienza, uomo-uomo, uomo-natura, uomo-società; ha legato un pezzo della sua storia individuale alla storia collettiva. Ha legato il sé a uno schema o modello di Progresso-Tradizione. Dallo scontro di questi due modelli nasce l'ideologia. Tra Tradizione e Progresso c'è la stessa dialettica che c'è tra l'Essere ed il Divenire.

martedì, giugno 04, 2013

Quei mille giorni della nostra vita di Anonimo Pompeiano

recensione al libro di Giorgio Boratto

Quei mille giorni della nostra vita si apre con un prologo che racconta paradossalmente un epilogo: in mezzo c'è la vita e dicendo questo svelo in parte ciò che è presente come un fil rouge: una morte che incombe su tutto... ma questo si sa è per la vita di ognuno. Allora? Fai presto allora...Non ti conosco bene. Così si chiude il prologo.
Ecco che gli 84 stacchi -così possiamo chiamare i capitoli, le parti, i titoli, i pezzi- che compongono il libro, diventano i momenti, situazioni di un unico racconto.

Anonimo Pompeiano compie la riflessione con un'anima ricca di poesia e che ha la dote di ricordare con la forza di un sentimento che non è nostalgia, è qualcosa di struggente e potente: l'amore per la vita.
Può esserci vita senza sogni? Impossibile. Come il giorno finisce nella notte, così la veglia affonda in un sonno che è ricco di suggestioni uguali a quelle della vita reale. Per questo Anonimo Pompeiano mischia racconti folgoranti con sogni scritti in corsivo: quasi un adagiarsi alla poesia, un arrendersi a ciò che non è possibile incontrare da svegli: I cantapedali di lana; Quetzalcoaltl; Il signor Martingala...

E' evidente dalla lettura del libro che l'autore, Anonimo Pompeiano, ha frequentazione con l'arte e con gli artisti, che a volte sono dive e attori, tanto bravi che sanno perfino bluffare e truffare con arte.
Rivelare chi si cela sotto la firma Anonimo Pompeiano non è importante, anche se quello che racconta è legato all'intimità, alla sua biografia; l'autore non si sarebbe nascosto. Il gioco degli specchi che il libro ci fornisce non cambia, forse si rafforza con l'anonimato perché sta nell'originalità del percorso individuare l'originalità della vita di ognuno.

Tra i pezzi c'è il registratore d'emozioni; l'autore scrive che bisognerebbe l'inventassero. Lui vorrebbe masterizzare con quello: attimi di felicità, giorni, un pallone e la nonna. Un registratore d'emozioni. Avanti fatelo: invoca...mentre lui lo ha già fatto e ce lo regala.
Anonimo Pompeiano ci regala questo registratore d'emozioni con Mille giorni della nostra vita, che di emozioni ne registra tante; e se quest'ultime non stanno in questo libro vivono nei nostri cuori, attraverso i mille richiami dei suoi scritti. Quel gioco degli specchi citato prima. Nel finale una bellissima filastrocca di E mi ricordo racchiude tante emozioni. Intervallato dal Mi ricordo di te, noi potremo dire tanto di noi.
L'amore è il sentimento più forte e, come per le donne, non c'è niente da capire. Funziona da solo. Amori diversi che troviamo in Ragazze, Rettili e Stelle.

Per i curiosi si può avere un assaggio delle emozioni, racchiuse nel libro, visitando la pagina facebook di Anonimo Pompeiano; sono 16 capitoli da leggere gratuitamente.

Edito da: Frenico/ePubblica- Editoriali Web. S.I.A.E. 2013- lo troverete in formato epub, ed è acquistabile collegandosi sul web ad uno di questi indirizzi: inMondadori, LaFeltrinelli.it, libreriarizzoli.it, bookrepublic.it, Hoepli, Frenico.com, ePubblica.com, Amazon Kindle Store, Apple iBooks Store, Nokia Reading, Excalibooks.com, LibraMente, unilibro.it, KoboBooks, Ebook.it, ebookvanilla.com, Feedbooks.com, Omniabuk.com, IBS.it e nei migliori eBook Store.

sabato, giugno 01, 2013

Prova video con Viola nel giugno 2012

Ecco un video rielaborato fatto un anno fa. Violetta è sempre più bella!!!

