venerdì, giugno 18, 2010

Su l'articolo 41...

Articolo 41 della Costituzione italiana: 'L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali'.
Massimo Giannini l'ha già scritto ma è bene ricordare che l'articolo 41 della nostra Carta Costituzionale, che Berlusconi ha definito un 'ferrovecchio cattocomunista', ha garantito fino ad ora la libertà di impresa per chiunque. Non si è mai verificato, in oltre 60 anni di storia repubblicana, un contenzioso su questo articolo. Quindi non ci sarà niente da cambiare; così, al di là della propaganda cui i governi berlusconiani ci hanno invaso, si tratterà solo di integrare o meglio rendere più agevole l'intraprendere una attività economica.
L'articolo 41 della Costituzione verrà così integrato: 'La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria. Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post'.
In sostanza un abbassamento della burocrazia che sempre persiste. Le liberalizzazioni e l'abbattimento delle corporazioni sono tutta un'altra cosa e Berlusconi non è certo la persona che può farle: lui è il leader più sovietico che l'Italia abbia mai avuto; altro che nomenklatura e monopoli.

mercoledì, giugno 09, 2010

Berlusconi e la Costituzione

Dopo quasi 10 anni di governo dell'Italia, Berlusconi dice che non può governare, e quella stessa Costituzione che garantendo la democrazia e gli ha permesso di essere eletto, ora è considerata da lui un 'inferno'.
Si conoscevano già i suoi pensieri da caudillo e niente ci sarebbe di nuovo sui suoi propositi, ma il fatto di vedere questo ometto ogni giorno sbraitare contro i magistrati, i giornalisti, le regole della democrazia parlamentare, contro quella parte di televisione non asservita -che pagano tutti gli italiani, anche quelli che non lo votano e sono la maggioranza della popolazione italiana sebbene lui dica il contrario- fa venire il voltastomaco.
L'ossessione di Berlusconi è il consenso e il fare a dispetto delle regole. Le regole della democrazia non è solo potere della maggioranza, ma anche il rispetto delle minoranze e il governare non significa ricerca del consenso e del piacere personale, ma scelta del bene comune. Lui pensa che governare sia sinonimo di comandare, per questo pensa che con lo spirito dell'im-prenditore gli sia permesso di disporre di dipendenti pronti a esaudire i suoi desideri personali. Dopo oltre 15 anni di politica bisognerebbe che qualcuno gli spieghi qualcosa...magari anche internet.

domenica, maggio 30, 2010

Chi pagherà la crisi continua

Berlusconi dice che nonostante la manovra finanziaria, che farà pagare agli italiani 24 miliardi di euro in 2 anni, ha sempre il gradimento del 60% della popolazione. Si sa' che Berlusconi ha vinto le elezioni perchè l'hanno votato soprattutto i poveri: l'ha votato buona parte di quella metà degli italiani che resta sotto i 15 mila euro di reddito all'anno. In Italia soltanto l' 1% denuncia più di 100 mila euro; mentre dipendenti e pensionati producono l'80% del reddito, pagando l'85% delle tasse pagate allo Stato. Che c''è da dire? Che i poveri, chi paga tutte le tasse, pagherà anche questa manovra e alla fine continuerà ad amare Berlusconi: il più grande imbonitore politico della storia italiana riesce sempre ad incantare il popolo.
Intanto il potere lui dice che non l'ha. Lui vorrebbe averlo per fare tutti ricchi, ma lui non comanda e allora ha bisogno di continuare a stare lì a difendersi cercando quel potere che l'Europa, il Parlamento, i suoi ministri, gli oppositori, i magistrati, la stampa ecc. non gli permettono.
La crisi economica e finanziaria che attanaglia tutto il mondo occidentale non sarà superata fino a quando non cambieremo il nostro modo di pensare. Berlusconi rappresenta tutto il vecchio mondo: il consenso che gode è la prova che non siamo capaci di pensare in modo nuovo. Usciremo dalla crisi solo se sapremo trovare linguaggi e parametri economici diversi dagli attuali.

martedì, maggio 25, 2010

Basta con gli slogan

Basta con lo slogan: 'Nessuno metterà le mani nelle tasche dei cittadini'...ci prendono in giro? Non sanno che le ruberie dei politici corrotti comportano un furto alle tasche di tutti gli italiani? Che l'evasione fiscale fa pagare di più tutti? Che i condoni creano buchi nelle tasche di tutti i cittadini? Che il mancato controllo del Governo sui prezzi e sui cartelli delle corporazioni alla fine sono un altro modo per taglieggiare i cittadini?
Eppure con lo slogan:'Nessuno metterà le mani nelle tasche dei cittadini', si pensa che i cittadini abbocchino. Chi pensano paghi gli sperperi, le ruberie, l'aumento dei costi della politica e dei servizi sociali? Chi non metterà le mani nelle tasche dei cittadini? Pensano di pagare loro? No, loro pensano a salvaguardare la cosiddetta privacy, la loro; quella che nasconde le mani nelle tasche degli italiani.

venerdì, maggio 21, 2010

Potere e legge sulle intercettazioni

Gli stessi che hanno vinto le elezioni attraverso il tema della sicurezza facendo leva sulle paure dei cittadini, dicendo di combattere la criminalità, ora con la legge sulle intercettazioni rende chiara la strumentalità di quelle promesse elettorali: niente più delle intercettazioni riesce a combattere i crimini e dare la sicurezza ai cittadini. Si comprende sempre di più che l'illegalità e il crimine alberga dentro le stesse istituzioni e lo sbandieramento di pericoli procurati da clandestini e da poveracci era uno specchietto per le allodole. I veri ladri di ricchezza e di democrazia sono in giacca e cravatta; sono il frutto di un sistema che rende i ricchi degli intoccabili.
Ora si agita la privacy, la garanzia della riservatezza dei dati personali, ma questo è un falso problema e i social-network su internet lo dimostrano. La maggioranza dei cittadini non avverte nessuna invadenza nella propria riservatezza; questa legge è utile al malaffare del crimine organizzato e colluso con il potere politico e della cosiddetta casta.
E' sempre più chiaro che la nostra democrazia è malata e il 'ritorno del principe' è una realtà: chi ha letto il libro di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato sul tema dei criminali che la politica combatte di giorno e poi alla sera si ritrova nei party a bere e ridere insieme, sa questa verità.

lunedì, maggio 10, 2010

Diventare saggi

Diventare saggi, vecchi da ascoltare, forse è stato un sogno di molti. Io in verità l’ho pensato anche per me: diventare un vecchio saggio. Non so' se invecchiando poi lo sia diventato; certo che ho fatto un passo importante: la pace con il mio passato. Ora ripercorro tutti i miei ricordi senza inciampare in emozioni dolorose.
Un altro requisito che accompagna il saggio è l'amore e questo in verità l'ho sempre coltivato. L'amore è quello che forse, in fondo, conserveremo insieme a tutto ciò che non ci può essere tolto. Infatti noi potremo perdere tutto, perfino il corpo, ma troveremo una strada che porterà ad incontrare la nostra essenza, la parte che chiamiamo anima. Quanto più si è in contatto con noi stessi, tanto più troveremo l’amore rivolto a tante persone. Ma tutto questo è saggezza? Fa saggi?
La saggezza acquista la dimensione di un obiettivo: diventare saggi, si dice. Ecco quello sarebbe un risultato, ma quando si può dire di averlo raggiunto?
La saggezza però si può ascoltare, la saggezza ci parla, in un certo senso è naturale, ci mette in armonia con il mondo che ci circonda; soprattutto ci mette in pace. Già la pace, lo stato di supremo benessere, lo stato di bellezza.
Ma poi bisogna dire in verità che chi è saggio lo è perché i suoi occhi hanno letto il libro della vita; ha conosciuto la ricchezza e la disgrazia, la miseria, la disperazione, la gioia e la felicità. Il saggio sa che cosa è la sete, la fame e la sazietà...infine la saggezza diventa una conquista, l'attraversare molti luoghi e deserti, molti stati e situazioni che insegnano qualcosa.
Ecco, allora quando scoprirai che tutto quello che hai passato lo conoscevi già, sei sopra un asinello che cammina piano ma con passo sicuro; quell'asinello si chiama saggezza.

lunedì, aprile 26, 2010

Nuova epoca

Ho ascoltato l'intervento di Eugenio Scalfari al Festival del Giornalismo di Perugia e concordo con lui sul fatto che siamo alla fine di un'epoca e ne iniziamo un'altra senza la memoria di quella passata: 'C'è un canone estetico ancor prima di quello morale...ma come è possibile essere rappresentati da un signore che tutte le mattine si tinge i capelli e si mette il cerone? Non è possibile!'.
Già, anch'io mi sono chiesto spesso come mai gli italiani diano la fiducia ad un uomo che poteva benissimo essere d'attualità negli anni '20 o ancor prima con tirabaffi e retina per capelli e la fama da 'tombeur de femmes', ma oggi?
Eppure l'attuale premier piace, trova consensi anche se mi è capitato di vedere che nessuno dei suoi sostenitori ricordi che cosa abbia fatto di importante mentre era o è al governo. Il suo cosiddetto 'popolo della libertà' lo ricorda solo come imprenditore palazzinaro e televisivo. Io degli oltre 7 anni di governo, di questo rappresentante del popolo, mi ricordo solo disgrazie: attentati, disastri, guerre, crisi economiche e terremoti.
A mio avviso all'origine di tutto ciò, c'è una informazione viziata, cattiva o distorta: c'è un giornalismo soprattutto televisivo che spettacolarizza e rende 'spot' la politica; là dove ci dovrebbe essere ragionamento, confronto, dibattito, c'è solo merce avariata da vendere a buon mercato. E così paradossalmente la nostra cronaca quotidiana, che dovrebbe diventare storia, diventa pettegolezzo, chiacchiera, propaganda di qualcosa che non c'è. La narrazione della nostra vita collettiva viene svilita in una storiella da bar: sarà per questo che la memoria si rifiuta di crescere?

sabato, aprile 17, 2010

Scontro ideale

Con lo scontro televisivo ad Annozero abbiamo assistito a due modi diversi di intendere il mondo e dare un senso alla propria vita. I due contendenti erano il medico Gino Strada e il politico Ignazio La Russa. Alla fine le due posizioni risultavano complementari e insieme formanti quel paradigma di contraddizioni della natura umana, ma guai a rinnegarne qualcuna. Noi risultiamo quelli.
Un po' uscivano le divisioni ideali che da sempre caratterizzano la Destra e la Sinistra: l'uomo è una cattiva bestia e con lui va usato il bastone oppure l'uomo è un essere fatto per il Bene e se cresciuto in libertà e in un ambiente naturale saprà costruire la sua comunità ideale. Filosoficamente ritornano le due posizioni chiave sostenute da Hobbes e Rousseau.
La guerra e il suo uso risultava infine la discriminante per concepire l'idea del mondo e della sua evoluzione...evoluzione? Forse chi credeva di più in una evoluzione risultava Gino Strada prefigurando e immaginando un mondo senza violenza. Ecco la capacità di immaginare un mondo ideale risulta il motore per crescere e costruirlo davvero; per La Russa invece ancorandosi ad una realtà di violenza rispondeva che per combattere la violenza bisognava opporre una forza dissuadente. In verità da che mondo è mondo, noi abbiamo usato di fronte alla violenza sempre lo stesso comportamento: i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Cosa dire? E' difficile dire, poiché l'uomo è ancora un essere con un cervello molto primitivo. Poi da quando ha piantato dei paletti per terra dicendo che fino a lì comandava uno e dall'altra parte poteva comandare un altro...le cose si sono complicate.
Le contraddizioni potrebbero essere sintetizzate anche da posizioni diverse in merito alla discussione scaturita intorno al crocifisso nei luoghi pubblici. Mentre La Russa con il suo solito atteggiamento luciferino e incazzoso dichiarava che mai e poi mai avrebbe tolto il crocifisso, ritenendolo un segno di appartenenza fondante la sua civiltà e cultura; Gino Strada quell'uomo sulla croce lo avrebbe forse adagiato su un lettino per cercare di salvarlo.
Vai a comprendere che quel Gesù avrebbe porto l'altra guancia per uno, e avrebbe considerato la morte come un riscatto e conquistare il vero Regno per l'altro.
L'importante per me è continuare a sognare.

lunedì, aprile 12, 2010

Segnalazione evento artistico

Immagini e Poesia, l'incontro tra un pittore e un poeta in un posto speciale: la Cappellina di San Bartolomeo a Genova Prà
Un pittore Eugenio (Diddi) Bozano e uno scrittore Italo Fiorato danno vita con le loro opere ad un evento culturale: Immagini e Poesia.
Il 17 e 18 aprile 2010 sarà possibile vedere l'installazione artistica dentro un contenitore speciale: la Cappellina di San Bartolomeo in piazza Bignami 4 a Genova Prà.
L'evento artistico sarà una duplice occasione di scoperta: vedere la piccola cappella privata settecentesca e i due artisti che dialogano tramite figure e suoni, colori e scrittura, immagini e poesia...
L'appuntamento con i due autori è per sabato 17 aprile alle ore 17,30 in via Bignami 4 a Genova Prà. Introdurrà Giorgio Boratto.
La Cappellina di San Bartolomeo è sede del Circolo Culturale Praese, a cui si deve l'organizzazione degli incontri ed eventi svolti al suo interno.

