giovedì, maggio 02, 2013

Psicocibernetica di Maltz Maxwell

Maltz Maxwell, nato nel 1899 e morto nel 1975, è stato un chirurgo estetico in un periodo dove chi vi si rivolgeva non era per avere le tette più grosse, le labbra a cannotto, gli zigomi pronunciati o il viso senza rughe, ma per problemi probabilmente più gravi. Maxwell, oltre a parlare, con una sensibilità umana e una competenza psicologica addirittura commovente, di operazioni come la rinoplastica, è stato uno di quei medici eroici che, proprio nel secolo scorso, si è fatto carico di ricostruire i corpi, i volti e le vite di coloro che erano stati colpiti dall’impietosa crudeltà delle due guerre mondiali.
Maltz Maxwell si era reso conto che operando nella ricostruzione dei volti fisici delle persone, procurava un cambio della personalità. Per altri dopo un intervento perfettamente riuscito, dove si poteva aspettare che l'operato sarebbe stata la persona più felice del mondo...invece si accorgeva che continuavano a comportarsi come prima.

In quel momento aveva capito che ognuno di noi ha un’immagine di sé che non si sovrappone esattamente con l’immagine esteriore. Quando chiudiamo gli occhi e ci visualizziamo (e lo facciamo sempre anche se non lo vogliamo) magari ci focalizziamo su qualche piccola imperfezione che nessuno nota, ma di cui noi ci preoccupiamo, e giorno dopo giorno, programmazione negativa su programmazione negativa, magari questa diventa un problema. (un naso un po più pronunciato, il seno un po piccolo, quel neo sul viso...ecc.).

Esisteva la prova che il cervello e il suo sistema nervoso operasse in conformità a noti principi della cibernetica per raggiungere i fini dell'individuo. I meccanismi della mente costituiscono, in sostanza, un meraviglioso e complesso sistema di guida automatico. Questo sistema di guida può agire per noi come meccanismo per il successo o per l'insuccesso. Tutto dipende da come noi operatori lo sappiamo guidare.

E' così che Maltz Maxwell ha preso la cibernetica, scienza che tratta di teleologia, ovvero degli aspetti fisici e matematici più che psicologici, per combinarla all'immagine dell'io. Ognuno ha una propria immagine dell'io che si riferisce al volto della personalità. Insomma ognuno ha una immagine di sé, che pensa di trasmettere agli altri. Maxwell associando la cibernetica alla psicologia ha operato una contaminazione che ha dato ottimi frutti: ha fornito la possibilità di trasformare personalità e relativi comportamenti cambiando l'immagine dell'io. Il termine Cibernetics fu coniato nel 1947 dal matematico statunitense Norbert Wiener, derivandola dal greco Kybernetes, che può essere tradotto con il termine: timoniere, pilota.

Maxwell attraverso il suo studio sostenne come sia stato davvero ironico che la cibernetica, partita come scienza delle macchine e dei principi meccanici, sia giunta a stabilire la dignità dell'uomo come essere unico e creatore. La psicologia al contrario arrivò invece a privare l'uomo di tale dignità. In sostanza coniugando la cibernetica alla psicologia abbiamo la possibilità di sapere come funzioni e come possa essere usata la macchina che possediamo e usiamo quotidianamente.

Nel libro Psicocibernetica pubblicato nel 1960 da Maltz Maxwell, vengono affrontati molti meccanismi che determinano la nostra autostima; argomento quanto mai attuale. Senza avere una buona opinione di noi, non riusciremo a raggiungere nessun obiettivo. In sintesi: un saggio fondamentale, in cui tra l’altro si spiega benissimo che nessuna operazione estetica e nessun accessorio esteriore può aiutare e convincere di valere o di essere attraente; se non lo siamo convinti, di valere e di essere attraenti, prima noi stessi. Il libro è un saggio anticipatore in cui vengono trattate tematiche antesignane: utile per comprendere alcuni disturbi del comportamento alimentare tipo anoressia o bulimia o altri comportamenti autolesionisti ecc. In fondo questo libro anticipa e racchiude tutti i temi principali degli attuali corsi di Programmazione Neuro-linguistica (PNL), Crescita Personale. Inoltre per certi aspetti lo studio di Maxwell anticipa anche quella biologia delle credenze sviluppata con l'epigenetica di Bruce Lipton. Tutto torna. Lo stesso effetto placebo, da mistero della scienza medica per cui non c'è spiegazione al potere della suggestione, è ormai un principio acquisito. Maltz Maxwell, da uomo religioso credeva ai miracoli, alla sorprendente accelerazione dei processi di risanamento naturale che ha il corpo umano, in virtù di una profonda fede. Con lui si può continuare a pensare che il medico cura, la fede guarisce.

mercoledì, maggio 01, 2013

Riflessioni sullo Scrivere

Perché scrivere? La scrittura ha bisogno di qualcosa di più del fare. Non è come fare la raccolta di farfalle o di lattine di birra: scrivere richiede applicazione, lo si impara e soprattutto si pratica, si frequenta, si vive.
La scrittura ha bisogno di metodo, ma poi è essa stessa metodo. Lo scrivere è una capacità che diventa passione e come tutte queste, prende poi il posto che merita nella vita.
Se poi il nostro scrivere diventa una cosa utile, civica, importante, questo non può che fare piacere; ma la molla che fa scrivere è un bisogno intimo di comunicare, di raccontare una storia, di fermare, dare vita a oggetti, ad emozioni, a cose che diversamente si pensa si perderebbero e non esisterebbero.
Se poi il nostro scrivere diventa anche professione è bello ma secondario; è importante, ma non da ricercare. Si scrive soprattutto per sé: per fare ordine nei sentimenti; cercare di comprendere il mondo. Scrivere spesso nasce da un bisogno impellente: quello di raccontare tutto; fermare la vita nel ricordo. Con lo scrivere si ha l'impressione di procedere per l'eternità.
Io poi me lo chiedo spesso: ma perché scrivere? Per raccontare qualcosa che può interessare; qualcosa che vale la pena che altri leggano? Appunto, che qualcuno poi legga. Ecco allora che il primo comandamento è leggere. Prima di scrivere bisogna leggere.
Lo scrivere poi può dare divertimento. Ad esempio lo scrivere gialli è un divertimento, è un raccontare storie che prima di tutto divertono chi le scrive; se poi si estende questo piacere, ecco che un editore pubblicherà il libro per lettori che verranno.
Ma poi in fondo ogni storia è un giallo, ogni racconto contiene una suspense: la nostra vita non è anch’essa un thriller? Sa forse qualcuno come finirà la sua vita?

Ma in fondo la verità l'ha detta forse un grande scrittore, Italo Calvino: Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.

Queste le mie riflessioni sullo scrivere. Riflessioni versate in un blog che ha appena compiuto 10 anni. E per oggi scrivo ancora: Buon Primo Maggio.

martedì, aprile 30, 2013

Destini personali, libro di Remo Bodei


Con il libro Destini personali, Remo Bodei racconta il lungo viaggio attraverso il processo di identificazione e la formazione delle coscienze, per la costituzione di un io che dialoga e si confonde con l’anima. Nel lungo tempo per arrivare al processo di identificazione, ovvero alla costruzione dell’Io e della coscienza, si trovano due strade, quella individuale e quella collettiva. L’identità personale si rivela erede e surrogato dell’anima, mentre quella collettiva forma l’io con uno stampo sociale che stabilisce una normalità fragile. Quest’io è in lotta perenne tra libertà e risucchio nella folla.
Dice Remo Bodei: 'Ognuno di noi è il risultato di un corpo ricevuto per eredità biologica e di stampi anonimi (lingua, cultura, istituzioni), le cui impronte rielabora in forma inconfondibilmente personale'. Con questo libro Bodei cerca di mostrare da un lato che l'identità dell'uomo deriva da forze - corpo, linguaggio, istituzioni, stati - che, inevitabilmente, lo plasmano; dall'altro, la possibilità della coscienza di rendersi conto di queste stesse forze e sfruttare lo spazio intermedio dei rinvii tra l'Io e il Noi a proprio vantaggio.
Tutto questo percorso ci porta a comprendere quello che già aveva espresso Eraclito con il paradigma: 'Ethos antropos daimon', il Carattere è Destino. Ecco il carattere, quella unicità, individualità che porta a compiere strade diverse al nostro destino, dove trovare il senso ultimo del nostro essere. E’ questo un percorso, non psicoanalitico, ma soprattutto filosofico; le domande: chi sono? Dove vado? Trovano risposte storico dialettiche nell’evoluzione del pensiero e nell’interrogazione continua. La maieutica socratica, il tirar fuori ponendo domande. La filosofia consegna alla psicologia quella visione del mondo che la plasmerà.
Dall'età di Locke alle soglie dell'attualità, Remo Bodei descrive i processi di costruzione dell'Io e della coscienza mettendo in evidenza le relazioni tra la coscienza stessa e i suoi orizzonti storico-politici. Con particolare attenzione alla fase di conclamata denuncia della frammentazione dell'Io e ai successivi progetti autoritari di ricostruirlo (per renderlo più obbediente mediante una colonizzazione delle coscienze).
Schopenauer con il ‘principium individuationis’ affronta il nocciolo della ricerca di identità: sollevare il velo di Maya vuol dire sopprimere l’egoismo e allontanare la paura della morte con l’abbandono del principio di individuazione. ‘La morte dissipa l’illusione che separa la coscienza individuale dall’universale’. La morte in realtà distrugge l’individualità, non la vita né lo spirito. La stessa cosa ha origine nella sessualità, per continuare la specie, nel generare un nuovo individuo c’è la volontà di essere immortali. Ogni uomo manifesta la volontà nel proprio corpo che nel giro di pochi anni si rinnova completamente; ma c’è un nucleo sostanziale del nostro essere che è fuori del tempo. Il suo essere non è dato dalla memoria e dalla coscienza, ma dalla sua volontà. La volontà come consapevolezza, insight, intuizione del nostro spirito.

lunedì, aprile 29, 2013

Scrittrici porno e identità sessuali


Si è concluso il 21 aprile scorso, per la manifestazione La Storia in Piazza, il tema che trattava delle identità sessuali. Molto interessante con importanti testimonianze fra cui quella di Erica Jong, autrice di Paura di volare che alla sua uscita negli anni del femminismo fece gridare allo scandalo. Se c'è stata una rivoluzione vera in questo secolo passato è proprio quella femminista che, se non si è concretizzata con il pieno riconoscimento delle donne, almeno è servita a far prendere coscienza a milioni di uomini e donne della parità di diritti. Quella rivoluzione incompiuta è diventata permanente. Io vorrei inserire una riflessione sulle identità sessuali collegandomi alla letteratura porno e in generale a questo fenomeno che continua in modo esponenziale anche per mezzo dei nuovi media. Io ho sempre presente un detto di Pitigrilli che recitava, Il pudore delle donne è un'invenzione degli uomini, ora vedendo il successo nell'ambito letterario porno, per non dire cinematografico, delle donne possiamo sostenere che le campionesse del genere siano loro. La fantasia sporcacciona delle signore batte quella dei signori maschi. Il femminismo pare lontano: quella rivendicazione della gestione del proprio corpo, pare dimenticata. Io ricordo lo slogan gridato in piazza dalle femministe: Il dito, il dito, orgasmo garantito... D'accordo il diritto delle donne verteva su aborto, pillola, lavoro, ma anche per una emancipazione della sessualità più libera, che oggi però troviamo impadronirsi di strumenti maschili. Nella letteratura da sempre le autrici femminili sono state campionesse: chi non conosce i romanzi cosiddetti erotici come Histoire d'O di Pauline Rèage, Il delta di Venere di Anais Nin, Le età di Lulù di Almudena Grandes, e il già citato Paura di volare di Erica Jong? In questi ultimi dieci anni per arrivare ai libri recenti delle sfumature, siamo passati per Scopami di Virginie Despentes e dalle nostre varie Melissa P., Pulsatilla ecc. senza scordare quella che per me è la più grande: Una Chi (Bruna Bianchi) di cui ho parlato su mentelocale.it Per le identità sessuali, si sostiene che le donne siano in fondo poco interessate alla pornografia e non è per pudore o moralismo ma perché quello che fa ansimare gli uomini annoia le donne. La pornografia è ripetitiva, meccanica, con organi sessuali enormi variamente e insensatamente congiunti. Le donne hanno bisogno di una storia che ecciti prima di tutto la fantasia, che racconti di dedizioni, sottomissioni, punizioni, promiscuità imposta, non per sesso ma per amore. Le donne devono crearsi per il sesso una storia...e un'amica mi ha detto 'vivaddio che è così, diversamente saremo sempre a copulare in ogni angolo di strade e di uffici. Saremo sempre ad accoppiarci'. Forse ha ragione. Ma l'uomo è così gretto? E' proprio così?