Diventare saggi


Diventare saggi, vecchi da ascoltare, forse è un sogno di molti. In verità l’ho pensato anche per me, di diventare un vecchio saggio. Non so se invecchiando poi lo sia diventato; certo che ho fatto un passo importante: la pace con il mio passato. Ora ripercorro tutti i miei ricordi senza inciampare più in emozioni dolorose.
Un altro requisito che accompagna il saggio è l'amore e questo in verità l'ho sempre coltivato. L'amore è quello che forse conserveremo insieme a tutto ciò che non ci può essere tolto. Quanto più si è in contatto con noi stessi, tanto più troveremo l’amore rivolto a tante persone.
Ma poi bisogna dire in verità che chi è saggio lo è perché i suoi occhi hanno letto il libro della vita. E' saggio chi ha conosciuto la ricchezza, la disgrazia, la miseria, la disperazione, la gioia e la felicità. E' saggio chi ha usato bene i suoi talenti...sì, ognuno ha dei talenti e deve riconoscere quali sono e non sprecarli. Con la saggezza impareremo che le cose essenziali della vita sono pochissime: l'amore, l'amicizia, il cibo, la casa e il lavoro...stanno sulle dita di una sola mano; tutto il resto conta poco.
La saggezza è dare il giusto perso alle cose; dare valore alle cose importanti e per riconoscere queste ultime come tali occorre la semplicità...
Mi piace l'aforisma che recita: la felicità è come un vestito, occorre essere nudi per indossarlo.
Non so appunto se invecchiando sia diventato saggio...certo è che ho l'umiltà dei pensieri; ho consapevolezza di essere uomo tra gli uomini, di non possedere nulla di più di quanto riesca a sopportare e a condividere. Insomma sto bene con me e a volte sento avvampare onde di gioia che mi fanno dire: la vita è davvero bella!

mercoledì, maggio 29, 2013

Il cimitero di Père Lachaise a Parigi

Leggendo oggi su la Stampa, dei cimiteri famosi nel mondo si parla di quello parigino: del Père Lachaise; qui tra numerose tombe di personaggi famosi ne esiste una che è meta di pellegrinaggio per chi ha problemi di fertilità o erezione sessuale.
La tomba è quella di Victor Noir, pseudonimo di Yvan Salmon, giornalista ucciso nel 1870 a 22 anni da Pierre Bonaparte, che divenne simbolo repubblicano.
Questa leggenda è alimentata dalla fattura della statua funebre, eseguita da Jules Dalou, che ritrae il cadavere di Victor Noir come è stato trovato e da cui emerge la prominenza molto accentuata del suo sesso.
Il realismo anatomico ha portato l'immaginazione e la superstizione a far toccare in quel punto la statua in cambio di fertilità o vigore sessuale.
Se volete un mistero tra i misteri di Parigi. Ricordiamo intanto che tutto il cimitero di Père Lachaise è circondato da misteri:tra quel milione di tombe, distribuite su 43 ettari di terreno, sorgono molte leggende di necrofilia, messe nere, vampirismo, prostituzione ecc...
Nel cimitero ci sono sepolti personaggi dai nomi illustri: Chopin, Balzac, Oscar Wilde, Jim Morrison, Marcel Proust, Yves Montand e Simon Signoret, Edith Piaf, Maria Callas, Apollinaire, Jim Morrison...e tra i primi ad essere sepolti i resti di Abelardo ed Eloisa. Una coppia legata da un amore grande e sfortunato. Proprio in questo cimitero i resti dei due amanti poterono essere riuniti dopo una separazione crudele.
Da notare che vicino alla tomba di Victor Noir c'è quella di Oscar Wilde, che è tutta piena di rossetto lasciato dai molti baci ricevuti dalle donne. Qui la figura di pietra ha i genitali spaccati...
Ora le autorità, in collaborazione anche con gli eredi di Wilde, hanno deciso di mettere fine a questa usanza che durava da circa venti anni. E così da oggi niente più baci ne graffiti, non più centinaia di labbra stampate con rossetti dai colori passionali sul sepolcro dello scrittore.