Diddi Bozano, genovese, diplomato al Liceo Artistico "Nicolò Barabino" nel 1966, ha iniziato da subito a ricercare nuovi percorsi producendo sculture, fumetti, gioielli, grafiche, acquarelli, ecc.
Una sua iniziale attenzione è stata quella di coniugare immagini e scienza, sperimentando la ricerca cibernetica con la forma geometrica. In ultimo è giunto a proporre figure umane incerte, quasi timide, annegate in una natura esuberante, in cui la melanconia della figura si sposa con la melanconia dell’ambiente. http://www.diddibozano.it/index.asp

Italo Fiorato, genovese, ha collaborato con il con il quotidiano cittadino "Il Lavoro", attuale inserto di "Repubblica", alla fine degli anni Settanta. Nel 1975 alcune sue composizioni poetiche sono state pubblicate sulla collana "I Nuovi Poeti Contemporanei" edita da Il Parnaso. Da più di venticinque anni collabora attivamente con associazioni non governative (ONG) che si occupano di diritti umani ed in particolare dei valori etici che ne costituiscono il presupposto. Ha pubblicato, con l'editore Il Filo, il romanzo: Cronaca di un battito d'ali (qestione immorale). http://ko-kr.facebook.com/profile.php?id=100000317720868

Per ulteriori info: 339 3399517 www.praweb.it - ccpraese@libero.it

domenica, aprile 04, 2010

Pedofilia nella Chiesa cattolica

Lo scandalo dei preti pedofili è legato alla sessuofobia della Chiesa cattolica e dalla cattiva educazione. La teologia di una religione che pretende di delineare i i voleri di Dio a sua discrezione e misura, non aiuta di certo a inquadrare il sesso come importante relazione naturale tra le persone adulte.
Una Chiesa che professa una rigida morale sessuale e chiama peccato l’omosessualità, per poi praticarla troppo spesso dentro le sue mura, mostra il paradosso del suo predicare.
Qualche giorno fa era intervenuto il teologo Hans Küng sostenendo che il celibato dei sacerdoti non è un dogma e il matrimonio avrebbe arginato i comportamenti sessuali deviati come la pedofilia. Sono d'accordo.
Io, da semplice cittadino, dico che mi impressiono nel vedere le assisi o le conferenze della Chiesa cattolica: centinaia di vecchi maschi che impartiscono lezioni su comportamenti sessuali senza mai forse avere amato o conosciuto una donna. Una schiera di uomini anziani con le tonache purpuree non sono un bel vedere neppure estetico: sono forse retaggio di antichi riti tribali dove i vecchi erano considerati saggi...qui paiono solo dei sporcaccioni misogini repressi che covano pensieri indicibili.
Hans Küng poi avanza una accusa a Ratzinger come responsabile del lungo silenzio della Chiesa sui fatti di pedofilia:'Nessun’altra persona nella Chiesa ha visto passare sulla sua scrivania tanti casi di abusi'.
Hans si riferiva ai 24 anni trascorsi da Benedetto XVI alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio. Un luogo strategico, e adatto per lavare i panni sporchi in famiglia nel più assoluto riserbo.
La speranza per chi crede è che qualcosa cambi negli atteggiamenti sul sesso e nei dogmi assurdi di questa fede millenaria: in fondo essere cristiani non vuol dire appartenere a questa Chiesa.

martedì, marzo 30, 2010

La Padania esiste?


E la Padania? Allora esiste? Io che ho sempre pensato alla Padania come una forzatura ideologica, meglio dire una grande balla per far passare una identificazione che non ha basi né culturali né geografiche, ora con questa avanzata politica della Lega Nord dovrò ricredermi? La Padania esiste?
Eppure continuo a considerare la Lega Nord con i suoi protagonisti una iattura.
Continuo a vedere nei personaggi della Lega delle maschere di una commedia tragica e ridicola insieme: il torvo Bossi, Il ghignate Castelli, il rubizzo Calderoli, l'insultante Borghezio, gli sceriffi 'cristiani' Tosi e Gentilini...
Tutti recitano un dramma che non è solo padano, ma è italiano. A fare l'impresario teatrale di questa commedia è un altro padano: un imprenditore che -come sostiene lo storico Antonio Gibelli nel libro: Berlusconi passato alla storia- ha creato uno schieramento, nella somma talora antinomica delle diverse componenti tenute assieme dalla potenza economica e mediatica del leader nonché dalla sua personalità esuberante, ha avuto la capacità di incoraggiare, interpretare e dare uno sbocco agli umori serpeggianti nella società italiana all’uscita del decennio ottanta: una sorte di rivolta dei ceti medi, fatta di antifiscalismo, di modelli di vita edonistici, di antipolitica, di fastidio per le regole, conditi da un anticomunismo archetipico postumo a forte timbro rivendicativo.
Oggi all'indomani delle elezioni regionali devo pensare che Berlusconi passerà alla storia attraverso la dicitura di una 'età berlusconiana'; un'età che sarà di per sé l'età della fine dell'Italia. Rimarrà forte -si fa per dire- allora la Padania.
Con l'antica paura della miseria, che il Veneto ha conosciuto bene, si rischia di perdere la propria storia e l'anima migliore, raccontata da scrittori come Fernando Bandini, Luigi Meneghello, Mario Rigoni Stern e Andrea Zanzotto.

giovedì, marzo 25, 2010

verso il fascismo?

Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni, dopo avere detto che il suo governo sconfiggerà il cancro e insultato come sempre avversari e magistrati, ha annunciato grandi riforme. Lui farà le riforme con la gente e che fra tre anni si voteranno insieme alle elezioni politiche. Avremo una nuova e diversa Costituzione.
Articolo uno della nuova Costituzione: l’eletto dal popolo ha tutto il potere. Se l’eletto dal popolo si chiamerà Presidente della Repubblica o Primo ministro a Berlusconi interessa poco. Ha detto che lo farà decidere al popolo dei gazebo, allo stesso modo in cui il popolo si pronunciò sulla scelta 'Popolo o partito della Libertà'. Non è una battuta quella del premier, ci crede davvero che il popolo si consulti e si esprima così.
Articolo due della nuova Costituzione: la grande riforma della Giustizia. Questo è un paese dalla democrazia mutilata, pensate: 'noi facciamo una legge e i giudici la mandano alla Corte Costituzionale e la Corte la boccia'. Per evitare nel futuro simili queste mutilazioni i giudici della Corte non saranno più 'di sinistra'. Soprattutto però non sarà più possibile che il potere politico sia limitato e controllato da altri poteri. Nella grande riforma della Giustizia poi si metterà mano alla 'obbligatorietà della azione penale'. Oggi i magistrati sono almeno in teoria obbligati dalla legge a perseguire ogni tipo e modalità di reato di cui vengono a conoscenza. Domani, con la grande riforma, non sarà più così. I giudici non potranno più scegliere di testa loro, ma riceveranno direttive e indirizzi generali su quali reati perseguire dal Governo.
Ora chiedo agli italiani di buon senso -che so che ci sono- non è che siamo alle soglie di un nuovo fascismo?

martedì, marzo 16, 2010

La crisi non c'è

Si può dire quello che si vuole, ma visto l'aumento di reddito conseguito lo scorso anno del premier, si capisce perchè lui continui a sostenere che la crisi non c'è.
Con ottimismo e buona volontà Berlusconi ha dimostrato che si può arrivare a possedere televisioni, giornali, banche, assicurazioni, radio...
Attenti però poiché insieme bisogna entrare in politica, creare paura dei clandestini, degli immigrati, dei giudici, dello Stato di Polizia, della sinistra, dei comunisti...e parlare d'amore.
Con l'ottimismo bisogna dare anche sicurezza e per questo bisogna far zittire gli oppositori, chiudere le trasmissioni televisive che disturbano e soprattutto invocare la libertà...e parlare d'amore.
Con ottimismo non bisogna dimenticare che: 'Veltroni è un coglione'; 'Bossi è un dissociato mentale'; 'Prodi? Un leader d’accatto' e i farabutti vanno in piazza; naturalmente senza smettere di parlare d'amore.
Per fare tutte queste cose bisogna essere capaci. Io che non sono capace ammetto che per me la crisi c'è; ma si sa non riesco ad essere coerente: per cui la crisi non c'è o almeno c'era ed è già finita. Con l'amore, l'ottimismo e la buona volontà.

sabato, marzo 06, 2010

Il regime

Chi si chiede ancora se siamo in un regime? Nessuno, poiché ci siamo immersi così tanto che nessuno è in grado di vedere fuori.
L'ultima trovata del governo, che con il suo Presidente del Consiglio incarna il regime, è quella di fare decreti per far interpretare le leggi invece che applicarle. Questa iniziativa è solamente una delle tante che attestano la gravità istituzionale che stiamo attraversando.
Un governo dovrebbe essere sopra le parti; anche se espressione di una maggioranza dovrebbe governare per tutti, con senso istituzionale non intervenendo per sostenere gli interessi di una parte contro gli altri.
Invece vediamo che il governo interviene d'urgenza, per 'aiutare' i vituperati giudici che non sono capaci di intepretare le leggi invece di applicarle.
Se il partito escluso fosse stato una piccola formazione di opposizione al governo pensate che si fosse comportato alla stessa maniera? No. Alla faccia della democrazia e dell'uguaglianza dei diritti.
Con la storia di interpretare le leggi invece di applicarle potremo scoprire che rubare non è reato e casomai lo fanno solo i poveri; i ricchi perchè dovrebbero rubare? Hanno già molto e quindi se interpretiamo bene la legge scopriremo che è assurdo condannare un ricco: lui non può rubare...a quale scopo? Le tangenti, gli appalti truccati, il riciclaggio ecc. sono solo scambi di favori che aiutano a lavorare. Chi governa in fondo sono gli uomini del 'fare' e allora lasciamoli fare. Cosa sono queste interferenze indegne? Soprattutto contro uomini così bravi e così ricchi?

giovedì, marzo 04, 2010

politica e regole

Le regole della democrazia sembra non vadano bene al cosiddetto 'popolo della libertà'. Questo partito pensa di essere investito, tramite il suo capo, da un lasciapassare per tutto rilasciato dal voto popolare. Non c'è legge e regola che tenga: qualunque applicazione della legge o del diritto è considerata un affronto, un golpe, una violazione al potere del Re. Ma cosa sono le leggi?
Questo potere rappresentato dalla Destra italiana che invoca e vuole garantire sicurezza, legalità, efficienza, dimostra nei fatti tutto l'opposto. Dimostra che tutto è in funzione della casta, di una èlite di persone che in virtù di un mandato (ancora definito popolare) si arroga il diritto di far carta straccia, del diritto stesso.
Il pasticcio della presentazione delle liste elettorali da parte del PdL -il famoso Popolo della Libertà- al di là dell'incapacità organizzativa che sottende è il segnale dell'insipienza di tutta una classe politica. Non sono capaci di scrivere leggi; non affrontano i problemi veri dei cittadini, si muovono e si azzuffano tra loro; sono i referenti e nello stesso tempo i mandanti di tutti gli scandali italiani. Leggete il libro Il ritorno del Principe' di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato. Scoprirete che criminalità e politica in Italia sono sempre andate a braccetto.