domenica, aprile 28, 2013

Grosse Koalition

Con la formazione del governo di Enrico Letta possiamo affermare la fine del bipolarismo e delle leggi elettorali -in ultima il cosiddetto porcellum- che l'hanno incentivato. A questo punto bisognerà pensare seriamente di ritornare ad una legge elettorale proporzionale. Già con il governo di Mario Monti c'era stata una sorta di sospensione politica della logica dei poli destra sinistra. Con l'attuale governo formato dai due maggiori partiti antagonisti, che vede all'opposizione parti delle stesse coalizioni avversarie si è compiuto un atto contro gli elettori dei rispettivi partiti. Il PD è quello che più di tutti è entrato in agonia. Per il PDL il discorso è diverso; lì sono tutti soldati alle dipendenze di Berlusconi e non servono dibattiti o congressi: decide tutto il boss, alla luce dei suoi interessi personali. E' quest'ultima cosa che rimane indigeribile. La grosse Koalition poteva essere anche normale, frutto di un accordo su programmi utili a uscire dalla crisi socio economica; la presenza di Berlusconi fa diventare problematico e a rischio qualunue accordo. Staremo a vedere.

sabato, aprile 27, 2013

Il metodo antistronzi un libro salutare per tutti

C'è un libro, uscito da qualche anno, che risulta sempre attuale; si tratta di Il metodo antistronzi (The No Asshole Rule) scritto da Robert I. Suttonedito dalla piccola casa editrice Elliot Edizioni. Sottotitolo di questo libro, divenuto un bestseller, è: Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è. Gli stronzi analizzati nel libro da cui proteggerci, sono scovati nel luogo privilegiato dove esercitano le loro cattiverie: le aziende, i posti di lavoro, dove nelle gerarchie e nelle relazioni di potere vengono allo scoperto. Robert I. Sutton laureatosi in psicologia applicata al posto di lavoro, ha creato lo Stanford Technology Venture Program (STVP), mirato al pensiero lineare e multidisciplinare all’interno del marketing e attualmente è titolare a Stanford della cattedra di tecnica aziendale innovativa. Il titolo del libro non deve ingannare poiché è un serio trattato sulla psicologia dei prepotenti, maleducati, cafoni, bastardi, aguzzini, tiranni, maniaci oppressivi, despoti, egomaniaci…insomma di tutti quelli che la parola stronzi sintetizza bene. Tutti abbiamo conosciuto degli stronzi, persone insopportabili, capaci di avvelenarci la vita lavorativa; spesso le consideravamo un accessorio imprescindibile del potere e la loro tracotanza la subivamo rassegnati…ora il libro insegna a smontarli, a depotenziarli. Sostenitore della relazione assertiva, ovvero costruttiva e rivolta all’aiuto reciproco, l’autore del metodo antistronzi illustra come le personalità distruttive feriscano il prossimo e danneggino la produttività aziendale. Questo libro è indicato in particolar modo ai dirigenti di aziende e a chi ha la responsabilità di gestire gruppi di lavoro, per questo è un trattato di asshole management ossia di gestione degli stronzi. Può sorprendere invece che fra gli stronzi famosi sia citato Steve Jobs, il capo della Apple, che a quanto pare era noto per l'aggressività, le richieste impossibili ai propri collaboratori e le sfuriate in caso di errori. Sutton ammette che anche gli stronzi possono avere successo, che a volte le loro fissazioni maniacali possono aiutarli, quella di Jobs per l'estetica ad esempio è stata fondamentale, ma in linea di massima la stronzaggine è ben lontana dall'avere risvolti positivi. Secondo Sutton, per quanto lo stronzo possa essere bravo, non vale la pena assumerne uno: il metodo antistronzi consiste proprio nell'evitare di introdurre nel proprio gruppo di lavoro gli stronzi e nello stabilire regole di reciproco rispetto all'interno dell'azienda. Evitare gli stronzi si rivela un grandissimo vantaggio in termini di risparmio di denaro, per non parlare de l'immensamente migliore qualità della vita. Fra le grandi aziende che hanno applicato questo metodo Sutton cita ad esempio Google, dove vige la regola No evil, cioè non essere malvagio, e il grande successo raggiunto da questo gruppo, a partire praticamente dal nulla, dimostra che è stata una buona tattica. Un libro consigliato quindi a chi fa assunzioni e per chi vuole la vita e l’azienda sana. Per saperne di più, visita pagina dell'editore

venerdì, aprile 26, 2013

Recensione del libro: Bourbon & Viagra

Giorgio Boratto con il libro Bourbon & Viagra, segue diverse ispirazioni, con il genere musicale country e quello letterario, c'è anche il cinema dove con i film Nashville, Quando l'amore brucia l'anima, e soprattutto con Crazy Earth e Country Strong, i riferimenti diventano forti. Il racconto lungo di Bourbon & Viagra, così potremo definire questo libro edito da liberodiscrivere@, narra di un cantante country, Martin Hadger, quasi settantenne che con il viagra scopre una seconda giovinezza sessuale. Un cantante che sull'onda del successo avuto negli anni '70, riesce a continuare una attività che lo porta in giro per zone del middlewest americano. E' così che quasi ogni sera cerca di rimediare una scopata sempre con donne diverse. Quando va a buca lo consola il Bourbon...sempre che non lo abbia bevuto prima. Il protagonista del libro, che racconta in prima persona, risulta un uomo solo e con la paura di invecchiare, ma che con una sorta di sentimentalismo e ironia lo porta a vivere la sua avventura on the road. Ad un certo punto della storia Martin riceverà una lettera di una donna, che gli comunica che lui è padre di un figlio di dieci anni. Lui non ricorda né il posto e neppure il nome della madre. Come reagirà questo cowboy? Così infatti lui si ritiene: un cowboy che canta: Mamma non lasciare crescano fino ad essere cowboy/ quelli non sapranno stare a casa e saranno sempre soli/ anche con la persona che amano... Martin con The last cowboy song si domanda: è davvero finito il West, come sta finendo l'Occidente? Ma sono riflessioni che a lui non servono. La cavalcata per lui continua. Libro piacevole e ricco di spunti. Interessante è la lunga colonna sonora, formata dalla citazione di oltre 40 canzoni, che accompagna le azioni del protagonista. Da leggere. Link dell'editore dove è possibile leggere le prime pagine del libro: http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161922

giovedì, aprile 25, 2013

Festa di Liberazione

Per la Festa della Liberazione, per il 25 aprile ci viene chiesto anche un atto di memoria, di ricordo per una data che ha ridato all'Italia la libertà. Molti hanno bisogno di ritornare su quei sentimenti di unità antifascista, ma per me non c'è solo la componente ideale di un percorso politico, che ha portato poi l'Italia a costruire una democrazia attraverso la Carta Costituzionale. Per me esiste sempre una ragione profonda dell'anima, per cui il fascismo non è solo un movimento politico, ma rappresenta il più grave attacco alla trascendenza umana, alla sua capacità di evolvere e costruire un mondo migliore. Il fascismo è uno stato dell'essere che spunta fuori in ognuno quando si dà voce all'egoismo, al sentimento di superiorità, alla crudeltà che risponde alla parte arcaica della bestia diventata uomo e viceversa. Per la memoria io ricordo quando nei primi anni '90, con l'avvento di Forza Italia e la costituzione politica di quel fenomeno culturale che prende il nome di berlusconismo, si voleva cancellare la Festa del 25 aprile: festa di divisione si diceva, festa di una sola parte; festa che non aveva più senso. Ecco quei personaggi che l'affermavano sono diventati i maggiori responsabili del degrado politico in cui siamo caduti. Non esiste più una vera classe dirigente e l'Italia si trova divisa come non mai. Ora si dovrebbe trovare, secondo molti, un comune senso di responsabilità per uscire da questa grave situazione economica, politica e morale...ecco, la festa del 25 aprile potrebbe essere un momento nuovo. Potrebbe? Poteva. Io ho visto che l'antifascismo come elemento di unità ideale, oggi manca. Nelle pance di molti italiani è sempre forte la spinta al fascismo e lo si riscontra nella ricerca di un condottiero, di un leader, di un papà - che se poi fa anche il papi va bene lo stesso. Ecco che il dramma deve ancora consumarsi. Per la liberazione dobbiamo sempre per forza passare per una piazza Loreto?

martedì, aprile 23, 2013

Ma che cos'è oggi il PD?

Ma cos'è diventato o meglio che cos'è il PD? Il Partito Democratico che avrebbe dovuto costruire, insieme al rinnovamento dell'Italia, la politica italiana? Nel suo logo resiste il riferimento all'Ulivo, l'idea originale di una grande convergenza delle forze democratiche per cambiare l'Italia e costituire un corpo di riforme -tra cui le primarie- utili alla partecipazione dei cittadini alle scelte politiche. Romano Prodi che era il soggetto che lo fondò è stato giustamente candidato a Presidente della Repubblica dal partito. Perché non è stato votato? Io mi sento smarrito e non capisco più niente. La schizofrenia di chi guida il PD è evidente. Allo stesso tempo si comprende che la dirigenza del partito non aveva la statura di leadership. Ha fatto bene ad andarsene in blocco. Ma ora? Io mi rifiuto di pensare e credere che si faccia un governo insieme al partito di Berlusconi: un partito che ha la grande responsabilità della grave situazione in cui ci troviamo. Con quella destra non si è riusciti a costruire nulla. Non è stata cambiata la legge elettorale, studiata da loro per indebolire il centrosinistra; non esiste nessuna affinità di idee per superare la crisi; sono da sempre alleati con un partito xenofobo e razzista come la Lega Nord. Io credo che la cosa giusta sia andare alle elezioni al più presto. Se poi vincerà nuovamente la destra vorrà dire che sono gli italiani che lo vogliono. Gli elettori le scelte le faranno con diversi motivi e uno su tutti la constatazione della insipienza della classe dirigente del centrosinistra. Poi in fondo ho capito che questo paese forse ha l'anima sostanzialmente di destra. Diversamente Berlusconi non avrebbe preso ancora così tanti voti alle ultime elezioni. Forse allora ha ragione Beppe Grillo che è riuscito ad attirare i giovani e portarli al voto. In Italia c'è un altro partito che sta vincendo sempre di più: è quello dell'astensione. Cittadini profondamente delusi da tutto a cui il PD avrebbe dovuto rivolgersi per far riaccendere una speranza di possibile cambiamento. Non so che dire altro. Dire di un partito che è diventato una accozzaglia di personalismi e ha perso le buone idee creative per una buona politica. Avete sentito Berlusconi come elogia la riconferma di Napolitano? Non era lui che gridava al complotto che lo ha portato alle dimissioni? Voleva la commissione d'inchiesta per indagare anche su Napolitano...il comunista che a suo dire gli bocciava le leggi. Noi dovremmo fare un governo con questo qui? Ma va murì ammazzato...

domenica, marzo 17, 2013

Grande rivoluzionario messaggio

Avevo scritto poco tempo fa una riflessione sulla povertà che diceva: Noi siamo atterriti che qualcuno ci porti via il nostro benessere che è diventato la nostra cosiddetta civiltà, per questo viviamo in difesa e dovremmo invece ribellarci. Ma non sappiamo insieme cosa proporre per invertire quel flusso di ricchezza che va sempre verso chi è già ricco. Come reagire? Una strada per cambiare il corso della crisi è quella di imparare da subito ad essere poveri. La povertà intesa come scelta di vita potrebbe essere anche una pratica per salvare il mondo. La povertà imparata è anche un antidoto alla miseria. Mentre la povertà è la mancanza del superfluo, la miseria è la mancanza del necessario. Nella miseria non c'è possibilità di salvezza. La povertà insegna la condivisione, la frugalità, la capacità di essere solidali e soprattutto a continuare ad avere il senso della giustizia sociale... Con la povertà infine si privilegia l'essere a l'avere e questo potrebbe dire tutto. Imparare ad essere poveri non lo si fa certo con un corso accelerato, ma proviamoci. Potremmo scoprire che insieme saremmo anche felici. In questi giorni è stato eletto un nuovo Papa, che ha scelto il nome di Francesco, che ha fatto della povertà e del saperla vivere come virtù, una scelta salvifica per la sua chiesa e per il mondo. Grande. Io spero che questo messaggio vinca.