lunedì, maggio 27, 2013

La comunicazione come cavia da laboratorio scientifico: una cibernetica ante litteram

Ho citato il grande Paul Watzalawick per il suo libro, Istruzioni per rendersi infelici; per questo non bisogna dimenticare la Scuola di Palo Alto in California. Tutto ci riporta agli ultimi anni '50, quando al Mental Research Institute di Palo Alto si mise sotto la lente la comunicazione, si prese il linguaggio insieme a tutta la struttura comunicativa studiandola come una comune materia fisica da analizzare in laboratorio.
A dirigere questo folto gruppo di psicoterapeuti a Palo Alto fu Paul Watzalawick nato a Villach in Austria nel 1921. Paul Watzalawick conseguì nel 1949 all’Università di Venezia la laurea in lingue moderne e filosofia. L’anno successivo prese a frequentare l’Istituto di Psicologia analitica di Zurigo dove nel 1954 conseguì il diploma di analista. Dal 1957 al 1960 ottenne la cattedra di psicoterapia presso l’Università di El Salvador e dal 1960 si trasferì al Mental Research Institute di Palo Alto dove lavorò con Don D. Jackson, Janet Helmick Beavin e Gregory Bateson, diventando il massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana, delle teorie del cambiamento, del costruttivismo radicale e della terapiia breve fondata sulla modificazione delle idee con cui ci costruiamo la nostra immagine del mondo, spesso dissonante con la realtà del mondo.
Fondata da Donald de Avila Jackson nel settembre del 1958, e ispirata dalla terapia della Gestalt di Fritz Perls, la scuola di Palo Alto, con il Mental Research Institute, ha dato origine alla più grande rivoluzione della psicologia contemporanea.
Autori del calibro di Gregory Bateson, Paul Watzlawich, John Weakland, Jay Haley, Janet Helmick Beavin ed altri, con i loro studi portarono alla cosiddetta psicoterapia breve o brief therapy, all'Analisi Transazionale di Eric Berne, alla PNL di Richard Bandler e John Grinder, ecc. In un certo senso usarono tutti in maniera ante litteram i principi della cibernetica.
E' bene sapere ciò che l'enciclopedia Treccani scrive alla voce: cibernetica Disciplina che si occupa dello studio unitario dei processi riguardanti la comunicazione e il controllo nell’animale e nella macchina (secondo la definizione di Norbert Wiener, 1947): partendo dalle ipotesi che vi sia una sostanziale analogia tra i ‘meccanismi di regolazione’ delle macchine e quelli degli esseri viventi e che alla base di questi meccanismi vi siano processi comunicazione e di analisi di informazioni, la cibernetica si propone da un lato di studiare e di realizzare macchine ad alto grado di automatismo, atte a sostituire l’uomo nella sua funzione di controllore e di pilota di macchine e di impianti, e dall’altro lato, inversamente, di servirsi delle macchine anzidette per studiare determinate funzioni fisiologiche e dell’intelligenza.
In sostanza la comunicazione e la costruzione della realtà diventano un tutt'uno. La realtà è una costruzione mentale che usa la comunicazione come elemento utile a formare e influenzare, con le esperienze, le nostre opinioni sul mondo. Ecco cosa scrive Umberto Galimberti nel 2007 per la morte di Paul Watzalawick avvenuta il 31 marzo 2007.
Il linguaggio della psicoterapia deve intervenire sull’emisfero destro perché in esso l’immagine del mondo è concepita ed espressa, e, mutandone la grammatica attraverso paradossi, spostamenti di sintomi, giochi verbali, prescrizioni, si determina il cambiamento dell’immagine del mondo che è alla base della sofferenza psichica. La rivoluzione non è da poco, perché smentisce la persuasione comune secondo cui, a partire dalla nascita la realtà non può che essere scoperta. No, dice Watzlawick ne La realtà inventata. Il costruttivismo, che è alla base della sua concezione sostiene che ciò che noi chiamiamo realtà è un’interpretazione personale, un modo particolare di osservare e spiegare il mondo che viene costruito attraverso la comunicazione e l’esperienza. La realtà non verrebbe quindi scoperta, ma 'inventata'.