mercoledì, marzo 03, 2010

Luoghi comuni

I luoghi comuni imperversano sempre nella nostre conversazioni e fanno denotare spesso una pigrizia mentale o semplicemente il conformismo nel classificare le cose che ci circondano o in cui ci imbattiamo. Ad esempio sull'immigrazione si sentono frequentemente dei luoghi comuni che vengono spacciati per verità. Solitamente la frase che prelude l'affermazione razzista è: 'Io non sono razzista, ma...'. E dopo ecco le sparate: 'E vengono tutti qui!'. 'Quelli che vengono sono i peggiori...infatti sono tutti in galera'. 'Vengono qui e si fanno curare a nostre spese', 'Ci portano via le nostre donne'. 'Nelle graduatorie per la casa sono favoriti gli stranieri'. 'Non si vogliono integrare'. 'Non gli facciamo costruire le moschee perchè al loro paese non ci fanno costruire le chiese'.
Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Circa un terzo della popolazione straniera, senza permesso di soggiorno, ha provenienza asiatica; i dati del Ministero dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale evidenziano che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e non rappresentativa del fenomeno criminale.
Non dimentichiamo poi che in Italia esiste il reato di immigrazione clandestina.
Inoltre dobbiamo sapere che: in Europa siamo soltanto al quinto posto di presenze straniere con il 7%; la maggioranza degli stranieri è cristiana, è in regola sul lavoro e paga l'Inps; gli assicurati stranieri sono 2.173.545, pari al 92% di tutta la popolazione straniera regolare censita. Con questo pagano le tasse e contribuiscono a mantenere lo stato sociale italiano, compresa la spesa sanitaria. È evidente che il lavoro nero sarà invece l’unica opzione per gli immigrati senza permesso di soggiorno.
Riguardo al fatto che 'ci portano via le donne', in verità è il cittadino italiano che sposa le cittadine straniere. L’80% dei casi. Gli immigrati presenti in Italia hanno spesso un'istruzione uguale o superiore alla media degli italiani. Un dato dell'associazione NAGA del 2009 che riguarda gli immigrati senza documenti in regola dice che gli analfabeti sono il 4,2%, coloro che hanno un titolo di scuola media superiore sono il 42,8%, mentre i laureati sono il 10,2%.
Per quanto riguarda la richiesta di casa gli stranieri sono quelli che presentano la maggioranza delle domande ai Comuni, ma in nessuno risulta che poi abbiano superato l'8% delle assegnazioni.
Nei paesi islamici ci sono molte chiese cattoliche. Pur essendo in numero esiguo i cristiani nei paesi musulmani hanno i loro luoghi di culto. Poi non si può negare un diritto per il semplice fatto che alcuni immigrati provengano da Paesi dove questi diritti vengono negati.
Infine si dice spesso: 'Aiutiamoli a casa loro'...Bene. L'Italia risulta l'unico paese che ha ridotto gli aiuti allo sviluppo dei paesi poveri.

lunedì, marzo 01, 2010

Niente succede per caso

Niente succede per caso, ed ogni cosa prova che ognuno procede per diventare ciò che è: questo è il senso profondo della nostra vita. Per questo dobbiamo, nel corso della vita, fare i conti con molte cose. Per realizzare quel miracolo di unicità e irripetibilità che ognuno rappresenta dobbiamo misurarci con meccanismi mentali e comportamentali che non ci appartengono.
Niente succede per caso. Se analizziamo gli aspetti simbolici degli accadimenti, vedremo, tra gli alti e i bassi, la totalità e l'integrità dell'esistenza. Vedremo che ogni cosa si inserisce in una trama che pare segreta, ma il percorso labirintico ha un senso: quello di individuarci. Diventare se stessi.
A chi non è mai capitato di trovarsi in un determinato posto in un momento sbagliato? Oppure di incontrare persone che non si avrebbe mai pensato? Ebbene, niente succede per caso. Esiste una forza che fa succedere le cose per una ragione precisa anche se a noi resta sconosciuta.
Per giungere alla conoscenza che oltrepassa l'Io, in quel versante di ombre e di dolore, bisogna tacere; fare silenzio.
Noi siamo gli unici a capire il senso della nostra vita a patto di abbandonarci alla giostra infinita di gioia e dolore, amore e morte. Al termine di ogni giro di giostra abbiamo la possibilità di scoprire che l'intimo scopo della vita è passare dall'inconsapevolezza originaria ad una consapevolezza superiore.
Noi siamo in perenne cammino ma spesso non siamo capaci di avvertire il cambiamento continuo della nostra vita come quello delle nostre cellule. Moriamo e nasciamo sempre. In questa giostra succede di tutto e mai per caso.
Senza consapevolezza facciamo succedere quello che ci capita.
Niente succede per caso.
Chi sa leggere i simboli e le metafore scorge questa verità, riuscendo a comprendere i meccanismi di quello che succede. A ogni livello; anche collettivo.

sabato, febbraio 13, 2010

Bertolaso: lo stupore è infantile, dovremmo indignarci

Da Italians -Rubrica del Corsera Online-
Caro Severgnini,
Leggo le intercettazioni e le notizie sulla questione Bertolaso e poi sento tanta gente che si stupisce. La situazione era stata riportata da vari giornali, dal Corriere come da altri. Ora in tanti si domandano se tutto questo può essere vero. Non lo so con certezza, ma è probabile, in Italia quando crediamo di aver toccato il fondo c'è sempre qualcuno pronto a fornirci di una pala per scavare. Invece di stupirsi, il popolo italiano dovrebbe impararare a INDIGNARSI. Lo stupore è un sentimento infantile, il bambino si stupisce delle cose che non conosce. Nei Paesi maturi, vedi l'Inghilterra con i rimborsi dei loro parlamentari, la gente si indigna, e infatti questi ladri di polli non si ricandidano. Dobbiamo crescere e finalmente imparare l'indignazione, che contrariamente allo stupore, non viene spazzata via dalla prossima notizia su Belen e Corona.
Fabrizio Bartolini , fbarto@gmail.com

Caro Bartolini,
la vicenda degli appalti sessualmente gonfiati mette molta tristezza. Insieme ad altre notizie in arrivo - da Roma, dalla Sardegna, da Venezia, da Milano (arresto in flagranza del presidente della commissione Urbanistica) - spingerebbe a una conclusione antropologica: l'Italia è questa, e lo è sempre stata. Rassegniamoci, non pensiamoci più. Superata la sorpresa delle intercettazioni - grandi dialoghi teatrali, peccato non si fosse a teatro - e in attesa delle sentenze, una cosa però bisogna dirla. L'Italia non è l'unico Paese al mondo dove accadono queste cose. Ma è forse l'unico dove SI PROTESTA PERCHE' VENGONO DENUNCIATE. Questo è il lato surreale delle faccenda. Ieri su "Italians" - luogo aperto a tutte le opinioni - abbiamo pubblicato una lettera dal titolo «Bertoloso è bravo? Giù botte» ( http://www.corriere.it/solferino/severgnini/10-02-12/03.spm). L'autore, Beppe Cardile, è già sicuro di come sono andate le cose. Ciò che ha letto non l'ha insospettito. Non vuole capire di più, sapere come vengono spesi i soldi pubblici. No. Ha già deciso che i magistrati agiscono per strani motivi («Per questo non riusciamo a risolvere i nostri mille problemi, per una sola evidentissima ragione: l'invidia»). Sui media governativi, intanto, è partita la solita canzone: complotto pre-elettorale. Non ricordo chi l'ha detto, ma è vero: l'Italia è l'unico Paese in cui, se il cane da guardia sente gli intrusi e abbaia, picchiamo il cane. Il presidente del Consiglio, saputa la notizia, ha detto: «I magistrati si vergognino». Un'affermazione del genere - pronunciata a caldo, senza conoscere i dettagli e le accuse - è inimmaginabile sulle labbra del capo di governo in un'altra democrazia. Sarebbe l'inizio di una crisi gravissima tra poteri dello Stato, una situazione pre-insurrezionale. In Italia, no. Niente e nessuno viene preso alla lettera. Tutto procede, in un realismo cinico, aspettando la primavera.

giovedì, febbraio 11, 2010

Si continua a fottere

L'Italia dei furbetti, del disprezzo delle regole, dello sperpero e delle ruberie del denaro pubblico continua. Ora con le previste norme di impunità tutto diventa uno status quo, che ritrova in Berlusconi l'emblema, il simbolo e l'icona perfetta.
Come si smentirebbe? A distanza di 18 anni da tangentopoli, dagli scandali delle tangenti ai partiti, della cosiddetta prima Repubblica, si è arrivati, senza soluzioni di continuità, agli scandali degli appalti Grandi Opere ed Emergenze, al ladrocinio del nostro denaro. Ma è possibile che dove gira il denaro, come la Sanità e gli appalti pubblici, ci siano sempre pronti i ladroni e i furbetti? L'occasione fa l'uomo ladro. Che dire?
Ricordo che per Berlusconi si diceva: 'Lui almeno non ruberà, è ricco di suo...'. Come si è visto al denaro è legato il potere che inebria le menti. Altro che spirito di servizio al prossimo. Ricordando un detto siciliano che dice: 'commandare è come fottere'; qui si cerca solo di fotterci in tutti i sensi.
E per il popolo bue con la giustizia e i giudici si impedisce di governare...pardon, comandare. C'è proprio bisogno di una rivoluzione.

mercoledì, gennaio 27, 2010

Differenze

Nel grande albero della vita l'umanità è solo un piccolo ramoscello, situato tra molti altri nel mezzo del cespuglio delle scimmie africane. L'evoluzione umana può essere intesa come un'infantilizzazione: siamo scimmie che sono diventate sessualmente mature, mentre erano ancora morfologicamente giovani.
Con la selezione sessuale, unita all'adattamento con l'ambiente, avviene una grande differenza di tipi umani. Non dimentichiamo che l'uomo è presente in tutte le aree del globo. Pur esistendo una fondamentale unità della nostra specie, abbiamo molte differenze; e la maggior differenza di tipi si ritrovano all'interno di quelle che impropriamente chiamiamo razze.
Gli aspetti morfologici degli umani sono solo una caratteristica in più. C'è più variazione all'interno di una 'razza', che tra queste. Se si annientassero tutte le 'razze' eccetto una, ecco che ugualmente la variazione genetica umana sarebbe preservata. Continueremmo a differenziarci sempre con numerosissimi capricci estetici. Una pelle scura -ad esempio- può proteggere dal cancro alla pelle dove è più forte il sole, mentre una pelle chiara consente la ricezione di raggi benefici dove scarseggia la luce solare.
Per questo motivo le differenze morfologiche degli umani sono simili alle razze canine. Tutti i cani discendono chiaramente dai lupi, ma nel corso di poche centinaia di anni, con l'intervento di allevatori, si è raggiunta una varietà che supera quella dei principali gruppi umani.
Ma quello che più ci divide, e in un certo senso ci uniforma, è l'aspetto culturale che diventa una nuova natura. La cultura sembra il nuovo ingrediente che promuove una selezione naturale di tipo diverso.
All'interno di questo agente agisce la religione. Ecco che l'etichetta principale per distinguerci diventa la religione. Il paradosso è che le tre religioni principali, che condizionano la cosiddetta civiltà umana, chiamano tutte il loro unico Dio, Padre onnipotente; eppure sembra si facciano la guerra per sostenere ognuna una propria verità teologica.
Per quella si cercano adepti, si accettano conversioni, si lanciano proclami, ma in verità questi discrimini sembra nascano ancora una volta dal pregiudizio: dalla lingua diversa, dal colore della pelle, ecc...
Le religioni diventano a loro volta etichette di 'pericolo'. 'Pericolo terrorismo' come l'Islam. Pur essendo in verità a loro volta ognuna pericolosa a suo modo, per l'inculcare credenze fuori da ogni logica di buon senso. Cosa dobbiamo pensare? Forse è in atto una selezione che ci vedrà tutti perdenti.
I primi a perdere saranno certamente i cani rabbiosi.

mercoledì, gennaio 06, 2010

a destra al potere

Ecco un articolo di Giorgio Bocca che illustra bene la situazione attuale con Berlusconi al governo per la terza volta.
Giorgio Bocca a 80 anni ha sempre la lucidità del grande giornalista.