sabato, febbraio 02, 2013

Stalingrado: la follia umana

Oggi 2 febbraio è la data del mio compleanno. Il 2 febbraio è la data che ricorda la resa dei tedeschi a Stalingrado; l'inizio anche della disfatta della Germania nazista. Sono passati solo 6 giorni dal 27 gennaio, decretato giorno della memoria per ricordare le vittime della Shoah; ma anche questo 2 febbraio, come tutti i 2 febbraio, dovrebbe essere ricordato come giorno dell'inizio della disfatta nazista. Un regime che insieme a quello fascista (suo ispiratore) non solo rappresentava una scelta politica, ma il più grande attacco alla trascendenza umana, alla capacità di prefigurare una umanità degna di questo nome. La battaglia di Stalingrado è stata definita come il più grande e sanguinoso scontro della storia umana fin qui conosciuta. Una battaglia che ha coinvolto oltre 2 milioni di persone e ha avuto oltre un milione di morti. Una battaglia che nel breve tempo di 6 mesi ha consumato tragedie immani. La Germania con l'operazione denominata 'Barbarossa', invadeva nell'estate del 1942 l'URSS. Con questa operazione di guerra la Germania nazista sperimentava la nuova tecnica di guerra: prima un bombardamento a tappeto sugli obiettivi militari; un bombardamento che distruggeva ogni cosa e metteva in fuga il nemico. Seguiva l'arrivo delle truppe di terra per occupare i territori nemici. Il bombardamento a tappeto era stato sperimentato alcuni anni prima, nel 1936, sul territorio spagnolo durante la guerra civile. Guernica, una cittadina martire, ne testimonia l'efferatezza grazie ad un quadro di Picasso, che porta lo stesso nome. A Stalingrado fu quindi usata la stessa tecnica. Con un bombardamento a tappeto senza precedenti per quantità di bombe e di tempo, Stalingrado fu rasa al suolo. All'interno della città distrutta molti soldati russi resistettero in maniera eroica. Bisogna ricordare che Stalingrado è una delle città che si snoda in lunghezza lungo la riva del fiume Volga, per circa 80 chilometri. Quella battaglia si può leggere su piani diversi. I bombardamenti dei tedeschi su Stalingrado oltre che a distruggere tutto, con il genere di bombe infiammanti, bruciarono tutto ciò che era combustibile. La città non aveva più legna, carburante ecc. Qualunque cosa che poteva prendere fuoco, fu bruciata. Quella devastazione divenne la trappola e la prigione delle stesse truppe tedesche, una volta penetrati nella città: oltre 250mila soldati agli ordini di Von Paulus. La conquista della città fu fatta casa per casa. Meglio dire macerie per macerie. La popolazione di Stalingrado visse situazioni incredibili. Non bisognerebbe mai dimenticare che l'esercito tedesco era un usurpatore, un invasore crudele e spinto dall'odio; mentre dall'altra parte c'erano i patrioti; c'erano quelli che si difendevano. Un'altra insensatezza da aggiungere alla guerra, che ha già di per sé, è quella derivata dalla componente ideologica che spingeva i tedeschi a combattere contro Stalingrado quale simbolo dell'uomo Stalin. Con l'arrivo del gelo per i tedeschi quella città divenne l'inferno: non avevano nulla con cui riscaldarsi e rimasti accerchiati dalle truppe russe, assediati dalla fame arrivarono a sfamarsi mangiando i loro cadaveri. Arresisi il 2 febbraio 1943 i soldati tedeschi furono inviati ai lavori forzati in Siberia e nelle miniere di carbone. Ai prigionieri tedeschi fu detto che non sarebbero stati lasciati liberi fino a che non venisse ricostruita Stalingrado. Dopo il 2 febbraio l'Armata Rossa avanzò inesorabile fino nel cuore della Germania e con la battaglia di Berlino cessava il nazismo. Erano passati ancora due anni, di dure battaglie prima che con l'ingresso dei russi nel Reichstag e la conseguente morte di Adolf Hitler, si decretasse la fine del nazismo. Di tutta la sesta armata tedesca solo 5000 soldati fecero ritorno in patria nel 1955. Speriamo che più nessun uomo abbia a rivivere e a vedere ciò che accadde in quella città. Oggi Stalingrado si chiama Volgograd ma farebbe bene a riprendere quel vecchio nome. Non esiste più il regime sovietico e la destalinizzazione è cosa superata. Non dovrebbe essere dimenticata quella città con il suo nome.

domenica, gennaio 27, 2013

Ci risiamo...

Ci risiamo, Berlusconi riesce sempre a far parlare di sé. Lo fa poi adducendo in fondo sentimenti molto diffusi nella 'pancia' degli italiani. Quella famosa 'pancia' a cui parla bene la nostra destra politica. L'ultima sua affermazione, che Benito Mussolini, ad eccezione delle leggi razziali del 1938, non fu poi così male, anzi fece bene, è nella testa di molti nostalgici e tanti italiani. E' chiaro che nei 20 anni di regime fascista furono fatte molte cose e se inserite nel contesto storico, possiamo dire che con il fascismo nasceva lo Stato italiano moderno. Furono gettate le basi di uno Stato che si prendeva cura del cittadino (nel senso totalitario) dalla culla alla bara. L'unità d'Italia sperimentava con il fascismo una prima vera dimensione patriottica. Detto questo non bisogna dimenticare tutto quello che consegue al vivere un regime liberticida, una dittatura che annientava gli oppositori politici e creava, forse fra i primi paesi della storia occidentale, un potere che negava la trascendenza del pensiero: la capacità di prefigurare un futuro diverso. Ecco, si ritorna alla 'pancia', alle pulsioni più grette e ataviche che trasformano l'uomo in bestia e il suo spirito di sopravvivenza in crudeltà. Che altro dire? Che il fascismo è sempre attuale. Come sosteneva Hannah Arendt la banalità del male sta nel conformismo, nella assenza di un pensiero alto; quel conformismo tanto caro al fascismo come al nazismo.

venerdì, gennaio 11, 2013

Berlusconi da Santoro

Eccolo, Berlusconi che pensando di racimolare voti, da cacciatore di consensi qual'è, va a casa del diavolo; naturalmente di quei suoi personali satana: Santoro e Travaglio. Il momento è difficile e con la sua visione del mondo incrollabile, dove conta più l'apparire che l'essere, ecco la maschera di Silvio Berlusconi affacciarsi sul teleschermo di Servizio Pubblico. Capelli finti di un colore improbabile- alla Zed, il robot; fondo tinta a tre strati a coprire le rughe, non il fisico imbolsito di un uomo di oltre 76 anni; sorriso immarcescibile...lo stesso ben raffigurato dal vignettista Altan. Sono passati molti anni e in un mondo dove tutto cambia in fretta fa senso vedere l'ostinazione di questo uomo nel perseguire un potere, che pure ha esercitato per lungo tempo e blandito in tutte le sue versioni. Sono passati Gorbaciov, Clinton, Bush, Blair, Chirac, Sarkozy, Aznar, Zapatero, Schmidt, ecc. ma lui è sempre nell'agone politico a imbastire una commedia tragico comica. Sono passati Mubarak, Lula, Gheddafi, re e regine e Berlusconi riprova a suonare la stessa musica di sempre, distribuendo colpe ad altri per quello che non è riuscito a fare. Quello che doveva essere il giorno per dimostrare ai suoi avversari chi è veramente, l'ha fatto: il suo squallore morale, psicologico e umano è venuto fuori inevitabile. Il momento clou che ha rivelato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la sua piccola statura di uomo ( non intendo solo quella fisica) si è compiuta con la lettura del mattinale preparato dai suoi scribacchini. Quel mattinale elencava i processi civili nei quali era incorso il giornalista Marco Travaglio. Il piccolo uomo voleva far vedere che chi lo accusava di gravi fatti era anch'esso un reo. L'uomo che è stato presidente del consiglio, quello che si riteneva uno statista, un uomo superiore, un uomo che è tra i più ricchi d'Italia, ha dimostrato tutta la sua miseria e bassezza spirituale. Berlusconi non rispondeva alle accuse ma provava a girarle sul suo accusatore, con il sottinteso intento che se lui è una merda lo sono anche gli altri. Bella prospettiva. La realtà è che le cause che interessavano Marco Travaglio sono o erano normali contenziosi civili dovuti alla professione di giornalista, mentre quelli dove è incorso Berlusconi sono fatti di rilevanza penale legati all'evasione, alla concussione, alla corruzione ecc. Quella che doveva essere una puntata televisiva per guadagnare qualche consenso si è rivelata un grave infortunio: Berlusconi, incontrando il giornalista che ha raccontato i suoi fatti, ha secondo me accelerato la sua parabola discendente.

martedì, gennaio 01, 2013

Un libro per chi vuole divertirsi ed emozionarsi: Bourbon & Viagra

Edizioni: liberodiscrivere.it Il romanzo racconta la cavalcata, attraverso le canzoni country, di Martin Hedger, un cantante che si muove tra il Missouri, Nashville, Memphis e l'Alabama sulle orme di Johnny Cash e Willie Nelson. Con in testa un cappello da cowboy, Martin Hedger vorrebbe lasciare traccia. Ma viaggiando nel vento il suo mondo dura quanto una canzone. Martin è così: uno dei tanti che si stupiscono d'invecchiare, ma hanno riempito la loro vita di tutti gli elementi che lasciano un cappello pieno di pioggia. Martin ad un certo punto scoprirà di avere un figlio illegittimo. Come reagirà? La bolgia di sentimenti del protagonista ci rimanda ad una umanità che, al di là dei luoghi dove Martin si muove, conosciamo e vive in ogni parte del mondo. Di Martin Hedger ce ne sono molti. Uomini che neanche suonano e hanno in testa colonne sonore tristi. Vuote. Come il loro sesso. Il passato si chiude come le serrande dei pub e il futuro non c'è mai. Martin Hedger ha il vantaggio di essere ironico e trova un senso comico nella sua ricerca di sesso a tutti i costi. Come finirà? Nessuna indicazione, ma la sua vita è piena di indizi.


Il libro
Bourbon & Viagra
verrà presentato a la Feltrinelli,
in via Ceccardi a Genova
il giorno
22 gennaio 2013 alle ore 18
Parleranno con l'autore
Luciana Lanzarotti & Giusy Randazzo

lunedì, dicembre 31, 2012

Buon 2013

Che quest'anno porti via definitivamente Berlusconi, Bossi, La Russa, Gasparri, Cicchitto, Verdini e la Santanchè. Per l'immediato basterebbe; se poi aggiungessimo Quagliarello, Ghedini, Formigoni, Brambilla, Mussolini e Miccichè, sarebbe tanta grazia in più. Che quest'anno porti tante cose buone a bilanciare tutto il cattivo passato. Che il futuro porti una buona politica, per cui la corruzione ridiventi una eccezione. Che tutti imparino a vivere poveri, non come costrizione ma con convinzione. Per chi invece ha già imparato a vivere la povertà, regalata dall'economia di mercato, ricordi a tutti che si può essere lo stesso felici. Alla faccia della pubblicità. Con i poveri nasceranno più bambini, è assicurato; così va il mondo all'antica. Ma non si auspica un ritorno al passato, ma un futuro più saggio. Ricco di quel sapere che ognuno in fondo sa di possedere. Una saggezza che sappia far sorridere e renda allegri. Che quest'anno ci liberi dalle calamità, quelle chiamate naturali, che fan piangere sempre troppo e si ricordano poco. Buon 2013. Ricordandoci infine che tutto dipende da noi. Dalla nostra capacità. Dalle nostre azioni e volontà.