Il cambiamento sta poi nel far incontrare la parte razionale, logica e metodologica dell'emisfero sinistro con la parte destra dell'emisfero da cui nascono fantasie, sogni e idee che possono sembrare illogiche e assurde.
Quando le persone comunicano, oltre che scambiarsi informazioni, danno vita a un’interpretazione sociale, cioè compiono una sequenza di azioni concatenate, di mosse attraverso le quali si influenzano reciprocamente. La comunicazione interpersonale, se vista come interazione, è un processo in cui da uno stato iniziale si arriva ad uno stato finale attraverso vicende intermedie.
Negli anni Sessanta e Settanta l’idea che la comunicazione interpersonale sia interazione si è fatta strada grazie a contributi maturati in diverse aree.
A proposito di psicoterapia breve
Invece di interessarsi dell'origine storica individuale dei problemi psichici, la psicoterapia breve interviene sui sintomi, per curarli attraverso una focalizzazione dell'intervento terapeutico sui problemi relazionali mostrati dal soggetto, tramite un'attenzione sui processi del qui ed ora e sui paradossi logici di autosostentamento della sintomatologia stessa. Il risultato, a volte inatteso, è che spesso anche le cause profonde di tali problemi finiscono con l'emergere, integrando ed espandendo la stessa pratica psicoanalitica.
In Pragmatica della Comunicazione Umana, scritto da Watzlawick, insieme a Janet Helmick Beavin e Donald de Avila nel 1967, sono enunciati i cosiddetti assiomi della comunicazione -cinque affermazioni fondamentali su come si svolge l’interazione- che hanno influito profondamente su come affrontare il percorso della psicologia contemporanea.
1) Non si può non comunicare.
Si comunica anche in silenzio. Ad esempio, una persona che mentre ci ascolta accenna un sorriso ironico, comunica che quanto ascoltato lo diverte. Tutti i comportamenti sono comunicazione e non è possibile non avere un comportamento. In altre parole non si può non comunicare, consciamente o inconsciamente.
2) Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione.
L’aspetto di contenuto è presente in quelle relazioni tendenzialmente “sane” in cui l’aspetto relazionale della comunicazione viene relegato in secondo piano. Nelle relazioni “non sane” si tende a lottare per definire la tipologia della relazione relegando in secondo piano il contenuto della comunicazione.
3) La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti.
La “punteggiatura” si riferisce alla sequenza degli scambi riferito al soggetto che osserva il suo comportamento e quello del suo interlocutore
4) Gli esseri umani comunicano sia con il linguaggio digitale (verbale) e sia con quello analogico (non verbale). Il linguaggio logico ha una complessa sintassi e si riferisce all’organizzazione delle parole; è privo di una semantica riferita all\’area relazionale. Il linguaggio analogico è privo di sintassi ma dotato di semantica. L’essere umano utilizza entrambi i linguaggi (gli animali solo quello analogico): generalmente il contenuto relazionale è definito dal linguaggio logico mentre l’analogico definisce tutto quello che è inerente la relazione.
5) Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza.
L’utilizzo di un modello a discapito di un altro dipende dalle situazioni. E’ possibile anche una combinazione tra i due sistemi.