La destra al potere, la borghesia del fare, ha una sua idea della crisi sociale: siamo alla guerra civile, come annuncia drammaticamente il suo instancabile leader. Una guerra civile di nuovo tipo fra i coraggiosi produttori di ricchezza e la casta dei giudici, chiusi a difesa dei loro privilegi, signori di una giurisdizione imposta con il 'tintinnare delle manette'. E poiché il partito del fare è anche padrone della pubblicità e dell'informazione, diventa sempre più difficile e impopolare chiedersi perché mai dei servitori dello Stato come i giudici, degli uomini di legge, dovrebbero perseguire complotti liberticidi.
La risposta del Cavaliere di Arcore è immutabile nei modi e nel tempo: perché sono comunisti. E a chi obietta che i comunisti hanno cessato di esistere anche in Russia e in Cina, Fedele Confalonieri, 'l'amico di una vita' ribatte: sì, ma funziona ottimamente nel mercato della politica, i comunisti non ci sono più ma fanno ancora paura.
Dire che in Italia oggi è in corso una guerra civile può servire a mantenere in vita la grande paura che la rivoluzione di ottobre diffuse nel mondo intero. Quella in corso nel nostro Paese e nel mondo è qualcosa di diverso e di più drammatico, uno scontro per la sopravvivenza. I giudici e quanti vogliono la sopravvivenza dello Stato democratico abusano a volte del loro potere, non pagano per i loro errori? Sì, ma rappresentano quella parte della società che si rende drammaticamente conto che senza il rispetto delle leggi si arriva inevitabilmente al soffocamento progressivo di quella libertà di cui la destra dei produttori anarcoidi parla in continuazione.
Il re dei produttori, l'insonne, l'ubiquo, l'instancabile si proclama ogni giorno salvatore di uno Stato di cui ogni giorno cerca di ignorare le leggi, che esorta i cittadini a ignorare. La criminalità organizzata è una cancrena che sta divorando l'economia e le istituzioni, un nemico mortale che annulla la legalità e normalizza l'illecito? Lui si dice pronto a "strozzare con le sue mani" quanti cercano di spiegare che le mafie esistono e fioriscono. Non è una riedizione del silenzio che la mafia ha sempre cercato di imporre ai grandi media dell'informazione?
Gli Stati più civili del mondo, le grandi democrazie, hanno fatto della tassazione progressiva dei redditi la base di una civile convivenza, l'unico rimedio alle 'inique differenze' di status e di opportunità, lui non perde occasione per ricordare ai cittadini che la tassazione è iniqua, che fanno bene a correggerla.
La sicurezza dei cittadini è uno dei beni più preziosi ed è noto che nella modernità supertecnica i mezzi per violarla si sono moltiplicati, ma se questi mezzi vengono usati per controllare gli abusi del potere, allora diventano barbari, inaccettabili. Le macchine della modernità, computer, copiatrici, calcolatrici, rendono più facile, meno faticoso il lavoro di scrittura e di contabilità, tutto è più comodo, più facile, ma anche più a disposizione dei delinquenti? La società che piace ai produttori anarcoidi difende a spada tratta questo progresso, ma lo combatte come un'empietà se si rivolge contro i suoi soprusi.
A volte la spudoratezza autoritaria del nostro sembra innocente come il capriccio di un bambino, interviene nello scandalo del governatore del Lazio Marrazzo per far sapere che lui lo ha avvertito che dei ricattatori stavano cercando di vendere il filmino dei suoi convegni con i trans, come se fosse morale e meritorio che il capo del governo democratico, difensore delle leggi e della Costituzione, corresse in soccorso di un servitore infedele dello Stato.
(29 dicembre 2009)

martedì, dicembre 22, 2009

I dieci comandamenti

I dieci comandamenti dettati da quel Dio vendicativo, crudele e guerrafondaio del Vecchio Testamento possono essere tranquillamente aggiornati e riformulati per questo terzo millennio.
Ricordiamo che quel Dio invisibile, che ragiona come un uomo severo e autoritario, se si infrange anche solo uno di quei dieci comandamenti ci manda a soffrire e bruciare nelle fiamme dell'inferno per i secoli dei secoli...senza dimenticare che lui ci ama. Per questo motivo ho pensato a comandamenti che superino la fede in un Dio, in qualunque modo si chiami (Javhet, Cristo o Allah), e siano utili a tutti. Io li ho individuati in questa maniera:
1)Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
2)Non danneggiare nessuno e tratta tutti gli esseri viventi con onestà e rispetto.
3)Non tollerare il male, non sottrarti alla Giustizia e sii pronto a perdonare le offese ogniqualvolta che chi le ha recate sia sinceramente pentito.
4)Vivi ogni giorno, ogni istante con gioia e meraviglia cercando sempre di imparare qualcosa.
5)Sottoponi le tue idee a verifica, non censurare e respingere a priori le idee diverse dalle tue, rispettando sempre gli altri a dissentire.
6)Forma le tue opinioni non lasciandoti trascinare dagli altri. Metti tutto in discussione.
7)Godi della vita sessuale senza danneggiare nessuno e lascia che gli altri godano della loro propria, quali che siano le loro inclinazioni.
8)Non discriminare nessuno.
9)Insegna ai figli a pensare liberamente con la loro testa.
10) Rispetta l'ambiente dove vivi, non inquinare e pensa ad un futuro più lungo della tua vita.
Che ne dite? Forse potrebbero essere un elemento di evoluzione. Intanto io cerco di rispettare questi.

martedì, dicembre 01, 2009

Chi siamo?

Chi siamo veramente? Da un punto di vista fisico siamo frutto di una mitosi: un processo di 50 o 60 suddivisioni cellulari, attraverso 5 fasi, con cui cresciamo, aumentiamo e cambiamo nel corso della vita da quell'ovulo che eravamo.
La mitosi è un processo complicato e ancora poco conosciuto a livello molecolare. È di vitale importanza che le cellule si dividano in modo corretto, perché un errore in questa fase può favorire i tumori, portare alla sterilità e causare ritardi mentali.
Un'altra cosa interessante è che la parola mitosi ha un riferimento onomatopeico e deriva dal greco mitos, che indica 'filo', nome dovuto all'aspetto filiforme dei cromosomi durante la metafase, ma il mito è anche quello che ci accompagna dalla nascita del pensiero. Per Maria Zambrano ogni nostra azione non può prescindere dal mito. Ora scopriamo che anche la nostra crescita fisica ha nel mito un riferimento.
Nella mitosi avviene uno sdoppiamento dei cromosomi con un processo straordinario e molto complicato che genera cellule figlie identiche della madre. Poi abbiamo i 'salti quantici' ossia variazioni misurabili solo con la meccanica quantistica. Poi entriamo in gioco noi: noi esseri specchianti; osservatori osservati. Per antonomasia noi siamo il riflesso di una intelligenza che si riflette nelle sue parole, idee e pensieri per cui la coscienza è scienza del sé. Lo stesso procedimento della mitosi è lo specchiarsi cellulare, un riprodursi identico che genera nuova identità.
La riflessione è un esercizio del pensare che ci permette di guardare dall'esterno ciò che avviene all'interno. Tutto in fondo si riflette, rimbalza, ripercorre, attraversa e quello specchio concavo del cielo stellato entra in noi rivelandoci di che materia siamo fatti: polvere di stelle.
Pensiamo ad esempio quante cose ci avvolgono, legano, ingarbugliano; quale incredibile matassa di fili invisibili ci circonda: le onde elettromagnetiche, i campi radio, le cellule di telefonia mobile, le immagini criptate di segni luminosi, i suoni ultra e infrarossi, flussi di segnali bip e bit…
Ecco noi siamo questo: polvere di stelle che si auto-osserva.
* Pubblicato sulla mia pagina nel sito di David Racah

mercoledì, novembre 25, 2009

Illegalità e potere

In Italia quando l'avviso di reato colpisce un politico si studia subito una legge per derubricare il reato o non considerarlo più tale. Falso in bilancio? Non è più reato. Reato di corruzione? Prescrizione per quella semplice sempre garantita. Concussione? Spirito affaristico di nessuna importanza...quando la esercitano i politici, poiché per loro la Giustizia non è più giusta se tocca loro. Bancarotta fraudolenta? Non è più reato. I defraudati poi chi sono? Ora si sta pensando di cancellare il concorso di mafia. Dell'Utri, Cuffaro, Berlusconi...insomma, ma chi sono i mafiosi? La devastazione del concetto di Giustizia continua. In fondo poi in galera ci vanno sempre i miserabili; coloro che non hanno soldi abbastanza per arrivare alla prescrizione o il potere di cancellare i reati. Ora con l'istituzione del processo breve forse avremo la prescrizione anche per i poveracci, in barba anche alla 'certezza della pena' che dovrebbe accompagnare sempre il concetto di Giustizia.
I veri reati rimangono quelli di clandestinità (illegalità riservata agli stranieri); masterizzare un cd; consumare droga...se poi sono i politici, anche qui un velo pietoso sopra.
Certo è che per arrestare questo andamento sarebbe necessaria una battaglia nutrita di un alimento etico-politico e da un adeguato sostegno dello spirito pubblico. In realtà scopriamo che l'illegalità diffusa è prima di tutto l'illegalità degli italiani in generale. Un modus vivendi che giustifica tutto e trova negli interessi di parte la sua applicazione comportamentale. Così l'Italia resta il paese del G8 a maggior tasso di delinquenza e il minor tasso di legalità.

mercoledì, novembre 18, 2009

Crisi e lavoro

Yamaha -Valentino aiutaci tu-, Alfa Romeo di Arese -Alta tensione a Milano: oggi la Fiat potrebbe decidere la fine dell’Alfa Roneo di Arese- e il gruppo Omega, con in testa i licenziati di Agile-Eutelia, -improvvisato sit-in sotto Palazzo Chigi per chiedere chiedere garanzia al governo- sono le tre notizie che di seguito aprono le notizie sul quotidiano L'Unità di oggi 18 novembre 2009.
Il lavoro è sempre al centro della crisi e questi tre casi sono emblematici dello stato generale che attraversa tutta l'occupazione italiana. Qui non ci sono solo aziende che hanno perso commesse o sono in crisi, ma c'è anche la volontà della aziende di speculare per questioni finanziarie, traslocando lavorazioni o cedendo rami della produzione.
Un'altra notizia avverte che sono diminuiti i morti e gli incidenti sul lavoro anche per l'aumento della disoccupazione. Ci sono sempre meno occupati.
E' certo che la crisi che viviamo non finirà certo con qualche punto percentuale positivo di PIL, ma si avrà quando inizierà un nuovo modo di creare occupazione con l'attenzione per quei beni durevoli e importanti che non sono misurabili con il PIL (il Prodotto Interno Lordo).
I cosiddetti consumi creati ad arte e di per sé artificiosi finiscono per impoverire anziché arricchire la società. Oggi si parla anche di privatizzazione dell'acqua aprendo alle società private le aziende che gestiscono gli acquedotti pubblici. Un altro segnale dell'incapacità del mondo politico di governare i beni pubblici. Sembra che in Italia si trovino oggi gli alfieri delle politiche di Margaret Thatcher, mentre nel mondo si cambia strategia. Il berlusconismo avanza invece di retrocedere. Cosa dovrà succedere affinchè gli elettori rinsaviscano?

giovedì, novembre 12, 2009

Questo processo non s'ha da fare

Questo processo non s'ha da fare, né domani né mai. E i 'bravi' si sono messi subito al lavoro. Ghedini, Pecorella, Alfano e tutta l'armata compatta dei soldati parlamentari sono all'opera per trovare gli escamotages per far sì che il processo Mills non abbia luogo.
Quando un potente, un padrone ordina ecco che i servitori ben renumerati si mettono a disposizione e non serve che si tradiscano i principi generali, le norme etiche e di uso comune; quello che importa è ribadire che l'uomo ricco e potente non è un semplice cittadino è il domino su cui deve girare il mondo.
Quale senso ha l'accelerazione di decreti legge e riscrittura di norme legislative se non quella di fermare la giustizia?
Sarebbe meglio scrivere una postilla che quel tale signore che si chiama 'nome e cognome' non è soggetto alle leggi normali. Questo sarebbe il modo per salvare il diritto uguale per tutti. Se si stabilisse che non vale solo per uno, almeno sappiamo che per tutti gli altri vale. Così quando finirà il passaggio terreno per quel signore tutto ritornerà normale e funzionante.
Diversamente come trovare altri bravi e soldati parlamentari pronti a riscrivere in pochi giorni tutto in termini diversi? Uguali a quelli già esistenti?

domenica, novembre 08, 2009

Aggiornamenti lenti

Il blog lo sto aggiornando con ritmi lenti. Questo non è buona cosa per i lettori e per ottenere visitatori. Si sa' che gli internauti se non trovano post recenti poi ti abbandonano. Pazienza. Cercherò di recuperare i contatti persi in seguito. Non è che i visitatori siano molti. Il 'contatore' qui a fianco segna quanti sono stati a visitare il sito e giornalmente risultano davvero pochi. Non fa niente. Si scrive principalmente per se' e se poi si riesce a condividere emozioni, opinioni, stati d'animo va sempre bene.
Nel frattempo continuo a scrivere su mentelocale.it; su Agendacomunicazione.it e ora anche sul sito web di David Racah:
www.lotustraining.org
Bene. Se passate di qui cliccate sopra gli indirizzi segnalati.