domenica, ottobre 28, 2012

Fine parabola

Così Il Foglio, del 25 ottobre, a commento della rinuncia di candidarsi alle prossime elezioni politiche, scriveva:
Nella sua dichiarazione solenne del 24 ottobre, Berlusconi ha detto qualcosa di inaudito per chi ne ha fatto la caricatura fino a oggi: ha detto che Monti si è sempre sottratto alla caccia alle streghe e ha fatto quel che ha potuto, cioè molto, per assicurare una continuità delle idee riformatrici e liberali con cui tutta l’avventura berlusconiana era partita. Una affermazione impegnativa e importante, un contributo di giudizio e di memoria di quelli tanto indispensabili ai giovani quando i vecchi si ritirano (...)Noi siamo solo alla quarta puntata di un romanzo del berlusconismo politico, dal 1994 a ieri, ma tutto il Foglio, nato nel 1996, si è sempre dichiarato senza finzioni e opacità un giornale pilota, o mosca cocchiera, del berlusconismo.
Tre giorni dopo il 28 su Libero, in occasione della conferenza stampa a Villa Gernetto di Berlusconi, per raccontare la sua posizione sulla sua condanna a 4 anni per evasione fiscale, leggiamo:
Il Cav. Spiega che non potrà lasciare l'agone politico poiché deve riformare il Paese e la Costituzione: continuerà in veste di fondatore del Pdl ad avere un ruolo di rilievo nella vita pubblica e politica. Silvio, per inciso, ha già un programma chiaro in testa: abolire l'Imu, riformare il fisco, Giustizia e Costituzione. Di fatto, archiviare l'agenda Monti 'imposta dalla Germania della Merkel'. Il lungo intervento assume toni durissimi. Il bersaglio principale è il governo di Mario Monti: "Stiamo pensando di togliergli la fiducia". L'esecutivo tecnico, ora, è appeso a un filo. Poi le bordate contro Angela Merkel, che "ha forzato il Consiglio dei capi di Stato e di Governo a decisioni che non ho mai condiviso". Riferendosi al celebre episodio del passato, ha ricordato: "I sorrisi di Sarkozy e della Merkel sono stati un tentativo di assassinio della mia credibilità". E ancora, contro Berlino. "La Germania non permise alla Bce di essere una banca a tutti gli effetti per paura dell'inflazione. Gli azionisti internazionali lo capirono".
A pensare che Berlusconi ha governato 8 degli ultimi 10 anni e ora continua a raccontare barzellette in tutti i sensi. Di più salta da una posizione all'altra pensando che gli italiani continuino a bersi tutto. Lui che in questo periodo ha contribuito a rafforzare la casta; quella classe di dirigenti politici che leggiamo tutti i giorni nelle cronache giudiziarie sorpresi a rubare e dediti al malaffare.
Lui di quella schiera di scherani corrotti ne era il modello e il primo rappresentante. Spero che questa parabola politica si chiuda per sempre.

sabato, ottobre 06, 2012

Lettera a uno studente

Durante una cena tra amici, una professoressa del Nautico ha chiesto ad Attilio Sartori, vecchio professore, cosa potesse dire ai suoi alunni per spronarli a studiare e impegnarsi di più nella scuola. Nonostante tutto il suo impegno lei vedeva i suoi studenti demotivati e assenti. Perché allora non scrivere una lettera indirizzata a loro per leggerla in classe? Ecco che cosa ha dettato il vecchio professore:
LETTERA A UNO STUDENTE

Caro Studente, da poco hai inaugurato una fase della tua vita. Fase particolarmente delicata e piena di difficoltà. Conosco questa contraddizione tra il voler essere e la paura. Come si può superare? Rendendosi conto dell'età che hai raggiunto, della porta nuova che si apre in un corso di studi obbligatorio. Corso che ti darà, se ti darà, soddisfazioni e delusioni. Cosa devo consigliarti io che sono un vecchio professore? 1) Di superare con destrezza queste primi ostacoli: devi cercare nel fondo di te stesso le tue contraddizioni. 2) Devi scegliere: è il primo gesto responsabile che hai davanti. 3) Hai di fronte a te 3 anni di corso superiore. Non dico che sei nelle condizioni già ora di scegliere una via d'uscita. Ma devi prepararti a superare diffidenze, ambiguità frustrazioni, facendo leva soprattutto sulla forza morale e sulle vie che ti si aprono e sul cui tragitto troverai molti ostacoli. 4) l'importante è che tu, dedicando qualche tempo a questi problemi, non ti abbandoni al facile iniziale rifugio dell'insegnante e alla forza conoscitiva che ti assale come un enigma. 5) Devi sentirti solo e libero e disposto ad aprirti al mondo della parola, a quello della fantasia, a quello della libertà d'agire che non possono provenire dallo sbando e dall'angoscia, ma avvicinarti con cautela a tutte le forze del sapere umanistico e scientifico, in fondo al quale tu saprai guidare come Ulisse la tua piccola nave e raggiungere un porto tranquillo. Faccio leva sul concetto di tranquillità che non significa, altrimenti ti inganni, quietismo, nullismo, menefreghismo, che sono le tentazioni peggiori per un giovane che studia. Ma giungere alla soglia del Sapere facendo leva sul tuo campo di conoscenze, fidandoti dei saperi altrui quando lo sono veramente. Questo poco che ti ho detto è solo una chiave, forse piccola ma necessaria per raggiungere la maturità e la coscienza di sé stessi più consoni alle tue virtuali facoltà e che ti accompagnerà sul cammino non facile della tua prima giovinezza spalancando l'orizzonte delle tue scelte e delle tue convinzioni. Prof. Attilio Sartori

sabato, settembre 29, 2012

Ruberie continue

20 anni dopo tangentopoli, il malaffare continua. I partiti si sono tutti riformati, hanno tutti cambiato nome e ne sono nati dei nuovi, ma l'antico vizio di sperperare e rubare il denaro pubblico non è cambiato. In aggiunta c'è stato un forte degrado della classe politica e dirigente. Nel 1994 con la discesa in campo di Berlusconi e la nascita di Forza Italia, molti italiani pensavano ad un cambio radicale del sistema di fare politica. C'è stato: in peggio. Mai si era visto un livello culturale e morale così basso di donne e uomini entrati in politica: si rafforzava la casta eliminando per legge i reati che potevano fare solo loro -tipo il falso in bilancio. Leggo sul corriere.it che tra Deputati e Senatori a oggi si conta un numero rilevante di indagati e condannati per reati contro la Pubblica Amministrazione, corruzione, concussione, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito, associazione per delinquere e favoreggiamento alla mafia. Per molti, si è toccato il punto più basso della storia della Repubblica. Dal 1994 ad oggi solo la Giunta delle Autorizzazioni della Camera ha analizzato 500 casi di procedimenti giudiziari. Mai un caso di malaffare di quel mondo politico è stato denunciato dagli stessi. E' sempre stata l'opera della magistratura a scovare i delinquenti politici. Quella stessa magistratura che è sempre stata messa sotto assedio dalla destra al potere. Ma come sarebbe andata a finire si poteva sapere già dall'inizio. Alla prima elezione, dopo tangentopoli, venivano portati in Parlamento personaggi come Dell'Utri e Previti. Iniziava la saga dei 'perfetti impuniti'. D'accordo, prima Dell'Utri e poi Previti, anche solo per poco in galera c'erano finiti; per il resto anche qualcun altro come Di Girolamo, Papa e Lusi, ma poi tutti gli altri? Bravi! Bravi De Gregorio, Tedeschi, Cosentino...ecc. Gli stessi moralizzatori della Lega Nord, quelli di Roma Ladrona, sono stati pescati con le mani nel sacco. Gli scandali recenti degli eletti nelle Regioni che sperperano i nostri soldi alla faccia della miseria degli italiani, è solo un altro capitolo della situazione in cui ci troviamo. Il saccheggio continua. Quando succederà che tra gli eletti in Parlamento e nelle Istituzioni non ci siano più inquisiti e condannati?

sabato, settembre 01, 2012

La morte del Cardinale Carlo Maria Martini

E' in corso nuovamente una discussione nata sulla scelta del Cardinale Carlo Maria Martini di rifiutare l'accanimento terapeutico al suo stato di malato di Parkinson. Carlo Maria Martini è morto, il 31 agosto 2012, senza dunque l'uso del sondino e alimentazione forzata, visto che da quindici giorni non poteva più deglutire per l'evoluzione terminale del morbo di Parkinson. In merito dopo che i politici nostrani hanno in mente di promulgare una legge sul testamento biologico (fortunatamente mai fatta) che darebbe al medico tutte le decisioni di continuare le cure, io ricordo la posizione del teologo Hans Küng su questo argomento. Il teologo Hans Küng nel 1998 affermò nel libro, Sulla dignità del morire e l’eutanasia, che pur restando ferma l’illiceità morale di ogni eutanasia imposta per costrizione; nello stesso tempo 'è fuori discussione la liceità etica dell’eutanasia nel senso di tentativo di rendere “buona” la morte senza per questo accorciare la vita: quella cioè in cui il medico si limita a somministrare sedativi per ridurre il dolore. Ed è in armonia con l’ideale di un morire degno dell’uomo il tentativo di ridurre il più possibile i dolori fisici e, nelle ultime fasi della vita, di sostenere la mente mediante psicofarmaci. Un’eutanasia di questo tipo non pone problemi giuridici, è eticamente responsabile e doverosa dal punto di vista medico. Il mantenimento in vita del paziente deve andare di pari passo con la riduzione dei suoi dolori e il sostegno della sua libertà. Non è lecito che la conservazione della vita divenga un semplice differimento della morte'. Per quanto riguarda l’eutanasia attiva, Küng inoltre precisa che 'è falso che ogni forma di eutanasia attiva sia di per sé un 'omicidio', come se essa non fosse un atto volontario, un atto di pietà, liberamente chiesto dal paziente, bensì un atto di violenza impostagli contro la sua volontà'. Che altro aggiungere? Bene ha fatto Carlo Maria Martini che con la sua morte ci ha dato una ulteriore lezione di teologia.

lunedì, agosto 27, 2012

La povertà- Parte terza

Imparare ad essere poveri farà vincere la crisi che stiamo vivendo e che sta assumendo dimensioni epocali. Imparare ad essere poveri, ma come? Il primo passo è senz'altro quello legato alle pratiche di risparmio che oltre a essere utili a spendere meno soldi spesso si rivelano ecocompatibili, ovvero sostenibili per salvaguardare l'ambiente che ci circonda. Il risparmio è sì l'arma principale per far fronte alla crisi del potere di acquisto dei salari e degli stipendi, ma è anche uno stile di vita, una filosofia alla base delle scelte di consumo di tutti noi. Il risparmio non è più e non deve essere più considerato come sinonimo di esclusione e disagio sociale, ma segno di un nuovo stile di vita e di visione della vita. Chi risparmia è intelligente e il suo considerarsi povero diventa virtù; chi risparmia ha a cuore la propria famiglia, è sensibile verso il valore dei soldi, verso chi sta peggio di lui, verso il consumismo sfrenato con tutte le sue conseguenze nefaste in termini di ambiente e di salute. Fino a ieri ci avevano insegnato che il sentimento di essere felici aumentava con il crescere del reddito; ora visto che il nostro reddito non crescerà più e per qualcuno, anzi per molti, può addirittura svanire, ecco che dovremmo riflettere: il vecchio stile di vita di consumatori, ci faceva felici veramente? La risposta è facile. Insieme all'enorme quantità di merci le odierne società ci hanno messo davanti una grande quantità di libertà; inversamente aumentano le difficoltà per realizzarle. Esempio quanti fanno un mestiere che si sono scelti? Ancora di più: quanti riescono poi a lavorare? In breve siamo tutti liberi e con questo presupposto se non si riesce a realizzare quello che sogniamo è perché abbiamo fallito, siamo fannulloni e meritiamo la condanna della povertà. Così in sostanza il concetto di libertà nella società capitalistica manifesta tutta la sua ambiguità. Come spiega bene il filosofo Zygmunt Bauman: 'Al di fuori della libertà di consumare, non è data alla maggioranza nessun’altra libertà reale; essa è, oggi come ieri, riservata a una piccola parte della società, che detiene il potere di controllare quella altrui. La libertà non è per nulla una caratteristica appartenente al soggetto in quanto individuo, bensì un prodotto sociale che si fonda sull’asimmetria delle condizioni sociali'. Citando ancora Bauman si deve comprendere che 'la nostra vita non è una successione di prestazioni per raggiungere chissà cosa; la nostra vita è, in quanto frutto di volontà e scelte, un'opera d'arte. Noi con la nostra vita tracciamo un'impronta unica e irripetibile come la nostra individualità. Siamo noi che la creiamo'. Condanna alla povertà, si diceva...ma quale condanna rappresenta una povertà che si sceglie e si impara? Esiste la povertà come virtù. Il primo dono che regala questa virtù è la libertà, la liberazione dai beni materiali. Poi la povertà libera la generosità, l’amore universale, la pace, la contemplazione, la misericordia, l’umiltà. La povertà libera la mente dalla dipendenza psicologica, dalla schiavitù del possesso. Avvantaggia il distacco dalle cose, dall’illusione del possesso. Ci fa provare la leggerezza dell’essere. Chi abbraccia questa virtù ne ricava una passione struggente per la vita stessa, una sensazione pervasiva di gioia e amore per la natura.

giovedì, agosto 23, 2012

La povertà- Parte seconda

La parola povertà nei sistemi sociali antichi di civiltà millenarie non era conosciuta. Nelle lingue autoctone non esisteva quel termine, poiché non era il denaro o il possesso di beni materiali il primo primo posto nella scala dei valori. Se ci pensiamo attentamente la condizione umana è caratterizzata dalla povertà. Nasciamo tutti nudi e indifesi, nasciamo in sostanza poveri. Per prima cosa l'uomo non è padrone della sua vita biologica e la ricchezza vera che si riesce a realizzare consiste nella capacità di vivere l'infinito nella propria interiorità. Con la nostra mente noi riusciamo a immaginare e creare la nostra libertà. Interiormente l'uomo può diventare veramente libero d'essere, di avere, di fare e sapere. Questo è un dato di fatto svincolato da ogni approccio filosofico o religioso. Le filosofie e dottrine che insegnano a volgere attenzione all'interiorità e aiutano l'uomo a realizzare la propria libertà sono utili e hanno un grandissimo merito. Quindi bisogna sempre avere presente che sono sempre le filosofie e le religioni al servizio dell'uomo e non viceversa. Con questa piccola premessa imparare la povertà, iniziando soprattutto a non vergognarsene, per la maggioranza degli italiani che hanno ricevuto una educazione religiosa cristiana dovrebbe essere una cosa facile. Infatti la filosofia cristiana è una delle dottrine che più di molte altre mette al centro del suo messaggio la povertà. Il cristianesimo ha come fondamento la povertà. L'essenza del messaggio cristiano trova nelle diseguaglianze la ragione di tutti i mali. Per porre rimedio a questo Gesù Cristo in maniera radicale parlava di fratellanza, di amore universale e la povertà, come scelta, diventava la risposta alle ingiustizie. Senza la condizione di povertà non si entra nel Regno di Dio. Questa è una regola magistrale e Gesù Cristo è stato chiaro; parlando al ricco che voleva seguirlo disse: 'Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi' (Matteo 19,21). Non dimentichiamo poi il famoso discorso del passaggio più facile del cammello attraverso una cruna d'ago, piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli. Qui bisognerebbe fare una rettifica: è stato San Girolamo a tradurre male il vangelo di Matteo; Gesù disse kamel, intendendo con questo termine la grossa corda che serviva per ormeggiare le barche. La sostanza non cambia. Il valore della presenza stessa di Cristo nel mondo manifesta la sua dichiarata volontà di fare dello stato di povertà lo stato ideale dell’uomo. Un messaggio che soprattutto per i credenti è disatteso. San Francesco fu il primo che attuò nella vita le regole evangeliche cristiane e la sua sfida al mondo, con la rivendicazione di un'altissima povertà, non è stata ancora ad oggi raccolta. Egli fu un fuoriclasse nell'imparare la povertà. La sua scelta fu radicale: ogni sua azione e predicazione sarà un inno alla povertà. Imparare la povertà per vincere la crisi, che attanaglia il mondo capitalistico odierno, rappresenta la vera sfida. Rinunciare all'arricchimento potrebbe essere il motto per uscire dalla crisi. La scialuppa di salvataggio non contiene prodotti di lusso: analogamente quello che serve non sono oggetti superflui, ma i propri prodotti culturali, che non sono monetizzabili.

sabato, agosto 18, 2012

La povertà

Inizio con questo articolo una serie di riflessioni sulla povertà. Con la crisi economica finanziaria, che ha colpito tutta la società capitalistica, si affaccia uno scenario da paura. Questo panico è rappresentato soprattutto dal ritorno della povertà. Con il protrarsi della crisi la povertà in Europa è destinata ad aumentare e diventerà una condizione molto diffusa tra la popolazione dei diversi Stati che la compongono. A distanza di 70 anni circa sembra tornare, nelle nazioni europee devastate dall'ultima guerra mondiale, una povertà dimenticata. Fino a poco tempo fa si potevano vedere e contare i cosiddetti nuovi ricchi: erano quei soggetti, fino a ieri poveri, che facendo un salto sociale erano riconoscibili innanzi tutto per l'acquisizione di una grande capacità di consumare; erano la specie di consumatori compulsiva pronta a passare al lusso; a tutti quegli status symbol che rappresentavano il segnale di chi aveva scalato la società. Oggi stiamo assistendo invece alla conta dei nuovi poveri. In quest'ultima categoria possiamo benissimo inserire chi guadagna fino a mille euro al mese e quasi tutti i giovani: la loro condizione di precariato e l'impossibilità di rendersi autonomi li mette in una condizione di poveri. In Italia poi abbiamo tra i giovani delle percentuali di disoccupazione allarmanti: oltre il 31%. Cosa dobbiamo augurare? Che questi giovani invecchino in fretta per non annoverarli più tra la categoria dei giovani? Ma deve fare paura la povertà? Certo per chi non l'ha mai vissuta è senz'altro qualcosa che sconcerta: implica un cambiamento di usi e costumi a cui non si è preparati. Oltretutto questa nuova condizione di poveri viene imposta, viene subita e con questo presupposto si rifiuta. Ma cosa intendiamo per povertà? Inizialmente la povertà si accompagna alla perdita di tutte quelle garanzie che permettevano uno stile di vita medio e integrato nella società dei cosiddetti consumi. Ecco che da cittadino consumatore, sempre alla ricerca di beni che promettevano la felicità, si passa alla condizione di persona anonima in cerca di soddisfare bisogni cosiddetti primari, in uno stato di perenne insicurezza. Preoccupa la nostra futura povertà, eppure la povertà sulla Terra è sempre più presente e testimonia la disparità tra gli esseri umani. Noi siamo atterriti che qualcuno ci porti via il nostro benessere che è diventato la nostra cosiddetta civiltà, per questo viviamo in difesa e dovremmo invece ribellarci. Ma non sappiamo insieme cosa proporre per invertire quel flusso di ricchezza che va sempre verso chi è già ricco. Come reagire? Una strada per cambiare il corso della crisi è quella di imparare da subito ad essere poveri. La povertà intesa come scelta di vita potrebbe essere anche una pratica per salvare il mondo. La povertà imparata è anche un antidoto alla miseria. Mentre la povertà è la mancanza del superfluo, la miseria è la mancanza del necessario. Nella miseria non c'è possibilità di salvezza. La povertà insegna la condivisione, la frugalità, la capacità di essere solidali e soprattutto a continuare ad avere il senso della giustizia sociale. E' la miseria il vero male e non la povertà. Pensiamoci un po', chi non persegue la ricchezza, il desiderio di avere sempre più denaro scardina i giochi del potere: smaschera chi pensa di comandare perché ha più soldi o oggetti da esibire agli altri. Con la povertà infine si privilegia l'essere a l'avere e questo potrebbe dire tutto. Imparare ad essere poveri non lo si fa certo con un corso accelerato, dopo anni di intontimento, dovuto ai messaggi massmediatici, per cui bisognava comprare di tutto in nome del dio mercato, sarà difficile acquisire una consapevolezza del nostro essere poveri. Ma proviamoci. Potremmo scoprire che insieme saremmo anche felici.

martedì, agosto 07, 2012

|Tutti dietro all'andamento della Borsa

Ma è possibile che il nostro futuro economico debba dipendere da un branco di scommettitori? Di giocatori e speculatori di valute? Mi sono spesso chiesto come mai la politica non riesca a frenare queste scommesse che giocano sulle oscillazioni dei prezzi? E' il libero mercato si dice. Guai a toccarlo: è diventato il nostro Dio e allora? Ecco che comanda il denaro diventato merce, per fare altro denaro. Fare soldi con i soldi e non più producendo beni, servizi, materie o cose utili. No, la merce che si muove tra la domanda e l'offerta risulta solo il denaro. Oggi si compra un'azione, una valuta o un titolo di Stato, per rivenderlo subito domani. Ecco allora la schizofrenia delle Borse: oggi giù, domani sù; e noi a guardare l'andamento con il fiato sospeso o almeno facendoci mettere in ansia dal martellamento di notizie d'apertura quotidiane i ogni giornale e telegiornale: ieri bruciati 4miliardi di euro in poche ore...oggi le borse volano e lo spread diminuisce...venerdì nero: Milano -4% Madrid -6%...Tiene Berlino. E noi? A fare i conti con la pensione e lo stipendio, viviamo un'altra realtà. Mi sono informato e sono venuto a sapere che quel branco di speculatori, non hanno nomi e cognomi, non hanno facce e culi...i giocatori che scommettono sull'andamento delle valute e delle azioni sono dei computer. Tutto avviene tramite operazioni realizzate in pochi millesimi di secondo da computer, senza nessun intervento umano. Montagne di denaro vengono mosse alla costante ed esasperata ricerca di profitti a brevissimo termine, senza nessun legame con il mondo reale. Capito come funziona assurdamente la cosa, il rimedio esisterebbe e sarebbe una severa regolamentazione del mercato finanziario; mettere sotto controllo chi ha prodotto tutti gli squilibri economici del mondo in questi ultimi anni. A farlo dovrebbe essere la politica ma questa non ci riesce o non vuole. Ci sarebbe bisogno di recuperare un'etica degli affari e dell'economia ma la politica stessa non ne ha e allora? Bisognerbbe iniziare dal basso, da noi stessi e chiedere quando andiamo in banca di non usare il nostro denaro per speculazioni finanziarie. Un piccolo inizio.

domenica, luglio 08, 2012

Grazie Monti; grazie Napolitano

|Quello che sta facendo il governo di Mario Monti l'avrebbe dovuto fare precedentemente ogni governo serio. Molte manovre decise dall'attuale governo sono cose decisamente di destra e le avrebbe dovute fare il governo Berlusconi, se non fosse stato quello che era: una accozzaglia di destra populista alla ricerca di consensi personali più che di buon governo. Altre cose, come la manovra cosiddetta di spending review, sono elementi che vanno al di là della classificazione destra-centro-sinistra; sono fatti di buona amministrazione che saranno molto graditi e permetteranno di governare con più stabilità e serenità a chi verrà dopo. Certo che alcune cose andranno riviste: sulla Sanità e Ricerca bisognerà trovare dei compromessi; ma in linea di massima questa revisione di spese vanno nella direzione giusta. Con la spending review, si renderà più leggera ed efficiente la macchina dello Stato, che fino ad ieri abbisognava sempre di più soldi per funzionare; dopo questo intervento costerà sempre di meno: penso che darà buoni risultati. La crisi, come spesso si è detto e sovente si dimentica, dovrebbe essere anche un'occasione per cambiamenti positivi e nuove ripartenze. Mario Monti non è certo un uomo di sinistra, come Giorgio Napolitano non è di destra: sono due uomini che hanno alto il senso delle istituzioni e in mezzo all'attuale squalificata classe politica, sono due giganti: allora bisogna dire grazie Monti e grazie Napolitano.

venerdì, maggio 25, 2012

La crisi politica

Le ultime elezioni amministrative hanno confermato la lenta ed inesorabile fine dell'avventura politica della Lega Nord e del suo capo fondatore: Umberto Bossi. Chi ha determinato questo declino sono stati soprattutto gli scandali legati al finanziamento pubblico ai partiti e uno dei vizi italici più diffusi: il familismo. Umberto Bossi finanziava con i soldi pubblici elargiti da quella 'Roma ladrona' i capricci con le paghette ai suoi tre figli. Uno poi (Renzo, detto il Trota) l'aveva fatto eleggere nella giunta della Regione Lombardia; oltre avergli fattp acquistare una laurea fasulla in Albania. Nella crisi che travolge tutti i partiti, quella della Lega Nord è implacabile. Con la fine di quel partito svanisce anche una delle illusioni più grandi: la creazione di una nazione inesistente, la Padania. Quello era l'obiettivo politico perseguito pervicacemente da oltre 20 anni. La Lega Nord è stata al governo con Berlusconi per oltre 8 anni e di quel periodo non si ricorda nulla di importante o che abbia influito negli assetti istituzionali del paese: si conosce solo una legge elettorale, definita dagli stessi creatori una porcata. Per il resto le riforme costituzionali, fatte a colpi di maggioranza parlamentare e prive del coinvolgimento popolare, proposte nel periodo 2001-2005 sono state sonoramente bocciate da un referendum abrogativo. Insomma l'ignoranza istituzionale, l'incapacità di scrivere leggi efficaci, l'inadeguatezza della sua classe dirigente ha compiuto il resto. Rimane di quel periodo solo una legge denominata Bossi-Fini, che dovrebbe combattere l'immigrazione clandestina; una legge sul federalismo fiscale, priva di strumenti attuativi e una riforma della Scuola che è soprattutto un intervento finanziario. Un disastro che è servito a far perdere ancora di più, oltre agli scandali di ruberie e altro, la fiducia degli italiani in questa politica. Ora cosa succederà? Qualcosa si intravede: la nascita di un Movimento 5 stelle, che con un programma minimo riesce a convogliare il voto per il cambiamento della politica. Un fatto nuovo che a sua volta viene dopo un percorso di qualche anno: era l'8 settembre del 2007 quando con un V-Day (Vaffanculo Day), si presentava un programma minimo: No ai parlamentari condannati. Fare compiere solo due legislature agli eletti. Elezione diretta dei candidati votati con la preferenza, e non scelti dalle segreterie dei partiti. Avessero almeno fatto quello...