sabato, ottobre 31, 2009

Siamo alla farsa

Bella faccia tosta dire che se anche condannato rimarrà al suo posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto. Farebbe l'opposto di quello che si dovrebbe in uno stato di diritto sovvertendone il senso. Purtroppo stiamo assistendo al teatro dell'assurdo. Una persona si erge a paladino del diritto e della democrazia assumendo l'intoccabilità e il ruolo di monarca assoluto.
E' chiaro che chi parla non ha chiaro il concetto di democrazia e Stato di Diritto. Una questione personale è diventata con l'esercizio del potere un questione simbolica di autarchia. Tutto viene riferito al Capo, al Condottiero, a colui che regge le sorti del destino di un popolo intero.
In una Europa unita questa posizione assume il carattere della farsa.

mercoledì, ottobre 07, 2009

Bocciato il Lodo Alfano

Bella notizia stasera riguardo alla libertà, che deriva dall'uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini. La notizia è che è stata respinta una legge che bloccava i processi per alcune cariche dello Stato. Ma perchè Berlusconi si scalda tanto contro la bocciatura del cosiddetto Lodo Alfano? Ho sentito il suo ministro Bondi dire che questa legge non è stata fatta per Berlusconi, ma è una garanzia per le prime 4 cariche dello Stato e allora? Forse che Bondi non sapeva dei processi di Berlusconi? Perchè è stata fatta in un mese e mezzo, a tempo di record?
Ma perchè Berlusconi tuona contro la Corte Costituzionale? E le altre tre cariche istituzionali comprese nella salvaguardia giudiziaria perchè stanno zitte? Ma occupare uno di quei 4 ruoli istituzionali non è mica una prescrizione medica. Uno sta fermo un giro, poi fatti i processi se è assolto ritorna. Che scandalo c'è?
Un altro aspetto da considerare è che nessuna di quelle cariche -indicate dal Lodo Alfano- è investita direttamente dal voto popolare. Non siamo in una Repubblica presidenziale e il Presidente del Consiglio viene indicato dalla coalizione dei partiti vincitori delle elezioni. Questi potrebbero indicare anche un altro candidato premier in caso di impossibilità da quello indicato prima. Tanto rumore per nulla. Non sarà allora il casino di un regime che non riesce a radicarsi come pensava?

lunedì, settembre 14, 2009

Cosa leggeremo fra qualche decennio?

Solitamente le analisi storiche si fanno dopo alcuni decenni. Si sa che per inquadrare una cosa occorre un punto di vista ampio e delle coordinate esterne che solo la distanza garantisce. Questo non toglie la possibilità di formulare qualche pensiero sul periodo storico attuale, con l'intuizione e il distacco dal quotidiano che ci sommerge.
Saper leggere i simboli e conoscere le metafore, ci aiuta a osservare questo momento storico come un tipico regime antidemocratico: lo scontro politico, come l'incontro, verte su una singola persona. In Italia pare tutto deciso da una sola mente: un autocrate che è riuscito a condensare il potere economico e politico in lui medesimo. L'uomo più ricco del paese Italia è anche il detentore del maggior potere politico in qualità di Presidente del Consiglio; insieme poi detiene la maggioranza delle fonti di informazione attraverso la proprietà di case editrici e televisioni. La parte di informazione non controllata, ovvero la stampa quotidiana, è messa sotto accusa da lui stesso che è a suo dire il detentore della verità. A suo dire: 'Solo le televisioni dicono la verità, i giornali mistificano le parole', salvo poi precisare che quello ascoltato è sempre stato frainteso...
Parlare di un nuovo fascismo forse è eccessivo, ma certo viviamo in una democrazia limitata, un confronto politico viziato da una tracotanza di poteri sbilanciati, in un contesto dove 'tutto quanto fa spettacolo' e non informazione.
Cosa scriveranno i nostri posteri del periodo che viviamo? Io provo ad immaginarmelo. Ecco leggeremo che questo è stato uno dei periodi più bui della giovane democrazia italiana...sì perchè in sostanza noi siamo una nazione giovane e con i suoi quasi 150 anni di storia non siamo ancora usciti dalla biografia del fascismo.

domenica, agosto 30, 2009

Moralisti e stronzi

Nella guerra al massacro per far vedere chi è più stronzo tra gli stronzi, ecco che non si salva più nessuno. Vittorio Feltri, chiamato a dirigere il quotidiano 'il Giornale' di Berlusconi, accusa i moralisti che fanno la morale a Berlusconi di essere dei falsi moralisti. Uno su tutti è il direttore dell'Avvenire, Dino Boffo; per Feltri è un molestatore sessuale, essendo stato condannato per questo reato dal tribunale di Terni, e per questo non si accettano da lui le prediche. Bene. Come se non sapessimo che c'è una gara a far vedere che gli altri sono tutti più stronzi del capo del governo. La caccia agli stronzi di regime è partita e conoscendo gli italiani chissà dove approderà.
In fondo Vittorio Feltri è stato chiamato a dirigere il Giornale proprio per fare questa guerra: per difendere il grande capo dagli accusatori: tutti più stronzi di lui. Questa è l'Italia oggi. Questa è la classe dirigente e questa è la politica del regime berlusconiano.
Aveva iniziato proprio Berlusconi a mischiare il privato con il politico spedendo a milioni di famiglie il libretto con la sua biografia tutta 'rose e fiori'. L'Italia nel frattempo è sprofondata nel baratro e la sua biografia andrebbe riscritta alla luce di quanto è successo negli ultimi mesi: festini, servitori, conflitti e propaganda.
Questa forse è un'altra morale. Questa è l'amara constatazione di quanto sia stronzo in fondo tutto il popolo italiano, nel dare la fiducia, di volta in volta, ai personaggi più squallidi della sua storia.

venerdì, agosto 28, 2009

Attendo denuncia

''L'Italia è l'unico paese nel quale un giornale viene denunciato perchè fa le domande. speriamo che almeno il presidente voglia dichiarare la sua disponibilità a presentarsi in aula e a rispondere almeno alle domande dei giudici''. Io invito tutti gli organi di informazione, compresi i blog e i socialnetwork come Facebook, a pubblicare le dieci domande 'diffamatorie'.
Ecco le domande:

1) Signor presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
2) Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrari e dove?
3) Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia, il padre di Noemi?
4) Perché ha discusso delle candidature europee con Letizia, che non è neanche iscritto al Pdl?
5) Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
6) Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
7) Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
8) E' vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo e in politica?
9) Veronica Lario ha detto che lei "frequenta minorenni". Ce ne sono altre che incontra o "alleva"?
10) Sua moglie dice che lei "non sta bene" e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?

Attendo denuncia...

martedì, agosto 25, 2009

Rimbalza il clandestino

Oggi sul 'Decimonono' il quotidiano il SecoloXIX, Bruno Vespa chiede a Bossi Junior di levare il gioco sui clandestini, oltre che da FaceBook, anche dal suo pc. Il gioco 'Rimbalza il Clandestino' è un videogame dove con il mouse bisogna affondare delle barche con gli immigrati. Ma non si rende conto Bruno Vespa che per cambiare un comportamento o una cultura (se di cultura possiamo parlare) bisogna partire da un diverso sentire? Da un diverso modo di essere? Il gioco in fondo non è che il riaffiorare di un pensiero che pervade tutto un mondo, uno stato del concepire la vita e di conseguenza la relazione con il prossimo.
I percorsi di crescita personale sono sempre lunghi e a volte dolorosi, e non si fanno certamente eliminando un giochino dal computer personale...anzi quel computer è lo specchio di una mente che porta a spasso assenze, ovvero inconsapevolezze.
Bossi Junior ha pronta la carriera politica inseguendo l'ideologia paterna. Farà un suo tragitto di esperienze personali che mi auguro positive, certo è che parte da presupposti difficili: chiudersi a difesa, alzare muri, fa perdere prima di iniziare. A rimbalzare in questo caso sono altre cose e non dei disgraziati. Scommetto che con quel giochino, Renzo Bossi, riusciva invece a vincere.

mercoledì, agosto 19, 2009

La terra ai giovani- di Carlo Petrini


La vera terra dei contadini ... "La terra ai giovani" delle idee guida che nel caldo ferragostano la Lega lancia nello stagno della politica nazionale, questa è forse la più suggestiva. I nostri nonni libertari gridavano "La terra a chi la lavora" oppure "Terra e libertà".
Programmi ambiziosi per teste calde, sappiamo tutti come è andata a finire. Eppure mai come in questo momento la terra è diventata bene raro e prezioso, concentrata nelle mani di pochi, oggetto di speculazione nei paesi ricchi e di dominio nei paesi poveri. Mai come in questo momento il suo scopo primario, produrre cibo, va perdendo terreno, e non è un bisticcio, per lasciare spazio al cemento o ad impianti e coltivazioni per nuove fonti di energia. I contadini nei paesi industrializzati sono ormai una esigua minoranza, i giovani scappano dalle campagne del sud del mondo, in qualsiasi angolo del pianeta se chiedete ad un giovane qual è la sua ambizione lavorativa la percentuale che sceglie un lavoro agricolo è meno che modesta. Malgrado l’Unione europea per anni abbia dispensato ingenti somme per la politica agricola, solo nell’ultimo periodo sembra orientata ad invertire una logica che ha favorito maggiormente l’agroindustria e i grandi proprietari terrieri rispetto ai piccoli coltivatori. I politici di Bruxelles come quelli di Roma sono in larga parte incompetenti sulle questioni agricole e alimentari, per non parlare ,delle segreterie che se ne fregano con assoluta noncuranza. C’è qualche iscritto al Partito democratico che si ricorda il nome del ministro ombra dell’Agricoltura? Nessun problema tanto non gliene importa niente a nessuno. Non è vero che dinanzi a progetti seri e concreti non si possa stimolare l’interesse e la passione dei giovani, ma la politica deve fare la sua parte, deve costruire nuove opportunità, facilitare le condizioni per dare smalto a questo settore. Torniamo allora allo slogan: la terra ai giovani. Pare che Umberto Bossi abbia rilanciato l’idea dei ministri Zaia e Tremonti per l’utilizzo di terre demaniali da affidare ai giovani agricoltori. Sono tre ministri della Repubblica e se vogliono realizzare questo progetto anche in tempi brevi questo è possibile; ma mi dispiace per loro perché questa bella idea senza il supporto di altre disposizioni che debbono avvenire contestualmente sarà aria fritta, perché non troveranno un giovane che è uno in qualsiasi contrada d’Italia disposto a fare il contadino per vivere le attuali frustrazioni di chi lavora la terra, anche se questa gli è stata donata dal demanio sperando che sia fertile. Allora cari Zaia e Tremonti, visto che non appartenete a quella Roma ladrona che tanto spende e spande accogliete quattro importanti consigli che costano veramente poco o nulla se volete che l’idea della terra ai giovani non sia una fanfaluca. Primo: riducete drasticamente le procedure burocratiche che costringono migliaia di contadini a passare più tempo per accudire ad una modulistica obsoleta e inutile rispetto alla produzione dei terreni o all’allevamento animale. Anche le associazioni di categoria riducano questa mole di lavoro e impieghino il loro personale per operazioni di sostegno politico e culturale. Secondo punto: lavorate perché le banche aprano conti agevolati a questi giovani che non abbiano l’assillo dei primi anni di lavoro. Ma vegliate su queste agevolazioni perché siano vere e non fasulle, i soldi prestati ai contadini sono un investimento serio. Terzo punto: mobilitate il sistema universitario perché si metta al servizio dell’agricoltura di piccola scala e non solo dell’agroindustria. Ultimo consiglio: mercati di contadini in ogni città d’Italia sollecitate i comuni perché diventino parte attiva per essere al duplice servizio dei produttori e dei cittadini. Quattro cose che costano poco o nulla, quattro idee che se realizzate rendono il progetto credibile; diversamente con questo caldo oltre agli elmi e agli scudi della Lega lombarda potete anche rilanciare il sombrero di Emiliano Zapata almeno ci ripara dai colpi di sole.