domenica, maggio 06, 2012

Politici alla carica

Vado avanti, finché c'è il mio nome sulla lista io posso essere eletto': chi parla è Vittorio Sgarbi, il critico d'arte che era stato in precedenza sindaco di Salemi (Trapani), Comune sciolto dal ministero dell'Interno per infiltrazioni mafiose. Ora lo stesso è candidato per il Comune di Ragusa e risulterebbe non eleggibile. La Corte d'Appello ha confermato la pronuncia del Tribunale di Marsala, in base alla norma che vieta le candidature di chi abbia fatto parte di amministrazioni locali sciolte per mafia. La non candidabilità, secondo le leggi vigenti, determinerà la nullità dell'eventuale elezione di Sgarbi e dei candidati della relativa lista nonché l'invalidità, spiega il presentatore del ricorso, Francesco Scoma -coordinatore del PdL locale- di tutta la procedura elettorale indipendentemente dal candidato eletto. A parte questo aspetto, ma chi è che lo ha candidato? E cosa spinge una persona a voler essere a tutti i costi (è il caso di dirlo) sindaco di qualcosa? Cos'è questa infoiazione politica di essere sempre il lista? Certamente non è solo Sgarbi. Noto che chi viene preso dalla politica poi non riesce più a farne a meno; anche se i risultati sono disastrosi e i buoni propositi che li hanno mossi restano sempre delle realizzazioni chimeriche.

domenica, aprile 15, 2012

Scandalo continuo

Gli scandali e le ruberie, senza soluzione di continuità, accompagnano la vita politica italiana ormai da moltissimi anni. Dopo lo scandalo di tangentopoli, ovvero da 20 anni, chi ha avuto compiti di governo non ha mai preso i provvedimenti necessari per fermare il malcostume; anzi si è cercato di eliminare i reati cassandoli. Niente più falsi in bilancio e aumento delle prescrizioni. Il ladrocinio e il malaffare però vengono sempre a galla grazie alla magistratura e alle intercettazioni. Nessun partito ha mai denunciato per primo o pensato di mandar via chi sbagliava. Deve essere ogni volta l'indignazione dei cittadini a chiedere pulizia, dopo che si vengono a conoscere le verità grazie alle inchieste. E non si salva nessun partito politico. Il rischio di cadere in un'altra fase dell'antipolitica è sempre attuale.
Berlusconi in un certo senso fu il risultato di un rifiuto della politica e della speranza di efficienza e pulizia: lui era ricco di suo e non avrebbe rubato, poi da imprenditore via la burocrazia e le lobby corporative. I risultati li abbiamo visti: la Casta dei politici rafforzata e tutto il peggio portato all'eccesso. Ma cosa si pretendeva da un monopolista che non rinunciava al conflitto di interessi e rappresentava soprattutto la categoria dei furbi?
Ora ci sarebbe l'occasione per fare tantissime cose sperate a quel tempo, però la crisi economica e ancora una classe politica immatura e settaria, frena tutto. Forse sarebbe necessaria una sollevazione popolare: una rivoluzione morale contro questi tecnici e politici frutto insieme del 'mito del mercato', che dello stesso hanno fatto scempio.
Tutto ha un prezzo e tutto si può comprare; tutto ha un costo e tutto si può avere. Ma non è quello il capitalismo? Soprattutto quello italiano? Servirebbero delle idee...

sabato, gennaio 07, 2012

SVASTICA VERDE - Il lato oscuro del va' pensiero leghista


Svastica Verde è il libro di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci- edito da Editori Riuniti- in libreria dal
Il sottotitolo del libro è 'Il lato oscuro del va' pensiero leghista'. Sì, c'è un lato oscuro, che poi è molto chiaro. E' oscuro perchè non si vuol vedere, ma nella sostanza ha gli stessi ingredienti di ciò che ha portato la Germania nazista a compiere gli orrori tra i più grandi della storia dell'umanità.
Il movimento leghista, che è stato al governo con Berlusconi fornendo una stampella ad un potere tra i più lugubri e brutti della moderna storia italiana, ha fatto leva su sentimenti retrivi e di esclusione etnica contribuendo al suo imbarbarimento. Basterebbe una raccolta delle pagine del giornale La Padania a fornire la prova immediata e puntuale di ciò che affermano gli autori del libro, ma in questo lavoro c'è la documentazione di molti atti prodotti dalla Lega. Discorsi, delibere, articoli, interviste, atti amministrativi e politici che testimoniano quello che sostengono.
Venti anni di storia dove la Lega ha assunto sempre più importanza. La Destra italiana senza la Lega non sarebbe mai andata al governo. C'è voluto Berlusconi -che comprese da subito l'importanza di questo partito- per tenerlo insieme ad un alleato come Alleanza Nazionale che, per quanto riguardava la visione di patria, sosteneva posizioni inconciliabili alle loro.
La Lega nata su l'avversione ai meridionali ha fatto si che il razzismo, il sessismo, l'omofobia, l’avversione verso gli immigrati e i rom abbiano preso sempre più spazio.
Con la Lega le ultime elezioni fatte con una legge creata da loro e definita sempre da loro stessi una porcata sono state costruite sul tema della sicurezza e additando gli stranieri immigrati come un nemico esterno, parassitario rispetto agli operosi padani, invasore e predatore delle loro risorse.
Con l'aggravarsi della crisi economica le parole d'ordine della Lega trovano consenso: per loro il modo migliore per difendere gli interessi economici dei ceti sociali che vogliono rappresentare consiste nel ridurre i diritti e nel mostrare la faccia feroce. Insomma, l’interesse economico come al solito genera l’ideologia razzista con le conseguenze che si possono prevedere.
La lezione della 'banalità del male', quella che ha portato tutto il popolo tedesco a commettere un genocidio, non deve coglierci impreparati. La nostra coscienza deve rimanere vigile. Per questo è utile anche leggere questo libro.

lunedì, novembre 21, 2011

ideologie

Non saprei dire se il governo di Mario Monti ce la faccia a raddrizzare la barca Italia, che con Berlusconi non smetteva di imbarcare acqua; oltre all'utilizzo di buone pompe di sentina, servirà poi un buon equipaggio ai remi che di buona lena porti la barca in buone acque...qui sta il difficile.
I rematori dovrebbero essere quei parlamentari che fino a ieri erano divisi in due fazioni a darsi schiaffi. Una delle due fazioni poi era pronta ad ogni prova infingarda: ha votato perfino che la marocchina 'Ruby rubacuori' era la nipote dell'egiziano Mubarak. E ora? Ecco che avanza una componente ideologica, che in barba a quelli che sostengono siano finite le ideologie, dimostra agli stessi quanto questa affermazione sia falsa: il non volere la tassa patrimoniale è quanto di più ideologico ci possa essere.
La destra ideologica berlusconiana è una strana destra, che ha fatto vergognare chi si sente veramente di destra, paurosa di togliere qualcosa ai ricchi nel nome di una fraintesa libertà. Fare una tassa patrimoniale, richiesta anche da molti ricchi, è importante per far tornare i conti e insieme fare un po' di giustizia distributiva aggravata dalla crisi economica finanziaria che ha permesso ai già ricchi di diventare più ricchi.

mercoledì, novembre 16, 2011

12 novembre 2011

data storica. Dopo 19 anni si assiste alla fine politica dell'uomo che ha diviso l'Italia e ha segnato in modo profondo la politica trasformandola in un 'teatrino tragico-comico'; lui che per primo l'aveva definita così.

Spero che con il berlusconismo finisca anche il partito della Lega Nord: un partito xenofobo ed espressione di una sola parte d'Italia. Questo partito dopo avere sostenuto con il voto alcune delle leggi peggiori per l'Italia e le leggi ad personam, ora si defila dal votare provvedimenti severi e necessari per mettere in salvo l'economia italiana.

Trincerandosi dietro il mancato consenso politico suffragato da un voto per negare la fiducia alla creazione di un governo istituzionale d'emergenza, la Lega Nord compie un suicidio politico.

Berlusconi e Bossi erano legati da doppi interessi personali e politici. Molti hanno subodorato che li legasse anche un atto notarile per cui c'erano in gioco molti soldi...ora quell'infausto patto viene a cadere con l'uscita di scena di Berlusconi. Credo che anche Bossi lo dovrebbe seguire. Nel grande degrado della politica Bossi e il suo dito medio sono l'immagine rappresentativa di una casta straffottente e demagogica.
Chi può continuare a pensare che quei due individui avessero a cuore la sorte dell'Italia?

Poi prima di votare si faccia subito una legge elettorale che almeno reintroduca le preferenze. A proposito si tenga bene a memoria le facce che hanno fatto parte della maggioranza di questo Parlamento: spero che nessuno li rivoti; un passo verso il cambiamento passa anche da questa scelta.

giovedì, novembre 10, 2011

La fine...

L'agonia di Berlusconi è durata un anno: dopo il 14 dicembre dello scorso anno, quando fu votata la fiducia al suo governo e la ottenne per soli 2 voti. Erano stati dei 'giuda' -la stessa affermazione che ora viene rivolta a quelli che l'hanno abbandonato- come Scilipoti, Razzi ecc. a salvare una maggioranza che di per sé non esisteva più. Da quella data il governo, dentro una emergenza economica da far tremare i polsi, non ha prodotto nulla. Solo la volontà di rivincita personale di Berlusconi faceva proseguire un governo tra i peggiori della storia repubblicana: rimpasti ministeriali, nuove nomine per accontentare i famelici deputati accorsi in aiuto, gelosie, votazioni per salvare la casta, ecc. In verità qualcosa il governo aveva fatto: delle manovre economiche che parevano volute dal solo ministro Tremonti con l'intento di salvaguardare i conti, fatte di tagli e e riduzioni alle spese. Sembravano misure dettate da una lotta di classe alla rovescio: non sacrifici per i ricchi ma per i poveri. Null'altro. Non una riforma, una liberalizzazione, un rilancio di investimenti...nulla se non la difesa dello status quo. In più la solita campagna di Berlusconi nell'attacco alla magistratura e il continuo susseguirsi di scandali dettati dall'affarismo politico. Un anno perso.
Dovremmo gioire per la fine di 'un uomo solo al comando'; di un 'ghe pensi mi' della peggior specie: l'imbonitore televisivo che metteva tutto su un piano del consenso personale. O con lui o contro di lui. La televisione, la stampa e naturalmente i comunisti erano i responsabili di tutto quello che non andava come diceva lui.
Dovremmo essere felici per la fine di un personaggio squallido che è stato l'interprete di un periodo storico (il berlusconismo) che ha degradato l'intera società italiana. Eppure, pur avendo atteso da molto tempo questo momento non sono contento. Sono in tensione. Attendo colpi di coda dai servi e osannatori di quell'uomo; quelli in varie fasi del 'regime' si erano dimostrati i peggiori. Sto a guardare. Poi sicuramente un moto di libertà e di orgoglio mi farà gridare: E' finita! Era ora! Sursum corda. Giovani, tocca a voi.
L'agonia di Berlusconi è durata un anno: dopo il 14 dicembre dello scorso anno, quando fu votata la fiducia al suo governo e la ottenne per soli 2 voti. Erano stati dei 'giuda' -la stessa affermazione che ora viene rivolta a quelli che l'hanno abbandonato- come Scilipoti, Razzi ecc. a salvare una maggioranza che di per sé non esisteva più. Da quella data il governo, dentro una emergenza economica da far tremare i polsi, non ha prodotto nulla. Solo la volontà di rivincita personale di Berlusconi faceva proseguire un governo tra i peggiori della storia repubblicana: rimpasti ministeriali, nuove nomine per accontentare i famelici deputati accorsi in aiuto, gelosie, votazioni per salvare la casta, ecc. In verità qualcosa il governo aveva fatto: delle manovre economiche che parevano volute dal solo ministro Tremonti con l'intento di salvaguardare i conti, fatte di tagli e e riduzioni alle spese. Sembravano misure dettate da una lotta di classe alla rovescio: non sacrifici per i ricchi ma per i poveri. Null'altro. Non una riforma, una liberalizzazione, un rilancio di investimenti...nulla se non la difesa dello status quo. In più la solita campagna di Berlusconi nell'attacco alla magistratura e il continuo susseguirsi di scandali dettati dall'affarismo politico. Un anno perso.
Dovremmo gioire per la fine di 'un uomo solo al comando'; di un 'ghe pensi mi' della peggior specie: l'imbonitore televisivo che metteva tutto su un piano del consenso personale. O con lui o contro di lui. La televisione, la stampa e naturalmente i comunisti erano i responsabili di tutto quello che non andava come diceva lui.
Dovremmo essere felici per la fine di un personaggio squallido che è stato l'interprete di un periodo storico (il berlusconismo) che ha degradato l'intera società italiana. Eppure, pur avendo atteso da molto tempo questo momento non sono contento. Sono in tensione. Attendo colpi di coda dai servi e osannatori di quell'uomo; quelli in varie fasi del 'regime' si erano dimostrati i peggiori. Sto a guardare. Poi sicuramente un moto di libertà e di orgoglio mi farà gridare: E' finita! Era ora! Sursum corda. Giovani, tocca a voi.

domenica, ottobre 30, 2011

B&B...ma cosa ci si aspetta da questi?