*Pubblicato da La Repubblica il 18 agosto 2009

sabato, agosto 08, 2009

Il regime berlusconiano

Da tempo molti si domandano se stiamo vivendo già dentro un regime. La risposta, basta saperla vedere, è sì; sì, stiamo vivendo in un regime. Qualcuno chiama questo regime: 'dittatura della maggioranza'; la democrazia intesa come libertà di chi vince le elezioni di fare quello che vuole, senza confrontarsi con l'opposizione. Il Parlamento infatti è stato svuotato dalla funzione legislativa ed è diventato solo lo strumento per votare gli ordini del giorno governativi. Qualcuno dice che viviamo una sorta di fascismo mascherato da democrazia con l'informazione a senso unico e soggetta alle segreterie dei partiti.
Ma l'anomalia a mio parere è nel comunismo di Berlusconi. Lui che gridava la parola 'Libertà' nei comizi è il più illiberale dei protagonisti politici che ha avuto l'Italia nel dopoguerra. Berlusconi è in fondo un comunista: adora il culto della personalità, tipo Mao e Stalin; è un accentratore dei poteri; in economia è un monopolista(in campo editoriale possiede oltre il 50% dei media e usa l'intimidazione per zittire quello che non controlla); non tollera il dissenso. Chi è più bolscevico di Berlusconi?
Elencare tutte le storture, gli arbitrii, i danni, le sparate, gli strappi avvenuti in tutti questi anni, dalla 'discesa in campo' del 'presidente puttaniere', è un'impresa ardua. I regimi in Italia solitamente durano un ventennio; al termine di questa legislatura ci saremo. Cosa succederà? Non oso pensarlo vestito da rockettaro, con l'orecchino e la cresta da punk a impartire nuove mode e costumi: il regime continuerà.

martedì, luglio 28, 2009

Regressione antifemminista

In occasione della presentazione della rivista 'Leggendaria', al femminile, avvenuta qualche tempo fa, si è parlato della condizione femminile in questo momento in Italia, anche in riferimento alle vicende delle ragazze escort. A una denuncia di Silvia Neonato sul silenzio della stampa e della televisione, e soprattutto degli uomini sullo scandaloso comportamento del premier Berlusconi, che ha evidenziato la regressione della nostra società in senso antifemminista, rispondeva Donatella Alfonso sostenendo che chi ha parlato fin'ora sono state donne, donne importanti, autorevoli come quelle citate da Silvia Neonato, ma ahimè rivolte solo ad un pubblico selezionato e già orientato come i lettori di 'la Repubblica' o dell'Unità'.
E' vero stiamo assistendo nella nostra società ad una regressione in senso antifemminista. Sembra che tutte le conquiste importanti sul piano dei diritti e sui comportamenti culturali nelle relazioni intersessuali siano ricacciate indietro. Viviamo in Italia uno strano momento di maschilismo. Il nostro premier che rispolvera prima la figura latin lover e del puttaniere poi, dimostra il ritorno ad una cultura che pareva essere superata. Le donne intanto eccetto poche eccezioni stanno zitte.
Il linguaggio della politica, con il degrado che la accompagna, usa toni che offendono le donne offrendo l'immagine di donne disposte a tutto pur di arrivare al successo e fare carriera.
Un altro momento significativo del clima che si sta vivendo è dato con l'approvazione da parte della maggioranza di governo, più l’Udc, alla Camera della mozione Buttiglione che impegna il governo a promuovere una risoluzione delle Nazioni Unite che 'condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire'. Fin qui non ci sarebbe niente da obiettare se non il fatto che tale passo nasconda un attacco alla legge 194, che non costringe certamente le donne ad abortire e pone precisi limiti all’aborto fatto all'interno delle strutture pubbliche e con tutte le garanzie medico-legali necessarie.
Interessante quello che Monica Lanfranco denuncia sul sito web:
http://www.womenews.net/spip3/ 'Insomma, da qualunque parte la si guardi una donna è sempre una minus abens, e il paradosso è che su questo sono tutti d’accordo, i poteri secolari così come i poteri spirituali, che le vogliono fattrici a tutti i costi. In Italia, però, si ammette che le giovanissime ‘studino’ da escort alla nuova scuola della tv e, che, di conseguenza, date le priorità formative, i frutti già si vedono: si sta allevando una generazione della quale andare davvero fieri. Secondo i risultati freschissimi di un sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia su 1200 ragazzi italiani la metà ritiene l’educazione sessuale ‘inutile’ e per due su tre la protezione nei confronti di gravidanze indesiderate è ‘roba da femmine’.
Andiamo su questo fronte davvero male.

mercoledì, luglio 22, 2009

Il presidente puttaniere

L'aveva sostenuto lui stesso qualche tempo fa per la serie, il 'presidente tutto': operaio, ferroviere, muratore, napoletano...che quello che preferisce è il 'presidente puttaniere' e ora finalmente lo può dire a tutti e non solo in privato come fece già. Finalmente! Ma ci voleva tanto? E' o non è l'italiano medio? A parte la ricchezza Berlusconi è il giusto interprete dell'Italia, quella che va a puttane. Lui a sua volta è stato sputtanato, perchè non ha pagato una prestazione: la escort allora, per vendetta, ha reso pubbliche le registrazioni che aveva effettuato di nascosto...ma guarda un po', chi lo direbbe che tutto succedeva per un mancato pagamento? Lui, che regala gioielli e mini mirror.
Ma a me interessa poco dei suoi affari privati, delle sue frequentazioni sessuali, quello che non digerisco sono le sue bugie, le sue posizioni sulla famiglia- ve lo ricordate al corteo del 'family day'?-, i rapporti con le minorenni, quella faccia da sepolcro imbiancato...pardon! Lui è sempre abbronzato, diciamo allora quella faccia di bronzo, che si ritrova nel prendere in giro tutti.
Poi agli italiani va bene pure così. Si dimenticano di tutto e fra qualche mese lo vedremo baciare l'anello di qualche cardinale e fare le leggi, con la Carfagna, contro la prostituzione, contro le 'case d'appuntamento'; intanto lui le ricevere direttamente a casa sua. Insieme a Putin. Per strizzare l'occhio alla Chiesa farà anche le leggi contro le coppie di fatto e il testamento biologico. Per quest'ultimo lui ha anche un'altra chance: è immortale.

mercoledì, luglio 15, 2009

Leggi dure e crude...fino a che...

Proseguo il ragionamento sul post precedente, di qualche giorno fa, per commentare la notizia fresca di oggi che sarà fatto un emendamento per consentire di regolarizzare colf e badanti...
Leggi dure? Leggi crude? Leggi all'italiana, leggi fatte dalla destra.
C'è il rischio del carcere- da 1 a 6 anni- per chi dichiara il falso per la regolarizzazione di colf e badanti, ma come si diceva la sanatoria passava. Diversamente si creava un danno economico all'Italia. E' stato inutile che Bossi, Calderoli e compagnia facessero i duri; sotto sotto si lavorava per riparare una legge fatta male. Vedrete che poi andranno avanti a regolarizzare anche tutti gli stranieri che oggi lavorano e sono senza permesso. Mi sembra ovvio.
La regolarizzazione di questo tipo di lavoratori sarà possibile con un emendamento (a firma dei ministri Maroni e Sacconi) inserito nel decreto anti-crisi, in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. L'emendamento, che disciplina la 'dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno delle famiglie' così si chiama, consentirà con il costo di 500 euro per lavoratore di mettere in regola circa 500 mila stranieri. Che dire? Che chi fa la faccia da cattivo poi dimostra di arrendersi alla realtà.
Non sarà anche questo il motivo che ha spinto il Quirinale a manifestare perplessità sulla legge cosiddetta 'sicurezza'? Clandestini criminali o semplicemente lavoratori in nero per gli italiani? Leggi che si accumulano senza un disegno chiaro. Intanto inizieranno a girare le ronde...

domenica, luglio 05, 2009

Leggi e incompetenza

L'articolo di Repubblica di ieri 4 luglio, in cui si domandava come si poteva interpretare la legge sul reato di clandestinità escludendo chi lavora come badante in nero, ha forse i suoi effetti. Oggi il sottosegretario Carlo Giovanardi chiede la regolarizzazione di 'colf e badanti' o sarebbe meglio dire tutti quegli immigrati senza permesso di soggiorno che attualmente hanno già un lavoro. La legge votata dalla destra al governo per combattere chi entra clandestinamente in Italia si trasformerà forse ancora in una grande sanatoria. Ancora una volta chi grida contro gli immigrati finisce per accettarli con un buonismo becero che attribuiva agli avversari politici.
Come nel 2002, quando vi fu una sanatoria che regolarizzò oltre 700 mila irregolari, ora si sanerebbero oltre 500 mila persone che lavorano in clandestinità in Italia. Allora, nel 2002, si provvedette a quella decisione per l'entrata in vigore della Bossi-Fini; oggi invece tutto sottende una ragione di ordine economico sociale: senza quella massa di lavoratori in nero si darebbe una mazzata all'economia italiana. Alla faccia dei leghisti e fautori della sicurezza unidirezionale: solo contro gli immigrati. Ancora una volta i legislatori leghisti e di destra hanno dimostrato che non sono capaci di scrivere le leggi. Poi staremo a vedere i risultati di quella sulle intercettazioni e altre in programma. Un vero disastro. Si sarebbe dovuto fare prima una regolarizzazione di chi lavora attraverso una verifica dei flussi e poi una legge severa e attenta senza inserirla in pacchetti sicurezza, come se i crimini commessi in Italia fossero tutti amputabili ai clandestini o agli immigrati. Ruba di più chi è in 'giacca e cravatta' ed è secondo la destra regolare. Senza pensare che per quantità ed efferatezza i maggiori crimini avvengono all'interno delle famiglie...anche queste regolari.

giovedì, luglio 02, 2009

Credenze e Sicurezza

Tema sicurezza, ecco un argomento che si presta bene per analizzare le nostre 'credenze'; quello che noi percepiamo come realtà e invece è solo un sentimento irrazionale indotto da informazioni errate. La nostra valutazione personale è poi legata alla capacità di formulare giudizi sensati, e qui 'casca l'asino' poiché noi non siamo in grado di essere sensati. La mole di dati che ci travolge è fatta ad arte per indurci ad accettare quello che vuole il potere politico.
La legge chiamata 'pacchetto sicurezza', è un altro aspetto delle credenze di cui siamo capaci. Si pensa che questa legge votata con la fiducia, ovvero senza dibattito parlamentare, risolva molte questioni in termine di criminalità. Tutto falso: aumenteranno invece automaticamente i reati poiché è stata dichiarata reato la clandestinità, ovvero il fatto di non avere i documenti di soggiorno e di permanenza in regola -prima era solo un illecito amministrativo. Aumenteranno le malattie, i dormitori abusivi e le stesse ronde faranno aumentare lo stato ansiogeno dei cittadini invece che tranquillizzarli.
Prima delle ultime elezioni non passava giorno senza che i telegiornali soffiassero sul fuoco della cronaca nera, quella che racconta di stupri, rapine, violenze. Gli stessi sbarchi a Lampedusa erano in diretta...ora seppur continuano, l'ultimo di 89 clandestini c'è stato ieri, nessuno ne parla. Ecco un bell'esempio di come si costruiscono le credenze.
Come dobbiamo interpretare le sconcertanti credenze sugli immigrati? Essi sono diventati i responsabili di ogni nostro malessere: loro rubano, sono arroganti, sono gli sporchi, brutti e cattivi che immaginiamo spesso dell'altro.
l'Italia sembra sia stata investita da un'ondata di panico verso lo straniero, come quando si diffonde qualche malattia sconosciuta per cui cresce l'ansia e le paura immotivata. Così è apparsa la minaccia proveniente da persone che secondo noi agiscono in modo immorale e inaccettabile alla nostra convivenza. I marocchini spacciano, gli albanesi sfruttano le donne, i romeni rubano e stuprano, i sudamericani si ubriacano e via discorrendo...con gli stereotipi del pensiero creiamo una società conformista non più in grado di pensare. Mentre in realtà ci sono molto più delinquenti in giacca e cravatta che raggirano i cittadini con 'falsi in bilancio' e truffe. Avvengono molti più crimini tra le mura domestiche che in strada: stupri, violenze sulle donne, sopraffazioni, sfruttamento. Gli incidenti stradali sono la causa prima di morte, insieme alle cure sbagliate dei medici, e nessuno lo dice. La sicurezza è rivolta guardando solo da una parte e nel frattempo esplodono vagoni ferroviari, muoiono sul lavoro operai, di fronte ad ogni evento climatico e naturale: abbiamo sempre più tragedie per come abbiamo ridotto l'ambiente...
Quale altra nuova palla ci faranno credere i politici al governo? A proposito perché nessuno dice che stiamo andando incontro alla bancarotta dei conti statali?