Si dovevano fare riforme strutturali e manovre finanziarie per rilanciare l'economia e la crescita (quel meccanismo a volte perverso che facendo aumentare i consumi invece di creare benessere, spesso fa impoverire le persone creando infelicità), ma il governo berlusconiano ha solo aumentato la libertà di licenziare e posticipato da qui a 15 anni l'innalzamento dell'età pensionistica. Misure senza senso. Misure fatte nel segno e nel nome dello stesso liberismo che ha prodotto la crisi finanziaria mondiale. Una bella pensata.
Questo è un ulteriore motivo per affossare il governo attuale. Ma si pensa davvero che B&B riescano a far fare all'Italia quel salto, quello sforzo economico e morale per uscire dalla crisi? Illusi. Poi uno dei B pensa solo a una parte dell'Italia; una certa Padania che nessuno conosce: un'entità solo nella testa di un partito.

giovedì, ottobre 13, 2011

Ma mi faccia il piacere

Davanti all'aula di Montecitorio vuota per metà, a causa dell'abbandono dell'opposizione al governo presieduto da Berlusconi, lo stesso dice: 'Le istituzioni si difendono con serietà e responsabilità e non facendo perdere tempo al Paese'. Non c'è limite alla 'faccia marcia'. Lui, Berlusconi Silvio, l'affossatore delle istituzioni; colui che ha reso tutto una barzelletta e usa il potere esecutivo per non affrontare i processi che lo vedono coinvolto, parla di 'serietà e responsabilità'.
'Ma mi faccia il piacere!': per dirla alla Totò e con un tocco di eleganza. Ma con che faccia si presenta ai meeting internazionali quando tutti sanno gli epiteti che ha rivolto alla Merkel e le sue passioni orgiastiche da consumare con l'amico Putin- forse l'unico che lo tollera.
L'Italia affonda e il suo unico pensiero è rimanere attaccato ad un potere, che con una legge elettorale voluta da lui, ha reso tutti i componenti della maggioranza e non solo servizievoli esecutori degli ordini di partito...il suo partito, quello fondato da lui solo: 'il ghe pensi mi', che ne ha già pronto un'altro.
Quando Berlusconi Silvio da Arcore finirà troveremo solo delle macerie. E' così: quando finiscono i regimi, rimane tutto da ricostruire...con serietà e responsabilità: quelle vere.

giovedì, ottobre 06, 2011

Steve Jobs e la Mela morsicata


di Giorgio Boratto
Steve Jobs, morto per un tumore al pancreas, un tumore che non perdona, poco tempo fa ha detto che il meglio della Mela deve ancora arrivare. Intanto tutti gli oggetti che ha creato ci hanno proiettati nel futuro.
Grazie a Steve Jobs c'è dal 1976 una Mela che ha trasformato i nostri desideri in prodotti. La Mela che ci ha portati nel futuro: è la Apple, quella dell'azienda di Cupertino in California. Il nome di 'mela' è stato ispirato forse dall'etichetta della casa discografica dei The Beatles, forse per le mele di cui era ghiotto Steve Jobs, fattosta che da allora il nome Apple significa computer...personal computer molto speciali.
Nato nel 1955, come il suo grande antagonista Bill Gates, ha iniziato -anche qui come Bill Gates- nel garage di casa a sperimentare circuiti elettronici.
E' nel 1984 che Steve Jobs con il lancio del primo personal computer ha iniziato la sua avventura. Nel 1986 poi si allontanò dalla sua creatura, per dissapori con l'amministratore delegato dell'epoca, ma con il suo ritorno nel 1997 ecco che mettendo una piccola 'i' davanti al nome dei suoi prodotti Apple diventa l'azienda più quotata nell'Hi-Tech. Quella 'i' iniziale che si può leggere come 'io' nasce con iMac e lo slogan che lo accompagnerà nella pubblicità sarà 'Penso quindi iMac'. Preso dal celebre 'Penso quindi sono' di Cartesio...ecco la 'i'. Era il 1998.
La piccola 'i' seguì dopo l'iMac, con iPod, iPhone, iPad. Con questi prodotti profondamente innovativi la Apple sbaragliava tutti gli avversari...anzi erano costretti ad inseguirla.
Con i prodotti Apple, Steve Jobs forniva un oggetto fisico con l'anima, ovvero l'hardware e il software. Bill Gates, il suo rivale, con la Microsoft si interessava soprattutto di dare un sistema operativo, ossia un software a tutti i computer prodotti dalle altre aziende.
Non saprei dire cosa sarà l'Apple dopo Steve Jobs; non saprei se il meglio della Mela debba ancora arrivare. Certo che la sua guida, la sua volontà, il suo carisma e determinazione mancheranno a tutti.

lunedì, settembre 26, 2011

La recita di B&B

NdA (prima che entri in vigore una ventilata legge contro le intercettazioni che vuole mettere un bavaglio anche ai blog...esprimo una mia opinione:

La foto che mostra Berlusconi che tiene una mano sulla testa di Bossi è emblematica di quanto succeda in questo momento in politica. Ricordo un'altra foto di tantissimi anni fa quando invece Berlusconi camminando nella sua villa di Arcore metteva la mano sulla spalla di Bossi; era il 1996 e di lì a poco il 'mafioso di Arcore', così lo appellò Bossi, perdeva la guida del suo primo governo.
All'ora la Lega Nord perse alcuni personaggi che confluirono in Forza Italia. Berlusconi furioso apostrofò Bossi come un Giuda. Fini disse che con Bossi non avrebbe mai preso neppure un caffè...come si sa in politica mai dire mai. Poi bastò solo qualche anno, con qualche accordo notarile di risoluzione per querele e pagamenti, che ci ritroviamo oggi nel panorama di uno sfascio totale dell'Italia con questi due personaggi a recitare nuovamente la scenetta: Berlusconi che lambisce Bossi, con una faccia da cagnolino ubbidiente. Cosa succederà ora?
Sicuramente la Lega Nord non sarà più quella di prima. Berlusconi a sua volta ha imboccato un viale del tramonto, che speriamo non aggravi di più la situazione italiana ormai allo stremo.
Pagine di storia brutte e tristi. Così festeggiamo i 150 anni dell'unità d'Italia: con due guitti della politica a cui gli italiani hanno creduto potessero cambiare l'Italia in bene. Oggi possiamo dire che si stava meglio quando si stava peggio. Si stava meglio quando c'erano ancora i comunisti; almeno a quei tempi le persone avevano un altro spessore morale e politico.

giovedì, settembre 22, 2011

Il sindaco di Lampedusa

di Tony Troja articolo tratto da Il Fatto Quotidiano
Era il 30 marzo 2011. Berlusconi, giunto a Lampedusa, rassicurava gli abitanti sulla situazione immigrati nell’isola. E come al solito, non aveva perso tempo per mostrare buona parte del suo repertorio di balle spaziali, questa volta ad insulam: “in 48-60 ore, gli immigranti andranno via da Lampedusa”; apriremo un casinò e un campo da golf”; “abbiamo dato incarico a Rai e Mediaset di fare servizi che attirino gli italiani (a Lampedusa)”; “verranno stanziati fondi straordinari per Lampedusa”; “una moratoria fiscale”; “la richiesta all’Unione Europea che l’isola sia zona franca”; “candidiamo Lampedusa al Nobel per la pace”.
E per ultima, perla delle perle: “Mi sono, ieri mattina, domandato: ma incontrando i lampedusani, come posso dargli io la sicurezza che tutti i piani che annuncerò saranno davvero trasformati in realizzazioni concrete? Mi sono detto DEVO DIVENTARE LAMPEDUSANO ANCH’IO! Mi sono attaccato ad internet, ho scovato una casa bellissima di fronte a Cala Francese, si chiama Due Palme… e l’ho comperata! Quindi, adesso, avete, nel governo un interlocutore assolutamente interessato”.
Accanto, Raffaele Lombardo che, come al solito, è presente solo fisicamente (lo sguardo è totalmente assente) e che sbadiglia durante il discorso del premier; il sindaco De Rubeis che si preoccupa che Berlusconi non cada dal muretto dal quale parla (un’altezza vertiginosa di qualche decina di centimetri) e una signora sconosciuta che annuisce per tutto il Berlusconi Show.

domenica, agosto 21, 2011

Lotta di classe

La manovra finanziaria che dovrebbe servire a portare in pareggio il bilancio dello Stato italiano contiene di tutto: tasse, tagli, sanzioni, riduzioni di cariche elettive, regole antievasione fiscale, trasferimento di salari, posticipi di pensioni, tfr, avanzamenti retributivi, aumenti di tariffe, contributi di solidarietà ecc. Tutte misure che nella maggior parte colpiranno ancora i lavoratori e gli strati bassi della società.
La manovra non prevede interventi sui patrimoni mobiliari e immobiliari. Sono misure dettate dalla visione classista della società rovesciata. Sì, perchè in Italia abbiamo la lotta di classe alla rovescio: sono i ricchi che fanno la guerra ai poveri.
Mentre la crisi avanzava e metteva in pericolo l'assetto sociale dello Stato, il nostro Parlamento e il Governo si preoccupava di fare leggi per evitare che si processi il boss della politica italiana.
E' così. La lotta di classe con Berlusconi al potere è stata ribaltata. Cosa credete? Che ad esempio la riforma della Giustizia serva a far processare e condannare chi commette reati? No, serve soprattutto a far evitare condanne e galera al capo e ai politici corrotti. Il processo breve, poi diventato lungo ha lo scopo di salvare i ricchi. Che altro? Salvaguardia del potere costituito non dalla capacità, dalla competenza, dall'onestà e dai valori morali, ma dalla ricchezza, dalla pecunia.
Un risultato lo si vede nell'affollamento delle carceri: sono riempite da poveracci che sono in galera perchè non hanno a disposizione avvocati e leggi ad personam. Per un Alfonso Papa ed un Lele Mora in galera -c'è da giurare usciranno presto- ne marciscono dentro migliaia. In Italia se truffi miliardi o aiuti i mafiosi, farai si e no qualche giorno di arresti ai domiciliari, se non sei con i documenti in regola per l'emigrazione vai nei campi di concentramento chiamati CPT.
Nel grosso problema carcerario italiano abbiamo il 40% dei detenuti rappresentato da extracomunitari, molto spesso clandestini. Anzi, loro in maggior parte sono in carcere proprio perché clandestini.
Le pene alternative, che dovrebbero permettere di scontare le pene fuori dal carcere, sono date a chi ha gli avvocati che fanno richiesta nei tempi giusti; chi ha i soldi ha l'avvocato interessato, gli altri no. Inoltre con l'introduzione dei vari 'pacchetti sicurezza' indipendentemente dalla gravità dei reati: chi ha due stupri o due rapine può restarsene fuori, chi invece ha un furto di provolone, una guida senza patente e una vendita di cd taroccati deve restare dentro.