domenica, giugno 21, 2009

I giochi del potere

Silvio Berlusconi che ha bisogno di pagarsi un pubblico di belle ragazze per raccontare le sue barzellette, far vedere le foto della sua famiglia, delle sue ville, i suoi successi, con i video dei suoi interventi e poi fare anche un suo piccolo comizio è davvero patetico. Ma in fondo è l'ulteriore conferma che il bisogno di essere riconosciuto, amato, vezzeggiato, adulato per un uomo di potere non ha mai fine. Conoscendo questo 'gioco', a cui poi si potrà aggiungere qualche pruriginosa variante, scopriamo un segnale: chi prima lo circondava festante si è stufato di ascoltare le stesse cose, le solite storielle; il suo compiaciuto auto-osannarsi con le continue smancerie hanno stancato la sua corte.
Sembra poi che nel 'gioco' dell'incontro-festino, con la trentina di ragazze che lo chiamano 'papi', si nasconda anche quello di trovare quali sono le ragazze escort inserite nel gruppo. Trovata la farà accomodare nel 'letto grande'...qui poi andrà pure bene il 'cummanari è megghiu ca futtiri', 'comandare è meglio che fottere', ma ogni tanto anche il potente ha bisogno di fottere. Ma che male c'è? Niente. Per carità. Il 75% dei consensi li ha. Il popolo lo ha incoronato. Ricco è ricco. La famiglia è cresciuta ed è bella. La politica come servizio agli altri? Lui lavora per il bene di tutti. Allora? Lasciatelo in pace. Sta svolgendo semplicemente il suo karma: la vita precedente era orfano, povero, emigrante ed era stato fottuto.

giovedì, giugno 18, 2009

terremotati e potere

Il terremoto e il G8 da svolgere in quelle stesse zone, dove ha creato morti e distruzione, si rivelano per Berlusconi un accidente. L'aspetto propagandistico e di immagine ottenuto con molte promesse gli si ritorce contro. Gli aquilani hanno protestato ieri a Roma davanti a Montecitorio e oggi la visita di Berlusconi all'Aquila li ha evitati; come ha dribblato i giornalisti.
I terremotati dell'Aquila stanno osservando come procedono spediti i lavori per la preparazione del summit del G8, mentre i lavori di ricostruzione vanno a rilento. Quello che hanno sotto gli occhi i terremotati d'Abruzzo è la metafora del potere. Per i potenti di casa nostra e della Terra non ci sono ostacoli, non ci sono freni: tutto diventa possibile, mentre per i semplici cittadini rimangono promesse e vincoli di spesa, di permessi, di ordinaria burocrazia.
Le promesse fatte in campagna elettorale ai terremotati non hanno la copertura finanziaria assicurata e così sale la protesta. Sotto i loro occhi i costosi lavori di costruzione degli spazi utili alla manifestazione del G8 invece sono pagati. Berlusconi confida in aiuti esteri, lotterie e introiti futuri...al momento soldi per garantire i terremotati non ce ne sono.

sabato, giugno 06, 2009

Il partito dell'amore di Marco Travaglio


Pubblicato oggi sul quotidiano L'Unità
Siccome l’Italia non è un regime, tre giorni fa accadono due stupri a Roma: uno consumato, l’altro sventato per miracolo. Ma la questura non dice niente: vedi mai che qualche elettore patito della «sicurezza» capisca che la destra ha tradito anche quella promessa. La notizia esce perché un giornalista, avvertito da un amico poliziotto, la mette su facebook. Allora la questura è costretta a sputare il rospo. Sempre tre giorni fa, siccome l’Italia non è un regime, arriva alla Rai, in viale Mazzini a Roma, una lettera con un proiettile per Michele Santoro. L’ufficio posta la trasmette al posto di polizia. Ma nessuno avverte il destinatario, cioè Santoro. Silenzio di tomba per due giorni, dalla Rai e dalla polizia. Così chi l’ha minacciato di morte ha la conferma di quanto già sapeva: Santoro è isolato persino nella sua azienda. Ieri la lettera viene aperta: una foto di Santoro, la scritta «Morirai» e una cartuccia Winchester inertizzata. Intanto un’altra busta con proiettile arriva a Di Pietro. Il senso è chiaro: chi si mette di traverso sulla strada del padrone d’Italia deve morire. Era già accaduto in un’altra campagna elettorale al calor bianco, quella del 2001: Indro Montanelli ricevette alcune telefonate mute sul suo telefono privato, trovò una lettera minatoria sul tavolo del ristorante dove pranzava e la Digos gli intimò di cancellare le iniziali I.M. dal citofono di casa sua. «Il berlusconismo ­ commentò il vecchio Indro ­ è la feccia che risale il pozzo. Questa è la peggior Italia che abbia mai visto. Peggio di quella fascista». E non aveva visto quella di oggi.

martedì, giugno 02, 2009

In ricordo dell'amico Mauro Bocci

Articolo di Giuliano Galletta
di Giuliano Galletta
Genova. L’amico e collega Mauro Bocci, giornalista, scrittore, critico - morto improvvisamente ieri nella sua casa di Certosa a 57 anni - aveva avuto molte grandi passioni. Il cinema, l’arte, la letteratura, la storia e anche la politica.
Quando era studente al liceo D’Oria si faceva chiamare Carlo in onore di Marx e, appena sedicenne, fece parte attiva nel movimento del ‘68. Il suo interesse per i problemi politici del mondo ebbe poi uno sviluppo professionale nel giornalismo e Bocci fu per molti anni responsabile delle pagine Esteri del Secolo XIX commentando con equilibrio e intelligenza tutti grandi eventi degli anni Ottanta/Novanta, dalla caduta del Muro alla Guerra nel Golfo. Ma sulle colonne del Secolo XIX aveva scritto anche di cultura e in particolare di arte contemporanea, tema di cui si occupava sempre in modo anticonvenzionale. Ma probabilmente le sue passioni più vere e profonde erano due, il cinema e Genova. All’inizio degli anni Settanta aveva fondato, con Enrico Ghezzi e Marco Giusti, la rivista di cinema “Il Falcone Maltese”, vera fucina della cinefilia italiana e fu uno dei primi critici a sdoganare il cinema horror. Memorabile una sua intervista a Vincent Price, vera e propria icona delle produzioni Hammer, che Bocci incontrò all’hotel Colombia davanti alla stazione Principe.
All’altro suo amore, Genova, Bocci aveva dedicato la sua unica, ma del tutto matura, prova letteraria, “Il mare in piazza. Un sogno genovese” , una raccolta di racconti in cui esibisce una scrittura raffinata, consapevole di tutte le grandi lezioni novecentesche ma autonoma. «In una di quelle immobili ore d’autunno - scriveva Bocci - che precedono pioggia e notte e portano odore di rifrenscume e presagio d’altre giornate inconcludenti, Genova è una monade bianca e grigia, un attimo lattiginoso che tergiversa e si consuma su un dosso, al santuario della Madonnetta». E ancora, citando Caproni: “Sparire/come il giorno che muore/ dietro i vetri.../il mare.../il mare/il mare in luogo della storia.”
Con Bocci se ne va uno di quegli intellettuali genovesi un po’ eccentrici che sfidano il provincialismo con la loro cultura e disprezzano il piccolo cabotaggio di tanto establishment cittadino all’affannosa rincorsa di qualche “identità”, purchessia. Nel 2000 Bocci si era dimesso dal Secolo XIX per dedicarsi alla scrittura e aveva prodotto diversi volumi di divulgazione storica per la Rusconi: “Storia dei Papi”, “Attila”, “Gengis Khan”, “Alessandro Magno” e ancora un notevole libro sulla storia della sua città “L’identità genovese” (De Ferrari).
Era da tempo gravemente malato ma stava seguendo le cure e nulla avrebbe lasciato presagire un esito così repentino. Mauro Bocci lascia la moglie Janet e il figlio Giorgio di 7 anni. Alla famiglia le condoglianze di tutto Il Secolo XIX e dei colleghi di tutto il giornalismo ligure

domenica, maggio 17, 2009

Viaggio in Senegal


Il viaggio in Senegal è finito da qualche giorno e per questo il blog è rimasto fermo; non l'ho più aggiornato. Per i visitatori elenco qui sotto gli articoli fatti per raccontare il breve viaggio. Sono in totale 5, poi seguirà un altro articolo di ringraziamento a una donna speciale: Vanna Vallino, è lei che mi ha ospitato nella sua bella casa: un'oasi di tranquillità tra manghi e fiori.

Parte 1
parte 2
parte 3
parte 4
parte 5

giovedì, aprile 30, 2009

La crisi? Forse non c'è e se c'è non si vede...

La crisi? E' già finita. Questo è quanto dicono alcuni politici, i giornali e i commenti sui rilevamenti di qualche agenzia di sondaggi economici. Ma è vero? D'accordo che l'ottimismo crea circuiti positivi, ma attenzione alle illusioni. Non bastano alcuni dati di ripresa dei consumi a determinare l'uscita dalla attuale crisi che è appena iniziata; ci vorrà tempo e fatica per fare della crisi una vera occasione di crescita. Sì perchè l'etimologia della parola crisi dice 'momento che separa una maniera d'essere, fenomeno decisivo per cambiare'...si percepisce forse che è cambiato qualcosa? Se aumentano i consumi e si riportano dati e comportamenti al passato, vuol dire avere attraversato la crisi?
Ma la crisi c'è ed è accompagnata purtroppo da una caduta verticale del buon gusto e della sobrietà: ne fa da emblema la 'baruffa chiozzotta' tra la signora Miriam Bartolini, alias Veronica Lario e il marito Silvio Berluconi, capo del governo. Sembra una manfrina per tirare fuori colpe della sinistra...
Ma che ruolo la sinistra abbia avuto non si sa. La questione è stata sollevata dalla Fondazione 'Fare Futuro' che fa capo all'attuale Presidente della Camera, Gianfranco Fini, a cui Veronica Lario ha scritto una lettera aperta. Non ci sono stati commenti sulla vicenda che ha riguardato questioni di famiglia. stavolta la sinistra e' stata zitta zitta. Nemmeno Di Pietro ha detto nulla. Eppure guardate se Berlusconi ha risposto a Gianfranco Fini. E' vero, forse la crisi non c'è. E' una invenzione della sinistra.

domenica, aprile 26, 2009

Credere non credere

Nel Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale c'è stato nei giorni scorsi un interessante incontro, promosso dall'associazione Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), in collaborazione della Fondazione per la Cultura e il Comune di Genova, dal titolo: Liberi di credere, liberi di non credere.. Condotto da Donatella Alfonso -giornalista de La Repubblica- si sono confrontati: Luca Borzani -Presidente della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale; Raffaele Carcano- segretario nazionale Uaar; Enrico Peyretti- Scrittore cattolico; Telmo Pievani – filosofo della scienza; Andrea Ranieri- Assessore all'innovazine e ai Saperi del Comune di Genova; Husein Salah-Iman di Genova.
L'introduzione di Donatella Alfonso ricorda che a Genova, città laica, il tema su 'credere o non credere' acquista un valore particolare: c'è come arcivescovo Bagnasco presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), c'è in previsione la costruzione della moschea, c'è stata la prima pubblicità in Italia della pubblicità su l'ateismo (osteggiata) e poi arriverà il Gay Pride (la manifestazione nazionale per l'orgoglio omosessuale)...insomma Genova città di confronto per molti motivi. Il tema del credere è diventato un argomento non più personale.
Il primo a intervenire -anche per gli onori di casa- è stato Luca Borzani. 'Credere o non credere' è prima di tutto frutto di una confusione linguistica: la laicità e il suo senso profondo è il tema da definire. Laici lo possono essere i credenti e i non credenti. La voce più forte che hanno acquisito le religioni, dimostrano paradossalmente una posizione più debole. C'è un diverso uso delle convinzioni religiose. Le contraddizioni del potere secolarizzato della chiesa è dovuto, secondo Luca Borzani al vuoto lasciato da politica; alle sue difficoltà nella società odierna.
Enrico Peyretti risponde subito a Borzani: la politica è importante e anche spregiudicata, ma la fede religiosa cerca la sua forza anche politica. Oggi si può credere in tante maniere e in tante cose. C'è la possibilità di arricchimento. Per questo io penso che il colloquio, il parlare insieme, sia proficuo. La vera divisione tra chi crede e chi no, la ricorda bene Norberto Bobbio: 'la differenza è tra chi pensa e chi non pensa ai grandi interrogativi della vita'...
Per Husein Salah l'Islam è sempre stato speculare alla cultura dell'occidente. Nell'ultimo secolo è uscita una confusione nel mondo islamico tra nazione e religione dovuta ai colonialisti che portavano tutti una croce. La fede islamica è segnata dai sei pilastri della religione. Questa fede rimane una scelta di libertà: nessuno può imporre di credere.
Andrea Ranieri spiega la risposta dell'istituzione comunale alla richiesta di costruzione della moschea, con i principi costituzionali della libertà di culto. 'Nessun cattolico, in quanto credente, si è mai opposto a negare la costruzione di un luogo di culto che poi si rivolge ad uno stesso Dio. Il mondo musulmano è pieno di contraddizioni, ma in Europa le religioni devono essere libere di costruire civiltà più avanzate. Per il tema del credere o non credere, da non credente, la pubblicità sugli autobus che dice 'Dio non esiste e tu ne puoi fare a meno' la ritengo tranciante e non riconosce il dubbio. 'Mai dire mai'. Le conquiste civili sono frutto di una espressione dovuta a ragionamenti laici e civili. Accogliere chi non crede come chi crede. La pubblicità po' servire ad interrogarci e continuare a fare cose insieme, ma se ci dividiamo? Come dice Enzo Bianchi, facciamo un piacere al potere. La democrazia è mettere in discussione il potere.
Raffaele Carcano precisa che l'iniziativa dell'associazione Uaar è una risposta alla fede cattolica per cui tutti dovrebbero essere convertiti. L'Uaar si è fatta sentire: ci sono milioni di persone che non credono e queste spesso non si sentono. L'attivismo della Chiesa è un battersi per mantenere le sue prerogative anche economiche. Il Papa Benedetto XVI sostiene sempre che senza Dio la nostra società crolla e allora bisognava rispondere che anche senza credere in Dio si possono costruire società migliori. 'è da augurarsi che la teologia non diventi legge di Stato.
Telmo Pievani chiude il primo ciclo di interventi ricordando che la scienza non è una religione laica; la scienza contiene in sé i fondamenti per escludere questo. La scienza non è un nuovo vangelo, né religione, essa ha un modo di operare sempre criticamente ciò che si presenta: un trovare ragioni diverse. Il credere è un altro argomento. Chi nega un diritto poi deve spiegare il perchè. I sistemi di credenze creano dei sistemi di valori e di conseguenza affermano degli assolutismi: senza quei riferimenti si è fuori dall'umanità. L'argomentazione non c'è più. Non c'è più la filosofia e la scienza, ma la squalifica di chi non crede a quel sistema di credenze sostenuto. Senza fare riferimenti, Telmo Pievani, spiega che da questo fondamento nascono le odierne leggi restrittive...
Una bestemmia è usare il dato biologico naturale come una norma per far discendere le credenze. Vuol dire essere senza argomenti. Occorrerebbe una educazione scientifica diffusa: con ciò si comprenderebbe che la cultura crea una nuova natura.
Il credere cos'è? E' dare fiducia senza prove. Tutti poi in un certo senso crediamo in qualcosa. E' una facoltà che pare innata. Il credere è radicato nel nostro essere ed esce spontaneamente. Anche chi vuole cambiare la società è un credente.
Enrico Peyretti, prende l'interrogativo al volo: 'Cos'è credere? Non è un semplice opinare o sottoscrivere una dottrina o un sapere -nel senso latino di gustare, conoscere un sapore-, si sa che la bellezza profuma, è avvertire un sentimento intimo...il bisogno di una dubitabile chiarezza, così diceva Luigi Firpo'. Quest'ultimo studioso aveva parlato di un Cattolico Critico che non può esistere perché pensa con la testa del Papa; ma il cattolico critico esiste perché il dubbio fa parte della fede: mette in forma interrogativa quello che può essere affermativo. La fede è nell'ordine della qualità e della proprietà. La fiducia è quello che ci tiene insieme, fa nascere e crescere. Credere è fare credito. Dio è un nome generico, non è un nome è una dichiarazione. Il cristiano crede in Cristo e non ai preti, alla chiesa o al Papa. La gerarchia non è la chiesa. Enrico Peyretti prosegue: 'Ora lancio una proposta che può trovarci insieme: essere contro la guerra, perché questa è un cumulo contro l'umanità. La guerra è una divinità da combattere per gli atei e dai credenti come falsa'.
Husein Salah si dice subito d'accordo: 'Contro la guerra per la Pace e la Giustizia. Poi per quanto riguarda la pubblicità degli atei dire che Dio non serve è offensivo'. La moschea, continua Husein, serve per pregare in modo trasparente. Ora si prega negli scantinati, nei fondi dei palazzi e quindi avere la moschea è la maniera di non essere discriminati. I nuovi islamici, quelli di seconda e terza generazione non accettano di essere discriminati. Non si tratta di avere il minareto più o meno alto e bello; si tratta di avere una moschea come luogo anche di incontro per promuovere la reciproca conoscenza.
Andrea Ranieri: 'Il bisogno di spiritualità è un bisogno dei credenti e la risposta dell'amministrazione pubblica si muove con quello espresso da Husein: gli islamici non sono di una sola nazionalità'.
Telmo Pievani: 'Le modalità, il come fare, è importante. Per liberare la scienza dai condizionamenti e farla per la pace e contro la guerra, farla soprattutto in libertà, lo si può fare con il finanziamento pubblico. Dobbiamo trovare poi un altro comune denominatore: l' ambiente. Per l'ambiente trovare l'alleanza tra tutti...
Raffaele Carcano conclude ribadendo nella convinzione di aver fatto bene a fare la pubblicità per gli atei. ' Abbiamo ottenuto visibilità e interessamneto su punti di vista diversi. In Inghilterra la BBC ha dato molto spazio alle nostre posizioni; speriamo che anche in Italia qualcosa si muova: siamo oltre il 15% della popolazione'.
Donatella Alfonso può concludere soddisfatta per la riuscita di un dibattito davvero interessante.

domenica, aprile 19, 2009

Io spero...

Berlusconi durerà fino al 2013, così dice D'Alema. Io spero di durare di più. Ma poi cosa e chi ci sarà? Io spero di durare anche più di Ferrero, Bossi, Calderoli e Gasparri. Una stagione politica squallida, degradante sembra non avere fine: d'altronde i politici in democrazia, e non solo, rispecchiano chi li ha espressi. I governanti non sono certo migliori dei governati. Anche se si auspica il contrario, con una legge elettorale che fa decidere dalle segreterie dei partiti i candidati, c'è poco da sperare.
Si sa che nelle difficoltà e nelle crisi matura sempre qualcosa di nuovo: un nuovo che spesso può risultare peggio del vecchio...dipende sempre. Per gli italiani poi il pericolo è storicamente testimoniato: il fascismo è nella sua biografia -come disse Piero Gobetti. Ma io spero di sopravvivere anche a questo.
In fondo aggiungo che Berlusconi e la politica in generale risultano nella mia vita, penso sia così per tutti, solo pagliuzze e non travi. Si vive un intervallo breve e questo va goduto al massimo delle nostre possibilità: l'esistenza è un soffio e i capelli neri diventano presto bianchi...eccetto quelli di Berlusconi, ma lo sappiamo tutti che quelli sono finti e allora ci rinfranchiamo. Abbiamo tutte le premesse per durare di più ed essere sempre felici.

domenica, aprile 12, 2009

Le tasse oggi

'Le tasse sono bellissime', ricordo la frase di Padoa Schioppa, il ministro del Tesoro del Governo Prodi, ai giornali nell'ottobre del 2007. Quella affermazione fece scalpore e, con una opposizione di destra sempre pronta a polemizzare contro le tasse, fu rintuzzata come rivelatrice della 'visione penitenziale e punitiva del governo di centrosinistra'. Oggi con l'intervento della Protezione Civile Nazionale e gli stanziamenti finanziari d'emergenza per il terremoto in Abruzzo possiamo ribadire che le tasse sono belle e civilissime.
Che cosa succederebbe se non ci fossero i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e tutti gli apparati preposti per intervenire in queste aree disastrate? Ecco, domandatevi questo e poi naturalmente fate un gesto di donazione, per un ulteriore contributo, per la ricostruzione delle zone del terremoto. Aumenti la solidarietà per chi soffre.
Ricordo che nel frattempo è cambiato governo per decisione degli italiani.
Ad ogni modo mi pare che stiamo vivendo in un regime e lo si può vedere dalle agenzie di stampa odierne: una sfilza di dichiarazioni tutte di Berlusconi: Non lasceremo nessuno solo. Metto a disposizione tre mie case. Se è il caso sarò qui tutti i giorni. Giovedì riapre la scuola. Tempi rapidi e certi. Vi tireremo fuori dalle tende. Le scosse stanno diminuendo. Fine dell'emergenza. Rifaremo le città.
Insomma, parla solo lui e forse meno male; ma non si sta esagerando? Berlusconi ha messo la divisa della Protezione civile e il casco in testa e mi sembra di vedere Benito.

venerdì, aprile 03, 2009

Berlusconi a Londra

Il video di Berlusconi che grida: 'Mister Obama...Obama!' ed è poi ripreso dalla Regina Elisabetta d'Inghilterra, ha fatto il giro di tutto il mondo; ma se ci fosse stato Bush sarebbe stato uguale: come un bambino, preso dall'entusiasmo di trovarsi con i capi di Stato più importanti, voleva far sapere di esserci al presidente USA. In questi incontri internazionali Berlusconi tira fuori il meglio di sé; diventa il compagnone per barzellette, pranzi e 'ribotte': lui gioca a nascondino, fa le corna, fa battute su ogni argomento e quando deve intervenire per lui va sempre tutto bene. L'Italia con il suo governo gode di buona salute...la crisi è sotto controllo e se bisogna fare qualcosa: 'ci pensi Obama e gli States; la colpa di tutto è loro'. Stranamente però, chissà perché, questa volta invece non ci sono stati gli slogan contro gli USA e non si sono bruciate le bandiere statunitensi. Forse l'effetto Obama fa presa anche sui no-global.
Nei fatti, nei comportamenti, nelle politiche Obama fa tutto l'opposto di Berlusconi, ma quest'ultimo ride e insiste nel voler dare dei consigli o farsi mediatore per il dialogo con Putin. La verità poi è ancora un'altra: al di là della foto con il pollice alzato -come dire 'tuttocchei'- Berlusconi è stato l'unico premier a non avere avuto un incontro con Barak Obama.
Obama a Londra ha avuto un'importante occasione per conoscere Berlusconi: ha capito che va bene per qualche serata di divertimento con l'accompagnamento di Apicella.

mercoledì, aprile 01, 2009

Riecco il 'mariuolo' Mario Chiesa

Il mariuolo Mario Chiesa ha colpito ancora: dopo 17 anni è stato nuovamente beccato a prendere 'mazzette'; lui che aveva dato il via alla stagione di 'Mani Pulite il 17 febbraio1992, si trova oggi 29 marzo 2009 ad essere nuovamente incarcerato, dopo un'inchiesta sul riciclo dei rifiuti a Busto Arsizio in provincia di Varese.
Condannato a 5 anni e 4 mesi, dopo aver restituito oltre sei miliardi di lire e aver passato un periodo in prova ai servizi sociali, occupandosi di assistenza ai disabili, sembrava che dal 2000 fosse uscito di scena e invece...eccolo di nuovo nelle cronache giudiziarie. Indicato da Bettino Craxi come un 'mariuolo isolato', fu proprio lui che raccontò ai giudici del pool 'Mani Pulite' tutto il sistema di tangenti versati ai partiti. Dopo di lui ci fu un vero e proprio 'canto di liberazione'. Non ricordo più quanti mariuoli vennero allo scoperto a raccontare le loro tangenti. Era una specie di confessione che liberava portaborse, politici, amministratori, imprenditori, finanzieri, dal peso delle mazzette. Ogni giorno c'era la fila fuori dall'ufficio della Procura della Repubblica di Milano, di personaggi più o meno famosi in attesa di svelare le loro tangenti. Un peso che aveva contribuito a formare il più grande debito pubblico di uno Stato europeo...l'Italia. Debito che stiamo pagando ancora e chissà per quanto tempo.
Si potrebbe dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio, che in fondo la corruzione politica con il malcostume italiano non è mai cambiata. Ricordo che qualche anno fa i berlusconiani si avventarono contro i magistrati di 'Mani Pulite' dicendo che fu usata la galera come una tortura per estorcere confessioni e punire senza colpa dei galantuomini. Altro che galantuomini; da quello che si vede sembra che non sia cambiato niente. Anzi ora con l'euro sicuramente sono aumentati i tariffari delle tangenti e della concussione. Chissà se ora lo stesso Mario Chiesa avrà ancora qualcosa da raccontarci.