lunedì, agosto 15, 2011

La crisi economica e la manovra finanziaria

L'attuale crisi mondiale, che ha investito tutti, ha un'origine dentro il sistema capitalistico e un liberismo sfrenato che ha nel mercato il suo Dio. Con la scelta degli strateghi americani di Reagan si è avviata una fase che ha fatto cadere tutti i controlli pubblici e politici sull'economia producendo una finanza speculativa spesso posticcia e senza etica.
Ora si fanno manovre monstre per salvare gli assetti economici e sociali degli Stati ma sempre nell'ottica di riprendere poi il solito cammino di consumi e sperperi, di crescita disordinata e sperequazioni. E' sempre più chiaro che in questo modo avremo un 'cane che si morde la coda'.
In Italia la ricaduta economica è aggrava da un governo di centrodestra che governandone 8 degli ultimi 10 anni, ha acuito il disastro del debito pubblico esercitando una 'lotta di classe' all'incontrario. In Italia paradossalmente ci sono i ricchi che fanno la guerra ai poveri.
Ora pressata dalla comunità europea, con i governi francese e tedesco in primis, l'Italia ha dovuto approvare con un decreto urgente una manovra finanziaria mostruosa: si tratta di ben 45 miliardi di euro per portare a parità il bilancio dello Stato. Miliardi che in parte vanno a sommarsi ad una finanziaria varata appena un mese prima.
Questa manovra contiene di tutto: tasse, tagli, sanzioni, riduzioni di cariche elettive, regole antievasione fiscale, trasferimento di salari, posticipi di pensioni, tfr, avanzamenti retributivi, aumenti di tariffe, contributi di solidarietà ecc. Tutte misure che ancora colpiranno i ceti lavorativi e bassi della società. Ancora misure dettate dalla visione classista rovesciata.
Ma cosa potevamo aspettarci da un governo presieduto da Berlusconi? Dall'uomo più ricco d'Italia? Forse di colpire i ricchi? Altra cosa che abbiamo assistito, con la questione morale, è la difesa di una casta politica che, con quello che si era presentato come l'antipolitico' è diventata più forte e sfrontata.
Cosa succederà ora? Una cosa che per me è certa: dalla crisi non si uscirà se non cambiamo il nostro modo di vivere, legato ai consumi e allo spreco, insieme alla visione del mondo che abbiamo attualmente. Cosa difficile ma necessaria per non spargere sangue.

martedì, luglio 26, 2011

personaggi negativi: Mario Borghezio

Non so da quanti anni la Lega Nord manda al Parlamento Europeo un uomo come Mario Borghezio, un pregiudicato, che in merito alla strage di Oslo compiuta da un fanatico criminale come Anders Breivik afferma: 'Molte sue idee sono buone, alcune ottime. È stato strumentalizzato. È per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza'.
Non capisce che le violenze stanno proprio alla base di quelle idee? Non capisce che il nazismo conteneva le stesse idee? L'odio per il 'diverso', l'esclusione, la separazione, il considerare le proprie idee superiori e uniche in modo da pensare che l'occidente sia una civiltà superiore e tutti gli altri uomini sottospecie, sono gli argomenti che portano – se non lo sono già loro stesse- violenza e omicidio.

venerdì, luglio 15, 2011

Il lusso è un diritto?

Ho visto in questi giorni una pubblicità che diceva: 'il lusso è un diritto'. Era riferito ad un'automobile e chissà cosa volesse sostenere quello slogan che, tra parentesi, è stato fatto da una società pubblicitaria tra le più prestigiose d'Italia, la Armando Testa.
Bisogna ricordare che il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero. E' la manifestazione dell'importanza che viene data all'esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è elevazione culturale. E' il trionfo dell'apparenza sulla sostanza.
Allora chi comprerà quell'automobile su quali basi si muoverà?
Mi sa che questa volta la Armando Testa abbia preso un granchio...così si dice per chi pesca una cosa sbagliata.

martedì, luglio 12, 2011

La crisi economica...

E' una vita che si parla di crisi economica ed è una vita che io vivo di crisi.
Io ricordo che a vent'anni si parlava di congiuntura, era una fase che preludeva a cambiamenti sociali ed economici che per noi voleva solo dire insicurezza economica: crisi e ancora crisi; poi si arrivò all'inflazione. Arrivò poi il riflusso; quello fu non solo economico ma anche sociale e di conseguenza ci si trovò nella recessione. Con il tempo si parlò di stagnazione, che diventò stagflazione. Sempre per la crisi.
La colpa era sempre degli ultimi della scala sociale: gli operai, i pensionati e i sindacati...'bisogna tagliare il costo del lavoro e lo stato sociale...poi tutto ripartirà'. Così si affermava. Più soldi ai padroni affinchè possano rilanciare l'economia e le imprese. Invece ancora e sempre la crisi. In Italia, come in altri Paesi, si era addirittura messo un 'padrone' al governo: la crisi con quello...puff! Sarebbe sparita.
Oggi con il continuo succedersi di crisi arriviamo alla catastrofe finanziaria mondiale. Siamo alla bancarotta. 'Siamo alla frutta', dicevano quelli che fino a quel momento si erano mangiati tutto. Per ripartire bisogna rilanciare i consumi, far tornare a spendere la gente: questa è la ricetta antica. Quella che dovrebbe far crescere il PIL e che invece fa girare le palle a chi vorrebbe pure spendere e comprare tutto, ma i soldi non li ha.
In ultima analisi c'era e c'è sempre una crisi che incombe e di conseguenza l'economia langue. Vuoi per le finanze, vuoi per il lavoro si continua a soffrire.
Ma pensiamoci bene: chi è che sostiene che l'economia è una scienza? E per di più esatta? Ecco lo sbaglio è quello: l'economia non è una scienza e, seppur ha a che fare con i numeri, non è per niente esatta. L'inganno di sostenere l'economia come una scienza universale è quello che frega tutti.
L'economia è una invenzione umana e come tutte le creazioni mentali dell'uomo è destinata a cambiare e anche a sparire. Sarà che dopo tantissimo tempo stiamo preparando il funerale all'economia? La crisi allora si rivelerà come una definizione all'interno del linguaggio, delle metodologie e della teoria della scienza economica. Sparita quella, chissà che non sparisca anche la crisi.

sabato, luglio 09, 2011

Il cambiamento

Mi sono chiesto spesso come mai molte persone cambino in modo così repentino e soprattutto scegliendo l'opposto di ciò che affermavano con foga fino a qualche tempo prima.
Nella pratica quotidiana cosa succede se un 'baciapile' un bigotto poi me lo ritrovo un ardente ateo e mangiapreti? Oppure che dire all'opposto di marxisti convinti praticanti dell'ortodossia materialistica, scoprirli poi docenti di pratiche spirituali e religiosissimi seminaristi delle chiese più svariate?
Penso subito al percorso dell'Eroe; ovvero il classico percorso personale verso la responsabilità della propria vita che comprende le tre grandi tappe: l’Eden, la Caduta e il Ritorno. Insomma pare che queste persone, in cui vedo i cambiamenti, forse in fondo 'ritornano' a ciò che erano in origine.
Rimango tuttavia perplesso; c'è una componente che rimane in quel cambiamento invariata ed è l'estremismo, il fideistico abbraccio alle visioni del mondo che poi cambiano. Come mai? Ecco non sarà questo modo di vivere acriticamente la loro vita e le loro decisioni che li porta a trasformarsi in potenziali soldati giapponesi pronti sempre alla guerra?
Faccio questa considerazione per spiegarmi i cambi di casacca che spesso avvengono in campo politico: cos'è una maturazione? Certo che in politica può giocare l'opportunismo, l'interesse personale di emergere ricercare consensi e potere fuori da ogni logica di pensiero...ma poi?
Ecco io spero solo che i percorsi personali di certi individui poi non influiscano più di tanto nelle scelte collettive, per cui si salva un governo disastroso o si vota una legge criminale solo per ripetere il viaggio dell'Eroe...
Ma non saremo a nostra volta noi tutti un essere unitario che deve imparare a crescere?

venerdì, giugno 17, 2011

Il vento è girato

Il sito web del quotidiano La Padania della Lega Nord è in manutenzione già da un po' di tempo e non si sa quando sarà nuovamente online. Nel momento di maggiore sofferenza per la maggioranza di governo e in special modo della Lega Nord, i simpatizzanti e iscritti di questo partito non hanno modo di esprimere il loro disagio.
La stessa pagina su internet del partito della Lega Nord non parla minimamente dei referendum appena svolti, che hanno rappresentato un ulteriore schiaffo; neppure si menzionano atti dell'azione di governo dove hanno molti ministri. Volantini di propaganda, dove l'obiettivo sono i clandestini e gli immigrati, la richiesta di sicurezza e pene per chi delinque rappresentano le proposte di un partito che pare all'opposizione.
Intanto il disagio e la protesta dei simpatizzanti e degli iscritti al partito monta di giorno in giorno: chiedono al partito di abbandonare il 'mafioso che parla meneghino'. Sembra di colpo di essere tornati al 1996 quando Bossi attaccava frontalmente Berlusconi -Berluskaz- come un delinquente.
Tutta l'attenzione è ora puntata su il raduno di Pontida dove Bossi parlerà al suo popolo delle strategie per raggiungere gli obiettivi cari ai leghisti padani. Il federalismo dovrebbe essere a buon punto e l'obiettivo di tradurlo in realtà con decreti ad hoc -quali il federalismo fiscale- sembrano arenarsi per le difficoltà economiche. A Berlusconi pare che l'unica riforma che conti sia quella 'epocale' della Giustizia. Proprio lui che interpreta l'ingiustizia sociale più eclatante, l'aspetto dei privilegi più manifesto; l'uomo più ricco e potente d'Italia che non si difende nei processi ma dai processi, parla solo di giudici, pm, magistrati e giustizia. La Lega Nord sosterrà ancora Berlusconi a discapito del mal di pancia del proprio elettorato?
Forse siamo ad una svolta anche del come intendere la politica che gira attorno a persone singole: tutto un delegare a leader come Berlusconi e Bossi che è evidente hanno fatto il loro tempo. La Rete dei cittadini, di chi vuole partecipare alle scelte politiche e vuole essere protagonista responsabile del proprio destino non può continuare a sopportare i 'ghe pensi mi'; i più 'amati' dal popolo...coloro che hanno creato cortigiani, servi e yesman devono andarsene. Qualcosa dice che il vento sta cambiando.

martedì, giugno 14, 2011

quattro poesie


Porco belino porco
'Porco belino porco'...così bestemmiava mio papà.
'Porco di un mondo porco', così inveiva sempre papà.
Ancora 'porca miseria porca' continuava papà.
Nelle dolce litanie a base di porco qui e porco là,
si tirava avanti in miseria e onestà.
Ricordo anche quando vinse alla Sisal...furono solo sessantamilalire,
e allora 'Porca puttana porca', si rise per un po'.
Fu davanti ad una tavola bandita con un porco sopra.
Da quel dì il porco venne rivalutato.
Porco al porco in verità non lo aveva mai detto.
Il porco in questione era destinato ad un destino scritto.
'Porco belino porco' qualche volta scappa anche a me
e di riflesso penso a mio papà.

Nonna Attilia
Mia nonna la vedevo sempre girata
a rimestare una pentola nera sopra il rounfò.
Mia nonna teneva il fuoco acceso con legna e carbone.
Dall'altra parte teneva una gallina sotto il lavandino.
Mia nonna parlava in piemontese e basta.
Parlava così con il nonno e mia mamma...e basta.
Con me però si sforzava a parlare in italiano.
Gliel'avevano imposto: se no va male per l'italiano a scuola.
Povero me. Nel tema: 'cosa fai nel tempo libero',
scrivevo sempre la stessa cosa.
Gioco nella gea e salto in cammalletta;
gioco con la zuiarda e le ciappette
faccio la guerra sparando cannette
se vinco poi mangio ciappellette
qualche volta giasciù u reganizzo

Scrivevo tutto in genovese
e non era per la nonna e il suo piemontese
scrivevo quello che sentivo dire dagli amici nella via
ma ancora penso, era farina mia

Mamma Angiolina
Era bella mamma Angiolina
e chi non la è bella per un figlio?
Era giovane mamma Angiolina
lo era anche quando se ne è andata...
forse è sempre presto per quella partenza disperata
Era Nina per tutti, mamma Angiolina.
Per me era carne, odore e voce
mistero, lacrime e sorrisi...
tutto in un arruffo vitale.
Mamma non trovo più il sale...
Quante minestre ho poi mangiato,
quante polpette ho digerito, cibi di ogni tipo ho assaggiato,
cucine diverse, quelle che ti crescono,
ti fan salire grassi, colesterolo e glicemie
Mamma il tuo cibo mi bastava...
lo dico tardi. Sono le mie anemie

Nonno Pietro
Era bello uscire con mio nonno Pietro
mi raccontava sempre cosa c'era dietro
Dietro ogni cosa, mi spiegava, c'è un significato
e io guardavo tutto, incantato
Vedi il cavallo che tira il carretto
serve all'uomo per lavoro e diletto
Ai suoi tempi c'erano i tram a cavalli
ma lui vedeva lontano e mi diceva: studia, studia...
ma stai attento ai credenti,
sono quelli che studiano per rimanere ignoranti.